Cosa guida Don Q?
Vi ricordata Don Q, personaggio sbadato che senza i suoi occhiali scambiava streghe per ronzini e alberi per castelli? Ecco, è tornato, vispo e intraprendente, al centro di una nuova storia! L’impavido cavaliere si lancia questa volta all’esplorazione di vette e profondità marine, cieli e piste da corsa, strade e costellazioni.
Il libro che lo vede protagonista, si sviluppa come una carrellata di micro-situazione lunghe una doppia pagina. In ciascuna di esse, Don Q, ha voglia di fare qualcosa di particolare (toccare, una stella, sentirsi leggero, andare in città…) perciò, parte, sceglie un diverso mezzo adatto all’uopo – ora un razzo, ora una ruspa, ora un tram, ora un aereo – e va! L’autore tiene così il lettore in costante equilibrio tra il noto (la struttura della vicenda) e il nuovo (cosa vuole fare don Q e che mezzo sceglie per farlo): lo stesso equilibrio che si ritrova peraltro nella scelta del lessico che è al contempo ricercato (salpo, perforo, batiscafo…) ma efficacemente contestualizzato.
Sorpresa e rassicurazione: Cosa guida Don Q? si muove con semplicità tra questi due poli, offrendo anche al potenziale lettore che mal tollera lo spiazzamento, un porto sicuro a cui fare riferimento. Solleticante e curioso, in questo senso, è anche l’espediente messo in campo dall’illustratrice, ossia la disseminazione dei personaggi del primo volume (un ronzino, una pecora, un castello…) tra le figure sempre vivaci e fresche di questo nuovo episodio, così da creare nuovi appigli e al contempo un piccolo gioco del cerca-trova.
Rispetto al primo volume dedicato a Don Q, questo secondo presenta alcune differenze. Il meccanismo ad alette tipico del libro-gioco viene, infatti, meno, lasciando spazio alla più classica struttura dell’albo illustrato. Il formato, più grande e dotato di copertina cartonata, dona un aspetto più ricercato al libro, valorizza le illustrazioni e concede maggiore spazio ai simboli.
Questi ultimi, dal canto loro, sono sufficientemente ampi da poter essere apprezzati anche in piccolo gruppo e associati al testo (stampato in maiuscolo) secondo un criterio di funzionalità: articoli e pronomi sono sempre uniti al sostantivo di riferimento, per esempio, ed espressioni come a fare la spesa o ho voglia di, corrispondono a un unico pittogramma. Il risultato è una lettura scorrevole e fruibile, a supporto della quale viene inoltre un piccolo ma prezioso strumento messo a disposizione dalla casa editrice. Al fondo del libro, si trova infatti una tabella comunicativa (ritagliabile) essenziale ma molto funzionale che facilita la partecipazione e il dialogo anche in caso di disabilità comunicative.