Come superare i gradini nell’ingresso del condominio?

Per effetto della legge 13 del 9 gennaio 1989, i condomìni progettati prima del 1989 sono accessibili alle persone con disabilità motoria.

La legge indica infatti i seguenti requisiti obbligatori di accessibilità:

a) accorgimenti tecnici idonei alla installazione di meccanismi per l’accesso ai piani superiori, ivi compresi i servoscala;

b) idonei accessi alle parti comuni degli edifici e alle singole unità immobiliari;

c) almeno un accesso in piano, rampe prive di gradini o idonei mezzi di sollevamento;

d) l’installazione, nel caso di immobili con più di tre livelli fuori terra, di un ascensore per ogni scala principale raggiungibile mediante rampe prive di gradini.

 

I condomini progettati precedentemente all’entrata in vigore della Legge 13/89, possono quindi presentare barriere architettoniche: una delle barriere più frequenti, per esempio, è la classica rampa di gradini all’ingresso dello stabile, per raggiungere l’ascensore.

Per superare una rampa sono possibili generalmente due soluzioni:

Come richiedere il montascale all’ASL

Il montascale è un ausilio ceduto in comodato d’uso gratuito dall’ASL alle persone che si spostano in carrozzina, che deve essere prescritto da un medico specialista nella patologia o menomazione (nel caso di minori si tratta solitamente del neuropsichiatra infantile).

Oltre alla prescrizione medica specialistica, sono necessarie due relazioni, entrambe rilasciate dal Comune di residenza:

E’ indispensabile inoltre essere in possesso di un verbale d’invalidità, tranne nel caso di minori. Se avete smarrito il verbale, leggete: Come recuperare i verbali d’invalidità e handicap (l. 104/92)

Una volta ottenuti questi quattro documenti, occorre fare riferimento al servizio “Assistenza protesica e integrativa” (o “Servizio ausili e protesi“) della vostra ASL di residenza.

Per Torino: https://www.aslcittaditorino.it/servizi/assistenza-protesica-integrativa/

Come tutti gli ausili erogati gratuitamente dal Servizio Sanitario, esso è compreso negli elenchi del DM 332/99 (Elenco 3):

è indicato per soggetti totalmente non deambulanti dimoranti abitualmente in edifici sprovvisti di ascensore idoneo, serviti da scale non superabili mediante l’installazione di una rampa […]; oppure per il superamento di barriere architettoniche interne all’abitazione. L’indagine sociale dovrà attestare l’assoluta indispensabilità di tale dispositivo.

NB: è importante che il medico specialista che prescrive il montascale verifichi che la carrozzina in vostro possesso sia adatta, altrimenti egli dovrà prescrivere un cambio carrozzina oppure un’ulteriore carrozzina

 

Riferimenti:

DM 332/99 e in particolare l’Elenco 3

Procedura per i residenti in Torino (Sito Informa disabile Torino)

 

Il montascale o servoscala

Se il montascale non è idoneo, oppure se più condòmini vogliono sostenere collettivamente la spesa, è solitamente possibile installare un montascale o un servo scala.

Il montascale può essere installato anche se il condominio non è d’accordo, purché sia facilmente rimovibile (per esempio montascale richiudibile a libro ) e non constituisca pericolo per se stesi o per gli altri, o non ci sia un vincolo da parte delle Belle arti per motivi storico-artistici. Vai al post

I costi in questo caso sono a carico dell’interessato (persona disabile o chi la ha a carico, o condominio), ma sono previste agevolazioni fiscali e possono essere previsti dei contributi regionali. Per approfondire vai al nostro post sui Contributi della Legge 13/89

La legge di bilancio 2023 ha prorogato al 31 dicembre 2025 l’agevolazione IRPEF del 75 % per spese inerenti eliminazione delle barriere architettoniche in edifici già esistenti: vai alla guida dell’Agenzia delle entrate

La spesa per il servoscala gode dell’IVA al 4% e della detrazione IRPEF del 19%

Per quanto concerne l’I.V.A., l’acquisto di servoscala o di altri mezzi simili atti al superamento di barriere architettoniche per soggetti con ridotte o impedite capacità motorie è ridotta al 4% (punto 31 della Tabella A, parte seconda, allegata al Dpr 633/972)

Aggiornato il 11-05-23

Chi è esente dal blocco auto benzina e diesel?

