La casetta di Cappuccetto Rosso
Recensione pubblicata il: 15/09/2026
Di versioni di Cappuccetto rosso ce ne sono decine, alcune delle quali anche accessibili. Tattili, pop-up, senza parole, in simboli… la familiarità della storia gioca infatti a favore dell’inclusione nella misura in cui contribuisce a creare un immaginario condiviso e un terreno di esplorazione agevole e rassicurante.
A questo panorama che negli anni è andato costituendosi – pensiamo per esempio, al Petit Chaperon Rouge di Les Doigts Qui Rêvent, al Cappuccetto rosso della collana in CAA Pesci parlanti o a quello per immagini di Juanito Oller – può valere la pena aggiungere la recente versione con props narrativi curata da Francesca Dell’orto per Gallucci.
Si tratta, in questo caso, di una sorta di libro-gioco a forma di casetta, di fatto composto da una sola doppia pagina. Nella parte di sinistra si trova il testo in rima che in poco meno di 30 righe riassume la storia di Cappuccetto Rosso. Dalla parte di destra, invece, è possibile staccare i personaggi della fiaba – Cappuccetto, il lupo, la nonna e il cacciatore – e utilizzarli per interpretarla.
Insieme al tratto amichevole che contraddistingue le figure, il punto di forza di questa proposta sta, dunque, nella possibilità di dare vita alla storia e di permettere al lettore di partecipare alla pratica del racconto: un espediente al contempo semplice ed efficace per favorire l’aggancio e il coinvolgimento anche dei lettori più fragili sul piano cognitivo e attentivo.
Da questo punto di vista, anche il testo può giocare a favore in virtù della brevità e del gioco con le rime. D’altra parte, gli stessi props narrativi messi a disposizione del volume possono essere impiegati anche a supporto di altre versioni della fiaba, magari più complesse o apprezzabili dal punto di vista letterario.
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Caratteristiche del contenuto:
Caratteristiche del testo:
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