Come richiedere il bonus asilo nido?

Bonus asilo nido e assegno unico universale

Dal 1 gennaio 2022 è possibile presentare domanda per l’assegno unico universale, che verrà riconosciuto a partire da marzo 2022.

L’assegno unico sostituisce una serie di misure precedenti a sostegno delle famiglie:

Il bonus asilo nido

Con la legge di Bilancio 2020 era diventato definitivo il cosiddetto “bonus asilo nido” destinato ai genitori di bambini nati o adottati dal 2016 in poi affetti da gravi patologie croniche, per pagare l’asilo nido o forme alternative di supporto domiciliare.

Il bonus asilo nido non viene assorbito dall’assegno unico di cittadinanza e pertanto resta in vigore.

Cos’è il bonus asilo nido?

E’ un importo erogato dall’INPS per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e di forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

L’importo annuo, misurato in base al”ISEE minori, è suddiviso in 11 rate mensili, fino a un massimo complessivo di 3000 euro.

In ogni caso, il bonus non potrà superare la spesa sostenuta per il pagamento della retta.

Il bonus per assistenza domiciliare viene erogato dall’INPS a seguito di presentazione da parte del genitore richiedente, che risulti convivente con il bambino, di un attestato rilasciato dal pediatra di libera scelta che attesti per l’intero anno di riferimento “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”.

Gli importi e le soglie ISEE sono tali e quali quelli per il contributo alla retta, ma non vengono suddivisi in mensilità.

In caso di ISEE non in corso di validità, l’importo erogato sarà di 1.500 euro.

 

Come si richiede il bonus asilo nido?

La domanda può essere presentata tramite patronato o online dal portale dell’INPS

Alla presentazione della domanda di contributo alla retta dovrà essere allegata la documentazione comprovante il pagamento della retta relativa ad almeno un mese di frequenza per cui si richiede il beneficio oppure, nel caso di asili nido pubblici che prevedono il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza, la documentazione da cui risulti l’iscrizione o comunque l’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino.

La documentazione di avvenuto pagamento dovrà indicare:

Per richiedere il bonus per assistenza domiciliare a un bambino che non può frequentare l’asilo nido, innanzitutto l’impossibilità alla frequenza deve dipendere soltanto dallo stato di salute fisica.

Il pediatra o il medico curante deve attestare l’impossibilità di frequentare l’asilo nido per l’intero anno solare di riferimento, in ragione di una grave patologia cronica

Il certificato medico deve contenere i dati anagrafici del minore (data di nascita, città, indirizzo e n. civico di residenza

Chi deve presentare la domanda di bonus asilo nido?

La domanda deve necessariamente essere presentata dal genitore che sostiene le spese della retta.

Nell’eventualità in cui non tutte le rette siano pagate dallo stesso genitore, ognuno di essi potrà presentare domanda, con riferimento alle mensilità per le quali ha provveduto al pagamento.

Informazioni e domanda Bonus asilo nido sul sito dell’INPS

 

Aggiornato il 10-1-2022

Come si ottiene un ausilio?

Un ausilio si ottiene se autorizzato dall’ASL di residenza. A parte gli apparecchi acustici, è possibile la prescrizione di un ausilio ai minori anche in assenza di riconoscimento d’invalidità civile.

Le fasi per l’ottenimento di un ausilio sono cinque, e cioè:

  1. la prescrizione da parte di un medico specialista del servizio pubblico (ASL o ospedale) dell’ausilio necessario; la Regione Piemonte (Linee Guida di applicazione del Nomenclatore Tariffario) indica l’oppurtunità che prescriva l’ausilio il medico che segue effettivamente nella riabilitazione il bambino disabile;
  2. il preventivo: dovrete recarvi presso una ditta, un negozio o una farmacia ortopedici per richiedere il preventivo esatto in base alla prescrizione dello specialista; in alcuni casi occorrono due preventivi;
  3. l’autorizzazione: portate prescrizione e preventivo all’ufficio protesi della vostra ASL, poiché ogni fornitura di ausilio deve essere anche autorizzata dall’ASL; qualora scegliate un tipo o un modello di dispositivo non incluso nel nomenclatore tariffario, ma riconducibile a giudizio dello specialista prescrittore per omogeneità funzionale a quello prescritto l’ASL di competenza autorizza la fornitura e corrisponde una remunerazione non superiore alla tariffa applicata o al prezzo determinato dall’ASL stessa per il dispositivo incluso nel nomenclatore e corrispondente a quello;
  4. la consegna: può avvenire a domicilio o presso la vostra ASL: siete voi a decidere;
  5. il collaudo: deve avvenire entro 20 giorni dalla consegna e deve essere eseguito dal medico specialista che ha prescritto l’ausilio. Se l’ausilio è stato preso presso ditta che ha vinto l’appalto di fornitura all’ASL, il collaudo non viene richiesto. Il collaudo è la verifica da parte dello specialista della congruità clinica dell’ausilio rispetto alla prescrizione (cioè del fatto che sia proprio quello che vi aveva prescritto, che finzioni e che sia l’ausilio clinicamente adatto alla situazione)

NB: in Piemonte anche i bambini stranieri non regolarmente presenti hanno diritto agli ausili (DGR 6-3264 27/06/06)

Per verificare la procedura corretta per ottenere ausili e protesi è opportuno consultare il sito dell’ASL di riferimento. Per Torino: http://www.aslcittaditorino.it/servizi/assistenza-protesica-integrativa/

Aggiornato al 19-4-2021

Cosa succede quando scade il permesso di soggiorno?

Come abbiamo visto, anche i bambini stranieri hanno diritto alle indennità economiche per invalidità civile. Nel caso di bambini extracomunitari tra i requisiti vi è il permesso di soggiorno di durata annuale.

Quando il permesso di soggiorno scade, in previsione del fatto che verrà chiesto il suo rinnovo, le indennità proseguiranno a essere erogate senza soluzione di continuità.

Nel caso in cui l’INPS opponga il fatto che il bambino è stato scoperto per certo periodo, possibile richiedere alla questura un documento che certifichi la continuità della copertura.

Ultimo aggiornamento: 23/2/2016

Cosa sono il PEI e il PDP?

La scuola è un ambiente in cui bambini e ragazzi trascorreranno moltissimo tempo dai tre ai 18-20 anni, in cui avranno probabilmente alcune relazioni molto significative, man mano che cresceranno.

Per favorire l’inclusione scolastica in Italia sono previsti due documenti, il PDP e il PEI.

Il PEI (Piano Educativo individualizzato) viene redatto in caso vi sia una certificazione di handicap ed è un documento che coordina i vari interventi ritenuti utili al conseguimento di obiettivi didattici, relazionali, di autonomia. Il PDP è previsto nelle situazioni di “Bisogni educativi speciali“: DSA, ADHD, funzionamento cognitivo al limite (QI tra 90  e 70) o svantaggio economico, sociale o culturale.

Cos’è il PEI?

Il PEI è un progetto educativo concordato dalla neuropsichiatria infantile, dalla scuola, dai genitori e dal minore direttamente interessato, in modo da essere calibrato sui bisogni del singolo alunno con HANDICAP certificato.

L’obiettivo del PEI è una didattica personalizzata, nel senso che esso identifica gli obiettivi da raggiungere sia in termini di apprendimento, sia in termini di autonomia e di relazioni, e identifica altresì le possibili azioni da parte della scuola per raggiungerli, i criteri di valutazione dei singoli obbiettivi. Esso può quindi prevedere percorsi d’insegnamento differenziati rispetto agli altri compagni di classe.

Ogni quanto va rivisto il PEI?

Il PEI è soggetto a rivalutazioni durante l’anno, e deve essere ricalibrato (o confermato) a ogni nuovo inizio anno scolastico. Ogni inizio ciclo scolastico (elementari, medie, superiori) esso viene rivisto integramente.

Cos’è il PDP?

Il Piano Didattico Personalizzato, diversamente dal PEI, non dipende da una certificazione di handicap e non prevede percorsi d’insegnamento differenziati.
Gli alunni che possono beneficiarne vengono definiti con “Bisogni educativi speciali” (BES)
E’ uno strumento nato per progettare a scuola interventi mirati e personalizzati relativamente ai minori con una certificazione di DSA, del quale, dal 2013, possono beneficiarne anche alunni  senza certificazione ma ugualmente con difficoltà dovute a svantaggio sociale, culturale o linguistico.  Nel PDP vengono predisposte soluzioni per permettere all’alunno di poter meglio seguire la didattica e meglio cimentarsi nelle prove di verifica orale o scritta al pari dei compagni di classe; in particolare vengono riportate le misure dispensative (per es. non dover leggere ad alta voce, non dover sostenere interrogazioni a sorpresa) e misure compensative (per es. l’uso della calcolatrice o di specifiche app).
Il PDP è obbligatorio nei seguenti casi:
– diagnosi di DSA – disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia discalculia, disgrafia, disturbo misto)
– diagnosi di ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder – deficit dell’attenzione e disturbo di iperattività)
– quoziente intellettivo al limite (compreso fra 85 e 70)
E’ previsto, ma non è obbligatorio nei seguenti casi:
– svantaggio sociale
– svantaggio culturale
– svantaggio linguistico
Ultimo aggiornamento: 31-05-2022

Cosa succede all’indennità di accompagnamento se mi trasferisco all’estero?

Se vi trasferite all’estero, vostro figlio continuerà a percepire l’indennità di accompagnamento o l’indennità di frequenza?
Il diritto a percepire le provvidenze economiche per invalidità civile è legato alla “Residenza stabile e continuativa” in Italia, che è definita come l’avervi “dimora effettiva, stabile e abituale”.

Dal punto di vista operativo, trascorsi sei mesi fuori dall’Italia, a meno che non sia per gravi motivi sanitari (es. trasferimento all’estero per cure mediche autorizzate dal S. S. Regionale), l’INPS sospende l’erogazione delle provvidenze per invalidità civile.

Trascorso un anno dalla sospensione (quindi un anno e sei mesi dopo il trasferimento all’estero), l’INPS revocherà l’indennità economica e al rientro stabile in Italia dovrete presentare da capo la domanda di invalidità civile per vostro figlio. E’ molto probabile (autorevole fonte INPS) che a breve sarà possibile presentare soltanto un’istanza di riattivazione per via amministrativa, senza dover ripetere l’iter sanitario.

Per verificare la permanenza in Italia l’INPS compie dei rilevamenti a campione.

Ultimo aggiornamento: 17/7/2015

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Come funziona l’ISEE?

L’ISE e l’ISEE sono indicatori relativi alla situazione economica, utilizzati da comuni, enti o istituzioni (ospedali pubblici, ASL, scuole, università, ecc.) per definire se un nucleo familiare abbia diritto ad accedere a una prestazione o a un’agevolazione economica.

L’ISEE è stato riformulato con il DPCM 159/2013 (“Nuovo ISEE”), che comprende nel  calcolo anche i  “trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, laddove non siano già inclusi nel reddito complessivo (…)”.
Per esempio il nuovo ISEE comprende nel calcolo l’indennità di accompagnamento per invalidi civili.

Una novità importante e utile in tempi di crisi, quando il reddito può mutare profondamente da un anno all’altro, è la possibilità di richiedere l’ISEE riferito alla situazione corrente, in caso di variazioni superiori al 25% dell’indicatore, dovute alla situazione lavorativa.

Il Centro di documentazione nazionale della UILDM, Handy.Lex, ne ha dato una lettura critica, che sul proprio sito di informazione legislativa

ISEE: chiarimenti

In caso di invalidità civile, il nuovo ISEE chiede di indicare la condizione di invalidità: Media, Grave, Non autosufficienza.

Questi tre livelli di gravità fanno riferimento a una tabella, che vi invitiamo a consultare su Handy.Lex: Dossier ISEE e persone con disabilità

In Piemonte, in attesa di criteri omogenei per tutto il territorio regionale, sono state definite a livello regionale due soglie: 6.000 euro per i “contributi economici a sostegno del reddito familiare” e 38.000 euro per le “altre prestazioni sociali e sanitarie”.

Piemonte: linee guida per la gestione transitoria del nuovo ISEE

Come compilarlo? E’ possibile compilarlo sia telematicamente (occorre essere inpossesso del PIN dell’INPS) oppure tramite un CAF (Centro di Assistenza Fiscale).

Quali documenti in caso di disabilità?
Certificazione dell’handicap (denominazione dell’ente che ha rilasciato la certificazione, numero del documento e data del rilascio) ed eventuali spese pagate per il ricovero in strutture residenziali (nell’anno precedente la presentazione della DSU) e/o per l’assistenza personale (detratte/dedotte nella dichiarazione dei redditi del secondo anno precedente a quello di presentazione della DSU)

Aggiornato il 20-5-2020

I bambini stranieri invalidi hanno diritto alle indennità economiche?

I cittadini stranieri hanno diritto alle stesse indennità per invalidità civile dei cittadini italiani.

I cittadini comunitari devono essere in possesso dell’iscrizione anagrafica (che viene rilasciata se loro o i loro genitori hanno un lavoro o un reddito che consenta di mantenersi), i cittadini extracomunitari devono essere in possesso di un permesso di soggiorno valido almeno un anno e dell’iscrizione all’anagrafe di residenza.

Sul sito dell’INPS: INFORMAZIONI > LA PENSIONE > PENSIONI E PRESTAZIONI INVALIDI CIVILI

Messaggio INPS 13983 del 4 settembre 2013

La sentenza della Corte Costituzionale n. 22/2015 ha decretato che anche le indennità e le pensioni per cecità siano un diritto dei cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno valido almeno per un anno.

Sentenza Corte Costituzionale 22/2015

 

Ultimo aggiornamento: 13/4/2018

Quali sono le provvidenze economiche per i bambini invalidi civili?

Come abbiamo visto nel percorso Carte- in regola, il certificato d’invalidità civile contiene un giudizio di carattere sanitario formulato dalla Commissione medica, e il documento che ci viene rilasciato dall’INPS si chiama verbale di invalidità.

Per un bambino essere invalido civile significa avere difficoltà (secondo gradi diversi) nello svolgere i compiti e le funzioni tipiche della sua età. In base al grado di difficoltà riconosciuto e al tipo di disabilità possono spettare diverse provvidenze economiche, in particolare in tutti i casi in cui non è presente una disabilità uditiva o visiva, spettano o l’indennità di frequenza o l’indennità di accompagnamento.

Ai bambini sordi viene riconosciuta l’indennità di comunicazione se rientrano in queste due situazioni:

• Minore di 12 anni: l’ipoacusia deve essere pari o superiore a 60 decibel HTL di media fra le frequenze 500, 1000, 2000 hertz nell’orecchio migliore.

• Maggiore di 12 anni, senza limite di età: l’ipoacusia deve essere pari o superiore a 75 decibel. Viene inoltre richiesto di dimostrare che l’insorgenza dell’ipoacusia è precedente ai 12 anni

Viene riconosciuta per 12 mensilità (nella provincia autonoma di Bolzano per 13 mensilità)

Ai bambini ciechi viene riconosciuta:

• In caso di “cecità parziale” sono riconosciute la pensione per ciechi parziali, per 13 mensilità e indipendentemente dall’età (ma entro una certa soglie di reddito del minore) e l’indennità speciali per ciechi parziali (12 mensilità, indipendentemente dall’età)
• In caso di cecità assoluta è riconosciuta l’indennità di accompagnamento per ciechi assoluti, per 12 mensilità

Indennità di frequenza

Viene erogata l’indennità di frequenza  quando il bambino è riconosciuto, sul verbale di invalidità “Minore invalido, con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età o ipoacusico”

Spetta per i mesi di frequenza, anche saltuaria, di un asilo nido o di una scuola di ogni ordine e grado (anche privata), o di un centro riabilitativo pubblico o convenzionato (in questo caso la riabilitazione deve essere stata prescritta da un medico specialista del servizio pubblico.

 

Incompatibilità: l’indennità di frequenza è incompatibile con i ricoveri a spese dello Stato o di Ente pubblico pari o superiore a 30 giorni, con l’indennità di accompagnamento e con l’indennità di comunicazione per sordi.

 

Indennità di accompagnamento

Viene erogata l’indennità di accompagnamento quando sul verbale d’invalidità è riportato:

• “Minore invalido con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età e con impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore”

oppure

• “Minore invalido con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”

oppure entrambe le diciture.

L’indennità viene erogata ogni mese.

Incompatibilità: l’indennità di frequenza è incompatibile con i ricoveri a spese dello Stato o di Ente pubblico pari o superiore a 30 giorni e con l’indennità di frequenza

Quali provvidenze spetteranno con la maggiore età?

 

Importi

All’inizio di ogni anno solare la Direzione generale dell’INPS pubblica gli importi e DiTo ne dà notizia nella sezione News

 

Decorrenza

Il diritto alle indennità parte dal primo giorno del mese successivo alla data in cui è stata presentata la domanda di accertamento di invalidità: per es. se avete fatto la richiesta di accertamento l’1 o il 30 settembre, l’indennità verrà comunque calcolata a partire dal 1 ottobre.

Sugli arretrati sono calcolati gli interessi legali.

Se avete scoperto la possibilità di richiedere l’invalidità civile (e quindi di ricevere una di queste indennità per vostro figlio), sappiate che non è possibile richiederne l’erogazione per periodi precedenti al mese successivo alla richiesta d’invalidità.

L’Ente incaricato per il pagamento delle indennità è l’INPS.

 

Cittadini stranieri

Anche i cittadini stranieri hanno diritto a queste indennità: i cittadini comunitari dopo tre mesi di permanenza in Italia, se hanno l’iscrizione anagrafica (cioè se hanno un lavoro o un reddito che consente loro di mantenersi), i cittadini extracomunitari se sono in possesso della carta di soggiorno o non ne sono in possesso unicamente perché non raggiungono il reddito richiesto.

 

Nota bene: Per le domande di indennità presentate all’INPS successivamente al 4/9/2013 sono sufficienti il permesso di soggiorno di almeno un anno e l’iscrizione all’anagrafe del Comune di residenza (oltre ovviamente al riconoscimento dello stato di invalidità civile)

Messaggio INPS 13983 del 4 settembre 2013

 

 Approfondisci:

Come richiedere le indennità?

Quali misure a contrasto della povertà?

 

Per i necessari approfondimenti vi invitiamo a scriverci al seguente indirizzo di posta elettronica: redazionedito@areato.org

Ultimo aggiornamento: 22-1-2020

Come funziona l’esenzione dal ticket?

Vedi anche:

L’esenzione dal ticket sui farmaci dipende da norme regionali, l’esenzione dal ticket sulle visite specialistiche, analisi di laboratorio, trattamenti riabilitativi è invece legiferata a livello nazionale.

I farmaci sono catalogati in fasce diverse: fascia A (mutuabili), fascia C (costo a carico del cittadino, tranne in caso di malattie rare per i residenti in Piemonte) o fascia H (farmaci ospedalieri, gratuiti).