Molti Comuni italiani prevedono delle limitazioni del traffico in base all’età del motore dell’auto. Alcuni divieti sono definitivi (per esempio Benzina precedente a Euro 1, Diesel Euro 1 e Euro 2), mentre altre limitazioni sono temporanee relativamente a determinati periodi nel corso dell’anno (per es. Diesel Euro 3, 4 e 5). Inoltre, in alcune giornate la circolazione può essere vietata a tutti i veicoli.

Ogni comune prevede però alcune eccezioni. Il nostro portale si occupa di disabilità, per cui questo articolo si concentrerà su questo tema.

Spesso disabilità si coniuga con ISEE di valore basso, per le numerose spese a carico delle famiglie e per le difficoltà dei genitori ad avere continuità sul lavoro. Per questo motivo ci occupiamo qui anche di questo aspetto.

Esistono esenzioni dal blocco del traffico per disabilità o per motivi sanitari?

Sono solitamente esenti dalle limitazioni del traffico: i veicoli utilizzati per il trasporto di persone con handicap e di soggetti affetti da gravi patologie debitamente documentate o persone che si recano al pronto soccorso.

 

Nell’area metropolitana di Torino sono esenti dai blocchi auto anche le persone che hanno subito un trapianto di organi o che sono immunodepresse (Regole blocchi auto della circolazione – area metropolitana di Torino).

Tabella delle esenzioni per autoveicoli

Leggi anche: Come richiedere il tagliando per il parcheggio?

Chi ha un ISEE basso è esente dalle limitazioni del traffico?

Alcuni Comuni italiano prevedono un’esenzione dal blocco auto in base all’ISEE.

In particolare, il Comune di Torino prevede un’esenzione dalle limitazioni della circolazione per i nuclei familiari con ISEE inferiore a 14.000, non possessori di veicoli esclusi dalle limitazioni. Il veicolo deve essere di proprietà di uno dei componenti del nucleo famigliare.

Occorre essere muniti di copia dell’attestazione ISEE che attesti i predetti requisiti.

Ricordiamo di informarvi su esenzioni e documentazione richiesta per il diritto all’esenzione, presso la Polizia locale – i vigili – del Comune di vostro interesse.

Quali documenti occorrono per circolare durante i blocchi del traffico?

Per il tragitto percorso senza la presenza della persona portatrice di handicap o affetta da gravi patologie, è necessario essere in possesso di dichiarazione rilasciata dagli uffici, ambulatori, ecc., nella quale sia specificato l’indirizzo nonché l’orario di inizio e termine dell’attività lavorativa, di terapia ecc. (accompagnati da idonea documentazione).

Per quanto concerne l’esenzione per ISEE basso, occorre essere muniti di copia dell’attestazione valida.

Aggiornato al: 9-6-2022

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Chi deve fare una visita medica può transitare in ZTL ?

Nella maggior parte delle città italiane alcune aree auliche o centrali sono a traffico limitato. Per accedere a tali ZTL occorrono specifici permessi, cha fanno riferimento ai rispettivi regolamenti comunali.

Vai ai permessi ZTL in Torino

Cosa succede se dovete raggiungere un ospedale o una struttura che si trovano in ZTL?

Questo post si rivolge in particolare a chi debba raggiungere una struttura sanitaria in Torino, ma ogni città d’Italia è probabile che abbia regolamentato tale eventualità, per cui vi invitiamo a far riferimento all’Ufficio Relazioni con il Pubblico della città di riferimento.

Bisogna fare alcuni distinguo: per quale motivo dovete raggiungere la struttura o l’ospedale? Si trovano all’interno della ZTL o la dovete attraversare per raggiungerli?

L’esenzione vale soltanto per visite mediche o prestazioni sanitarie. Non vale per il ritiro referti, o per prenotare esami, o per andare a trovare un parente ricoverato, per esempio.

Inoltre, se si tratta di transitare in ZTL, dovrete essere in possesso di un permesso ZTL, in particolare, in caso di disabilità, dovrete essere titolari del Contrassegno di sosta e circolazione.

Se invece la struttura sanitaria o l’ospedale  si trovano all’interno della ZTL non occorrerà un permesso specifico: sarà sufficiente comunicare anticipatamente all’accettazione dell’ospedale o della struttura sanitaria il numero della vostra targa; questi provvederanno a comunicarla a loro volta a GTT, in modo da non farvi sanzionare dal Comune.

