Questo (non) è un leone

Dal toro Ferdinando in avanti, più di un animale della letteratura per l’infanzia si è ribellato a ruoli ed etichette precostituiti. Il leone Leonard non fa eccezione: animo gentile e indole poetica, il protagonista di Questo (non) è un leone fatica a farsi riconoscere dai suoi simili come un leone a tutti gli effetti. I leoni – dicono questi – sono feroci, non possono essere gentili e soprattutto, senza dubbio alcuno, se si trovano una papera di fronte se la mangiano. Ma Leonard no. Lui con la papera Marianna non solo fa amicizia ma scrive pure poesie bellissime. E proprio la poesia, capace di “cambiare il mondo” perché “le parole fanno pensare”, diventa la sua personalissima e potentissima maniera di dire che non c’è un solo modo per essere un leone.

Dichiarazione spassionata e appassionata in favore del diritto a essere sé stessi, Questo (non) è un leone presenta un testo molto diretto e dal piglio filosofico, unito a illustrazioni dal tratto marcato e dalle tinte decise. Sono queste ultime, in particolare, a dire con chiarezza i sentimenti taciuti dalle parole e a restituire in certi dettagli (la papera e il leone che schizzano su monopattino e skateboard, per esempio, o il leone dall’attenzione labile che insegue farfalle mentre Leonard parla…) una leggerezza scherzosa che solletica il lettore.

A rendere particolarmente intrigante il libro di Ed Vere dal punto di vista dell’accessibilità è il fatto che si tratta di uno dei titoli resi disponibili in LIS dall’app Storysign: un’app straordinaria lanciata nel 2018 da Huawei e sviluppata in collaborazione con numerosi partner tra cui l’Unione Europea dei Sordi e la British Deaf Association.

L’applicazione, scaricabile gratuitamente e disponibile sia per Android sia per iOS, consente di arricchire alcuni libri cartacei di una simultanea traduzione in Lingua dei Segni condotta da un avatar di nome Star. Avviando l’applicazione sullo smartphone e inquadrandovi la pagina di uno dei libri a catalogo, si avvia infatti un video in cui Star interpreta il testo in Lingua dei Segni.

Ciò che rende davvero nuova questa proposta è il fatto che il video si attiva solo nel momento in cui lo smartphone inquadra la pagina corrispondente. Esso inoltre non solo restituisce la traduzione in Lingua dei Segni ma ne sottolinea anche la puntuale correlazione con il testo originale grazie a un efficace sistema di evidenziazione cromatica.

Quella che si innesca così tra libro cartaceo e tecnologia digitale è una necessaria e funzionale sinergia che, valorizzando e intersecando le specificità di ciascun mezzo, migliora concretamente le possibilità di lettura dei bambini con disabilità (uditiva in questo caso).

Piu Caganita (Portogallo)

Piu Caganita è un libro multiformato portoghese che propone il medesimo racconto illustrato in versione tradizionale, semplificata in simboli PCS, in Braille, audio e video in Lingua Gestual Portuguesa (LGP).

Protagonista del racconto è un uccellino un po’ ingenuo e sprovveduto che svolazzando su campi e tetti non si accorge di colpire con i suoi escrementi chi gli passa sotto. Umani, lumache, conigli, mucche e maiali sono tutti egualmente vittime dei suoi involontari bombardamenti e comprensibilmente finiscono per indispettirsi. Solo immaginando un rovesciamento della situazione l’uccellino si rende conto dei guai causati e trova una semplice ma funzionale soluzione. Amicizia e decoro sono salvi. Anche se in fondo in fondo, qualcuno finisce per rimetterci…

Pubblicato da Briza Editora, Piu Gaganita nasce come progetto di lettura accessibile intenzionato ad accogliere una ampia platea di bambini con e senza disabilità sensoriale, cognitiva e comunicativa. Insieme al testo tradizionale e alle illustrazioni sgargianti, entrambi curati dall’autrice Tania Bailao Lopes, le pagine del volume offrono una versione più semplice corredata da simboli PCS: accoppiata che risulta piacevole alla vista e funzionale. Ugualmente efficaci risultano, dal canto loro, la versione in Lingua dei Segni e quella audio, rese disponibili tramite QR code. Ad apparire invece più sacrificata è senz’altro la versione accessibile in caso di disabilità visiva: quest’ultima si compone infatti di una serie di pagine totalmente bianche su cui viene riportato il testo in Braille affiancate ad alcune illustrazioni in rilievo di difficile riconoscibilità. Resta interessante e apprezzabile, tuttavia, il tentativo qui perseguito strenuamente di costruire un libro che risulti davvero per tutti e che raccolga al suo interno quanti più modi possibile di raccontare la medesima storia.

Un ultimo dettaglio utile, la presenza di due legende: quella relativo all’alfabeto LGP e quello relativo all’alfabeto Braille, che costituiscono un semplice ma significativo strumento per avvicinare i lettori normodotati a codici a loro probabilmente sconosciuti.

Como eu vou (Brasile)

È un libro molto semplice, Como eu vou, ma è nel suo piccolo un libro rivoluzionario. Progettato da un’équipe multidisciplinare facente capo all’Universidade Federal do Rio Grande do Sul (Brasile), il volume mette infatti in campo un tentativo di ampliamento di pubblico difficilmente reperibile altrove. Tra le sue pagine convivono in particolare codici diversi, capaci di rispondere ai bisogni di bambini con disabilità visiva, uditiva e comunicativa, oltre che bambini privi di difficoltà specifiche di lettura.

Così, nel proporre una carrellata di mezzi di trasporto, ciascuno particolarmente adatto a muoversi in un determinato ambiente, il libro unisce testo a grandi caratteri, illustrazioni tattili in compensato e simboli ARASAAC. Esso aggiunge inoltre, su separato supporto, la possibilità di fruire dell’audiodescrizione, del testo in Braille o di quello in LSP (lengua de señas portugues).

Libri come questo sono senz’altro complessi da realizzare (e per questo più unici che rari) per molteplici ragioni, non ultime quelle pratiche legate ai costi delle differenti competenze implicate e alla necessità di condensare in una sola pagina più testi e illustrazioni che rispondono a esigenze di lettura anche molto diverse tra loro. Ma proprio questa loro complessità invita a riflessioni non trascurabili poiché rende evidente da un lato quanto siamo ancora distanti dall’idea di un libro davvero “per tutti” e sottolinea dall’altro quanto l’apertura nei confronti della diversità, nelle sue molteplici forme, possa manifestarsi innanzitutto nella disponibilità a stare con essa, a condividere, cioè, uno spazio fisico e simbolico come può essere quello di una pagina.

Maggiori informazioni sul libro e sul progetto che gli ha dato vita si possono trovare sul sito: https://www.ufrgs.br/multi/.

Petit Penguin est dans la lune (Francia)

Routine e incombenze di ogni giorno portano via una sacco di tempo prezioso alla quotidianità più piacevole e affettuosa di una famiglia e così mamme e papà – umani o pinguini che siano – si trovano frequentemente a sollecitare i loro cuccioli affinché si sbrighino ad alzarsi, far colazione, lavarsi o correre a scuola, dando luogo a un carico emotivo che può essere difficile gestire per i piccoli. Così accade a Petit Pengouin che, strigliato e rincorso, si ritrova spesso in lacrime e finisce per pensare che i suoi genitori non gli vogliano più bene. Ma è davvero così? La rivelazione di mamma e papà porterà una nuova inattesa luce sui frequenti rimbrotti.

Contraddistinto da illustrazioni tenere in cui il piccolo lettore può facilmente immedesimarsi e da un racconto lineare e piacevolmente ricorsivo, Petit Pingouin est dans la lune racconta una storia di emozioni quotidiane attraverso il testo alfabetico e una sua particolare conversione in LSF (Langue des Signes Française), chiamata Français signé (francese segnato) in cui i segni si modulano sulla sintassi del francese scritto. Quella proposta dal volume non è dunque una vera e propria traduzione in Lingua dei Segni, rispettosa delle peculiarità sintattiche e compositive di quest’ultima, quanto piuttosto un adattamento che favorisce un primo avvicinamento (tanto per i bambini sordi quanto per i loro compagni) alla comunicazione propria di una parte della comunità non udente.

Se la conversione non è dunque (consapevolmente) rigorosa, la rappresentazione grafica dei segni è davvero molto precisa e capace di indicare in maniera piuttosto chiara i movimenti che occorre riprodurre, anche quando è prevista una sequenza complessa. L‘invito a cimentarsi con una narrazione gestuale  – per chi la conosce, così come per chi ne è totalmente digiuno – si fa così particolarmente irresistibile e accessibile. Il libro si presenta in definitiva come un supporto prezioso non tanto per consentire di godere direttamente della storia in LFS quanto per familiarizzare con quest’ultima modalità comunicativa, grazie anche alla chiara descrizione dei diversi segni che si trova in chiusura del volume.

Veo veo adivinanzas (Spagna)

24 indovinelli in rima e altrettante traduzioni in Lengua de Signos Española, sia in formato grafico sia in formato video: così si presenta  Veo veo. Adivinanzas, il volume proposto da Carambuco Ediciones all’interno della foltissima collana Cuentos LSE (che conta ad oggi quasi venti titoli, tutti con doppio testo in caratteri alfabetici e in lingua dei segni!). 24 indovinelli dedicati a elementi naturali, animali e oggetti capaci di far incontrare esperienza quotidiana (e quindi riconoscibilità da parte del lettore) e interpretazione poetica.

