Pronti, si parte!
Recensione pubblicata il: 26/02/2026
Immaginate un paese vivace e densamente popolato. Un paese con case eleganti, tanto verde e una bella piazza. In piazza c’è fermento. Il clima, in termini di temperatura ma anche di umore, è decisamente mite e sereno. Come in un sabato pomeriggio di primavera. C’è chi prende il sole sul terrazzo, chi chiacchiera con gli amici al caffè Rosi, chi sfreccia in monopattino e chi acquista per la festa un palloncino colorato. Poi, certo, c’è chi lavora come lo spazzacamino, chi si saluta dal balcone e chi si lancia all’inseguimento di una gallina fuggiasca.
Capre, lucertole, orsi, maiali e chi più ne ha più ne metta: nel paese brulicante immaginato da Philip Waechter c’è spazio per gli animali più disparati, immortalati in atteggiamenti e costumi tipicamente umani. Il tratto è quello caratteristico dell’autore tedesco: amichevole e sorridente, instilla nel lettore l’immediato desiderio di immergersi in un mondo che appare insieme familiare e curioso, buffo e rassicurante. E voilà, in un attimo ci siamo dentro con tutte le scarpe! Da lì in avanti, non ci resta che seguire la matita dell’autore il cui sguardo si sposta man mano dalla piazza per approdare ai prati circostanti, poco più avanti al laghetto, poi al bosco limitrofo e infine al campo sportivo ai bordi della città.
Lì si chiude la panoramica che l’autore ci offre ma soprattutto lì confluiscono tutti (o quasi) i personaggi che il lettore ha incontrato nella prima pagina e che ha potuto seguire da lì in poi. Ognuno di loro, infatti, compare di volta in volta portando avanti una micro-storia che talvolta procede in autonomia, talaltra si intreccia a quella di qualcun altro. Il campo sportivo diventa, così, una sorta di ritrovo, di punto di arrivo per tutti – per chi gioca, per chi tifa e per chi si fa gli affaracci suoi – un luogo fisico e insieme narrativo in cui i fili tirati da ogni personaggio finiscono per annodarsi.
Qui si svela, di fatto, il motivo dei numerosi allenamenti del rinoceronte o della fuga della gallina. Qui la squadra di ostinati scavatori gode infine del meritato tesoro. E qui l’orsetto volato via con un palloncino riesce finalmente ad atterrare (per il sollievo del papà e del venditore di palloncini). Ma qui si ritrovano anche tutti quei personaggi che nelle pagine precedenti non combinano granché ma che semplicemente vanno a zonzo, si incontrano, si fermano e formano di volta in volta nuovi gruppi di interesse. Perché i pomeriggi di primavera sono così: oziosi, splendidi e ricchi, anche quando non succede nulla di speciale.
Il wimmelbuch a cui dà vita Philip Waechter è dunque pieno zeppo di cose di ogni giorno, declinate in maniera deliziosa sui protagonisti animali. Tra queste pagine ampie e resistenti, il lettore può dunque sollazzarsi a lungo, seguendo di volta in volta un protagonista differente e scoprendo man mano come i diversi sentieri narrativi si avvicinino, si tocchino o talvolta si leghino tra loro. I personaggi, dal canto loro, sono ben riconoscibili e presentano espressioni e posture eloquenti. Se è vero, dunque, che alcuni cambi di scenario e di azione richiedono una certa capacità di inferenza, lo è altrettanto che ogni quadro gode di una certa autonomia narrativa che permette di goderne anche al di là dello sviluppo attraverso le pagine. Questo aspetto, unito all’assenza di parole e alla peculiarità dei personaggi fa sì che Pronti, si parte! offra un terreno di lettura accogliente e amichevole per un ampio numero di lettori.
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