Ci pensa il tuo papà
Recensione pubblicata il: 9/02/2026
Le grandi domande e le emozioni profonde, così come elaborate dai lettori più piccoli, sono spesso al centro dei libri di Mireille D’Allancè. Basti pensare a Che rabbia! o No, no e poi no!, entrambi disponibili anche in versione in simboli, rispettivamente grazie a Uovonero e Officina Babùk. Quest’ultima porta ora sugli scaffali italiani un altro titolo dell’autrice francese – Ci pensa il tuo papà – che come gli altri dà spazio alle relazioni che popolano la quotidianità dei bambini e agli interrogativi che ne animano i pensieri.
Protagonisti, qui, sono un orsetto e il suo papà, ripresi durante una conversazione insieme intima e mirabolante nel corso di una comune passeggiata. Come spesso accade, infatti, le domande più urgenti e sentite vengono a galla nei momenti di ordinaria tranquillità.
Il piccolo chiede, in particolare, al papà che cosa farebbe se lui dovesse cade in acqua. La riposta del papà, naturale e rassicurante, innesca dal canto suo una serie di altre domande, via via sempre più assurde ma molto, molto aderenti al vissuto bambino. Entrano qui in gioco coccodrilli e rapimenti, mostri e sparizioni misteriose. Le risposte del papà sono sempre istintive e dirette, malgrado il bambino alzi sempre più l’asticella dell’improbabilità. La conclusione non può che essere di massimo conforto: non c’è mostro o imprevisto che tenga, a pensarci ci sarà sempre il papà!
Delicate e mai cupe, le illustrazioni di Mireille D’Allancé accompagnano in maniera puntuale un testo tutto votato a rassicurare il lettore. Il testo, dal canto suo, ha un ritmo piuttosto agile, scandito da domande e risposte secche: aspetto, questo, che insieme alla qualità delle illustrazioni fa sì che la conversazione tra i due protagonisti non risulti piatta ma assuma, al contrario, le vesti di una piccola avventura.
Il testo, dal canto suo, predilige costrutti brevi e lineari che ben si prestano alla simbolizzazione. Quest’ultima, basata sul ricorso alla collezione WLS, procede in maniera molto puntuale, associando un simbolo a ogni parola, fatto salvo per gli articoli (uniti ai relativi sostantivi) e per quelle preposizioni i cui simboli di riferimento potrebbero risultare ridondanti (es: uscire da). Il risultato è un adattamento poco invasivo dal punto di vista grafico e idoneo a supportare in maniera fluida anche la lettura ad alta voce.
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