Il volo del riccio

Recensione pubblicata il: 2/09/2015

Autore Agnès de Lestrade Illustratore Umberto Mischi Editore Biancoenero Paese di pubblicazione Italia ISBN 978-88-89921-96-8 Anno 2015 Numero di pagine 47 Prezzo 8 €

Fascia d'età 9-11 anni Sezione Libri accessibili

Tipo di libro accessibile Libro ad alta leggibilità Accessibile in caso di Dislessia Nessuna disabilità specifica

Un papà che perde il lavoro è cosa drammaticamente attuale di questi tempi e ciononostante non sono molti i libri per ragazzi che col garbo e la sensibilità necessari sappiano trasformare in narrazione una situazione tanto diffusa. Eppure un cambiamento così significativo nella vita di un adulto porta con sé conseguenze importanti anche nella vita dei piccoli e dei giovani che gli ruotano intorno, come testimonia Eugenia, protagonista e voce narrante de Il volo del riccio.

Sono i suoi occhi inesperti ma attenti a registrare come mutino in famiglia gli equilibri e gli umori, oltre e più che le possibilità economiche, quando suo  papà viene licenziato. Nelle parole semplici della bambina si leggono tutta la frustrazione di un adulto ancora nel pieno delle sue capacità che vede il futuro annebbiarsi e l’annichilimento progressivo che questa porta con sé. Ma le occasioni di risollevarsi assumono a volta forme insolite: sta all’intraprendenza di ciascuno riconoscerle e coglierle. Così, il pretesto di un concorso artistico cui partecipa la classe di Eugenia diventa per il papà l’occasione per spendere il largo tempo libero a disposizione per dare vita a un’invenzione curiosa. Ne nasce un riccio volante per il quale tutta la classe dà il suo contributo, un secondo posto al concorso artistico e soprattutto un nuovo spiraglio per il papà di Eugenia che scorge nella creatività una possibile nuova strada da percorrere per risollevarsi.

La vicenda è raccontata con pacatezza e sincerità dalla penna raffinata di Agnès de Lestrade, che ha già abituato il lettore a storie misurate e toccanti con La grande fabbrica delle parole e Domani inventerò. In poche contenutissime pagine, l’autrice francese dà forma qui a una storia intensa ma alla portata di tutti, tanto più che le illustrazioni minimal di Umberto Mischi ne valorizzano la leggerezza e l’impaginazione ad alta leggibilità di Biancoenero ne apre la lettura anche a chi è colpito da dislessia.