LE ORIGINI DELLA PIANURA PADANA

La Pianura padano-veneta ha avuto origine da un antico golfo colmatosi con detriti trascinati dai fiumi: la pianura è quindi di natura alluvionale.

Alcuni corsi d’acqua, provenienti dalle Alpi e dall’Appennino Settentrionale, convergendo verso il fondovalle si sono col tempo riuniti in un unico grande fiume: il Po.

Altri fiumi sfociano invece direttamente nell’Adriatico. A Nord del Po: l’Adige, il Piave e il Tagliamento. A Sud: il Reno.

Il Po raccoglie le acque da una vasta superficie, e i suoi affluenti si addentrano nelle vallate alpine e appenniniche come le radici di un albero. La forma stessa di questa ramificazione esprime la dinamica e il movimento. Per esempio, le confluenze degli affluenti nel Po non sono mai ad angolo retto, ma si raccordano ad angolo acuto al corso dalla correte principale. La acque del Po sono sempre limacciose; oltre all'acqua c'è quindi anche un flusso di sabbia, ciottoli e ghiaia che si sposta incessantemente dall'arco montano alla pianura.

I ciottoli e i materiali grossolani, trascinati da acque impetuose, sono depositati dagli affluenti appena sboccano nella pianura.

I materiali più fini vengono invece riversati nel Po, che in parte li deposita lungo il suo percorso, specie nelle curve dei meandri. Una certa quantità di sabbia raggiunge però la foce e si riversa nel mare Adriatico, accumulandosi sui fondali.

Nei fiumi che hanno la foce a delta, i detriti sabbiosi che si depositano in fondo al mare, a poco a poco formano degli isolotti.

Gli isolotti si saldano alla costa e separano dal mare uno specchio d'acqua che forma la laguna.

Qui le sabbie continuano a sedimentare fino a che la laguna si trasforma, prima in acquitrino e poi in terra ferma.

Poi il processo ricomincia più al largo. Così metro dopo metro il delta si protende nel mare: è in questo modo che il Po ha costruito l'intera Pianura Padana.


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