Toc toc… Chi c’è?
Recensione pubblicata il: 23/10/2026
Toc toc… chi c’è? è un libro che guarda con molta attenzione al tema dell’accessibilità. Ibrido nella forma, unisce la facilitazione legata alla presenza dei simboli della Comunicazione Aumentativa e Alternativa a quella implicata dalla presenza di elementi tattili con cui interagire. Ogni doppia pagina del volume scritto da Larissa Bacci e curato da Puntidivista presenta, infatti, sulla sinistra un testo essenziale supportato dai simboli e sulla destra immagini visive parzialmente nascoste dalla sagoma tattile e apribile di un armadio.
La storia è, infatti, incentrata sull’abitudine della mamma di Lisa a chiamarla con vari nomignoli. Ecco allora che per manifestare il suo disappunto Lisa fa uno scherzo alla mamma nascondendosi nell’armadio fino a che non sente pronunciare il suo vero nome. Patata, cipolla, puzzola, fringuella: ogni volta che la mamma affettuosamente usa un soprannome, Lisa compare dentro l’armadio assumendo le fattezze dell’animale o dell’oggetto citato. Sta al lettore, in particolare, farla comparire aprendo le ante: meccanismo semplice ma efficace per supportare l’aggancio e la partecipazione.
Gli inserti tattili, tutti realizzati in maniera identica in feltro arancione (poiché rappresentano sempre il medesimo oggetto), non rispondono dunque all’obiettivo di rendere la figura fruibile a chi non vede ma di attivare e coinvolgere chi normalmente fatica a mantenere l’attenzione condivisa. I simboli, dal canto loro, vanno nella medesima direzione, offrendo un supporto visivo ad un testo già di per sé piuttosto fruibile, immediato e semplice. I simboli sono, nella fattispecie, impiegati in maniera funzionale, privilegiando accorpamenti (ad esempio di preposizione e sostantivo) qualora questi rendano la lettura più fluida e non intacchino la comprensione del significato. I simboli per cui la casa editrice opta non rientrano in nessuna collezione internazionale ma sono creati ad hoc.
Un ultimo elemento di accessibilità, infine, è dato dalla struttura iterata della storia a cui corrisponde una costruzione ricorrente delle figure: due aspetti che concorrono a creare un terreno rassicurante per il lettore che man mano sa cosa aspettarsi e come muoversi sulla pagina.
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