Ape Tina e l’autunno
Recensione pubblicata il: 29/01/2026
L’Ape Tina, protagonista di una collana di cartonati in simboli targati Homeless Book, è un personaggio molto basico ma che funziona bene. Essenziale e riconoscibile, le sue avventure sono sempre ben ancorate al quotidiano, cosa che facilità l’aggancio e la comprensione anche da parte di piccoli lettori con difficoltà cognitive e astrattive più importanti.
Apprezzabile, inoltre, è la coerenza compositiva dei libri che ne seguono le vicende: la semplicità del personaggio si riflette, infatti, nella semplicità delle storie che lo coinvolgono, tanto a livello narrativo (sviluppo breve, piano, lineare e con pochi avvenimenti) tanto a livello lessicale e sintattico (parole familiari e quotidiane, frasi brevi e paratattiche, pochi pronomi e impliciti). Non da ultimo, le scelte legate al supporto visivo del testo vanno esattamente nella medesima direzione, privilegiando simboli piuttosto trasparenti e rinunciando alla simbolizzazione di articoli e preposizioni.
Tutti questi elementi, già presenti in Ape Tina e l’inverno e Ape Tina fa colazione, si ritrovano anche in Ape Tina e l’autunno, da poco uscito per lo stesso editore. Qui l’ape protagonista osserva il cambiamento cromatico delle foglie e la loro danza nel vento prima di concludere la giornata con una tisana di stagione e un bel pisolino. Nessun ritmo incalzante o colpo di scena: il libro non cerca tanto, infatti, di conquistare e travolgere il lettore, quanto di accompagnarlo in una piccola scoperta quotidiana, inserendola in una piacevole cornice narrativa. Un piccolo ma importante passo, soprattutto per quei lettori che necessitano di un supporto più strutturato nel loro percorso di avvicinamento alle storie, alle figure e alle parole.
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