Cosa sono il PEI e il PDP?

La scuola è un ambiente in cui bambini e ragazzi trascorreranno moltissimo tempo dai tre ai 18-20 anni, in cui avranno probabilmente alcune relazioni molto significative, man mano che cresceranno.

Per favorire l’inclusione scolastica in Italia sono previsti due documenti, il PDP e il PEI.

Il PEI (Piano Educativo individualizzato) viene redatto in caso vi sia una certificazione di handicap ed è un documento che coordina i vari interventi ritenuti utili al conseguimento di obiettivi didattici, relazionali, di autonomia. Il PDP è previsto nelle situazioni di “Bisogni educativi speciali“: DSA, ADHD, funzionamento cognitivo al limite (QI tra 90  e 70) o svantaggio economico, sociale o culturale.

Cos’è il PEI?

Il PEI è un progetto educativo concordato dalla neuropsichiatria infantile, dalla scuola, dai genitori e dal minore direttamente interessato, in modo da essere calibrato sui bisogni del singolo alunno con HANDICAP certificato.

L’obiettivo del PEI è una didattica personalizzata, nel senso che esso identifica gli obiettivi da raggiungere sia in termini di apprendimento, sia in termini di autonomia e di relazioni, e identifica altresì le possibili azioni da parte della scuola per raggiungerli, i criteri di valutazione dei singoli obbiettivi. Esso può quindi prevedere percorsi d’insegnamento differenziati rispetto agli altri compagni di classe.

Ogni quanto va rivisto il PEI?

Il PEI è soggetto a rivalutazioni durante l’anno, e deve essere ricalibrato (o confermato) a ogni nuovo inizio anno scolastico. Ogni inizio ciclo scolastico (elementari, medie, superiori) esso viene rivisto integramente.

Cos’è il PDP?

Il Piano Didattico Personalizzato, diversamente dal PEI, non dipende da una certificazione di handicap e non prevede percorsi d’insegnamento differenziati.
Gli alunni che possono beneficiarne vengono definiti con “Bisogni educativi speciali” (BES)
E’ uno strumento nato per progettare a scuola interventi mirati e personalizzati relativamente ai minori con una certificazione di DSA, del quale, dal 2013, possono beneficiarne anche alunni  senza certificazione ma ugualmente con difficoltà dovute a svantaggio sociale, culturale o linguistico.  Nel PDP vengono predisposte soluzioni per permettere all’alunno di poter meglio seguire la didattica e meglio cimentarsi nelle prove di verifica orale o scritta al pari dei compagni di classe; in particolare vengono riportate le misure dispensative (per es. non dover leggere ad alta voce, non dover sostenere interrogazioni a sorpresa) e misure compensative (per es. l’uso della calcolatrice o di specifiche app).
Il PDP è obbligatorio nei seguenti casi:
– diagnosi di DSA – disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia discalculia, disgrafia, disturbo misto)
– diagnosi di ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder – deficit dell’attenzione e disturbo di iperattività)
– quoziente intellettivo al limite (compreso fra 85 e 70)
E’ previsto, ma non è obbligatorio nei seguenti casi:
– svantaggio sociale
– svantaggio culturale
– svantaggio linguistico
Ultimo aggiornamento: 31-05-2022