Dal sole al vento, dal faro al polpo, ogni soggetto è piacevolmente suggerito dalle illustrazioni di Mercè Galì che, con il loro tratto irresistibilmente ironico, rendono divertente provare ad anticipare la soluzione prima ancora di leggere il testo e goderne la cadenza. Essenziale ma tutt’altro che criptico, questo non mira tanto a mantenere il mistero sui protagonisti dei singoli indovinelli quanto piuttosto a fare dell’aspetto ludico insito nell’enigma un pretesto per far incontrare il lettore con una composizione curata e gradevole. Questa, dal canto suo, si presta nello stesso tempo ad essere ascoltata, letta e – perché no? – replicata, grazie alla puntuale indicazione dei segni della LSE che la riproducono.

Il volume si ispira infatti alla cosiddetta comunicazione bimodale, una forma di incontro simultaneo tra lingua orale e segni. Declinata qui in forma scritta, grazie a una trasposizione in forma grafica della lingua dei segni, tale comunicazione privilegia la struttura sintattica della lingua orale a cui accompagna rigorosamente i segni associati alle singole parole. Si tratta cioè una forma comunicativa che si presta bene soprattutto ad avvicinare alla conoscenza della lingua dei segni e a favorire, nei bambini sordi segnanti, la comprensione delle diverse parti del testo.  Per una più efficace e precisa narrazione in Lingua dei Segni, il lettore può affidarsi invece al DVD unito al volume che propone gli stessi indovinelli in formato video animato.

Teddy bear, teddy bear – collana Sign&Singalong (Gran Bretagna)

Teddy Bear, Teddy Bear è un cartonato maneggevole ed economico (reperibile online dall’Italia a meno di 5€, cosa piuttosto rara!) che fa parte di un’interessante collana pubblicata da Child’s Play e intitolata Sign&Singalong. Ciò che la contraddistingue è l’integrazione fluidissima tra lingua dei segni (in questo caso inglese – British Sign Language) e canzoni mimate, proprio quelle più conosciute e amate dai bambini piccolissimi. Lo scopo è duplice: da un lato stimolare la comunicazione gestuale nei bambini, come preziosa opportunità espressiva che precede o affianca la comparsa del linguaggio verbale, dall’altro favorire una familiarizzazione da parte soprattutto (ma non solo) dei bambini sordi con la lingua dei segni. Inserita all’interno di un contesto piacevole, intimo e giocoso come quello delle rime in movimento, questa non può infatti che risultare percepita, conosciuta e assimilata con maggiore disinvoltura.

Il libro riporta quindi il testo della nursery rhyme Teddy Bear, Teddy Bear, piuttosto nota in Gran Bretagna, accompagnandolo alla curate e piacevolissime illustrazioni di Annie Kubler. A misura di piccolissimo lettore, nel tratto e nel contenuto, queste presentano bambini diversissimi tra loro e intenti a compiere i semplici gesti che si associano alla canzone: toccarsi il naso o i piedi, girare su sé stessi, raggiungere il cielo o spegnere la luce per la notte. Là dove è possibile senza forzature (nel caso di cielo, luce e orsetto, per esempio), il gesto indicato coincide con quello corrispondente nella lingua dei segni e tale corrispondenza viene discretamente segnalata da una scritta in corsivo.

Il risultato è dunque un libro molto spendibile con bambini piccoli piccoli (asilo nido e scuola materna) e capace di introdurre la lingua dei segni con una naturalezza apprezzabilissima. Altrettanto meritevole è l’attenzione che Annie Kubler dedica alla questione dell’inclusione attraverso i dettagli delle sue illustrazioni. La presenza di un bimbo sordo, riconoscibile dalla protesi colorata che spunta dall’orecchio, in mezzo a tutti gli altri e senza alcuna sottolineatura di sorta, è infatti una dichiarazione di intenti tanto semplice quanto potente.

 

Buon compleanno!

Storysign è un’app straordinaria lanciata nel 2018 da Huawei e sviluppata in collaborazione con numerosi partner tra cui l’Unione Europea dei Sordi e la British Deaf Association. L’applicazione, scaricabile gratuitamente e disponibile sia per Android sia per iOS, consente di arricchire alcuni libri cartacei di una simultanea traduzione in Lingua dei Segni condotta da un avatar di nome Star. Avviando l’applicazione sullo smartphone e inquadrandovi la pagina di uno dei libri a catalogo, si avvia infatti un video in cui Star interpreta il testo in Lingua dei Segni.

Ciò che rende davvero nuova questa proposta è il fatto che il video si attiva solo nel momento in cui lo smartphone inquadra la pagina corrispondente. Esso inoltre non solo restituisce la traduzione in Lingua dei Segni ma ne sottolinea anche la puntuale correlazione con il testo originale grazie a un efficace sistema di evidenziazione cromatica. Quella che si innesca così tra libro cartaceo e tecnologia digitale è una necessaria e funzionale sinergia che, valorizzando e intersecando le specificità di ciascun mezzo, migliora concretamente le possibilità di lettura dei bambini con disabilità (uditiva in questo caso).

Tra i primi titoli resi disponibili in LIS dall’app Storysign c’è Buon compleanno!, ispirato a una delle storie originali di Beatrix Potter. Protagonista è il più noto dei personaggi creati dall’autrice britannica: Peter Coniglio. Indispettito dal fatto che nessuno sembra prestargli attenzione proprio nel giorno del suo compleanno, questi non ha alcuna voglia di festeggiare. Le sue sorelline – Mopsy, Flopsy e Cottontail – declinano l’invito a giocare con lui, dichiarandosi molto molto indaffarate. Il cugino Benjamin, intento a trafficare con un arnese e un pezzo di legno, salta via prima ancora che Peter possa rivolgergli la parola. E la mamma, solitamente molto disponibile, è tutta presa in cucina tra utensili e fornelli. A Peter pare proprio che quello possa essere il peggior compleanno della sua vita ma, attirato in giardino da voci e rumori imprevisti, sarà travolto da un’inattesa sorpresa che vede coinvolti tutti i suoi cari.

Il viaggio di Bobo e Campi

Nel panorama dei libri per bambini con traduzione in LIS, Stella, edito dalla Mason Perkins Deafness Fund nel 2015, è tuttora uno dei lavori più curati e apprezzabili. Per questo abbiamo a lungo sperato che un nuovo titolo con caratteristiche analoghe venisse pubblicato e siamo ora felici che questo sia accaduto.

Il 2019 ha visto, infatti, la pubblicazione de Il viaggio di Bobo e Campi, una rielaborazione della favola di Esopo Il topo di campagna e il topo di città, studiata in modo da risultare più familiare e accessibile anche da parte di bambini sordi segnanti. Al raggiungimento di questo scopo concorre in particolare il lavoro svolto dalla squadra di autori, traduttori e  linguisti della Fondazione su un duplice fronte: da un lato quello dell’introduzione all’interno della favola di piccoli dettagli che richiamino da vicino la cultura e l’esperienza della sordità (così, per esempio, gli stessi topini protagonisti sono sordi e comunicano, come esplicitato sia nel testo sia nelle immagini, proprio utilizzando i segni); dall’altro quello dell’affiancamento al testo alfabetico a stampa del testo in LIS su supporto video.

All’albo in formato tradizionale in cui la fiaba si svela attraverso le parole di Stefania Berti e le illustrazioni di Elanor Burgyan, si affianca infatti il racconto in LIS interpretato da Valeria Giura (purtroppo privo di sottotitoli o di audio che ne avrebbero consentito un più agevole uso condiviso, anche senza avere il libro sottomano) con le illustrazioni dell’albo che scorrono sullo sfondo. Tale racconto, visionabile su smartphone attraverso la scansione di un QR code posto in seconda di copertina, è caricato in particolare sulla piattaforma bilingue educativa  tellyourstories che mira a moltiplicare le possibilità di fruizione in LIS di opere letterarie da parte di bambini e ragazzi sordi.

Come già accaduto con Stella, il libro è frutto di una doppia traduzione che lo rende estremamente interessante e particolare. La fiaba di Esopo è stata infatti dapprima adattata e tradotta in LIS per poi essere ritradotta in italiano per la versione a stampa. È dunque quest’ultima a doversi in qualche modo prestare a rendere sfumature di significato ed espressioni particolari che sono caratteristiche della LIS, e non viceversa, in un ribaltamento della consuetudine che invita a un ribaltamento delle prospettive e dei rapporti tra le lingue.

Il viaggio di Bobo e Campi è acquistabile con una donazione minima di 18 alla Mason Perkins Deafness Fund.

Baby signs

Baby Signs è il nome di un programma, nato in America e ora coltivato anche in Italia, che si basa sull’utilizzo di segni per agevolare la comunicazione con e da parte di bambini che non padroneggiano ancora il linguaggio. L’idea che vi sta alla base è semplice ma significativa: la comunicazione può avvenire in molti modi e soprattutto può avvenire anche in assenza di parole, condizione questa che accomuna i bambini molto piccoli e le persone con disabilità comunicativa. Non a caso la stessa CAA muove da un principio analogo.

Il programma Baby Signs, in particolare, guarda alle esigenze dei bambini di pochi mesi e fa leva sulla loro predisposizione a esprimersi attraverso modalità gestuali prima e più che attraverso modalità verbali. Per questa ragione individua 175 segni legati alla loro quotidianità che, una volta acquisiti, consentono una comunicazione bambino-adulto molto più efficace (e quindi meno frustrante) e di conseguenza una possibilità relazionale più serena.

