Emi Gatto
Recensione pubblicata il: 2/10/2026
Creatura inafferrabile e misteriosa, Emi ama rannicchiarsi al calduccio, guardare il temporale e annusare tutto. Ma anche stare nella sua scatola, miagolare e fare scorpacciate di latte. Si potrebbe pensare che Emi sia un gatto, eppure non è così. Emi è, infatti, una bambina che si comporta in modo singolare. Singolare è quello che dice, quello che pensa, quello che fa. Il suo modo di stare al mondo è spiazzante come può essere, per esempio, quello di un bambino autistico, ma il finale della storia (che una vera e propria storia, a dire il vero non è) ci mostra che spiazzare non significa necessariamente stare fuori, stare da parte. L’ultima pagina di Emi Gatto ci propone, infatti, la protagonista ormai cresciuta e divenuta capace di trasformare la sua originalità di pensiero e di azione in una professione artistica riconosciuta e apprezzata.
Il personaggio di Emi nasce per mano di Francesco Fagnani come protagonista di un albo illustrato pubblicato da Librì nel 2024. Più di recente, la casa editrice Puntidivista ne ha realizzata una versione accessibile all’interno della quale il testo è semplificato e supportato visivamente dai simboli e le illustrazioni sono qua e là arricchite da alcuni elementi tattili.
I simboli, dal canto loro, non fanno riferimento ad alcuna collezione internazionale ma sono creati dalla stessa casa editrice che predilige la commistione di colore e bianco/nero, la presenza di testo maiuscolo all’interno della riquadratura, la rinuncia alla simbolizzazione di tutti gli elementi testuali (preposizioni, congiunzioni e articoli, per esempio, sono uniti al sostantivo di riferimento) e la sostituzione dei qualificatori di numero (++) con un numero maggiore di soggetti disegnati all’interno del riquadro.
Le illustrazioni, invece, presentano uno stile amichevole ed essenziale. Su di esse si innestano gli inserti tattili. Anche se l’aggiunta di tali elementi appare un po’ posticcia e i materiali impiegati (feltro, lana, cartone e gomma crepla) non risultano molto puntuali rispetto ai soggetti rappresentati, la presenza di elementi da toccare costiuisce una soluzione interessante, che andrebbe esplorata ulteriormente. Gli stessi lettori che potenzialmente beneficiano della presenza di simboli, trovano spesso, infatti, nella multisensorialità un canale comunicativo prezioso e un supporto importante all’attività di lettura.
Del medesimo libro, la casa editrice Puntidivista ha reso disponibile anche una versione nero-Braille con inserti tattili.
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