La vita vera di un bruchino (che si è salvato dal finire nel pentolone del minestrone)
Recensione pubblicata il: 4/10/2026
Nell’orto c’è un bruco. Il padrone dell’orto decide di preparare un minestrone. Il bruco salta via dal cestino della raccolta degli ortaggi e continua indisturbato a rosicchiare foglie saporite. Poi cresce, cresce e si crea una casina per riposare. A quel punto la metamorfosi si compie e il bruco diventa una splendida farfalla.
C’est tout! Di fatto il titolo La vita vera di un bruchino (che si è salvato dal finire nel pentolone del minestrone) anticipa buona parte di quel che accade nel libro, ossia una piccola storia naturale senza fronzoli e sorprese. Per contro, ciò che rende intrigante il libro di Giannina Corvetto sono la tecnica di illustrazione e l’attivazione di un dialogo diretto con il lettore. A corredo del testo, l’autrice confeziona e fotografa, infatti, quadri tridimensionali con collage di materiali diversi.
Carte, stoffe, rametti, plastilina: gli oggetti che prendono forma sono riconoscibili, suggestivi e curiosi, contribuendo a dare un piccolo twist alla lettura. Tra queste figure, poi, si nascondono spesso dettagli piccini che il lettore è esplicitamente invitato a trovare: un espediente, questo, semplice ma efficace per supportare la partecipazione e l’aggancio. La separazione netta tra testo (sulla sinistra) e illustrazioni (sulla destra) contribuisce invece a facilitare l’orientamento del lettore tra i diversi codici.
Adattamento in CAA di un albo illustrato tradizionale, La vita vera di un bruchino segue il modello di simbolizzazione in-book. Si caratterizza quindi per pagine piuttosto affollate di simboli wls – uno per ogni parola –, per l’utilizzo di qualificatori e per la disposizione del testo all’interno dei riquadri.
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