Tortintavola. Ma la torta dov’è?

Un libro che è anche un gioco-giallo ricco di indizi, una carrellata di quadri in cui smarrirsi,  un invito senza posa a seguire avventure sopra, sotto e attraverso le radure della foresta. Tortintavola è tutto questo, non c’è dubbio, ma è anche un libro meraviglioso che racchiude una storia divertente, appassionante e garbatamente deliziosa.

Non ci sono parole a raccontarla ma due manciate ben scelte di personaggi illustrati le cui vicissitudini si affiancano e s’intersecano a tratti alterni. Tra camaleonti innamorati in vista di un galante rendez-vous, topi che sgraffignano torte alla panna, peluche a forma di coniglio smarriti da conigli in forma di coniglio, famigliole suine in gita di piacere, scimmie dispettose a caccia di piume e cappelli e ranocchi scatenati dalla pallonata facile, quello che si anima sotto gli occhi del lettore è un quadro brulicante di protagonisti e imprevisti, come un Bruegel contemporaneo, molto buffo e  spiritoso.

Vestendo panni insoliti, da spettatore-narratore che s’improvvisa detective, chi si accosta alle pagine irresistibili di questo libro senza parole, già finalista del Premio Andersen 2012, scopre il piacere di una lettura senza una direzione e un ritmo unilaterali. L’invito silenzioso ma travolgente è a seguire la storia a modo proprio – d’un fiato fino in fondo, in parallelo o a ritroso – , accompagnati dalla piacevole sensazione che ci sia sempre qualche dettaglio nascosto ancora da scovare.

Che fretta c’è

Prendersi il tempo di riscoprire le cose piacevoli della vita quotidiana – fare merenda, giocare, guardare un film, amare, concedersi un bagno – senza dimenticare di sorridere, però. Questo ricordano le lumachine nate dalla penna scherzosa e inconfondibile di Agostino Traini: creature minuscole che escono direttamente dalla fantasia dell’autore, divertente e divertito, e che un’analoga porta dischiudono nel lettore. Quest’ultimo, incuriosito dalle protagoniste di Che fretta c’è, si ritrova così in un mondo ricco di dettagli umani ma lumachescamente trasformato, in cui la lentezza diventa la chiave della comprensione e del diletto.

Ciò che compare a ogni pagina voltata è il racconto di un’azione, frammentato in nove piccole scene dalle insolite inquadrature – dettagli, scorci e primi piani soprattutto – seguiti da un’ultima scena a tutta pagina, dallo sguardo più ampio e risolutivo. La tacita sfida è a raccogliere e assemblare gli indizi disseminati in ogni frammento per coglierne il senso globale: una sfida tutt’altro che scontata poiché nessuna parola viene in aiuto del lettore-investigatore. Che fretta c’è è infatti un delizioso libro senza parole che rende l’esperienza della lettura personalizzata e accessibile anche a chi ha difficoltà con l’espressione scritta.

E proprio in questo sta il bello, forse. Perché ognuno può seguire i suoi sentire fantastici, ricostruire la storia che più gli piace, raccontare un evento molto semplice da punti di vista differenti o semplicemente con parole nuove ogni volta, come in un libro-game insolito e rudimentale in cui si legge, si scorre, si fa attenzione a non perdere i dettagli, si scoprono finezze, si risolvono misteri e poi, soprattutto, si torna indietro e si ricomincia con nuova consapevolezza e rinnovata curiosità. Con tutta calma, però. D’altronde, che fretta c’è?

L’isola

Se, come sostiene Suzy Lee, “un buon libro illustrato lascia spazio all’immaginazione” permettendo al lettore e all’artista di “godersi comodamente l’ambiguità”, L’isola di Ronald Tolman e di sua figlia Marije non sfugge alla categoria. Con quel suo lasciarsi leggere e rileggere disseminando tracce di suggestioni sempre nuove, questo silent book si presenta, infatti, come un invito caloroso ma non invadente a scendere con una scaletta da una nuvola spumosa e a immergersi curiosamente in scenari distesi a perdita d’occhio su cui si stagliano figure dai tratti delicati.

