2 fantasmi al numero 13
Recensione pubblicata il: 12/10/2026
Con Halloween alle porte, le storie di fantasmi sono quanto mai gradite. Se poi sono anche inclusive, si può davvero festeggiare! 2 fantasmi al numero 13, da poco pubblicato da Officina Babùk casca proprio a fagiolo: non solo, infatti, la storia confezionata da Michel Van Zeveren mascola con perizia brividi e ironia, ma arriva sul mercato italiano in un’apprezzabile edizione in simboli. L’editore cremasco aggiunge, così, al suo catalogo un titolo gustoso per bambini con un’età a cavallo tra la fine della scuola dell’infanzia e l’inizio della primaria.
2 fantasmi al numero 13 si presta infatti bene a essere goduto da e con bambini non proprio alle prime esperienze di lettura e con una certa capacità inferenziale Quest’ultima risulta, infatti, funzionale a cogliere gli elementi ironici presenti nel testo e ad afferrare i passaggi sottesi che il testo tace. Stampato in maiuscolo e supportato visivamente sai simboli WLS, il testo dialoga efficacemente con le figure e non rinuncia all’uso di pronomi e strutture sintattiche non strettamente lineare che rendono la lettura meno immediata ma più fluida. I simboli, in questo senso, giocano un ruolo chiave poiché aiutano ad esplicitare il significato degli elementi testuali più oscuri.
Nella stessa direzione, peraltro, va anche l’organizzazione del testo e delle illustrazioni sulla pagina: in basso il primo, in alto le seconde, così da agevolare l’orientamento del lettore e facilitare la messa in relazione dei due codici. Le figure offrono, infatti, indizi che il testo non nomina, stemperando così il clima da brivido del racconto e aiutando il lettore a intuire la ragione della presenza di tanti oggetti porta-sfortuna in casa.
E la storia? La storia è quella di due fantasmi che si divertono a infestare le case. Quella che scelgono una notte, però, non è una casa come tutte le altre: piena di oggetti infausti – come gatti neri, specchi rotti o ombrelli aperti – di fatto finisce per spaventare gli spaventatori. In un crescendo di tremarella, i due protagonisti esplorano le diverse stanze fino a ritrovarsi in lavanderia. Qui l’incontro inatteso con il cane domestico genera un inatteso infradiciamento: uno dei fantasmi diventa testé un lenzuolo bagnato. Cosa ne sarà di lui? Considerando che la proprietaria di casa è una sarta, il finale rischia di essere (per lui) davvero pauroso!
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