Vai alle FAQ GTT Torino

Aggiornato al 23-5-2022

Il Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE)

Ai sensi dell’Articolo 381, decreto del Presidente della Repubblica 495/1992 – Contrassegno Invalidi, le persone “con deambulazione sensibilmente ridotta”, o con “cecità assoluta” hanno diritto al contrassegno europeo di sosta e circolazione.

Sul verbale d’invalidità o di handicap delle persone disabili che hanno diritto al contrassegno è riportato l’art. 318: leggi dove trovarlo sul verbale

Il D.M. Infrastrutture del 5 luglio 2021 ha istituito il Registro Pubblico CUDE.

Si tratta di una banca dati nazionale online che permetterà alle persone con il contrassegno di circolare liberamente nelle ztl di tutti i Comuni italiani ed europei senza temere di incorrere in sanzioni.

Questo è possibile grazie a un microchip elettronico inserito nel contrassegno, contenente i dati del titolare e due targhe. Precisiamo che non si tratta di dati sensibili.

Se viaggerete a bordo di un’automobile con una targa diversa, dovrete modificare telematicamente la targa associata al contrassegno.

La piattaforma non è ancora attiva, ma è iniziata la sua implementazione a livello nazionale. Vi terremo costantemente aggiornati.

Le persone disabili possono parcheggiare in zona blu?

Come si richiede il CUDE?

La maggior parte dei contrassegni di sosta e circolazione sono stati già rilasciati automaticamente con il microchip. Se così non fosse, occorre fare riferimento alla Polizia municipale del proprio Comune per richiederlo o per ricevere le informazioni corrette sull’ufficio di riferimento.

Leggi: Come richiedere il Contrassegno Europeo di Sosta e Circolazione

Pubblico registro automobilistico – Come funziona il CUDE?

 

Aggiornato al 8/4/22

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Il trasporto pubblico è accessibile?

Viaggiare con il trasporto pubblico, lo si sa, per una persona disabile è una situazione che può generare ansie legate sia all’accessibilità delle fermate e della vettura, sia alla fruibilità delle informazioni (la direzione di viaggio del mezzo, capire se il mezzo in arrivo sia quello su cui interessa salire, poter scambiare informazioni con il personale -conducente, capotreno). Non si tratta unicamente di una questione di autonomia, ma anche di sicurezza.

Il 22 settembre 2017 la Regione Piemonte e la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) avevano firmato un protocollo d’intesa teso a migliorare la mobilità accessibile in Piemonte. Il 20 dicembre 2018 la Regione ha deliberato gli “elementi minimi per la fruizione ed accessibilità dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale a favore dei passeggeri con disabilità in Piemonte”, pubblicata sul Bollettino ufficiale n. 5 del 31 gennaio 2019

Vai alla delibera

Ultimo aggiornamento: 5-2-2019

Come accompagnare un figlio disabile a una scuola in ZTL?

Può capitare che la scuola frequentata da vostro/a figlio/a si trovi in Zona a Traffico Limitato e voi ne risiedete invece al di fuori. In questo caso, può essere molto utile poter utilizzare l’auto all’interno della ZTL.

Queste situazioni sono regolamentate a livello comunale, per cui vi consigliamo di far rifermento innanzitutto all’Ufficio Rapporti con il Pubblico (URP)  del vostro Comune, che è facilmente reperibile dal sito web o al telefono tramite centralino.

A Torino, se dovete accompagnare a scuola in ztl un figlio con disabilità, occorre che richiediate alla GTT un Contrassegno di tipo “Scuola”. Tale permesso vale per ogni ordine di scuola, anche privata o paritaria, dall’asilo nido fino alla terza media.

Le scuole superiori sono escluse da questa agevolazione, anche in caso di disabilità

Il Contrassegno ha validità annuale: consente il transito in ZTL Centrale dalle 7.30 alle 9.30 dal 1° settembre al 31 luglio dell’anno in cui è stato richiesto.

E’ consentito il rilascio di un solo permesso di circolazione ad alunno (è compito della scuola valutare l’eventuale possibilità di concedere un secondo permesso).

Costi: 30,00 € per il rilascio del permesso, 16 € di marca da bollo.

