Piccolo Alberto
Quante cose bisogna imparare quando si è piccoli: a mangiare con la forchetta, a bere con la cannuccia, a pedalare in bicicletta e ad allacciarsi i bottoni. Il piccolo Alberto ha imparato a fare quasi tutto: mangia, beve, pedala e allaccia e solo ogni tanto combina qualche pasticcio. Ma la scarpe con le stringhe proprio no: quelle sono davvero difficili.
Così il piccolo Alberto inciampa in continuazione, sotto l’occhio vigile e critico dei parenti che non mancano di ripetergli “Devi imparare ad allacciarti le scarpe”. Mamma, papà, nonna e fratello, tutti si concentrano sull’importanza di non cadere. E se invece il punto fosse un altro? Sarà l’incontro con un clown a far cambiare prospettiva al piccolo Alberto che certo, alla fine, impara ad allacciarsi le stringhe ma soprattutto impara a far delle sue cadute qualcosa di positivo.
Contraddistinto da una struttura piacevolmente iterata e da una riflessione leggera sulla resilienza, Piccolo Alberto si fa apprezzare anche per la scelta di un font (Opendyslexic) e di un’impaginazione ad alta leggibilità. Questo aspetto, unito a un testo asciugato e senza fronzoli, agevola l’approccio anche da parte di lettori con dislessia.



econdo episodio – l’avventura d’autunno intitolata Lucilla Scintilla contro il bandito delle foglie secche – Lucilla si trasforma in quattro e quattr’otto in una piccola indiana. Basta poco per dare vita a una vera e propria vicenda western, come quelle che piacciono tanto al nonno in tv: la nonna dà ordini come uno sceriffo, il nuovo cucciolo prende il nome di Piccolo Pony, il nonno indossa il suo cappello da cowboy e maneggia il rastrello come un pericoloso fucile. La battaglia delle foglie secche impazza ma per fortuna il trattore rotto diventa una bellissima tenda indiana, ideale per ripararsi e stare vicini quando fuori scoppia un temporale. Sempre originali e divertenti, Lucilla e il nonno ricompaiono in questo secondo episodio accompagnati dal cucciolo atteso nella prima avventura e dalla nonna-sceriffo il cui grembiule giallo porta con sé una piccola novità cromatica.


































à cognitive e difficoltà di concentrazione. A partire da queste considerazione, gli autori (insieme a Scataglini figura anche Annalisa Gustini) provano a individuare ed evidenziare alcune strategie di adattamento dei testi che ne consentano un accesso più ampio e paritario, e di conseguenza inclusivo. A seguire, nella parte più corposa del libro, vengono proposti alcuni esempi di analisi delle difficoltà citate, ma anche di evidenziazione, schematizzazione, ristrutturazione e riduzione di testi adatti a classi diverse dalla terza elementare alla terza superiore e afferenti a materie diverse (dalla storia alla geografia, dalle scienze alla narrativa). Il libro può fornire quindi utili spunti a insegnanti di scuole di diverso ordine e grado che con sempre maggiore frequenza si trovano di fronte alla necessità di personalizzare e rendere più accessibili determinati contenuti didattici.









