Il piccolo mondo di Nur

Recensione pubblicata il: 18/02/2026

Autore Jérôme Ruillier Illustratore Isabelle Carrier Editore Officina Babùk Paese di pubblicazione Italia ISBN 979-12-81495-19-7 Anno 2025 Numero di pagine 56 Prezzo 14,50 €

Fascia d'età 3-5 anni Sezione Libri accessibili

Tipo di libro accessibile Libro in simboli Accessibile in caso di Autismo e disturbi della comunicazione Disabilità intellettiva Nessuna disabilità specifica Interessante anche in caso di Disabilità uditiva Dislessia

Quanto può incidere lo sguardo degli altri sulla percezione che abbiamo di noi stessi e del nostro modo, più o meno peculiare, di essere e di stare al mondo? E quanto possono influire le relazioni umane, quelle autentiche e fatte di piccolissimi gesti, sulla serenità con cui ciascuno di noi vive la propria unicità? La risposta, in entrambi i casi, è molto. Anzi, moltissimo. E un libro come Il piccolo mondo di Nur ce lo racconta in maniera eloquente.

Protagonista è, per l’appunto, una bambina di nome Nur che fa alcune cose come i suoi coetanei e molte altre in maniera del tutto stravagante. Nur, infatti va a scuola ma tende a perdersi, a ridere senza apparente motivo o a non ascoltare gli altri. Le reazioni di chi le sta intorno, prevedibilmente, non sono delle più felici: di fronte a qualcosa che si discosta dalla norma, i bambini spesso ridono, mentre gli adulti altrettanto sovente si arrabbiano. Tutto questo, però, non è privo di effetti. Di fronte a queste reazioni, Nur sente infatti crescere in sé quella che l’autore definisce “una piccola tristezza”: un sentimento che con il passare del tempo si fa sempre più grande, fino a diventare totalizzante. Tanto che Nur, a quel punto, sparisce.

È un meccanismo di adattamento e protezione, il suo: un modo – comunissimo, a dire la verità – per non dover fronteggiare scherni e rimproveri. A volte, infatti, fingere di essere ciò che non si è risulta paradossalmente più facile che accettare sguardi discriminanti. Nell’autismo, per esempio, questa strategia ha proprio un nome specifico e viene definita masking. Certo, la cosa nel caso di Nour non passa inosservata ma tra accorgersi del disagio e trovare il modo di alleviarlo c’è un bello scarto. Come colmarlo? La soluzione la trova un piccolo compagno di Nur. Il suo non è che un tocco, uno sguardo, un incontro ma è tutto ciò che serve perché quella piccola tristezza possa pian piano lasciare spazio a nuovi colori.

Minima ma ricca di echi, la storia di Nur racconta bene la forza e l’importanza delle relazioni amicali e l’impatto che uno sguardo aperto può generare sulle dinamiche di inclusione. Lo fa con un testo essenziale che lascia ai margini la didascalicità e attraverso illustrazioni dal segno inconfondibile. È il segno di Isabelle Carrier, a cui si deve quell’iconico personaggio che è Antonino che come Nur vive una forma di diversità rappresentata in maniera efficace (qui una macchia di colore che cresce e oscura tutto, là un pentolino ingombrante) e infine contenuta grazie alla presenza schietta e attenta di un amico o di un adulto ben disposto.

Il piccolo mondo di Nur si presenta come un albo illustrato dalla composizione pulita e fruibile: ampio sfondo bianco, illustrazioni prive di fronzoli, una frase per pagina al massimo. In questa cornice, l’aggiunta al testo dei simboli WLS amplia moltissimo l’accessibilità ma risulta tutt’altro che impattante a livello visivo: la pagina resta infatti ariosa, amichevole e leggibile. Questo aspetto, unito alla brevità del testo, alla scelta del maiuscolo e all’uso oculato dei simboli (per cui, per esempio, in espressioni come alla lunga o in fondo a sé un unico simbolo viene associato a più parole) fa sì che il volume si presti molto bene a prime letture autonome così come a letture condivise anche in caso di difficoltà comunicative.

Il piccolo mondo di Nur rappresenta una novità nella proposta editoriale di Officina Babùk e un unicum nel panorama dei libri in simboli. Il libro di Jérôme Ruillier e di Isabelle Carrier è infatti il primo adattamento che l’editore cremasco propone senza attingere al catalogo di Babalibri ma acquisendo direttamente i diritti dall’estero. Pubblicato in Francia in versione tradizionale, il libro è dunque arrivato nel nostro paese esclusivamente in questa versione in simboli. Un segnale significativo, questo, del fatto che l’editoria in simboli (e l’editoria accessibile in generale) ha tutte le carte in regola per sperimentare sempre più delle strade autonome e portare ai lettori storie inedite di qualità.