Vai alle FAQ sui trasporti del Comune di Torino

Aggiornato al: 23-5-2022

Posso guidare?

A diciotto anni è possibile prendere la patente. Nel caso in cui una persona abbia una disabilità deve richiedere la “Patente speciale”: essa indicherà quali veicoli può guidare e se tali veicoli necessitino di adattamenti alla guida.

Questa visita deve essere richiesta a una apposita commissione dell’ASL, detta tecnicamente “Commissione Medica Locale” – CML.

Sulla domanda occorre specificare se si richieda la presenza dell’ingegnere in CML, necessario per prescrivere adattamenti dell’auto alla guida.

Una volta riconosciuta l’idoneità e rilasciato il foglio rosa, la persona potrà fare pratica di guida e sostenere gli esami per il conseguimento della patente, utilizzando veicoli con gli adattamenti prescritti dalla CML. In fase di esame pratico l’ingegnere della Motorizzazione Civile potrà confermare gli adattamenti ipotizzati dalla Commissione Medica o prevederne di diversi. Anche la persona con disabilità potrà richiedere adattamenti diversi da quelli prescritti.

Non è obbligatorio fare riferimento alla CML del proprio Comune o del proprio territorio di residenza, purché si tratti di un’ASL della vostra regione di residenza.

Questo è particolarmente utile quando i tempi di attesa per la visita medica nella propria ASL di residenza sono particolarmente lunghi.

Per i riferimenti su Torino clicca qui

Per trovare i riferimenti delle CML di una regione è possibile digitare su un motore di ricerca “CML” seguito dalla regione o dalla provincia di proprio interesse

Leggi il vademecum dell’ACI

Chi, come, quando, costi: clicca qui

Sugli adattamenti dell’automobile e dell’acquisto dell’auto è possibile godere di IVA al 4% e della detrazione IRPEF del 19% (vai al post). Sulla spessa sostenuta per l’acquisto e l’installazione degli adattamenti auto è previsto inoltre un contributo del 20%, da richiedere alla propria ASL di residenza (di solito se ne occupa l’Ufficio Protesi, Ausili e Assistenza integrativa – per Torino Clicca qui) – Legge 104 – art. 27 – Trasporti individuali

Aggiornato al 2-12/21

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Come funziona il trasporto scolastico?

Il diritto al trasporto da casa a scuola e ritorno, in Italia è assicurato dalla scuola dell’obbligo fino all’ultimo anno delle scuole superiori.

Nell’ambito della scuola primaria e secondaria di primo grado (elementari e medie) il trasporto è a carico dei Servizi educativi del Comune, mentre nell’ambito della scuola secondaria di secondo grado (superiori) esso è a carico della Città metropolitana (le Province).

Il trasporto scolastico spetta agli alunni con certificazione di handicap. Ai fini della richiesta, i riferimenti per la famiglia sono la segreteria della scuola, per quanto concerne la domanda di trasporto, i documenti da presentare e le scadenze, e  la NPI per quanto concerne ovviamente la documentazione sanitaria.

In particolare, in sede di prima richiesta e se non si fruisce del trasposto per un anno interno, la famiglia dello studente deve presentare alla scuola:

Per Torino: clicca qui

Aggiornato il: 23/1/2020

Le persone disabili possono parcheggiare in zona blu?

Nell’affannosa ricerca di un parcheggio può capitarvi che tutti i parcheggi destinati alle persone disabili siano occupati.

Fortunatamente in molti comuni italiani, fra i quali Torino, il parcheggio in zona blu è: gratuito per le persone con disabilità, purché in possesso:​

1) del contrassegno europeo di sosta e circolazione

2) il permesso per persone soggette a dialisi o con patologie oncologiche che devono sottoporsi a terapie lunghe e ricorrenti, che però possono sostare gratuitamente e senza limiti di tempo soltanto nelle vicinanze delle strutture sanitarie).
Questo “permesso terapie”, viene rilasciato presso i centri servizio al cliente di GTT presentando la documentazione medica che attesta le cure alle quali il malato si deve sottoporre.

In accordo con il decreto semplificazioni DL 90/2014 (che rende obbligatorio al comune 1 parcheggio dedicato a persone in possesso del contrassegno di sosta e circolazione, ogni 50 posti a pagamento, anche nell’ambito delle aree destinate a parcheggio a pagamento e gestite in concessione), il Comune ha approvato l’istituzione del permesso gratuito per disabili per tutte le sotto-zone di sosta a pagamento della Città, valido anche per i minorenni in possesso del permesso di sosta e circolazione di validità almeno quinquennale.

L’attestato ha validità annuale e il rilascio è gratuito.

Leggi sul sito del Comune

CUDE – Contrassegno Unificato Disabili Europeo

Aggiornato il 8-4-2022

Chi ha il diritto al parcheggio sotto casa?

Uno dei motivi principali per i quali viene richiesto il contrassegno di sosta e circolazione è perché rappresenta il documento necessario per poter richiedere un parcheggio sotto casa.

 

Il codice della strada (art. 381, c. 5) recita infatti che “Nei casi in cui ricorrono particolari condizioni di invalidità […], il comune può […] assegnare a titolo gratuito un adeguato spazio di sosta individuato da apposita segnaletica indicante gli estremi del “contrassegno di parcheggio per disabili” del soggetto autorizzato ad usufruirne […]

 A Torino il Comune autorizza il parcheggio se il contrassegno di sosta e circolazione ha validità quinquennale, ad eccezione dei minori di 14 anni, e se “non si ha il possesso” (proprietà, uso, locazione o comodato) di uno stallo (garage o posto auto).

Vai al sito

Esistono Buoni Taxi per disabili?

Alcuni recenti decreti prevedono la possibilità di “buoni viaggio”, in taxi o tramite servizi a noleggio con conducente, a tariffe ridotte del 50%. Sono i Comuni a definire quali soggetti rientrino nell’agevolazione, attraverso dei bandi specifici. L’importo del voucher, in ogni caso, non può superare le 20 euro per ogni corsa.

In quali città sono attivi i Buoni taxi per disabili?

Sul Comune di Torino il servizio “Buoni Taxi” esiste da molti anni; viene effettuato tramite taxi e minibus attrezzati. E’ rivolto ai Torinesi di età superiore ai 2 anni, con grave disabilità motoria o ciechi assoluti.

Per presentare richiesta occorre fare riferimento all’ufficio Buoni Taxi, entrando così in una lista di attesa.

Successivamente l’ufficio stesso invierà a casa vostra una lettera di convocazione alla visita da parte della Commissione Taxi, oppure la conferma del diritto ai Buoni, quando dalla documentazione medica allegata alla domanda (in particolare dal verbale di invalidità civile con diagnosi) risulti evidente il possesso dei requisiti.

Consulta la scheda dei Buoni taxi a Torino

 

Per verificare se il servizio Buoni taxi o Buoni viaggi sia attivo sul tuo Comune di residenza, cerca su Internet “Buoni viaggio” + il nome del Comune in cui risiedi, oppure informati presso l’Ufficio Relazioni con Pubblico del tuo Comune

A titolo esemplificativo riportiamo le schede relative ad alcune città italiane.

Cuneo prevede i buoni per residenti di età maggiore di 18 anni con i seguenti requisiti:

  1. avere un’invalidità civile pari al 100% e trovarsi in situazioni di difficoltà motoria certificata dall’ASL, oppure essere in possesso di attestato di cieco assoluto;
  2. essere in possesso di un reddito annuo complessivo del nucleo famigliare convivente inferiore a € 36.151,98 (con esclusione di pensione di invalidità ed assegno di accompagnamento).

Consulta la scheda dei Buoni taxi a Cuneo

A Piacenza i buoni taxi sono previsti per “invalidi totali oppure sottoposti a chemioterapia e in attesa della certificazione d’invalidità” con reddito lordo inferiore a 8.000 euro per i pensionati e a 10.000 euro per i lavoratori.

Consulta la scheda dei Buoni taxi a Piacenza

Trento prevede i buoni taxi per

Consulta la scheda dei Buoni taxi a Trento

Bolzano le persone con disabilità superiore al 67% residenti nel Comune di Bolzano e in possesso della tessera “Taxi Mobility” hanno diritto a un rimborso di 3 Euro sul prezzo di ogni corsa in TAXI effettuata da soli o accompagnati, in qualsiasi giorno della settimana (compresi domenica e festivi) dalle 00:00 alle 24:00, per un massimo di 60 buoni l’anno

Consulta la scheda dei Buoni taxi a Bolzano

 

Molti Comuni sono in attesa che il Parlamento approvi i fondi per il 2023

 

Aggiornato al 20-7-23

Come richiedere il tagliando per il parcheggio?