Quello che viene proposto, qui, è un viaggio tra isole misteriose in compagnia di un placido orso bianco, dai tratti noti agli affezionati del premiatissimo La casa sull’albero. Al suo fianco il lettore senza fretta ha modo di incontrare distese popolate da pulcinella di mare, banchine rotanti come giostre in forma di sole, lingue di terra regno di dodo e avvoltoi, ricordi d’Africa e di animali equatoriali e, infine, un’isola-palafitta che sa tanto di casa, di approdo e di rifugio in cui condividere la serenità e la meraviglia con qualcuno di vicino. Come un procione violinista, per esempio.

In una successione di vedute a tinte pastello che divengono cornice per l’immaginario, il volume si anima di quella poesia che è propria dei viaggi dalla meta ignota e di quella magia caratteristica dei luoghi così indistinti da poter esser dappertutto e in nessun posto. Ne risulta un gioiellino editoriale indefinito e insieme affascinante, certo non facile da cogliere in un’interpretazione univoca, ma forse proprio per questo capace di stimolare un rapporto personale con le immagini e un dialogo inventivo con e tra grandi e piccoli lettori.

Chi è stato?

Siamo sicuri che carote, pomodori e insalata siano soltanto verdure da condire e pappare? A scorrer le pagine di Chi è stato? si direbbe proprio di no! Nel giro di qualche decina di pagine, tutte colorate e senza parole, i semplici ortaggi riescono a trasformarsi in nasi e capelli di un pupazzo di neve ma anche in oggetto di furti scherzosi e soprattutto in strumento per fare nuove amicizie insolite. Senza che ci sia bisogno di accostare alle immagini alcuna parola, il volume proposto dalla Lapis, cattura, stupisce e appassiona il giovane lettore.

Già, perché si inizia ad essere lettori non quando si scopre il piacere della parola scritta ma quando il libro diventa un oggetto familiare, al centro di un rito estremamente intimo ed arricchente.  Non è detto, allora, che le parole debbano essere per forza stampate poiché a trovarle può essere il bambino che sfoglia le pagine o l’adulto che lo accompagna in questa esperienza di trasporto e invenzione. Ecco allora che libri composti di sole immagini e privi di testo divengono strumenti fondamentali per avvicinare alla lettura e al suo oggetto principe qualunque bambino, compresi quelli che hanno o potrebbero avere difficoltà legate alla comprensione delle frasi.

Che meraviglia!

Storie semplici, illustrazioni deliziose, sviluppi chiari e pagine attraenti: così si presentano i libri della collana “I senza parole”, proposta con passione e cura da Lapis edizioni. I volumi, caratterizzati da una maneggevole forma quadrata e da un rassicurante layout a riquadri, raccontano a lettori curiosi e alle prime armi storie di scoperte, di affetti e di piccole avventure quotidiane.

In Che meraviglia!, per esempio, le strane sfere ritrovate in spiaggia e impiegate con inventiva come biglie, decori o bijoux, svelano all’improvviso il loro contenuto speciale alla protagonista del libro che, per aiutare mille neonate tartarughine a riconquistare la via del mare, si trova a inventare soluzioni bizzarre e ingegnose.

Tutto questo scorre sotto gli occhi senza che le parole siano mai scritte ma lasciando invece che quelle più adatte, sentite e improvvisate vengano fuori proprio dal lettore o da chi, con lui, condivide l’esperienza affettiva della lettura.

Canto di Natale

Se un classico – come affermava Calvino – « è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire», tutti dovrebbero avere la possibilità di rileggerlo a piacere. O di riascoltarlo a piacere, laddove le condizioni di lettura non siano agevoli.

Ecco perché gli audiolibri di alcune pietre miliari della letteratura per l’infanzia italiana possono essere salutati come belle novità nel campo dell’accessibilità letteraria: perché offrono a chiunque uno strumento alternativo per godere di un buon testo e perché garantiscono a un pubblico non vedente o con difficoltà di lettura uno strumento indispensabile per accostarsi a un patrimonio universale.

È il caso de Le avventure di Pinocchio di Collodi, de Il giornalino di Gianburrasca di Vamba o de Il canto di Natale di Charles Dickens, tutti pubblicati in versione integrale da Il Narratore in formati diversi – MP3 scaricabili dal sito, cd audio e cd MP3 – e dunque facilmente impiegabili secondo differenti esigenze e mezzi. La loro registrazione permette un ascolto rilassante e particolare che trasforma a suo modo storie arcinote in una performance da scoprire.