Un aspetto particolarmente interessante del programma è il fatto che buona parte dei segni che impiega è mutuata dalla Lingua dei Segni Italiana, il che non solo sottolinea l’importanza di attivare precocemente delle possibilità comunicativa anche per bambini con disabilità ma mette anche e soprattutto in evidenza  la ricchezza ad ampio raggio insita in soluzioni – come la LIS per l’appunto – che proprio per rispondere a una disabilità nascono. Anche attraverso esperienze come questa si evidenzia, cioè, in maniera molto concreta che la comunicazione non ha una forma unica e insostituibile per nessuno di noi, e che proprio dall’incontro con la disabilità, che erroneamente siamo abituati ad associare alla sola idea di mancanza, possono emergere possibilità di grande profitto per chiunque.

Nel definire i 175 segni che compongono il programma, i curatori hanno dato fondo a un lavoro rigoroso e approfondito di adattamento della base americana. Per rispondere davvero alle esigenze comunicative quotidiane dei bambini italiani sono state, innanzitutto selezionate parole ad hoc (come pasta, asilo, bello…) ed eliminate parole poco pertinenti per il pubblico di riferimento (come marines, tacchino…). In secondo luogo si è sostituito l’ASL (American Sign Language) con la LIS, prediligendo all’interno di quest’ultima le varianti più semplici e agevoli da realizzare anche per un bambino. Infine, proprio perché lo scopo è favorire l’espressione di esigenze, pensieri e sentimenti nella maniera più naturale passibile, ad alcuni dei segni individuati è stata affiancata una versione definita baby friendly perché di più immediato e comune uso da parte dei piccoli (come per esempio il soffio per indicare il caldo).

I segni contemplati dal programma indicano in particolare oggetti di uso comune per un bambino di pochi mesi (palla, pane, papera, scarpe…), persone di riferimento particolarmente vicine (mamma, papà, nonni, amico..), azioni inerenti alle attività quotidiane più elementari (giocare, dormire, piangere…), aggettivi utili (bello, pericoloso, spaventato…) o formule per relazionarsi (ciao, scusa, grazie…). L’esposizione del bambino a tali segni dipende chiaramente dall’uso che gli adulti intorno a lui ne possono fare. Non a caso oltre a rivolgersi ai genitori, il programma viene spesso adottato anche da educatori degli asili nido e delle scuole dell’infanzia.

Per favorire la conoscenza e l’appropriazione di tali segni, Baby Signs Italia ha messo a punto un cofanetto composto da 4 libretti cartonati che adulti e bambini possono condividere per un momento di gioco e lettura piacevole oltre che utile.

Due di essi – Preferiti e L’ora della pappa – si presentano come raccolte di segni base composte da una ventina di pagine ciascuna. Ogni doppia pagina propone  una parola (mamma, per esempio), affiancata da una fotografia che la illustra (una mamma con la sua bimba in braccio). A fianco si ritrova invece la rappresentazione grafica del segno corrispondente, la descrizione del movimento che occorre fare per realizzarlo e la fotografia di un bimbo intento a riprodurlo.  Il fatto che i libri privilegino immagini fotografiche è aspetto tutt’altro che irrilevante: nonostante la produzione editoriale italiana risulti ancora molto scarsa su questo fronte, i libri fotografici vantano un appeal e una fruibilità straordinaria per i bambini piccolissimi e come tali danno vita a supporti realmente a loro misura e appetibili. Questa scelta va dunque in un’ottima direzione nell’intenzione di catturare l’attenzione del pubblico di riferimento, oltre che di rendere i segni trattati davvero chiari. Non da ultimo, la centralità, all’interno della pagina, di figure infantili intente a segnare concorre in maniera incisiva ad attivare un rispecchiamento da parte del piccolo lettore e a stimolare la replica del movimento.

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Gli altri due volumi – Gli animali e Al parco – sono anch’essi cartonati ma di dimensione più piccina (particolarmente adatta a essere portata in viaggio!). Qui, nella pagina di sinistra, il segno relativo a ogni oggetto viene proposto soltanto in formato grafico in associazione alla parola corrispondente (cane, per esempio) mentre in quella di destra si trova una breve frase (Edo abbraccia il suo cane) che mette al centro l’oggetto in questione e un bambino che con lui interagisce. Il tratto delle illustrazioni è piacevole, rassicurante e privo di dettagli superflui il che lo rende molto spendibile e godibile anche da bambini molto piccoli, come quelli in effetti coinvolti dal programma.

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Ai quattro volumi cartacei si affiancano eventualmente un DVD che presenta un video-dizionario dei segni e un cartone animato che aiuta a familiarizzare con sei primi segni. A disposizione degli adulti, inoltre, vengono messi una guida rapida riassuntiva e un piccolo manuale. Tutti i materiali sono acquistabili sul sito https://www.babysignsitalia.com/ dove è possibile trovare inoltre  informazioni interessanti sul programma, sugli studi su cui poggia e sui benefici che ne possono derivare.

Fortunatamente

Fortunatamente è un albo delizioso che narra le peripezie affrontate dal giovane e impavido Ned per partecipare alla festa a sorpresa a cui è stato invitato: peripezie tutt’altro che banali, se si considera che comprendono il pilotare un areo che esplode per aria, buttarsi con un paracadute bucato, finire su un covone di fieno da cui spunta un forcone, esplorare un tunnel sotterraneo popolato da tigri, solo per citarne alcune. Ma Ned mantiene costantemente saldi i suoi nervi e, aiutato da una buona e regolare dose di fortuna, riesce a raggiungere la festa il cui ospite d’onore è davvero speciale!

Perfettamente congegnato dall’autore americano Remy Charlip che alterna con perizia avvenimenti fortunati ed avvenimenti sfortunati in un susseguirsi di emozioni irresistibile, Fortunatamente gioca con gusto con l’uso del colore e del bianco e nero e si contraddistingue per un testo incisivo e di grande ritmo. Scritto più di cinquant’anni fa, Fortunatamente è stato portato in Italia da Orecchio acerbo nel 2013. È però alla squadra de Il treno, cooperativa romana specializzata nella proposta di attività e prodotti in LIS, che si deve l’adattamento di questo straordinario lavoro in modo da risultare davvero a misura di bambini sordi segnanti. Grazie al passaggio dalla carta al digitale, che consente l’introduzione a ogni pagina di brevi video che raccontano il testo in LIS, Fortunatamente raggiunge più facilmente un pubblico spesso trascurato dall’editoria per l’infanzia. Lo fa peraltro con un prodotto apprezzabilissimo soprattutto per la maniera rispettosa e armonica con cui l’elemento aggiuntivo – i video in LIS appunto – va a integrarsi sulla pagina originale.

Che buono!

Tocco, gioco e leggo è un progetto strepitoso. Questa è la prima indispensabile premessa che occorre fare. L’omonima collana, realizzata dalla cooperativa Zajedno e pubblicata da Bordeaux edizioni, raccoglie infatti tre libri capaci come pochissimi altri, forse nessuno, di guardare in maniera accogliente a bambini con disabilità molto diverse, facendo di un unico supporto uno strumento potentissimo per costruire legami e occasioni di incontro fantastico.

Che buono!, Cucù…settete e Ciao ciao, questi i titoli dei volumi editi, uniscono i punti di forza di tre tipologie di libri accessibili – i libri in LIS, i libri tattili e i libri senza parole – garantendo la possibilità di piena fruizione da parte di lettori con disabilità visiva, uditiva, intellettiva, comunicativa oltre che di lettori con disturbi specifici dell’apprendimento e di lettori semplicemente curiosi. Ogni volume si compone di pagine di stoffa ridottissime in numero (quattro nella fattispecie) ma estremamente stimolanti e interattive. Su di ognuna sono infatti cuciti alcuni oggetti inerenti al tema trattato, anch’essi realizzati perlopiù in tessuto e in buona parte estraibili e manipolabili a 360 °, pur essendo assicurati alla pagine grazie a un nastrino. Nella taschina apposta in quarta di copertina il lettore può trovare quattro tesserine che richiamano le illustrazioni interne, con una rappresentazione fedele in miniatura, e vi associano il corrispettivo segno della Lingua dei Segni Italiana.

In Che buono! in particolare, il lettore trova un biscotto da intingere in una tazza, un piatto di spaghetti da arrotolare con la forchetta, una pera da estrarre dal cestino e una gustosa caprese. I segni della LIS riprodotti sono quello corrispondente al titolo e alle parole formaggio, pera, biscotto e pasta.

Ciao ciao

Tocco, gioco e leggo è un progetto strepitoso. Questa è la prima indispensabile premessa che occorre fare. L’omonima collana, realizzata dalla cooperativa Zajedno e pubblicata da Bordeaux edizioni, raccoglie infatti tre libri capaci come pochissimi altri, forse nessuno, di guardare in maniera accogliente a bambini con disabilità molto diverse, facendo di un unico supporto uno strumento potentissimo per costruire legami e occasioni di incontro fantastico.

Che buono!, Cucù…settete e Ciao ciao, questi i titoli dei volumi editi, uniscono i punti di forza di tre tipologie di libri accessibili – i libri in LIS, tattili e senza parole – garantendo la possibilità di piena fruizione da parte di lettori con disabilità visiva, uditiva, intellettiva, comunicativa oltre che di lettori con DSA e di lettori semplicemente curiosi. Ogni volume si compone di pagine di stoffa ridottissime in numero (quattro nella fattispecie) ma estremamente stimolanti e interattive. Su di ognuna sono infatti cuciti alcuni oggetti inerenti al tema trattato, anch’essi realizzati perlopiù in tessuto e in buona parte estraibili e manipolabili a 360 °, pur essendo assicurati alla pagine grazie a un nastrino. Nella taschina apposta in quarta di copertina il lettore può trovare quattro tesserine che richiamano le illustrazioni interne, con una rappresentazione fedele in miniatura, e vi associano il corrispettivo segno della Lingua dei Segni Italiana.

