Mia mamma è un dinosauro
Recensione pubblicata il: 30/10/2026
Finalista del Silent Book contest 2025, Mia mamma è un dinosauro è un libro senza parole che lascia ampio spazio all’interpretazione del lettore. La storia che consegna a chi lo sfoglia resta sospesa tra il sogno e la realtà, porgendo un protagonista che gode dell’amore di due mamme diverse: una dinosauro e una umana.
Se in apertura vediamo, infatti, il bambino muoversi nella foresta, protetto da mamma T-Rex che si prende dinosaurescamente cura di lui, da un certo punto in avanti, lo troviamo tra le braccia di una donna che umanamente prova a insegnargli a camminare, giocare e mangiare. Nel mezzo, una doppia pagina di buio assoluto: un sogno? Un allontanamento? Un momento simbolico di solitudine? Ciascuno potrà farsi la sua idea e trovare le sue parole.
Ciò che c’è di certo e bellissimo, è che qualunque sia il grado di metaforicità che si decide di applicare a questa storia, il libro ci regala un’idea di maternità molto rispettosa del vissuto e dell’identità del bambino, qualunque essi siano. L’ultima pagina ci propone, infatti, l’immagine del bambino e della sua mamma umana che divorano gioiosi gli spaghetti alla maniera dei dinosauri.
Tenero, vivace e ben costruito tra scene a tutta pagina e vignette più ridotte, Mia mamma è un dinosauro si presta bene a dare parola a vissuti profondi e a legami ricchi di sfumature, come quelli che legano madri e figli. Il grado di sospensione permette a ciascuno di adattare il racconto al proprio sentire. Il retro della medaglia è chiaramente un minore orientamento del lettore: aspetto, questo, che può rappresentare una criticità per chi trova nelle immagini un codice amico laddove queste non lascino troppi vuoti e non richiedano troppe inferenze.
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