Pinocchio ed. il Narratore

Se un classico – come affermava Calvino – « è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire», tutti dovrebbero avere la possibilità di rileggerlo a piacere. O di riascoltarlo a piacere, laddove le condizioni di lettura non siano agevoli.

Ecco perché gli audiolibri di alcune pietre miliari della letteratura per l’infanzia italiana possono essere salutati come belle novità nel campo dell’accessibilità letteraria: perché offrono a chiunque uno strumento alternativo per godere di un buon testo e perché garantiscono a un pubblico non vedente o con difficoltà di lettura uno strumento indispensabile per accostarsi a un patrimonio universale.

È il caso de Le avventure di Pinocchio di Collodi, de Il giornalino di Gianburrasca di Vamba o de Il canto di Natale di Charles Dickens, tutti pubblicati in versione integrale da Il Narratore in formati diversi – MP3 scaricabili dal sito, cd audio e cd MP3 – e dunque facilmente impiegabili secondo differenti esigenze e mezzi. La loro registrazione permette un ascolto rilassante e particolare che trasforma a suo modo storie arcinote in una performance da scoprire.

Raccontare con le parole e con le mani

Ci sono tanti modi per comunicare, raccontare e sognare insieme. Ci sono tante lingue, ciascuna con la sua musica; ci sono le immagini, che trovano i suoni nei colori; e poi ci sono i segni delle mani, con quel loro strano e sconosciuto potere di dire le cose immaginandole con gli occhi.

Il cofanetto Raccontare con le mani e con le parole, edito dalla Sinnos Editrice, prova a  esplorare tutti questi linguaggi raccogliendo dialoghi, filastrocche e ninnananne delle diverse tradizioni e  proponendone al contempo la versione originale, la versione italiana, l’illustrazione figurativa e la trasformazione in lingua dei segni. Come dire: una sola storia può rivelarne quattro diverse, ognuna con un ritmo, una poesia e una forza espressiva differenti. Ognuna capace di narrare l’intensità dei piccoli momenti quotidiani in modo unico e particolare. Così, provare a leggere la storia essenziale della lumachina o del cattivo papao, affidandosi alle immagini o al movimento delle dita, può diventare un’occasione di sperimentazione e condivisione per chi normalmente legge o ascolta le parole come per chi normalmente le cattura nei gesti.

Tre volumi diversi fanno parte di questa raccolta: due di filastrocche di tradizione italiana, araba, indi e urdu, uno sulle prime espressioni e uno dedicato ai genitori perché la comunicazione, anche difficoltosa, possa diventare una momento di scambio ricco e sereno. Il cofanetto, curato nei testi da Marisa Bonomi, nelle calde illustrazioni da Cristina Pietta e nella realizzazione da Cosetta Zanotti, si inserisce in un progetto editoriale ampio della Sinnos Editrice, volto a fare dei libri uno strumento importante di integrazione concreta.

C’è posto per tutti

“… il gatto, il topo, l’elefante, solo non si vedono i due liocorni”. Già, i due liocorni non si vedono nell’albo firmato da Massimo Caccia e ispirato alla storia dell’Arca di Noè, ma forse sono soltanto strizzati tra l’opossum e il lama, o restano in ombra dietro l’elefante e il bufalo. Difficile a dirsi: in C’è posto per tutti nulla è scontato e all’occhio attento possono riservarsi sorprese continue. L’ironico albo senza parole proposto da Topipittori gioca infatti con instancabile divertimento sulla proposta di dettagli curiosi da cogliere con fortuna o da ricercare con minuzia.

Tutto è frutto, qui, di una meticolosa e spiritosa attenzione a fare di pagine apparentemente elementari il teatro di un vedo-non-vedo molto intelligente. Quella che sembra una carrellata di animali buffi e variegati manifesta, infine, il suo senso più pieno e dissacrante in un’arca finale stipata all’inverosimile. L’autore dissemina, insomma,  qua e là le tracce del suo intento, stuzzicando il lettore, ma svela la soluzione più autentica dell’opera in un’ultima doppia pagina che è un tripudio di particolari da trovare e ritrovare. Così, proprio quando sembrava conclusa, la caccia al dettaglio si riapre, invitando a scovare nuovi elementi significanti.

Quello che si genera, dall’inizio alla fine, è un incastro perfetto: tra le pagine che, senza soluzione di continuità, fanno scorrere una sorta di unico lunghissimo fondale; tra le inquadrature che assumono un senso solo quando sono messe in successione;  e infine tra gli animali imbarcati che formano nell’arca il più spassoso e insolito dei mosaici.

