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VRDI
Virtual Reality per una Didattica Inclusiva

Il progetto VRDI intende esplorare come la virtual reality e le tecnologie collegate, ad esempio i video a 360 gradi o la mixed reality, possano essere utili e di valore per l’insegnamento e per la didattica inclusiva.
VRDI è un Living Lab dove co-progettare i diversi elementi di attivazione, azione e interazione insieme a studenti, insegnanti ed editori, e al tempo stesso esplorare, sperimentare, testare e valutare nuovi approcci e soluzioni per contribuire a definire il futuro dell’educazione inclusiva. Scopo ultimo del progetto è quello di creare delle unità didattiche in VR secondo l’approccio inclusivo.
Durante l’anno scolastico 2017/2018 sono stati avviati primi laboratori a carattere esplorativo con i ragazzi delle scuole partner, e incontri con gli insegnanti per sperimentare i prototipi delle unità didattiche in realtà virtuale. Per l’anno scolastico 2018/2019, invece, il progetto ha avviato la fase di implementazione e sperimentazione delle UD in VR in un maggior numero di scuole. In parallelo si muove la ricerca dell’Università per indagare l’impatto delle UD in VR sull’apprendimento dei ragazzi.

All’interno del progetto Area svolge il ruolo di partner esperto in didattica inclusiva e supporto scientifico alla validazione sperimentale portata avanti dal Dipartimento di Psicologia.

VRDI è un progetto dell’Istituto Superiore Mario Boella, presentato in collaborazione con Area, Loescher Ed.Dipartimento di Psicologia dell’UniToConvitto Nazionale Umberto IIstituto Comprensivo N. TommaseoCentro Scienza e Fondazione Agnelli, sviluppato grazie a un finanziamento su base biennale di Fondazione Tim

Per conoscere meglio le attività del progetto visita il sito VRDI.

Social4All
nativi digitali e disabilità intellettiva

Il progetto, iniziato nel 2017 e finanziato da Fondazione CRT, coinvolge 42 partecipanti tra bambini, ragazzi e giovani adulti con disabilità intellettiva.
Social4All si configura come una ricerca-intervento sui bisogni “social” e tecnologici dei nativi digitali, con l’obiettivo di agire sulle interferenze emotive, relazionali e cognitive dell’handicap in relazione al mondo del virtuale e della tecnologia.
Il progetto propone un percorso formativo ed esperienziale sui social media e le app più utilizzate (Facebook, Instagram, WhatsApp, YouTube), al fine di utilizzarne le potenzialità a sostegno dell’integrazione sociale dei partecipanti. Il percorso ha lo scopo di sostenere la comunicazione, la relazionalità e i processi di costruzione identitaria fondamentali per uscire dall’autocentratura caratteristica della disabilità intellettiva.
Social4All, prevede anche attività aggregative per i partecipanti, uno spazio di ascolto e rielaborazione aperto anche a genitori e siblings e incontri di formazione e riflessione sulla tematica aperti a un pubblico allargato.

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