In Ciao ciao in particolare, il lettore trova rappresentati sulle pagine quattro mezzi di trasporto – la nave, l’aereo, il treno e l’automobile – riprodotti sulle tesserine in LIS insieme ai verbi che più li caratterizzano (rispettivamente andare, passare, volare, correre). Essendo le illustrazioni interamente in stoffa il riconoscimento degli oggetti al tatto è affidato alla loro sola forma e supportato da ingegnosi sistemi di spostamento sulla pagina.

Alice nel paese delle mani

Alice nel paese delle mani è davvero un libro molto strano, difficile da incasellare. Non è propriamente un libro senza parole, perché due piccoli testi lo aprono e lo chiudono, e non è propriamente un libro in LIS, perché non ci sono in effetti  parole e segni affiancati. Eppure il racconto procede essenzialmente per immagini prescindendo dal testo (se non per una più agevole contestualizzazione) e i segni, dal canto loro, compaiono e assumono un ruolo narrativo particolare.

Ciò che accade tra le pagine di questo libro edito dalla cooperativa romana Il Treno è che una novella Alice si addentri in un rivisitato Paese delle meraviglie in cui animali e oggetti prendono forma in base al segno della LIS che li esprime. Si delinea così un paesaggio fatto di mani che si muovono, si piegano, si incrociano e si drizzano: alberi, conigli, bruchi, fiori e laghi fatti di dita accolgono la piccola esploratrice conducendola in un viaggio di esplorazione e conoscenza non solo di sé ma anche di una lingua inconsueta fatta di gesti. L’effetto è bizzarro, piuttosto distante dalla più consueta produzione per l’infanzia e manifestamente artigianale in certi aspetti, ma comunque  interessante e curioso. Tutt’altro che banale è infatti l’operazione che porta a trasformare un gesto codificato dalla LIS nell’immagine dell’oggetto corrispondente, in un modo che  renda abbastanza riconoscibile tanto il primo quanto il secondo.

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In questo senso la lettura risulta senz’altro più agevole per quei bambini e ragazzi che la Lingua dei Segni Italiana la padroneggiano – il che può portare, in una lettura condivisa a una proficua valorizzazione di questa competenza – ma non è del tutto proibitiva per tutti gli altri dal momento che alla fine del libro si trova un piccolo glossario che associa illustrazione, immagine dell’oggetto rappresentato e segno della LIS relativo. Per questi ultimi quindi la lettura si sviluppa perlopiù come una sorta di caccia al tesoro in cui le illustrazioni forniscono degli indizi più o meno espliciti di ciò che sta accadendo mentre la soluzione o l’aiuto definitivo sopraggiungono al fondo. Per tutti il volume costituisce uno strumento particolare che promuove un originale approccio alla Lingua Dei Segni, valorizzandone la peculiarità espressiva.

Lampadino e Caramella nel MagiRegno degli Zampa – La riscoperta del Natale (LIS)

Parola d’ordine: versatilità! Il principio che ispira il lavoro della cooperativa rietina Puntidivista è proprio che ogni bambino possa accedere a una medesima storia attraverso la via che gli è più congeniale, perché esistono modi diversi di raccontare le storie e modi diversi di goderne. Attraverso versioni differenziate, che sfruttano molteplici codici come la Lingua Italiana dei Segni o i simboli WLS, molteplici supporti come il libro cartaceo o i DVD, e molteplici forme di narrazione, orale o scritta, i libri di Puntidivista abbracciano un pubblico che vuole essere il più ampio possibile.

L’idea e l’iniziativa sono degne di interesse e di nota soprattutto perché si tratta di un primissimo originale tentativo di proporre un grado di accessibilità davvero esteso che non guardi alle esigenze imposte da un solo tipo di disabilità ma che, al contrario, scelga la strada della varietà. Le storie sono scritte ad hoc e corredate da illustrazioni casalinghe. Apripista, in questo progetto, sono le avventure di due personaggi – Dino detto Lampadino e Nella detta Caramella -: due fratelli che, attraverso un misterioso passaggio segreto nel parco arrivano in un mondo fantastico popolato da animali parlanti.

In Lampadino e Caramella nel Magiregno degli Zampa – La riscoperta del Natale, i due bambini aiutano Zampacorta, il figlio del re del Magiregno, a individuare il furfante che da tempo ormai fa razzia delle provviste per l’inverno. L’impresa riesce grazie a un po’ di creatività e a un’intuizione di ispirazione natalizia che aiuterà gli stessi protagonisti a riscoprire il vero significato della festa. La storia, dall’esplicito e noto messaggio educativo (non sono i giocattoli a fare bello il Natale ma i nostri cari che ci vogliono bene), è piuttosto semplice e lineare e viene raccontata anche in Lingua Italiana dei Segni sul DVD allegato al volume. Il video-racconto vede in particolare un’interprete segnare il testo, opportunamente riportato anche in sovraimpressione, su uno sfondo costituito dalle stesse illustrazioni del cartaceo. La stessa storia è inoltre disponibile in una versione in simboli (WLS), corredata da una registrazione audio.

Stella

Non sempre a una prima e sfuggente occhiata i libri svelano tutto il ricco lavoro che si cela dietro la loro quarta di copertina. È senz’altro il caso di Stella, l’albo ispirato alla fiaba tradizionale della Sirenetta e messo a punto dalla Associazione Mason Perkins Deafness Fund onlus nel corso di un progetto molto articolato che ha visto Lingua dei Segni e Lingua italiana incontrarsi in maniera piuttosto insolita.

A volerne ripercorrere la storia, bisogna tornare indietro di almeno tre anni quando ha preso avvio un workshop dedicato all’adattamento linguistico e culturale delle favole tradizionali, tenuto dal linguista Luigi Lerose e al quale hanno preso parte numerose persone sorde. L’idea di base era che proprio attraverso un patrimonio comune come quello delle fiabe tradizionali si potessero avviare percorsi di comunicazione e condivisione tra comunità sorda e udente. È nato così un primo video-racconto in LIS della celebre storia di Andersen, adattata nel testo e nelle sfumature per favorire una maggiore familiarità anche da parte di un giovane pubblico con disabilità uditica. La risposta da parte dei visitatori del sito della Mason Perkins è stata così positiva e sorprendente da spingere l’associazione a compiere un passo in più: la traduzione del racconto LIS in italiano scritto, così come attualmente figura anche all’interno dell’albo. Quest’ultimo presenta quindi un testo stampato corredato da illustrazioni e un DVD con il video-racconto in LIS che ne consente l’accesso anche ai giovani lettori segnanti.

Un dialogo sempre vivo tra lingue anima dunque questo volume che nasce dalle parole di Andersen, passa attraverso una rivisitazione in Lingua dei Segni Italiana e arriva infine all’italiano con una nuova versione scritta, in un percorso in cui non ci sono codici più e codici meno importanti e in cui la cultura sorda trova una rappresentazione forte ed evocativa. Mai esplicitamente indicata nel racconto, questa trova spazio non solo nella modalità di racconto basata sui Segni ma anche in un adattamento della fiaba tradizionale che trasforma la nota sirena in una creatura dalle mani armoniose che, ondeggiando, si esprimono con grazia. Proprio come nella versione originale, la protagonista cede qualcosa di sé (in questo caso proprio l’incanto di dire e cantare con le dita) alla perfida strega del mare. In cambio riceve di un paio di gambe per raggiungere il principe di cui si innamora ma troppo tardi realizza che proprio il modo insolito di comunicare cui ha rinunciato costituiva la sua forza, la sua bellezza, la sua unicità. Ci penserà un pennuto aiutante a restituirle l’identità, rompendo infine il crudele incantesimo.

Con grande cura, attenzione e raffinatezza – tanto nel testo quanto nelle immagini intonate che lo accompagnano – il libro evoca una diversità spesso difficile da riconoscere come quella imposta dalla sordità, valorizzando il fascino e l’importanza di forme espressive che non passano necessariamente attraverso la voce. Allo stesso tempo ciò che la storia regala al lettore è l’idea ben condivisibile che sia il linguaggio delle emozioni la chiave principale per dischiudere o spalancare possibilità di incontro e relazione.

L’associazione Mason Perkins Deafness Fund  propone il volume a fronte di una donazione libera a favore della onlus. Per informazioni e richieste è possibile scrivere a info@mpdfonlus.com.

Il barbaro

Il barbaro, silent book fresco di stampa firmato dal brasiliano Renato Moriconi (autore di un altro curatissimo senza parole, Telefono senza fili), è come quel gelato che andava tanto di moda negli anni ’90, quello che “du gust is megl che one”. Perché lettura e rilettura hanno qui due sapori diversi ma ugualmente ghiotti, e a leggere e poi rileggere il libro si gode di un piacere davvero variegato.

Ma andiamo con ordine. Il libro, stretto stretto e alto alto, ci mostra in prima battuta un fiero cavaliere pronto a saltare in groppa al suo destriero. Ci pare impavido e imperturbabile, il prode, che con fare ardito va incontro al suo destino. Da lì in avanti è tutto un montare e scendere, in un susseguirsi di lotte e combattimenti contro rapaci agguerriti, piante carnivore, serpenti sibilanti e mostri di ogni sorta. Con ritmo cadenzato e immutabile imperturbabilità, il protagonista figura ora a piè di pagina e ora in cima, in una battaglia che si rinnova ad ogni pagina. Solo a fine lettura, in un colpo di scena da vero maestro, questo movimento altalenante troverà la sua insospettabile ragione. Ed è proprio a quel punto che tutti i pezzi della narrazione si ricompongono, trovando un nuovo senso e trascinando il lettore in una rilettura nuova, consapevole, disincantata.