Il meraviglioso mago di Oz

Semplicità ed efficacia sembrano comporre, ancora una volta, il motto della casa editrice Biancoenero, sempre attenta alle esigenze che i diversi lettori possono avere di fronte a uno specifico libro: esigenze di lettura, esigenze di comprensione ma anche esigenze estetiche.

Così nasce, per esempio, Il meraviglioso mago di Oz che unisce una copertina attraente dai colori caldi, una versione adattata del testo originale di Lyman Frank Baum, un carattere tipografico appositamente messo a punto per agevolare i casi di dislessia e un CD MP3 per seguire il testo con meno fatica. L’ascolto viene perciò a supportare la vista o a invitare alla lettura coloro che a scorrer le righe scritte proprio si annoiano.

Si percepisce, dunque, lo sforzo di trasformare l’accessibilità in un obiettivo concreto attraverso la sinergia tra mezzi, codici e stratagemmi differenti. Ciascuno può cioè, scegliere di affidarsi alla sola lettura semplificata, al solo riposante ascolto o alla combinazione dei due percorsi, inseguendo, a suo modo e con il suo passo, il leone senza coraggio, lo spaventapasseri senza cervello e l’omino di latta senza cuore.

E ora…tutti in Brasile!

Il connubio tra calcio e libri potrebbe sembrare tra i più improbabili a immaginarsi ma alcuni recenti fenomeni editoriali possono facilmente dimostrare il contrario. E’ il caso della serie Gol!, firmata da Luigi Garlando e pubblicata da Il Battello a Vapore con un costante ampliamento della gamma di titoli, dal 2007 ad oggi.

Volumi come questi, di grande successo tra i giovani lettori, capaci di coniugare la narrazione con la passione del pallone, sono al contempo un risultato e uno stimolo importante: essi costituiscono infatti un segnale della vitalità che può animare le letture dei ragazzi e forniscono, dal canto loro, nuova linfa che alimenta il rapporto con il libro.

Ecco perché ci piace pensare che a titoli di questo tipo si possa garantire la massima accessibilità, magari grazie all’uso delle nuove tecnologie. Così, l’audiolibro di E ora… Tutti in Brasile!, pubblicato dalla Emons, suona come una buona notizia perché segna la possibilità di condividere proposte narrative appassionanti al di là di alcuni limiti imposti da disturbi dell’apprendimento o della visione.

Nikolasa. Avventure e sventure

Bernardo Atxaga è forse il più celebre scrittore basco contemporaneo, noto ai lettori adulti soprattutto per le sue Storie di Obaba. Un’inconfondibile sfumatura magica caratterizza tutti i suoi testi, compresi gli innumerevoli racconti scritti per l’infanzia. Tra questi, la casa editrice Angolo Manzoni ha scelto Nikolasa. Avventure e sventure per inserirlo nel suo catalogo di libri che non solo solleticano ma agevolano anche, il più possibile, la lettura.

Le strampalate imprese dell’impavida Nikolasa in cui spuntano un fratello aviatore colto da sonno profondo, una lettera pesantissima carica di fatture e un’improbabile Grande Gara della Carota, sono infatti stampate in carattere Easyreading, per contrastare le difficoltà causate dalla dislessia, e in corpo 16, per favorire la distinzione dei caratteri anche in caso di ipovisione.

Ma non è tutto. Il volume è infatti accompagnato da un cd audio che amplia notevolmente le possibilità di accesso alle vicende narrate, permettendo di ascoltare la storia fin dall’inizio o quando lo sforzo della lettura inizia a farsi pesante. Ciliegina sulla torta: stampa e registrazione sonora prevedono anche la versione originale spagnola per chi proprio voglia fare dell’immersione nel testo un’esperienza a 360°.

Kahuna. Alla scoperta della terra cava e delle tavolette rongo rongo

La prima cosa che si nota di questo libro per bambini è senz’altro la mole: le sue 544 pagine lo rendono infatti particolarmente corposo e fanno del CD che porta in allegato una risorsa appetibile e interessante. Kahuna. Alla scoperta della Terra Cava e delle tavolette rongo rongo, edito dalla Angolo Manzoni, prevede infatti che il lettore possa affidarsi all’ascolto per seguire le peripezie di Luna, peraltro scritte in carattere EasyReading che agevola la lettura dei bambini dislessici.

