Ti prendo, Dodo!
In questa storia ci sono due protagonisti buffi, una foresta ricca di imprevisti e un finale a sorpresa: un mix di ingredienti ideale per dar vita a un racconto spumeggiante! Huw Lewis Jones e Fred Blunt ci invitano in particolare, a seguire la passeggiata serata di un placido Dodo attraverso la giungla, la palude e il mare. Tanto rilassato è il protagonista che non si accorge di essere seguito da una tigre, fermamente decisa a fare del pennuto il suo spuntino. Arrivati in mezzo all’erba la faccenda, però, cambia: addio pace e tranquillità, un pericoloso cacciatore spunta all’improvviso! Da lì in poi sarà tutto un fuggi fuggi e uno svolazzar di piume. Fino a un lieto fine… quantomeno apparente e di certo non per tutti!
Scanzonato, frizzante e dotato di un ritmo puntualissimo – ora quieto e regolare, ora incalzante e forsennato – Ti prendo, Dodo! fa leva in maniera efficace e spassosa sul dialogo tra immagini e testo: le prime tendono, infatti, a sconfessare ciò che il secondo racconta, offrendo sugli eventi un diverso punto di vista. Così, la giungla, la palude e il mare che vengono presentati e vissuti dal Dodo come tranquilli e amichevoli mostrano tutte le loro insidie se osservati con gli occhi della tigre. Mai citata a parole, quest’ultima è a tutti gli effetti una co-protagonista silenziosa della storia, la cui presenza a livello esclusivamente visivo è la chiave che fa funzionare la narrazione.
Al lettore viene dunque richiesto un lavoro di inferenza non scontato che implica una certa agilità di movimento tra codici diversi. Per contro, il libro presenta una struttura iterata tanto a livello narrativo quanto a livello sintattico che ne facilita la comprensione. Le frasi, perlopiù brevi e paratattiche, sono sempre una per pagina e appaiono facilmente reperibili e leggibili poiché collocate in basso, su una striscia bianca. Graficamente parlando, dunque, le illustrazioni assumono un peso significativo perché occupano gran parte dello spazio. Vivacissime e dai toni accesi, queste ultime presentano un tratto brioso e sfondi molto pieni su cui però i protagonisti spiccano agevolmente.
Il risultato è una lettura piacevole che grazie all’impiego dei simboli WLS può raggiungere anche bambini con difficoltà linguistiche o comunicative. Proposto in versione tradizionale nella sua edizione originale inglese, Ti prendo, Dodo! approda in Italia in versione accessibile grazie all’iniziativa di Officina Babùk, ormai pronta ad allargare il suo catalogo anche a titoli inediti.