Sognare di volare
Recensione pubblicata il: 31/03/2026
Gioco, infanzia e creatività sono tre elementi cardine intorno ai quali ruota il lavoro di Jan von Holleben. Affermato fotografo tedesco (con una non trascurabile formazione in pedagogia speciale), l’autore di Sognare di volare ha uno stile intrigante e inconfondibile, orientato alla ricerca di guizzi fantastici nel reale e di spunti ludici nello spazio di uno scatto.
La peculiarità delle sue fotografie sta, in particolare, nel ricostruire situazioni variegate in cui uno o più bambini sono protagonisti di un’azione e in cui oggetti di uso comune vengono impiegati con una funzione diversa da quella che solitamente li caratterizza. Così delle scarpe possono diventare dei fiori, materassini da yoga possono farsi razzi o più semplicemente grossi massi possono apparire come insormontabili montagne.
Questione di sguardo, questione di prospettiva. Von Holleben è infatti bravissimo a trovare l’angolatura giusta per dare alle cose un volto nuovo: un gioco, questo, in cui le riprese dall’alto assumono un ruolo determinante, trasformando il piano di appoggio in un vero e proprio scenario.
Se ne La baraonda di Corradino, pubblicato ormai più di 10 anni fa da L’Ippocampo, l’autore sfruttava questa tecnica per dar vita a scene brulicanti e dinamiche, in Sognare di Volare ne fa un uso più riflessivo, regalando maggiore respiro alla portata poetica degli scatti. Il libro raccoglie, in particolare, una serie di sogni d’infanzia: cose che i bambini coinvolti nel progetto desiderano fare, sperimentare, diventare.
Ogni doppia pagina ne presenta uno, espresso a parole sulla sinistra e in forma fotografica sulla destra. Le parole sono di fatto dei titoli: definizioni lampo che non servono tanto a entrare nelle immagini – già molto eloquenti di per sé – quanto piuttosto a svelarne il guizzo creativo. Troviamo, così: “Il viaggiatore il mongolfiera”, “Gli stuntman”, “I piccoli razzi” o “L’amico dei delfini”, solo per fare qualche esempio. Accanto ad esse, le fotografie riempiono lo spazio e si fanno protagoniste, invitando il lettore ad affinare uno sguardo curioso. Il loro fascino sta, infatti, nel dare vita a situazioni molto riconoscibili ma anche nello stimolare l’analisi del processo compositivo. Come hanno costruito i razzi? – viene infatti da chiedersi – E gli aspira-fantasmi? Come fanno quei due bambini a fare un salto così lungo? E quella bambina a volare?
Riconoscimento, indagine e invenzione sono tre operazioni che dentro le pagine di Jan von Holleben si intrecciano profondamente e vengono naturali al lettore. Quest’ultimo può, infatti, facilmente lasciarsi incuriosire e invitare a replicare il gioco, con nuovi scenari e nuovi sogni. Il libro, peraltro, accoglie con particolare agio anche bambini che sperimentano difficoltà cognitive, in virtù della riconoscibilità delle immagini fotografiche, della pulizia compositiva della doppia pagina, dell’immediatezza del testo e della centralità della lettura visiva.
Pubblicato originariamente in Francia da Les Grandes Personnes, Sognare di volare è stato portato in Italia da OTM Company di cui inaugura la collana di volumi fotografici “Il mondo nei tuoi occhi”. Il progetto da cui il libro è nato (visionabile qui, sul sito dell’autore) risale in realtà a diversi anni fa – inizio anni 2000 – quando l’autore era all’inizio della sua carriera come fotografo. Von Holleben aveva, in particolare, cominciato a raccogliere le storie di alcuni bambini (i figli dei suoi vicini, prima, un gruppo più folto di compaesani, poi) e a trasformarle creativamente attraverso la fotografia.
Quest’esperienza, premiata in seguito con diversi riconoscimenti, ha segnato l’inizio di un percorso artistico originale e interessante che auspichiamo possa trovare presto nuovo spazio su carta. Il connubio sorprendente tra realtà e immaginazione a cui Von Holleben sa dare vita crea infatti occasioni di lettura al contempo molto fruibili e molto stimolanti.
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