Immagimagica
Recensione pubblicata il: 21/06/2026
C’è un meccanismo semplice ma colmo di stupore alla base di Immagimagica. Il titolo, non solo sonoramente ammaliante ma anche composto da lettere che paiono riflettersi, un poco lo anticipa: la presenza di uno specchio può trasformare l’immagine presente in ogni pagina in qualcosa di completamente diverso. Un pesce in un gatto, un polpo in una rana, un razzo in un occhio spalancato. Provare per credere!
Le immagini confezionate da Lucie Albon per supportare questo meccanismo sono essenziali, dotate di un buon grado di riconoscibilità e contraddistinte da linee nette e colori vivaci che spiccano sullo sfondo bianco. Ognuna di essere è accompagnata da pochissime parole – spesso una soltanto, talvolta poco più di una manciata – che esplicitano il senso di alcune metamorfosi, delineando una sorta di filo conduttore poetico (la vita come un percorso in cui sorprendersi, crescere, credere nell’amore e guardare lontano…) più apprezzabile probabilmente dai grandi che dai piccoli. Quel che davvero cattura e interessa questi ultimi sono, infatti, le figure, godibilissime anche da sole, e la trasformazione, continua e multiforme, cui queste danno vita.
Il segreto sta nell’accurata progettazione e composizione dell’oggetto-libro. Immagimagica si presenta, infatti, come un cartonato dal formato maneggevole e dalle pagine spesse, dotato di uno specchietto mobile attaccato con un filo. Lo specchietto può dunque essere spostato di pagina in pagina per dare vita alla trasformazione. Basta collocarlo in corrispondenza della rilegatura che, dal canto suo, funge la guida e da punto di riferimento, per assistere alla metamorfosi. Si tratta di un passaggio semplice ma non scontato per delle mani inesperte come quelle del potenziale lettore ma proprio il fatto di dover trovare la collocazione giusta per accendere la magia si fa motore di scoperta, aggancio e curiosità.
La magia custodita in questo libro-gioco è dunque duplice. C’è quella che riguarda le immagini, capaci di trasformarsi ancora e ancora, senza esaurire l’entusiasmo e la meraviglia di chi assiste al cambiamento. E c’è quella del lettore, autentico fautore del portento. È la sua mano, infatti, che rende possibile la trasformazione, provando, spostando, muovendo e posizionando infine lo specchio esattamente nel punto ideale. Senza il suo intervento, tutto resta immobile, identico. L’azione costruisce il significato, rendendo imprescindibile il ruolo del lettore. Un aspetto, questo, che oltre a portare con sé una buona dose di soddisfazione per il piccolo esploratore della pagina, favorisce l’ingaggio, sostiene l’attenzione e incentiva la partecipazione attiva anche nei bambini che trovano nelle forme di lettura più consuete e statiche un terreno meno agevole in cui sostare.
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Caratteristiche del contenuto:
Caratteristiche del testo:
Caratteristiche delle immagini: