Occorre rinnovare i permessi 104 dopo la visita di revisione?

L’articolo 33 della legge 104 / 1992 prevede una serie di agevolazioni lavorative in caso di handicap grave certificato:

La legge 53/2000 (art. 4, comma 4bis) prevede inoltre due anni di congedo straordinario retribuito e il D. Lgs 151/2001 (art. 33) prevede la possibilità di prolungare il congedo parentale facoltativo fino al compimento del dodicesimo anno di vita del figlio.

Abbiamo trattato in un articolo specifico la modalità con cui richiedere i permessi lavorativi e i congedi, che differisce fra dipendenti pubblici, insegnanti della scuola pubblica e dipendenti del settore privato.

Ci occupiamo in questo articolo di come rinnovare i permessi e i congedi e di quando occorra presentare una nuova richiesta.

Un primo caso è quello in cui sul verbale di handicap sia riportata un mese/anno di “REVISIONE” dell’handicap: in questo caso il diritto ai permessi perdurerà fino al giorno dell’accertamento INPS. Se verrà confermato lo stato di  handicap grave (comma3, art. 3 L. 104/92) la possibilità di utilizzare i permessi proseguirà senza dover presentare una nuova richiesta all’INPS. “Diversamente, qualora all’esito della revisione non risulti confermata la disabilità [leggi: handicap] con connotazione di gravità, si procederà al recupero del beneficio fruito” (messaggio INPS n. 93 del 13/1/21).

Per quanto riguarda i lavoratori pubblici, sarà necessario presentare il nuovo verbale di handicap (pagine OMISSIS) all’ufficio del personale (o alla segreteria in caso di scuole pubbliche).

Come comportarsi dopo la visita di revisione dell’handicap?

Quando la situazione di disabilità è purtroppo grave ed è presumibile che l’INPS confermerà l’handicap grave, si può proseguire a prendere i permessi retribuiti con un’alta possibilità che essi verranno confermati.

In ogni caso, tramite delega allo SPID, CNS e CIE è possibile verificare su MY INPS, in tempo reale, se sia stato prodotto il nuovo certificato e se dia diritto ai permessi 104 (ricordiamo che dev’essere riportato comma3, art. 3, Legge 104 5 febbraio 1992).

Vai all’articolo: come comportarsi in caso di revisione dell’invalidità o dell’handicap

Aggiornato al 2-5-2022

Permessi e congedi incidono su ferie, tredicesima, TFR?

Permessi lavorativi, malattia del figlio, ferie

Nello stesso mese lo stesso genitore può fruire dei tre giorni di permesso lavorativo (Legge 104, art. 33) e dei giorni per malattia del figlio.

Nel caso in cui nello stesso mese il genitore abbia fruito di alcuni giorni di ferie, i giorni di permesso retribuito non si riducono proporzionalmente ai giorni effettivamente lavorati, cioè rimangono comunque tre.

I giorni di ferie e la tredicesima, inoltre, non vengono decurtati se il lavoratore fruisce dei tre giorni di permesso retribuito. Il TRF non viene ridotto in proporzione ai giorni di assenza dal lavoro per fruizione dei tre giorni di permesso mensile retribuito.

Congedo straordinario e ferie

Il congedo straordinario, contrariamente al permesso retribuito, incide negativamente sulle ferie e sulla tredicesima e sul trattamento di fine rapporto (D Lgs 151/01, art42, comma 5 quinquies).

 Aggiornato il: 7/11/17

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Posso assistere mio figlio in ospedale?

I permessi lavorativi retribuiti (detti “Permessi Legge 104”) e il congedo straordinario retribuito vengono concessi di norma in assenza di ricovero della persona disabile da assistere. Esistono per fortuna delle eccezioni.

Astensione facoltativa:  fino al terzo anno di vita del bambino, non può essere concessa nel caso di ricovero in istituti specializzati. Dunque, può essere concessa in caso di degenza ospedaliera.
Permessi lavorativi: dopo il terzo anno di vita e per i maggiorenni, l’eccezione invece è più generale e riguarda qualsiasi tipo di ricovero.

Se i sanitari dell’ospedale dichiarano che è necessaria la presenza del genitore, oppure in caso di prognosi infausta a breve termine, i permessi lavorativi vengono concessi.

Ricovero in struttura residenziale: se vostro figlio è ricoverato presso una struttura residenziale e dovete accompagnarlo al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite e terapie, avete diritto ai permessi. Dovrete presentare apposita documentazione rilasciata dalla struttura che attesti le visite o le terapie effettuate e i permessi possono essere concessi solo in quella occasione.

 

Aggiornato al: 6-12-2016

portare-figlio-ospedale

Come funziona il congedo straordinario retribuito di due anni?

I genitori di un figlio con handicap certificato in situazione di gravità, se hanno un contratto di lavoro come dipendente, hanno diritto a due anni di congedo retribuito nell’arco della loro vita lavorativa.

La norma prevede la possibilità di chiedere due anni di congedo non retribuito per assistere un proprio familiare, che nel caso di certificazione di handicap grave esso viene definito “straordinario” , poiché deve essere accordato al lavoratore (il datore di lavoro non può negarlo), e viene retribuito tramite un’indennità pari allo stipendio, decurtata però di eventuali premi di produttività. Nello stesso periodo non si matura anzianità di servizio.

Il riferimento è il “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità”, in particolare l’articolo 42

Il diritto a fare domanda di congedo straordinario parte da quando al bambino viene riconosciuta la situazione di handicap con gravità: su richiesta del genitore, la commissione medico-legale può rilasciare un certificato provvisorio seduta stante, al temine della visita di accertamento.
Vedi “Come richiedere i permessi e il congedo?
Possono fruire del congedo i parenti e gli affini fino al terzo grado, ma soltanto se gli altri parenti più prossimi (figli, genitori, fratelli) sono mancanti, deceduti o anch’essi invalidi.
Ovviamente nel caso dei minori si esclude l’eventualità che il congedo venga preso da figli o coniuge.

Il congedo per handicap può essere frazionato?

Il congedo può essere fruito in forma continuativa (cioé si può restare a casa dal lavoro per due anni di seguito), oppure frazionata (in anni, mesi, settimane, fino alla singola giornata). Gli anni sono due in totale, da distribuirsi fra entrambi i genitori in base alle loro necessità.

NB: se fra una frazione di congedo e l’altra non vi è un effettivo rientro al lavoro (per es. una frazione termina il venerdì e quella successiva inizia il lunedì) i giorni compresi fra una frazione e l’altra (es. il sabato e la domenica) vengono computati nel congedo.

Come funzionano le ferie, il TFR e la tredicesima durante il congedo per handicap?

Durante i periodi di congedo non si maturano ferie, TFR e tredicesima
Leggi anche: Si possono cumulare permessi retribuiti e congedo?
In caso di ricovero: il congedo straordinario spetta in assenza di ricovero, a meno che la presenza dei familiari non sia richiesta dai sanitari della struttura sanitaria
Come funziona la retribuzione durante il congedo per handicap?

Durante il periodo di congedo, si percepisce un’indennità INPS, corrispondente all’ultima retribuzione, fino al limite complessivo massimo di 47.446,00 euro annui (rivalutati annualmente in base all’indice ISTAT).

Durante il congedo per handicap si matura la pensione?

Il congedo è coperto dai contributi figurativi validi ai fini pensionistici, dunque il genitore che resta a casa non dovrà in alcun modo versare ulteriori contributi.

Si può interrompere il congedo straordinario?

Il congedo straordinario può essere interrotto soltanto in pochi casi:

•  in caso di ricovero a tempo pieno del familiare con disabilità per il quale si è richiesto il congedo
•  in caso di assenza dal lavoro per malattia o maternità (l’interruzione del congedo straordinario è possibile soltanto se non sono trascorsi più di 60 giorni dall’inizio della sospensione dal lavoro (Circ. INPS 64/2001, punto 7)

Vai alla pagina del  servizio INPS – congedo straordinario

Ultimo aggiornamento: 26/05/2022

Fino a che età si può prendere il congedo parentale facoltativo?

Il genitori lavoratori dipendenti con un figlio che non abbia ancora compiuto dodici anni, possono assentarsi alternativamente dal lavoro, fino a un totale di dieci mesi (elevati a 11 mesi se è il padre a utilizzare almeno tre mesi di congedo). D lgs 151/2001 art. 32

Se però il bambino ha una certificazione di handicap con gravità, tale congedo può essere utilizzato, per un totale di tre anni, in forma continuativa o frazionata fino al compimento dei dodici anni (e dodici anni dall’ingresso  in famiglia in caso di adozione)

Nei primi tre anni di vita del bambino, questi genitori, possono fruire, in alternativa, di due ore di permesso al giorno (D Lgs 151/2001 art. 33 – Legge 104/92 art. 33 comma 1)

Vai al messaggio INPS 4805 16/7/15

Il congedo spetta al genitore richiedente anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto.

Retribuzione: nei periodi di congedo parentale viene corrisposta al lavoratore o alla lavoratrice un’indennità pari al 30% dello stipendio, fino al compimento dell’ottavo anno. Dall’ottavo al dodicesimo anno non viene corrisposta alcuna indennità

In alternativa al prolungamento del congedo parentale è possibile essere fruire di tre giorni al mese di permesso lavorativo.

Cumulabilità dei congedi e dei permessi nello stesso mese: il prolungamento del congedo parentale è fruibile in forma alternativa rispetto ai riposi orari e ai tre giorni al mese di permesso (cioè: o l’uno o gli altri). E’ compatibile con il Congedo straordinario di due anni, ma i due congedi devono essere fruiti dai genitori in giorni diversi.

 NB: per fruire del congedo parentale facoltativo è necessario sospendere prima i tre giorni di permesso retribuito

Congedo parentale e ricovero: per i primi tre anni del figlio, i genitori hanno diritto al prolungamento del congedo parentale facoltativo , in assenza di ricovero a tempo pieno presso istituti specializzati (non gli ospedali), mentre una volta compiuti i tre anni vige il requisito dell’assenza di ricovero (compresi gli ospedali), a meno che la presenza dei genitori venga richiesta dai sanitari. Per ricovero a tempo pieno si intende il ricovero per le intere 24 ore presso ospedali o in strutture pubbliche o private che assicurino assistenza sanitaria.

 

Ultimo aggiornamento: 21/1/2020

richiesta-congedo-parentale

Come funzionano i riposi e i permessi retribuiti?

Le agevolazioni descritte in questo capitolo si aggiungono a quelle previste per tutti i genitori. Spettano anche ai genitori affidatari o adottivi, ma vengono concesse nel caso in cui al bambino sia stato riconosciuto l’handicap con connotazione di gravità e il genitore sia un lavoratore dipendente.

Le norme di riferimento sono la Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (L. 104/92 – artt. 33 e 35) e il Testo Unico in materia di tutela della maternità e della paternità (D. Lgs 151/2001 – artt. 33 e 42 – s.m.i.).

 

Prolungamento del congedo parentale
I genitori di figlio riconosciuto in situazione di handicap con gravità hanno diritto, entro il compimento del dodicesimo anno di vita del bambino, al prolungamento del congedo parentale, fruibile in misura continuativa o frazionata, per un periodo massimo, comprensivo dei periodi di congedo parentale riconosciuti a tutti i genitori, (D.Lgs 151/01, art. 32), non superiore a tre anni, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, salvo che, in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore.

Il congedo può essere fruito anche su base oraria, “in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale.”

Riposo giornaliero

In alternativa al prolungamento del congedo parentale, fino al compimento del terzo anno di vita del bambino i genitori hanno diritto a un riposo giornaliero retribuito di due ore (1 ora se la giornata lavorativa è inferiore alle 6 ore). In caso di parto gemellare, ai genitori di gemelli con disabilità grave i riposi orari devono essere riconosciuti in misura doppia (4 ore al giorno)
Tre giorni al mese di permesso retribuito
In alternativa alle misure precedenti, i genitori hanno diritto a tre giorni al mese, non cumulabili da un mese all’altro (ovvero il tetto è di tre giorni per mese); i giorni possono essere distribuiti fra madre e padre (per es. 2 giorni la madre e un solo giorno il padre). I tre giorni al mese possono essere riconosciuti per più di un figlio se è dimostrabile che non sono sufficienti a occuparsi adeguatamente di entrambi.

In caso di part time (verticale oppure orizzontale) i permessi risultano proporzionati alle ore effettivamente lavorate. Se il part time è orizzontale, o lavorate un certo numero di mesi all’anno, non cambia nulla nella fruizione dei tre giorni mensili: il calcolo infatti rispecchia quello per le ferie.

Turni di lavoro articolati a cavallo di due giorni solari e/o durante giornate festive (Messaggio INPS 3114/2018). Per “lavoro a turni” si intende ogni forma di organizzazione dell’orario di lavoro, diversa dal normale “lavoro giornaliero”, in cui l’orario operativo dell’azienda può andare a coprire l’intero arco delle 24 ore e la totalità dei giorni settimanali. Tale modalità organizzativa, pertanto, può comprendere anche il lavoro notturno e il lavoro prestato durante le giornate festive (compresa la domenica). Il permesso fruito in corrispondenza dell’intero turno di lavoro va considerato pari ad un solo giorno di permesso anche nel caso in cui si articoli a cavallo di due giorni solari. L’eventuale riproporzionamento orario dei giorni di permesso dovrà essere applicato solo in caso di richiesta di fruizione ad ore, in base all’algoritmo indicato nel Messaggio INPS 16866/2007

Frazionabilità dei tre giorni di permesso. Le possibilità di frazionare i tre giorni di permesso cambiano a seconda che il genitore interessato sia un dipendente privato o un dipendente pubblico.

Dipendenti privati: l’INPS ammette sia la frazionabilità in sei mezze giornate, sia la frazionabilità in ore (es. 18 ore nei casi in cui l’orario di lavoro sia di 36 ore suddiviso in sei giorni lavorativi; 21,6 ore su 36 ore di lavoro suddivise in 5 giorni lavorativi). Per effettuare i calcoli vi invitiamo a consultare il Messaggio INPS 16866/2007

Dipendenti pubblici: il frazionamento dei tre giorni nel settore pubblico è possibile soltanto in ore; in via generale, salvo diverse indicazioni all’interno del CCNL, il calcolo corrisponde al numero di ore previste alla settimana / numero dei giorni di servizio previsti x 3 (es. 36 ore settimanali / 5 giorni di lavoro x 3 = 21,6 ore di permesso retribuito)

Ricovero. In caso di ricovero la concessione dei permessi spetta soltanto nel caso in cui il bambino non sia ricoverato a tempo pieno (salvo che non abbia ancora compiuto tre anni). Per ricovero a tempo pieno si intende il ricovero per le intere 24 ore presso ospedali o in strutture pubbliche o private che assicurino assistenza sanitaria.

Fanno eccezione le seguenti circostanze:

•  i sanitari della struttura dichiarano il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare
•  dovete accompagnare vostro figlio al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite e terapie non effettuabili al suo interno
•  la situazione è di coma vigile e/o di paziente in fase terminale (questa eccezione vale soltanto per i lavoratori dipendenti privati che fruiscano dei permessi)

 

Retribuzione e contributi: I permessi sono retribuiti e coperti dai contributi figurativi.

Cumulabilità di permessi e congedi

Vai al sito dell’INPS

 

Ultimo aggiornamento: 17/3/2020

 

Quali sono le agevolazioni lavorative in caso di handicap grave?

L’arrivo di un figlio rivoluziona sempre i tempi e l’organizzazione di una famiglia: l’arrivo di un figlio con disabilità può stravolgerli.

Nel caso in cui si abbia un figlio riconosciuto in situazione di handicap, sono previste alcune agevolazioni lavorative, purtroppo in gran parte riservate ai soli lavoratori dipendenti.

Innanzitutto, se non vi è chiara la differenza fra i termini “invalidità” e “handicap” e fra “handicap” e “handicap con connotazione di gravità” vi consigliamo di leggere il nostro post dedicato.

Le norme di riferimento sono la Legge 104/92 e il Testo Unico in materia di tutela della maternità e della paternità, D. Lgs 151/2001, il D.Lgs. 80/2015

Nota bene: le agevolazioni descritte in questo capitolo vengono concesse nel caso in cui al bambino sia stato riconosciuto l’handicap con connotazione di gravità (ovvero quando sul verbale di handicap è riportato “comma 3, art. 3, L. 104/92″), eccezion fatta per l’esenzione dal lavoro notturno, e alla priorità nella richiesta di part time, che vengono riconosciute anche in assenza di gravità (sul verbale sarà riportato “comma 1, art. 3, L. 104/92″).

I congedi, i riposi e i permessi che tratteremo in questa sezione si aggiungono a quelli previsti per i genitori di tutti i bambini.

Tutte le agevolazioni citate in questo articolo spettano anche ai genitori affidatari o adottivi.

1. Prolungamento a 36 mesi del congedo parentale facoltativo

Successivamente ai 5 mesi di astensione obbligatoria della madre dal lavoro, per i primi dodici anni di vita del figlio, i genitori lavoratori dipendenti possono astenersi dal lavoro complessivamente per un totale di dieci mesi (11 se il padre usufruisce di almeno tre mesi di congedo). Al padre lavoratore dipendente il congedo spetta anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre (a decorrere dal giorno successivo al parto), e anche se la stessa non lavora. Il congedo può essere fruito su base oraria (D.Lgs 151/01 art. 32).

In caso di figlio con handicap in situazione di gravità i mesi di astensione facoltativa totali sono 36 (tre anni), a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, salvo che, in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore. L’indennità è pari al 30% della retribuzione.

Il prolungamento del congedo parentale può essere utilizzato in maniera continuativa o frazionataa giorni, a settimane o a mesi.

In caso di adozione o affidamento, il congedo parentale può essere fruito dai genitori adottivi e affidatari, qualunque sia l’età del minore, entro dodici anni dall’ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età.

 

2. Permesso orario

Nei primi tre anni di vita del figlio in situazione di handicap grave, ai genitori lavoratori dipendenti vengono riconosciute due ore di permesso lavorativo al giorno, retribuite e coperte dai contributi figurativi.

 

3. Tre giorni di permesso al mese

Ai genitori di minore in situazione di handicap grave sono riconosciuti tre giorni di permesso mensile, retribuiti e coperti dai contributi figurativi. I giorni sono tre in totale fra entrambi i genitori (es. la madre può prenderne due e il padre uno, o viceversa, oppure lo stesso genitore può prenderne tre e l’altro nessuno). Non sono cumulativi: se in un mese i genitori fruiscono per esempio di due giorni, il mese successivo avranno comunque diritto a tre giorni. Questo beneficio spetta durante l’intera vita lavorativa del genitore.

Raggiunta la maggiore età del figlio devono sussistere la convivenza o, in assenza di convivenza, l’assistenza al figlio deve essere continuativa ed esclusiva.

 

4. Due anni di congedo straordinario

I lavoratori dipendenti con un figlio in situazione di handicap grave, hanno diritto a un periodo di due anni (frazionabili fino alla singola giornata), retribuito e coperto dai contributi figurativi[1]. Se il figlio è maggiorenne deve sussistere la condizione della convivenza.

Il congedo è accordato a condizione che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno, salvo che, in tal caso, sia richiesta dai sanitari la presenza del soggetto che presta assistenza.

Il congedo straordinario è compatibile con la fruizione del congedo di maternità o parentale, ovvero mentre un genitore fruisce del congedo parentale, l’altro può, nei medesimi giorni, fruire del congedo straordinario

Le misure dei punti 1, 2, 3 sono alternative.

Per convivenza s’intende la residenza presso lo stesso Comune, Via, Numero civico. E’ contemplata la residenza presso una scala o interno diverso, ma non presso un numero civico diverso.

Circolare 1/2012 del Dipartimento della Funzione Pubblica

Circolare INPS 32/2012

 

Esenzione dal lavoro notturno

Spetta:

•  alle madri di un figlio di età inferiore a tre anni o, alternativamente, ai padri conviventi con le stesse;
•  all’unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a dodici anni;
•  ai familiari che “abbiano a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della Legge 5 febbraio 1992, n. 104″ (ovvero con certificazione di handicap). Per questa agevolazione non occorre la connotazione di gravità.


Il concetto di “a carico” si riferisce al prendersi cura del bambino, non all’averlo a carico dal punto di vista fiscale. Quindi, se per esempio il padre lo ha a carico fiscalmente al 100, ma non ha turni notturni, mentre la madre non lo ha a carico fiscalmente, ma lavora di notte, questa può chiedere l’esenzione dal lavoro notturno.

 

Sede di lavoro e trasferimenti

Il genitore che assiste con continuità un bambino in situazione di handicap con connotazione di “gravità” ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio.

Egli inoltre non può essere trasferito ad altra sede senza il suo consenso (L. 104/92, art. 33).

Richiesta di part-time

“In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice, con figlio convivente di età non superiore agli anni tredici o con figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è riconosciuta la priorità alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale»” (L. 247/07 art. 44 c. 3)


[1]L’indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di euro 43.579,06 annui per il congedo di durata annuale, importo rivalutato annualmente (dal 2011) sulla base della variazione dell’indice Istat.

Vai al sito dell’INPS

Come presentare la domanda di invalidità o di handicap

Come comportarsi se il certificato di handicap tarda ad arrivare?

Ultimo aggiornamento: 27/11/2020

Come richiedere i permessi e i congedi?

La modalità con cui si richiedono i permessi e i congedi è differente a seconda che chi fruirà dei benefici sia un dipendente pubblico o privato.

Dipendenti pubblici

Il dipendente pubblico presenta la domanda per i tre giorni mensili o per  il congedo straordinario all’ufficio del personale del proprio Ente datore di lavoro.

La domanda deve essere corredata dal verbale di handicap. Il verbale provvisorio rilasciato dalla commissione di accertamento dell’handicap vale a tutti gli effetti per la richiesta dei permessi retribuiti e del congedo straordinario, fino al ricevimento del verbale definivo dell’INPS, che vi perverrà a casa tramite lettera raccomandata.

Non appena vi perverrà ne porterete una copia all’ufficio del personale.

Dipendenti di ditte private e operai agricoli

I dipendenti di ditte private o gli operai agricoli iscritti all’INPS possono presentare domanda di assistenza a un proprio familiare disabile in uno dei modi seguenti:

a) tramite un patronato;

b) per via telematica, dal sito dell’Istituto (occorre essere in possesso dello SPID – Sistema Pubblico Identità Digitale), seguendo questo percorso:

www.inps.it –>prestazioni e servizi –> tutti i servizi –> Filtrare la ricerca cliccando sulla lettera ‘D’ –>Domande per prestazioni a sostegno del reddito –> autenticazione tramite CF e PIN/CNS/SPID –> Disabilità –> Permessi Legge 104/1992 –> Acquisizione domanda per assistenza ai familiari disabili

La domanda deve essere corredata dal verbale di handicap. Il verbale provvisorio rilasciato dalla commissione di accertamento dell’handicap vale a tutti gli effetti per la richiesta dei permessi retribuiti e del congedo straordinario, fino al ricevimento del verbale definivo dell’INPS, che vi perverrà a casa tramite lettera raccomandata.

Richiesta di congedo parentale tra gli otto e i dodici anni di vita o di ingresso di minore adottivo in famiglia: tramite sito dell’INPS o patronato.

L’INPS chiarisce la domanda cartacea va utilizzata solo dai genitori lavoratori dipendenti che fruiscono di periodi di prolungamento di congedo parentale dal 25 giugno 2015 al 31 dicembre 2015, per figli in età compresa tra gli 8 ed i 12 anni, oppure per minori in adozione o affidamento che si trovano tra l’8° ed il 12° anno di ingresso in famiglia.

Per tutti gli altri genitori lavoratori dipendenti aventi diritto al prolungamento del congedo parentale per figli di età inferiore agli 8 anni, la domanda continua ad essere presentata in via telematica.

Domanda per assistere due familiari con handicap grave

Nel caso in cui uno stesso lavoratore debba assistere due persone con handicap grave, per es. il proprio figlio e un altro familiare, deve formulare due domande distinte, una per ciascun familiare da assistere.

NB: è possibile assistere due familiari quando:

•  si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il 1° grado (o entro il 2° grado qualora i genitori o il coniuge del disabile abbiano compiuto i 65 anni, oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti)
•  l’assistenza possa essere effettuata solo in forma disgiunta (cioè quando la prestazione nei confronti di due o più familiari disabili può essere assicurata solo con modalità ed in tempi diversi. In pratica l’assistenza deve essere contemporaneamente “esclusiva” e “continua” per ciascuno degli assistiti

In caso di rivedibilità del verbale, nel periodo che intercorre fra la scadenza del verbale e la visita di rivedibilità da parte dell’INPS, i genitori che desiderano fruire del prolungamento del congedo parentale (D.Lgs. 151/01 – art. 33, c. 2), riposi orari alternativi al prolungamento del congedo parentale (L.104/92 art. 33, c.2), congedo straordinario (D. Lgs.151/01 art. 42) devono ripresentare domanda di risposo o di congedo (i dipendenti privati all’INPS o patronato o tramite sito www.inps.it ; i dipendenti pubblici presso il proprio ufficio del personale)

Circolare INPS 127 8/7/2016

Messaggio INPS 4805 16/7/2015

Da quando decorre il diritto ai permessi 104?

La domanda ha validità a decorrere dalla sua presentazione, mentre l’INPS darà la risposta, stanti i requisiti, entro 30 giorni, salvo eccezioni (leggi sul sito dell’INPS). Attenzione: eventuali variazioni delle notizie o delle situazioni autocertificate nella domanda dovranno essere comunicate all’INPS (dipendenti privati) o all’ufficio del personale (dipendenti pubblici) entro 30 giorni.

Ultimo aggiornamento: 20/4/2022

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