Piccolo gioiello di tecnica, grafica e racconto, Il barbaro sa proporre una lettura appassionante e divertente per i più piccoli, che sono chiamati a prestare la loro voce ad avventure pazzesche, ma sa anche stupire i grandi, con una raffinata strizzata d’occhio a Suzy Lee e a quella sua Trilogia del Limite in cui tanta importanza narrativa assumono il silenzio e il confine tra pagine adiacenti e tra realtà e invenzione.

Al mare – Primi segni

Collana Primi segni

Che leggere ad alta voce fin dai primi mesi di vita sia fondamentale per la crescita del bambino è fatto ormai assodato, così come instancabilmente ricordato e promosso da Nati per Leggere. Ma che leggere “a chiari segni” sia altrettanto importante per bambini piccoli sordi è cosa meno evidente e diffusa. Eppure se l’auspicio è che anche chi non percepisce i suoni che compongono storie e poesie possa imparare a godere del loro succo immaginifico, è necessario che quanti più libri accessibili si rendano disponibili fin dalla più tenera età.

Ecco perché la pubblicazione della collana Primi segni, proposta dalla cooperativa romana Il treno, è una notizia non lieta ma lietissima. In un colpo solo 8 libretti cartonati, quadrati e resistenti, si offrono a piccole mani curiose. Sono pagine che si sfogliano (facilmente perdipiù!) e porte che si aprono: piccole occasioni per incontrarsi, per condividere, per comunicare. Ogni libretto ha un tema – dai giochi alla tavola, dai vestiti alla città – che rispetta l’esperienza reale e quotidiana del bambino.

Senza pretese letterarie ma con una forte motivazione inclusiva, la collana nasce su iniziativa di una mamma che ha immaginato l’utilità di libricini che raccogliessero oggetti, parole e segni, così da agevolare l’avvicinamento dei figli sordi al testo scritto e alla lingua segnata. I libri sono pensati infatti per la fascia di età 0-3 anni: il periodo in cui i bambini in generale iniziano a nominare il mondo che li circonda e in particolare i bambini con disabilità uditiva iniziano a segnare gli oggetti che lo compongono. Un’esigenza concreta e fortemente avvertita è dunque alla base di questo lavoro, nato grazie a una serie di sponsor ma anche grazie a un progetto di crowdfunding che ha visto la vendita di un centinaio di copie prima ancora che fossero prodotti.

La realizzazione della collana ha seguito un lungo percorso in cui sono stati coinvolti diversi partner, primo fra tutti il Laboratorio di Ricerca Language and Communication Across Modalities (LaCam) dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del CNR che ha contribuito alla scelta dei vocaboli più significativi, utili e riconoscibili da inserire all’interno di ogni volume. Le illustrazioni sono state invece realizzate da disegnatori sordi, a loro volta implicati nel processo progettuale e creativo. Questa scelta risulta piuttosto diffusa nell’ambito dei volumi per l’infanzia in Lingua dei Segni e se da un lato ha il vantaggio di garantire attenzione alle esigenze di comprensione, riconoscimento e associazione al testo implicate dalla disabilità uditiva, ha tuttavia dall’altro lo svantaggio di mettere in secondo piano la reale qualità artistica del lavoro. La speranza è che pubblicazioni di questo genere, utilissime e coraggiose, possano via via moltiplicarsi provando a conciliare la cultura della sordità con l’esperienza dell’illustrazione professionale, così da arrivare a produrre volumi sempre più accattivanti e per questo condivisibili.

I volumetti possono essere acquistati tramite il sito della cooperativa Il Treno o presso alcune librerie convenzionate (altre librerie eventualmente interessate a distribuirli possono mettersi in contatto con la cooperativa stessa).

 

Al mare

Costume, telo, ombrellone, ciambella, paletta e secchiello… c’è tutto il necessaire per un tuffo come si deve al mare. Il librotto dedicato alla vita da spiaggia raccoglie gli oggetti essenziali che compongono una giornata tra le onde. Le illustrazioni sono basilari ma ben riconoscibili e la frase finale non può che essere una: “Facciamo il bagno?”

In campagna – Primi segni

Collana Primi segni

Che leggere ad alta voce fin dai primi mesi di vita sia fondamentale per la crescita del bambino è fatto ormai assodato, così come instancabilmente ricordato e promosso da Nati per Leggere. Ma che leggere “a chiari segni” sia altrettanto importante per bambini piccoli sordi è cosa meno evidente e diffusa. Eppure se l’auspicio è che anche chi non percepisce i suoni che compongono storie e poesie possa imparare a godere del loro succo immaginifico, è necessario che quanti più libri accessibili si rendano disponibili fin dalla più tenera età.

Ecco perché la pubblicazione della collana Primi segni, proposta dalla cooperativa romana Il treno, è una notizia non lieta ma lietissima. In un colpo solo 8 libretti cartonati, quadrati e resistenti, si offrono a piccole mani curiose. Sono pagine che si sfogliano (facilmente perdipiù!) e porte che si aprono: piccole occasioni per incontrarsi, per condividere, per comunicare. Ogni libretto ha un tema – dai giochi alla tavola, dai vestiti alla città – che rispetta l’esperienza reale e quotidiana del bambino.

Senza pretese letterarie ma con una forte motivazione inclusiva, la collana nasce su iniziativa di una mamma che ha immaginato l’utilità di libricini che raccogliessero oggetti, parole e segni, così da agevolare l’avvicinamento dei figli sordi al testo scritto e alla lingua segnata. I libri sono pensati infatti per la fascia di età 0-3 anni: il periodo in cui i bambini in generale iniziano a nominare il mondo che li circonda e in particolare i bambini con disabilità uditiva iniziano a segnare gli oggetti che lo compongono. Un’esigenza concreta e fortemente avvertita è dunque alla base di questo lavoro, nato grazie a una serie di sponsor ma anche grazie a un progetto di crowdfunding che ha visto la vendita di un centinaio di copie prima ancora che fossero prodotti.

La realizzazione della collana ha seguito un lungo percorso in cui sono stati coinvolti diversi partner, primo fra tutti il Laboratorio di Ricerca Language and Communication Across Modalities (LaCam) dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del CNR che ha contribuito alla scelta dei vocaboli più significativi, utili e riconoscibili da inserire all’interno di ogni volume. Le illustrazioni sono state invece realizzate da disegnatori sordi, a loro volta implicati nel processo progettuale e creativo. Questa scelta risulta piuttosto diffusa nell’ambito dei volumi per l’infanzia in Lingua dei Segni e se da un lato ha il vantaggio di garantire attenzione alle esigenze di comprensione, riconoscimento e associazione al testo implicate dalla disabilità uditiva, ha tuttavia dall’altro lo svantaggio di mettere in secondo piano la reale qualità artistica del lavoro. La speranza è che pubblicazioni di questo genere, utilissime e coraggiose, possano via via moltiplicarsi provando a conciliare la cultura della sordità con l’esperienza dell’illustrazione professionale, così da arrivare a produrre volumi sempre più accattivanti e per questo condivisibili.

I volumetti possono essere acquistati tramite il sito della cooperativa Il Treno o presso alcune librerie convenzionate (altre librerie eventualmente interessate a distribuirli possono mettersi in contatto con la cooperativa stessa).

 

In campagna

Non solo gli animali della vecchia fattoria ma anche qualche ortaggio e qualche prodotto alimentare rustico fanno la loro comparsa nel librotto dedicato alla campagna. Le illustrazioni sono molto semplici ma chiare e riconoscibili. Insieme alle cose e agli abitanti della campagna, i lettori hanno modo di familiarizzare anche con oggetti e animali tipici del mare, della città e della montagna cui sono rispettivamente dedicati tre altri titoli della collana.

I vestiti – Primi segni

Collana Primi segni

Che leggere ad alta voce fin dai primi mesi di vita sia fondamentale per la crescita del bambino è fatto ormai assodato, così come instancabilmente ricordato e promosso da Nati per Leggere. Ma che leggere “a chiari segni” sia altrettanto importante per bambini piccoli sordi è cosa meno evidente e diffusa. Eppure se l’auspicio è che anche chi non percepisce i suoni che compongono storie e poesie possa imparare a godere del loro succo immaginifico, è necessario che quanti più libri accessibili si rendano disponibili fin dalla più tenera età.

Ecco perché la pubblicazione della collana Primi segni, proposta dalla cooperativa romana Il treno, è una notizia non lieta ma lietissima. In un colpo solo 8 libretti cartonati, quadrati e resistenti, si offrono a piccole mani curiose. Sono pagine che si sfogliano (facilmente perdipiù!) e porte che si aprono: piccole occasioni per incontrarsi, per condividere, per comunicare. Ogni libretto ha un tema – dai giochi alla tavola, dai vestiti alla città – che rispetta l’esperienza reale e quotidiana del bambino.

Senza pretese letterarie ma con una forte motivazione inclusiva, la collana nasce su iniziativa di una mamma che ha immaginato l’utilità di libricini che raccogliessero oggetti, parole e segni, così da agevolare l’avvicinamento dei figli sordi al testo scritto e alla lingua segnata. I libri sono pensati infatti per la fascia di età 0-3 anni: il periodo in cui i bambini in generale iniziano a nominare il mondo che li circonda e in particolare i bambini con disabilità uditiva iniziano a segnare gli oggetti che lo compongono. Un’esigenza concreta e fortemente avvertita è dunque alla base di questo lavoro, nato grazie a una serie di sponsor ma anche grazie a un progetto di crowdfunding che ha visto la vendita di un centinaio di copie prima ancora che fossero prodotti.