Magnifico! Questa del CD e del carattere speciale è senza dubbio un’opportunità ben spesa poiché il libro si legge piacevolmente, come dimostrano i molti premi attribuitigli. Quello che il lettore vi trova è un’accattivante miscela di avventura, storia, magia e mistero: la protagonista gode infatti del potere di comunicare con gli animali che la porterà a scoprire una terra nascosta, a decifrare una lingua sconosciuta e a esplorare luoghi affascinanti insieme al suo inseparabile opossum José. La mole del libro o la durata dell’ascolto valgono dunque la pena, soprattutto per chi sa apprezzare le storie dense e appassionanti.

Brevissima storia di una bambina e di una gatta che volevano vivere aggrappate alla luna

Che ci voglia carattere per affrontare temi delicati come la malattia è fuor di dubbio e la Brevissima storia di una bambina e di una gatta che volevano vivere aggrappate alla luna pare condensare al massimo quest’idea. Edito dalla Angolo Manzoni e vincitore 2010 del premio Cassa di Risparmio di Cento, il libro di Gianpiero Scalia unisce infatti un carattere tipografico speciale – con stampa in corpo 16 e in font Easy Reading, supportata dalla disponibilità del testo su CD MP3 – e un carattere stilistico vigorosamente delicato visto l’argomento e il pubblico di riferimento.

Si rende così ampiamente accessibile – anche in caso di dislessia o problemi di vista – un racconto denso come il miele ma fortunatamente non altrettanto sdolcinato, che affronta la malattia con gli occhi e con la voce coraggiosi della bambina che ne è affetta. Qui trovano posto marionette, dottori, amici e giocattoli mescolati a questioni ingombranti dall’anima alla morte e dall’amore alla religione: il tutto in un flusso mai fuori dagli argini nonostante l’impeto dei sentimenti che rende la lettura adatta a ragazzi dallo sguardo profondo e non velato.

Amelia e Zio Gatto. Indagine alle PMI

Un bambina e un gatto dotato di gilet come zio. La premessa del libro di Anna Lo Piano non è certo consueta e il prosieguo del volume ha il merito di tenerle fede. Amelia e Zio Gatto. Indagine alla PMI è infatti un avvincente racconto per ragazzi, fitto di mistero, suspance e avventura.

Spuntano qua e là personaggi bizzarri che aggiungono un tocco di umorismo alla vicenda permettendole di affrontare, senza renderli pesanti, temi di scottante attualità come l’ecologia. La realtà entra così nelle indagini condotte dalla improbabile coppia investigativa che si muove senza indugio negli ambienti televisivi e dei nuovi media.

Il libro, reso accattivante anche dalle illustrazioni firmate da Chiara Nocentini, vanta inoltre il merito di ampliare la gamma di titoli accessibili in caso di dislessia. Adottando il carattere ad alta leggibilità (Leggimi!) anche in questa nuova serie, Sinnos rinnova così, una volta di più, il proprio sostanzioso impegno in favore della lettura aperta anche a chi sperimenta delle difficoltà nella decifrazione dei caratteri stampati.

Buttati, Bernardo!


Libri smilzi, da fuori e da dentro: ecco come appaiono Buttati Bernardo! e gli altri titoli di “Zoom”, la collana fresca di stampa dai tipi della Biancoenero. Sottili nel formato, leggeri nell’impaginazione, essenziali nel carattere e spensierati nel contenuto, questi volumi centrano in pieno l’idea racchiusa nel nome della collana: che la lettura, cioè, possa essere avvicinata, con opportuni accorgimenti, anche ai lettori più restii.

Alla scelta di storie fresche e di ritmi frizzanti, appetibili per ogni pubblico giovanile, i libri della “Zoom” aggiungono, in particolare, una cura tipografica non comune – fatta di font speciale, spazi ampi, carta color crema e righe irregolari – che strizza l’occhio a chi suda sette camicie di fronte ai libri tradizionali, per problemi di vista, di dislessia o di semplice estraneità alla lettura.

In questo modo le avventure di Ester e Bernardo, alle prese con una zia maniaca delle pulizie, un terribile maestro di nuoto e una strega alla ricerca della sua scopa magica scivolano via lisce lisce lasciando un sorriso sulle labbra e la soddisfazione di una lettura abbordabile.