Fino a quando un bambino ha due anni è abbastanza frequente per un genitore percorrere lunghi tratti di strada tenendolo in braccio o in passeggino. Compiuto il terzo anno il bambino può essere troppo pesante e troppo grande per essere portato in braccio o in passeggino. A questo punto può essere opportuno richiedere il contrassegno di sosta e circolazione (il nome tecnico è “Contrassegno Unificato Disabili Europeo – CUDE”).

 

Chi ha diritto al rilascio del contrassegno?

Ha diritto al tagliando chi è in possesso di un verbale d’invalidità o di handicap che riporti “Invalido con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta (art. 381 del DPR 495/92).  Il DPR 495/92 è il Nuovo Codice della Strada, che ne prevede il diritto in caso di capacità di deambulazione sensibilmente ridotta o non vedenti.

In alcuni territori, a discrezione della medicina legale dell’ASL, il contrassegno può essere rilasciato in caso di di gravi patologie che richiedano terapie salvavita in ospedale.

Non c’è quindi un collegamento fra la percentuale d’invalidità e il diritto al contrassegno.

Come capire dal certificato di invalidità o handicap se si ha diritto al contrassegno di sosta, parcheggio e circolazione

Come richiedere il contrassegno?

Il permesso deve essere richiesto al proprio Comune di residenza. Nei piccoli Camuni normalmente si fa riferimento alla polizia municipale, mentre le grandi città possono disporre di uno specifico ufficio, reperibile facilmente cercando sul sito istituzionale “contrassegno di sosta e circolazione” oppure “contrassegno disabili”. A Torino il Comune ha dato la delega a GTT: informazioni e istruzioni

 

Validità:  Il contrassegno può avere durata quinquennale o durata inferiore a cinque anni.

Cosa consente il contrassegno di parcheggio?

Il contrassegno deve essere esposto sul cruscotto dell’auto che in quel momento ha a bordo la persona con disabilità: vi ricordiamo infatti che l’utilizzo del permesso è strettamente personale e pertanto può essere utilizzato solo quando sul veicolo è presente il titolare.

Per un uso corretto del contrassegno, segnaliamo l’utile vademecum dell’ACI

Consente:

– la sosta e il parcheggio negli stalli con il simbolo della carrozzina, purché non sia loro associata una palina riportante un numero di serie (in questo caso il parcheggio è riservato a una persona disabile in particolare: vai al post). In alcuni Comuni e a Torino esso permette la sosta anche nelle zone blu (verificare con in Comune in cui si ha necessità di sostare).

la circolazione:

E’ il documento necessario per:

Come si rinnova?

Per rinnovare il contrassegno quinquennale occorre presentare all’Ufficio incaricato del suo rilascio il contrassegno in originale e un certificato del medico curante che attesti “il perdurare delle condizioni sanitarie che avevano determinato il rilascio del contrassegno in scadenza”.

Il rinnovo di un contrassegno di durata inferiore ai cinque anni avviene invece con le stesse modalità di un primo rilascio: a Torino è bene presentarne richiesta con largo anticipo sulla scadenza (è possibile prenotarlo fino a tre mesi prima).

Le persone disabili possono parcheggiare in zona blu?

Come fare se sul certificato non è riportato “art. 381 del DPR 495/92”?

Possono verificarsi situazioni per cui potreste avere necessità del contrassegno in assenza della dicitura prevista per legge: per esempio per una disabilità motoria temporanea che renda molto difficile o impossibile camminare.

In questo caso è possibile fare riferimento alla medicina legale della propria ASL per chiedere una visita di idoneità al contrassegno di sosta e circolazione, allegando la documentazione medica che certifica la nuova disabilità.

Ultimo aggiornamento: 8/4/2022

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Cos’è la tessera di libera circolazione?

Diverse regioni italiane prevedono che le persone con disabilità abbiano diritto al trasporto pubblico gratuito (oppure ad altre agevolazioni economiche in materia).

Il Piemonte, per esempio, rilascia una tessera detta “di libera circolazione”, che consente di viaggiare gratuitamente su tutti i mezzi pubblici entro i confini piemontesi e sui treni regionali che circolano in Piemonte o che lo collegano a una delle tre regioni ad esso confinanti: Lombardia, Liguria, Valle d’Aosta, sia sul viaggio di andata, sia su quello di ritorno.