La realizzazione della collana ha seguito un lungo percorso in cui sono stati coinvolti diversi partner, primo fra tutti il Laboratorio di Ricerca Language and Communication Across Modalities (LaCam) dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del CNR che ha contribuito alla scelta dei vocaboli più significativi, utili e riconoscibili da inserire all’interno di ogni volume. Le illustrazioni sono state invece realizzate da disegnatori sordi, a loro volta implicati nel processo progettuale e creativo. Questa scelta risulta piuttosto diffusa nell’ambito dei volumi per l’infanzia in Lingua dei Segni e se da un lato ha il vantaggio di garantire attenzione alle esigenze di comprensione, riconoscimento e associazione al testo implicate dalla disabilità uditiva, ha tuttavia dall’altro lo svantaggio di mettere in secondo piano la reale qualità artistica del lavoro. La speranza è che pubblicazioni di questo genere, utilissime e coraggiose, possano via via moltiplicarsi provando a conciliare la cultura della sordità con l’esperienza dell’illustrazione professionale, così da arrivare a produrre volumi sempre più accattivanti e per questo condivisibili.

I volumetti possono essere acquistati tramite il sito della cooperativa Il Treno o presso alcune librerie convenzionate (altre librerie eventualmente interessate a distribuirli possono mettersi in contatto con la cooperativa stessa).

 

I vestiti

Dai calzini alla sciarpa, senza scordare pantaloni e maglietta: il contenuto dell’armadio è presto radiografato. Il librotto dedicato ai vestiti passa in rassegna gli indumenti con cui quotidianamente ogni bambino entra in contatto. Le illustrazioni sono molto didascaliche ma inequivocabili.

In città – Primi segni

Collana Primi segni

Che leggere ad alta voce fin dai primi mesi di vita sia fondamentale per la crescita del bambino è fatto ormai assodato, così come instancabilmente ricordato e promosso da Nati per Leggere. Ma che leggere “a chiari segni” sia altrettanto importante per bambini piccoli sordi è cosa meno evidente e diffusa. Eppure se l’auspicio è che anche chi non percepisce i suoni che compongono storie e poesie possa imparare a godere del loro succo immaginifico, è necessario che quanti più libri accessibili si rendano disponibili fin dalla più tenera età.

Ecco perché la pubblicazione della collana Primi segni, proposta dalla cooperativa romana Il treno, è una notizia non lieta ma lietissima. In un colpo solo 8 libretti cartonati, quadrati e resistenti, si offrono a piccole mani curiose. Sono pagine che si sfogliano (facilmente perdipiù!) e porte che si aprono: piccole occasioni per incontrarsi, per condividere, per comunicare. Ogni libretto ha un tema – dai giochi alla tavola, dai vestiti alla città – che rispetta l’esperienza reale e quotidiana del bambino.

Senza pretese letterarie ma con una forte motivazione inclusiva, la collana nasce su iniziativa di una mamma che ha immaginato l’utilità di libricini che raccogliessero oggetti, parole e segni, così da agevolare l’avvicinamento dei figli sordi al testo scritto e alla lingua segnata. I libri sono pensati infatti per la fascia di età 0-3 anni: il periodo in cui i bambini in generale iniziano a nominare il mondo che li circonda e in particolare i bambini con disabilità uditiva iniziano a segnare gli oggetti che lo compongono. Un’esigenza concreta e fortemente avvertita è dunque alla base di questo lavoro, nato grazie a una serie di sponsor ma anche grazie a un progetto di crowdfunding che ha visto la vendita di un centinaio di copie prima ancora che fossero prodotti.

La realizzazione della collana ha seguito un lungo percorso in cui sono stati coinvolti diversi partner, primo fra tutti il Laboratorio di Ricerca Language and Communication Across Modalities (LaCam) dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del CNR che ha contribuito alla scelta dei vocaboli più significativi, utili e riconoscibili da inserire all’interno di ogni volume. Le illustrazioni sono state invece realizzate da disegnatori sordi, a loro volta implicati nel processo progettuale e creativo. Questa scelta risulta piuttosto diffusa nell’ambito dei volumi per l’infanzia in Lingua dei Segni e se da un lato ha il vantaggio di garantire attenzione alle esigenze di comprensione, riconoscimento e associazione al testo implicate dalla disabilità uditiva, ha tuttavia dall’altro lo svantaggio di mettere in secondo piano la reale qualità artistica del lavoro. La speranza è che pubblicazioni di questo genere, utilissime e coraggiose, possano via via moltiplicarsi provando a conciliare la cultura della sordità con l’esperienza dell’illustrazione professionale, così da arrivare a produrre volumi sempre più accattivanti e per questo condivisibili.

I volumetti possono essere acquistati tramite il sito della cooperativa Il Treno o presso alcune librerie convenzionate (altre librerie eventualmente interessate a distribuirli possono mettersi in contatto con la cooperativa stessa).

 

In città

Un viaggio attraverso strade, semafori, palazzi e negozi: il librotto In città identifica e nomina alcune tra le cose più caratteristiche di un paesaggio cittadino. In questo caso le illustrazioni sono un po’ scarne (penso alla strada, per esempio, che ricorda i disegni dei bambini) e talvolta poco rappresentative (penso alla scuola, per esempio, che ricorda piuttosto un tribunale). Insieme alle cose della città, i lettori hanno modo di familiarizzare anche con oggetti e animali tipici del mare, della montagna e della montagna cui sono rispettivamente dedicati tre altri titoli della collana.

In montagna – Primi segni

Collana Primi segni

Che leggere ad alta voce fin dai primi mesi di vita sia fondamentale per la crescita del bambino è fatto ormai assodato, così come instancabilmente ricordato e promosso da Nati per Leggere. Ma che leggere “a chiari segni” sia altrettanto importante per bambini piccoli sordi è cosa meno evidente e diffusa. Eppure se l’auspicio è che anche chi non percepisce i suoni che compongono storie e poesie possa imparare a godere del loro succo immaginifico, è necessario che quanti più libri accessibili si rendano disponibili fin dalla più tenera età.

Ecco perché la pubblicazione della collana Primi segni, proposta dalla cooperativa romana Il treno, è una notizia non lieta ma lietissima. In un colpo solo 8 libretti cartonati, quadrati e resistenti, si offrono a piccole mani curiose. Sono pagine che si sfogliano (facilmente perdipiù!) e porte che si aprono: piccole occasioni per incontrarsi, per condividere, per comunicare. Ogni libretto ha un tema – dai giochi alla tavola, dai vestiti alla città – che rispetta l’esperienza reale e quotidiana del bambino.

Senza pretese letterarie ma con una forte motivazione inclusiva, la collana nasce su iniziativa di una mamma che ha immaginato l’utilità di libricini che raccogliessero oggetti, parole e segni, così da agevolare l’avvicinamento dei figli sordi al testo scritto e alla lingua segnata. I libri sono pensati infatti per la fascia di età 0-3 anni: il periodo in cui i bambini in generale iniziano a nominare il mondo che li circonda e in particolare i bambini con disabilità uditiva iniziano a segnare gli oggetti che lo compongono. Un’esigenza concreta e fortemente avvertita è dunque alla base di questo lavoro, nato grazie a una serie di sponsor ma anche grazie a un progetto di crowdfunding che ha visto la vendita di un centinaio di copie prima ancora che fossero prodotti.

La realizzazione della collana ha seguito un lungo percorso in cui sono stati coinvolti diversi partner, primo fra tutti il Laboratorio di Ricerca Language and Communication Across Modalities (LaCam) dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del CNR che ha contribuito alla scelta dei vocaboli più significativi, utili e riconoscibili da inserire all’interno di ogni volume. Le illustrazioni sono state invece realizzate da disegnatori sordi, a loro volta implicati nel processo progettuale e creativo. Questa scelta risulta piuttosto diffusa nell’ambito dei volumi per l’infanzia in Lingua dei Segni e se da un lato ha il vantaggio di garantire attenzione alle esigenze di comprensione, riconoscimento e associazione al testo implicate dalla disabilità uditiva, ha tuttavia dall’altro lo svantaggio di mettere in secondo piano la reale qualità artistica del lavoro. La speranza è che pubblicazioni di questo genere, utilissime e coraggiose, possano via via moltiplicarsi provando a conciliare la cultura della sordità con l’esperienza dell’illustrazione professionale, così da arrivare a produrre volumi sempre più accattivanti e per questo condivisibili.

I volumetti possono essere acquistati tramite il sito della cooperativa Il Treno o presso alcune librerie convenzionate (altre librerie eventualmente interessate a distribuirli possono mettersi in contatto con la cooperativa stessa).

 

In montagna

Il librotto si sofferma su ciò che è possibile incontrare durante una passeggiata in montagna – cervi, ricci, castagne o alberi – attraverso illustrazioni dal tratto naïf e simpatico. Insieme alle cose e agli abitanti della montagna, i lettori hanno modo di familiarizzare anche con oggetti e animali tipici del mare, della città e della campagna cui sono rispettivamente dedicati tre altri titoli della collana.

