Didattica a distanza: fiducia ed emozioni

Didattica a distanza: fiducia ed emozioni

In questo periodo di intensa Didattica a Distanza, si scoprono dialoghi tra mamme e docenti basate su nomi variegati di piattaforme digitali, metodi di invio file, gestione di videochiamate. Il rischio (o desiderio?) di aggiungere un nuovo format o nuovi metodi di trasmissioni di informazioni è quotidiano, così come lo è lo smarrimento tra miriadi di modalità di gestione e invio di compiti agli insegnanti.

Non è stato facile essere catapultati in questa dimensione, ai più sconosciuta, di una nuova modalità di didattica, né per gli insegnanti, né per gli studenti, che non sono comunque stati abituati a gestirla, almeno “prima” dell’emergenza. Gli scettici rispetto alla qualità ed efficacia di tali proposte sono molti, tuttavia possiamo chiederci cosa può portarci di buono tutto questo, o cosa, almeno, può rimanere simile alla nostra consueta e rassicurante didattica tradizionale in questo mondo tecnologico a distanza.

In un editoriale de “Il Sole 24 ore” del 9 marzo 2020, Daniela Lucangeli, psicologa dello sviluppo, prorettrice dell’Università di Padova, scrive che quello che sta attraversando la scuola è un passaggio epocale perché “È la prima volta che non sono i ragazzi ad andare a scuola, ma è la scuola che va ai ragazzi”. Può sembrare una riflessione banale, tuttavia non lo è nel suo significato più profondo, ovvero quello relativo alla relazione con gli insegnanti. Le risorse tecnologiche in questo caso permettono agli allievi di mantenere un dialogo e una relazione con gli insegnanti, vero fulcro di qualsiasi modalità di apprendimento. Non una tecnologia asettica e sostitutiva di un rapporto, ma una vera mediatrice che permette il mantenimento del rapporto stesso. Vista da questo punto di vista la didattica a distanza mantiene quelle caratteristiche emotive e affettive tipiche dell’apprendimento, ma addirittura con una marcia in più: la percezione di una vicinanza dell’adulto, ricercata e desiderata dall’adulto stesso. Il fatto che l’insegnante ricerchi metodi e modalità per entrare nella quotidianità dei ragazzi e mantenere quel rapporto formativo ed educativo che lo contraddistingue permette agli studenti di approcciarsi alla didattica con emozioni positive, di fiducia e speranza, che connoteranno per sempre quelle lezioni. E le emozioni sono insite nell’apprendimento, non esterne ad esso, perciò il clima emotivo della lezione è importantissimo per permettere il consolidamento e mantenimento della lezione stessa.

Didattica a distanza promossa a pieni voti per il suo valore educativo, ma non solo. Questo tipo di modalità permette al docente di “guidare” il processo di apprendimento, che il ragazzo gestisce poi in autonomia. Una competenza che porterà con sé al di là dell’emergenza e che potrà mettere a frutto nei diversi ambiti di apprendimento in cui si troverà ad essere inserito.