Questo significa che la tratta fra Torino a Ventimiglia e fra Ventimiglia e Torino è gratuita, mentre se si prende un treno che transita da Ventimiglia, per proseguire però per una destinazione esterna alla Liguria, il viaggio è interamente a pagamento.

Chi può viaggiare gratuitamente?

Fino al compimento del diciottesimo anno di età la tessera consente il viaggio gratuito al minore a cui è intestata e a un eventuale accompagnatoreNon viene richiesto di indicare il nome di un singolo accompagnatore: chiunque accompagni il minore (una sola persona alla volta) ha diritto al viaggio gratuito.

Al compimento del diciottesimo anno di età, la tessera consente la gratuità del viaggio soltanto alla persona disabile, tranne nel caso di percentuale d’invalidità civile del 100%.

Chi ha diritto alla tessera di libera circolazione?

Per ottenere una carta BIP di libera circolazione occorre essere residenti in Regione Piemonte e appartenere a una delle seguenti categorie:

Hanno diritto alla carta BIP di libera circolazione con estensione all’accompagnatore le seguenti categorie:

 

*La dicitura “minore invalido” è un’espressione tecnica e si riferisce al verbale d’invalidità civile: “Minore invalido, con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età o ipoacusico”)

Per viaggiare in treno con la tessera, occorre fare comunque un biglietto?

La tessera di libera circolazione vale al posto del biglietto, per cui è sufficiente salire sul treno ed esibirla al controllore su sua richiesta, senza fare il biglietto.

 

Perché la mia tessera non funziona?

Se la tessera non funziona, al di là di possibili motivi tecnici (per es. si è smagnetizzata), è possibile che la sua validità fosse legata a una data di rivedibilità riportata sul verbale d’invalidità. Niente paura… per effetto del decreto semplificazione (L. 114/2014) si conservano tutti i diritti previsti fino alla definizione del nuovo verbale.

Info:
800.333.444
bip.piemonte.it

 

Aggiornato il 25-05-2023

Quali costa viaggiare in treno a una persona disabile?

Quanto costa viaggiare in treno a un minore?

Tutti i bambini, fino a tutto il terzo anno di età, se non occupano un posto a sedere, o una cuccetta nei treni Notte, diversamente pagano la tariffa “Ragazzi”, valida dal quarto al quattordicesimo anno di età, che consiste nello sconto del 50% sul posto a sedere e del 30% per i servizi Cuccetta, Vagone Letto e Cabina Excelsior. Dai 15 anni il prezzo del biglietto è intero.

Trenitalia prevede anche una “Carta verde”, che ha un costo annuo di 40 euro e applica uno sconto sul biglietto del treno dai 12 ai 26 anni.

Quanto costa viaggiare in treno a un minore con disabilità?

Trenitalia prevede ulteriori agevolazioni economiche in caso di invalidità certificata: Carta blu, sconti per disabili della vista e per i titolari di Disability Card con lettera “A” (necessita di un accompagnatore o di maggiore intensità di sostegno). Lo sconto consiste nella gratuità del biglietto o un prezzo fortemente scontato per l’accompagnatore per l’accompagnatore.

Vai alla pagina dedicata agli sconti di Trenitalia.

Call center dedicati Trenitalia
Assistenza persone con mobilità ridotta: clicca qui

In diverse regioni esiste una tessera per la mobilità su treni e mezzi pubblici, detta “Tessera di libera circolazione” per persone disabili. Per esempio i minori invalidi residenti in Piemonte e un adulto che li accompagni possono viaggiare in Piemonte e verso le regioni confinanti gratuitamente, una volta in possesso della tessera BiP d trasporto gratuito.

Riportiamo un censimento regione per regione

Valle d’Aosta

Lombardia

Veneto

Trentino Alto Adige

Provincia autonoma di Trento

Provincia autonoma di Bolzano

Friuli Venezia Giulia

Liguria

Toscana

Emilia Romagna

Umbria

Lazio

Marche

Molise

Abruzzo

Basilicata

Campagna

Puglia

Calabria

Sardegna

Sicilia

 

Ultimo aggiornamento: 06/11/2023