A tavola – Primi segni

Collana Primi segni

Che leggere ad alta voce fin dai primi mesi di vita sia fondamentale per la crescita del bambino è fatto ormai assodato, così come instancabilmente ricordato e promosso da Nati per Leggere. Ma che leggere “a chiari segni” sia altrettanto importante per bambini piccoli sordi è cosa meno evidente e diffusa. Eppure se l’auspicio è che anche chi non percepisce i suoni che compongono storie e poesie possa imparare a godere del loro succo immaginifico, è necessario che quanti più libri accessibili si rendano disponibili fin dalla più tenera età.

Ecco perché la pubblicazione della collana Primi segni, proposta dalla cooperativa romana Il treno, è una notizia non lieta ma lietissima. In un colpo solo 8 libretti cartonati, quadrati e resistenti, si offrono a piccole mani curiose. Sono pagine che si sfogliano (facilmente perdipiù!) e porte che si aprono: piccole occasioni per incontrarsi, per condividere, per comunicare. Ogni libretto ha un tema – dai giochi alla tavola, dai vestiti alla città – che rispetta l’esperienza reale e quotidiana del bambino.

Senza pretese letterarie ma con una forte motivazione inclusiva, la collana nasce su iniziativa di una mamma che ha immaginato l’utilità di libricini che raccogliessero oggetti, parole e segni, così da agevolare l’avvicinamento dei figli sordi al testo scritto e alla lingua segnata. I libri sono pensati infatti per la fascia di età 0-3 anni: il periodo in cui i bambini in generale iniziano a nominare il mondo che li circonda e in particolare i bambini con disabilità uditiva iniziano a segnare gli oggetti che lo compongono. Un’esigenza concreta e fortemente avvertita è dunque alla base di questo lavoro, nato grazie a una serie di sponsor ma anche grazie a un progetto di crowdfunding che ha visto la vendita di un centinaio di copie prima ancora che fossero prodotti.

La realizzazione della collana ha seguito un lungo percorso in cui sono stati coinvolti diversi partner, primo fra tutti il Laboratorio di Ricerca Language and Communication Across Modalities (LaCam) dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del CNR che ha contribuito alla scelta dei vocaboli più significativi, utili e riconoscibili da inserire all’interno di ogni volume. Le illustrazioni sono state invece realizzate da disegnatori sordi, a loro volta implicati nel processo progettuale e creativo. Questa scelta risulta piuttosto diffusa nell’ambito dei volumi per l’infanzia in Lingua dei Segni e se da un lato ha il vantaggio di garantire attenzione alle esigenze di comprensione, riconoscimento e associazione al testo implicate dalla disabilità uditiva, ha tuttavia dall’altro lo svantaggio di mettere in secondo piano la reale qualità artistica del lavoro. La speranza è che pubblicazioni di questo genere, utilissime e coraggiose, possano via via moltiplicarsi provando a conciliare la cultura della sordità con l’esperienza dell’illustrazione professionale, così da arrivare a produrre volumi sempre più accattivanti e per questo condivisibili.

I volumetti possono essere acquistati tramite il sito della cooperativa Il Treno o presso alcune librerie convenzionate (altre librerie eventualmente interessate a distribuirli possono mettersi in contatto con la cooperativa stessa).

 

A tavola

Il librotto dedicato alla tavola passa in rassegna una selezione di cibi comuni, dai più amati (come i biscotti o il pollo) ai più odiati (come la minestra o gli spinaci). Alcune illustrazioni non sono proprio chiarissime e gli stessi personaggi risultano qui più statici che altrove. Il “Buon appetito” finale è più che calzante.

I giochi – Primi segni

Collana Primi segni

Che leggere ad alta voce fin dai primi mesi di vita sia fondamentale per la crescita del bambino è fatto ormai assodato, così come instancabilmente ricordato e promosso da Nati per Leggere. Ma che leggere “a chiari segni” sia altrettanto importante per bambini piccoli sordi è cosa meno evidente e diffusa. Eppure se l’auspicio è che anche chi non percepisce i suoni che compongono storie e poesie possa imparare a godere del loro succo immaginifico, è necessario che quanti più libri accessibili si rendano disponibili fin dalla più tenera età.

Ecco perché la pubblicazione della collana Primi segni, proposta dalla cooperativa romana Il treno, è una notizia non lieta ma lietissima. In un colpo solo 8 libretti cartonati, quadrati e resistenti, si offrono a piccole mani curiose. Sono pagine che si sfogliano (facilmente perdipiù!) e porte che si aprono: piccole occasioni per incontrarsi, per condividere, per comunicare. Ogni libretto ha un tema – dai giochi alla tavola, dai vestiti alla città – che rispetta l’esperienza reale e quotidiana del bambino.

Senza pretese letterarie ma con una forte motivazione inclusiva, la collana nasce su iniziativa di una mamma che ha immaginato l’utilità di libricini che raccogliessero oggetti, parole e segni, così da agevolare l’avvicinamento dei figli sordi al testo scritto e alla lingua segnata. I libri sono pensati infatti per la fascia di età 0-3 anni: il periodo in cui i bambini in generale iniziano a nominare il mondo che li circonda e in particolare i bambini con disabilità uditiva iniziano a segnare gli oggetti che lo compongono. Un’esigenza concreta e fortemente avvertita è dunque alla base di questo lavoro, nato grazie a una serie di sponsor ma anche grazie a un progetto di crowdfunding che ha visto la vendita di un centinaio di copie prima ancora che fossero prodotti.

La realizzazione della collana ha seguito un lungo percorso in cui sono stati coinvolti diversi partner, primo fra tutti il Laboratorio di Ricerca Language and Communication Across Modalities (LaCam) dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del CNR che ha contribuito alla scelta dei vocaboli più significativi, utili e riconoscibili da inserire all’interno di ogni volume. Le illustrazioni sono state invece realizzate da disegnatori sordi, a loro volta implicati nel processo progettuale e creativo. Questa scelta risulta piuttosto diffusa nell’ambito dei volumi per l’infanzia in Lingua dei Segni e se da un lato ha il vantaggio di garantire attenzione alle esigenze di comprensione, riconoscimento e associazione al testo implicate dalla disabilità uditiva, ha tuttavia dall’altro lo svantaggio di mettere in secondo piano la reale qualità artistica del lavoro. La speranza è che pubblicazioni di questo genere, utilissime e coraggiose, possano via via moltiplicarsi provando a conciliare la cultura della sordità con l’esperienza dell’illustrazione professionale, così da arrivare a produrre volumi sempre più accattivanti e per questo condivisibili.

I volumetti possono essere acquistati tramite il sito della cooperativa Il Treno o presso alcune librerie convenzionate (altre librerie eventualmente interessate a distribuirli possono mettersi in contatto con la cooperativa stessa).

 

I giochi

Dalla palla al trenino, dalle costruzioni alla bambola: i giochi più basilari (e forse in parte un po’ d’antan) trovano spazio nel librotto dedicato agli svaghi che con accortezza li associa indiscriminatamente a un solo personaggio (di sesso femminile). Il gusto un po’ retrò è sottolineato da illustrazioni sfumate ad acquerello. La frase completa finale non potrebbe essere più azzeccata. “Giochiamo insieme?”. E la risposta, dal canto suo, è la più utile di tutte!

A casa – Primi segni

Collana Primi segni

Che leggere ad alta voce fin dai primi mesi di vita sia fondamentale per la crescita del bambino è fatto ormai assodato, così come instancabilmente ricordato e promosso da Nati per Leggere. Ma che leggere “a chiari segni” sia altrettanto importante per bambini piccoli sordi è cosa meno evidente e diffusa. Eppure se l’auspicio è che anche chi non percepisce i suoni che compongono storie e poesie possa imparare a godere del loro succo immaginifico, è necessario che quanti più libri accessibili si rendano disponibili fin dalla più tenera età.

Ecco perché la pubblicazione della collana Primi segni, proposta dalla cooperativa romana Il treno, è una notizia non lieta ma lietissima. In un colpo solo 8 libretti cartonati, quadrati e resistenti, si offrono a piccole mani curiose. Sono pagine che si sfogliano (facilmente perdipiù!) e porte che si aprono: piccole occasioni per incontrarsi, per condividere, per comunicare. Ogni libretto ha un tema – dai giochi alla tavola, dai vestiti alla città – che rispetta l’esperienza reale e quotidiana del bambino.

Senza pretese letterarie ma con una forte motivazione inclusiva, la collana nasce su iniziativa di una mamma che ha immaginato l’utilità di libricini che raccogliessero oggetti, parole e segni, così da agevolare l’avvicinamento dei figli sordi al testo scritto e alla lingua segnata. I libri sono pensati infatti per la fascia di età 0-3 anni: il periodo in cui i bambini in generale iniziano a nominare il mondo che li circonda e in particolare i bambini con disabilità uditiva iniziano a segnare gli oggetti che lo compongono. Un’esigenza concreta e fortemente avvertita è dunque alla base di questo lavoro, nato grazie a una serie di sponsor ma anche grazie a un progetto di crowdfunding che ha visto la vendita di un centinaio di copie prima ancora che fossero prodotti.

La realizzazione della collana ha seguito un lungo percorso in cui sono stati coinvolti diversi partner, primo fra tutti il Laboratorio di Ricerca Language and Communication Across Modalities (LaCam) dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del CNR che ha contribuito alla scelta dei vocaboli più significativi, utili e riconoscibili da inserire all’interno di ogni volume. Le illustrazioni sono state invece realizzate da disegnatori sordi, a loro volta implicati nel processo progettuale e creativo. Questa scelta risulta piuttosto diffusa nell’ambito dei volumi per l’infanzia in Lingua dei Segni e se da un lato ha il vantaggio di garantire attenzione alle esigenze di comprensione, riconoscimento e associazione al testo implicate dalla disabilità uditiva, ha tuttavia dall’altro lo svantaggio di mettere in secondo piano la reale qualità artistica del lavoro. La speranza è che pubblicazioni di questo genere, utilissime e coraggiose, possano via via moltiplicarsi provando a conciliare la cultura della sordità con l’esperienza dell’illustrazione professionale, così da arrivare a produrre volumi sempre più accattivanti e per questo condivisibili.

I volumetti possono essere acquistati tramite il sito della cooperativa Il Treno o presso alcune librerie convenzionate (altre librerie eventualmente interessate a distribuirli possono mettersi in contatto con la cooperativa stessa).

 

A casa

Il librotto dedicato alla casa seleziona alcuni degli oggetti più familiari per qualunque bambino. Dal divano al frigo, dal lavabo al letto: mobili ed elettrodomestici sono scelti in modo tale da non tralasciare alcuna stanza e sono rappresentati con tratto schizzato e senza fronzoli.

Immaginario. Immagini per un abbecedario

Immaginario è un primo dizionario, illustrato semplice e colorato, utile per avviare alla conoscenza della Lingua Italiana dei Segni sia i bambini sordi sia – perché no? – i loro compagni udenti. L’autrice del volume ha infatti selezionato più di 600 parole tra quelle di più comune utilizzo che consentono di acquisire una conoscenza primaria della LIS e di sperimentarla in maniera molto spiccia e diretta.

 

Di ogni vocabolo viene offerta, oltre a un’illustrazione, anche una rappresentazione grafica del segno che permette di esprimerla. Si va dai soggetti più concreti di ambito naturale, domestico e urbano – come animali, casalinghi ed edifici – a soggetti meno concreti ma ugualmente importanti – come colori, stagioni o azioni. Le illustrazioni, benché molto artigianali, hanno il merito di rendere in maniera piuttosto chiara il segno che riproducono. Esse vengono inoltre riportate anche sul DVD allegato al volume che consente una consultazione multimediale.

 

Il risultato è uno strumento pratico che invita a cimentarsi con la Lingua dei Segni, a prescindere dal grado di udito di cui si è in possesso. Presentando i segni in maniera semplice e colorata si promuove infatti in forma di gioco e scoperta curiosa la loro conoscenza.

Ti racconto… 5 storie con i segni

Cinque storie da raccontare con le parole e con le mani, da leggere e da guardare, da scoprire per imparare e per condividere. Il progetto editoriale proposto dalla Cooperativa romana Le Farfalle narra infatti in Lingua Italiana dei Segni cinque famosi albi illustrati editi da Lapis e Babalibri: un modo straordinariamente semplice ed efficace per far sì che il patrimonio fantastico dei bambini possa superare le barriere linguistiche.

Grazie al DVD in cui un segnastorie racconta in LIS, anche i bambini sordi hanno modo di far propri i personaggi di Zou la zebra e di Marco l’orsetto o di seguire con passione le piccole scoperte di uova di tartaruga o di piccoli pettirossi. Per ogni storia, le pagine dell’albo originale scorrono sullo sfondo e il lettore può scegliere il livello di difficoltà dei sottotitoli, accordandolo alla sua competenza linguistica e alle sue specifiche esigenze.

In questo modo il testo scritto cessa di costituire un ostacolo per divenire piuttosto un elemento da scoprire progressivamente, che si arricchisce via via arricchendo di riflesso il bagaglio del lettore. Non a caso gli stessi curatori del DVD invitano caldamente all’utilizzo del supporto multimediale insieme al volume vero e proprio, per far sì che l’esperienza della lettura si arricchisca di strumenti di comprensione indispensabili, come la traduzione in LIS, ma non perda il fascino del rapporto tra parole e immagini e soprattutto la possibilità di essere condivisa con familiari e compagni.

Ecco, in estrema sintesi, il contenuto delle storie incluse nel dvd:

Ho trovato un pettirosso narra dell’amicizia tenera e bislacca tra un bambino e un pettirosso, nata in una fredda e nevosa sera d’inverno. Privo di parole, l’albo racconta attraverso le sole immagini il ritrovamento dell’uccellino e le cure che il bambino gli riserva.

Che meraviglia è la storia di una piccola grande scoperta fatta in spiaggia da una bambina curiosa: il ritrovamento fortuito di uova di tartaruga. Il volume, che è totalmente privo di testo, è recensito nel catalogo a questo link.

No, no e poi no parla di capricci e di emozioni attraverso il personaggio di Marco, un orso che dice no a tutto – maestra, giochi e caramelle – fino a che un gesto speciale non gli fa cambiare dolcemente idea.

Zou racconta dell’esuberante e omonima zebra, desiderosa di svegliare i genitori per affrontare insieme a loro una giocosa giornata. Ma cosa accade se i genitori sonnecchiano ancora? E se i tentativi di destarli rischiano di diventare pasticci?

Ti ho visto è la storia buffa di una torta da consegnare e dei piccoli incidenti di percorso che costringono Paolino a mangiarla prima di arrivare dalla nonna.

Marco e Asha vanno in ospedale

Quello dell’operazione per l’impianto cocleare è un momento estremamente delicato e carico di emozioni per i bambini che vi si sottopongono. I loro timori e le loro speranze si intrecciano in una trama fitta e i loro pensieri si alimentano con forza dei pensieri di chi sta loro attorno. Per questo l’accompagnamento che familiari e professionisti possono offrire a chi affronta questo difficile passaggio diventa davvero fondamentale. Ed ecco perché Marisa Bonomi, psicologa che da anni lavora con le persone con disabilità uditiva, ha accettato la sfida di dedicare a questo argomento un volume per l’infanzia.

Marco e Asha vanno in ospedale. Pensieri di bambini sordi nasce infatti con l’intento di raccontare due storie uniche e al contempo universali, di piccoli protagonisti arrivati a un momento di svolta nella loro vita. L’attesa dell’operazione porta con sé i ricordi e le aspettative di cambiamento del rapporto con sé stessi, con il proprio corpo, con le proprie percezioni, con la propria famiglia, con i propri compagni e con il mondo intero.

Ognuno dei due protagonisti racconta la sua esperienza alla sua maniera, lasciando trasparire pezzi di vita del tutto personali e considerazioni in cui possa agevolmente ritrovarsi chi sperimenta un percorso analogo. Pur nell’assenza di una vera e propria storia, con una trama avvincente e uno sviluppo articolato, il libro ha il merito di dare voce ai bambini che affrontano l’esperienza narrata, aiutandoli a darvi un contorno che ne favorisca la comprensione da parte loro e da parte di chi li circonda.

Ma non è tutto. L’attenzione instancabile dimostrata negli anni dalla casa editrice Sinnos nei confronti dell’inclusività su tutti i fronti, trova qui una nuova dimostrazione. Il libro dalle illustrazioni avvolgenti firmate da Cristina Pietta è accompagnato infatti da un DVD che consente la perfetta fruizione del racconto anche da chi impiega la Lingua dei Segni come lingua madre .

Favole di Esopo

Tra i testi più frequentemente impiegati per realizzare volumi accessibili a ragazzi con esigenze di lettura particolari figurano senz’altro le favole. Sarà per la loro brevità, molto funzionale a vari tipi di adattamento, sarà per la modernità che senza posa riescono a trasmettere, sarà per l’incisività con cui raccontano storie di umani e animali, fatto sta che a più di duemila e cinquecento anni di distanza dalla loro creazione, le Favole di Esopo trovano ancora oggi nuova forma e nuova espressione, finalmente ad uso anche dei lettori sordi.

Il volume curato della cooperativa Il treno33, in particolare, non si limita a riproporre il testo che ha attraversato decine di secoli ma lo correda di una serie di strumenti che ne agevolano la comprensione anche da parte di chi soffre di disturbi uditivi. Il DVD con la traduzione in Lingua Italiana dei Segni, le vignette illustrate che accompagnano i singoli passaggi, i giochi linguistici e i riferimenti ai proverbi attuali costituiscono, infatti, una gamma variegata e multiforme di stimoli che integrano e abbracciano il testo.

E se da un lato tutto questo tende forse a stordire un po’ il lettore – sordo o udente che sia -, ricordando a tratti i libri scolastici, è pur vero che il risultato è un prodotto ricchissimo di spunti e studiato con competenza per assecondare al meglio le esigenze dei ragazzi sordi e per compensare le principali difficoltà che essi sperimentano (lacune lessicali, limitata dimestichezza con gli elementi di coesione del testo e comprensione faticosa dei significati metaforici).

Animali, animals, animaux, tiere, animales

Il formato mignon di questo libro non rende forse giustizia alle sue suggestive illustrazioni ma detiene il merito di renderlo maneggevole ed economico, cosa per nulla scontata quando si parla di supporti accessibili. Animali, animals, animaux, tiere, animales si colloca infatti tra i libri pensati per stimolare un confronto alla pari tra bambini di lingue diverse, fra le quali compaiono anche la Lingua Italiana dei Segni e il Sign Writing: due sistemi di comunicazione importanti per le persone sorde, l’uno più noto e tradizionale, l’altro più sconosciuto e creativo, poiché ispirato alle notazioni usate per la danza.

Ogni pagina riporta, quindi, oltre all’illustrazione di un animale, finemente realizzata a tinte scure su fondo caldo, anche la sua denominazione in diverse lingue europee e nelle suddette lingue gestuali. Il libro diventa, così, una collezione preziosa di segni e disegni che offre spunti universali e stimolanti per apprendere la parola altrui. L’indicazione dei segni invita infatti a tentare di riprodurli con le dita, trasformando lo scarto linguistico in un possibile gioco.