A parte le esenzioni per nascita prematura e per indigenza economica, le altre sono divise in quattro categorie:

Tutte le esenzioni devono essere richieste agli sportelli dedicati dell’ASL di residenza, tranne l’esenzione per indigenza, che spetta alle famiglie assistite economicamente dal Servizio Sociale, che costituisce quindi il riferimento per richiederla.

 

Come funziona l’esenzione per invalidità?

Poiché la percentuale di invalidità si riferisce alla compromissione delle abilità lavorative, ai minori in età di scuola dell’obbligo non viene attribuita alcuna percentuale d’invalidità.

Vostro figlio ha diritto a un’esenzione per invalidità se è stato riconosciuto minore invalido, o sordo, o cieco (leggi come).

Hanno diritto all’esenzione per invalidità i bambini riconosciuti invalidi, sordi o ciechi (ipovedenti gravi, ciechi parziali o ciechi totali). Il codice di esenzione per invalidità vanno da C01 a C 06.

C01 Invalidi civili al 100% di invalidità senza indennità di accompagnamento (ex art.6 DM 1.2.1991)

C02 Invalidi civili al 100% di invalidità con indennità di accompagnamento (ex art.6 DM 1.2.1991)

C03 Invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa superiore a 2/3 dal 67% al 99% di invalidità (ex art.6 DM 1.2.1991)

C04 Invalidi < di 18 anni con indennità di frequenza ex art. 1 L. 289/90 (ex art.5 D.lgs. 124/98)

C05 Ciechi assoluti o con residuo visivo non superiore a 1/10 ad entrambi gli occhi riconosciuti dalla Commissione Invalidi Ciechi Civili (art.6 DM 1.2.1991)

C06 Sordomuti (chi è colpito da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata – art.6 DM 1.2.1991, ex art.7 L.482/68 come modificato dalla L.68/99)

La validità dell’esenzione è legata alla validità del verbale: Come comportarsi in caso di rivedibilità?

 

Cos’è l’esenzione per patologia?

Molte patologie danno diritto all’esenzione dal pagamento del ticket su determinate prestazioni e analisi. L’elenco delle patologie e la durata della validità dell’esenzione sono contenuti all’interno di due allegati del DPCM 12-1-17, “Nuovi LEA”: allegati 8 e 8bis

Banca dati patologie croniche invalidanti

Le esenzioni per patologia possono avere una scadenza. Alla scadenza dell’esenzione per patologia, per rinnovarla occorre recarsi presso gli uffici amministrativi della propria ASL di residenza (o di domicilio) con la documentazione clinica attestante la patologia in atto.

FAQ Esenzioni per patologia

 

Malattie rare

L’elenco delle malattie rare si trova all’interno dell’allegato 7 dei “Nuovi LEA”. In Piemonte esse danno diritto anche all’esenzione dal pagamento dei farmaci di Fascia C (DGR n. 38-15326 del 12.04.05)

L’erogazione del farmaco è vincolata alla stesura del piano terapeutico (PT), di validità massima di 12 mesi ed è collegato alla scheda di segnalazione di malattia al Registro interregionale malattie rare e può avvenire esclusivamente presso le farmacie ospedaliere delle Aziende Sanitarie Regionali.

DGR n. 118-6310 del 22/12/2017

Nascita prematura

I bambini nati prematuri, immaturi, a termine con ricovero in terapia intensiva neonatale hanno diritto all’esenzione ticket 040, valida fino al compimento del terzo anno di età

Reddito, disoccupazione, mobilità

Spetta ai residenti di età superiore a 65 anni ed inferiore a 6 anni, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo lordo, riferito all’anno precedente, non superiore a € 36.151,98

Ai residenti disoccupati e ai loro familiari a carico, appartenenti a un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a €. 8.263,31 incrementato fino a €. 11.362,05 in presenza del coniuge, incrementato di ulteriori €. 516,46 per ogni figlio a carico.

 

Leggi le FAQ sul Ministero della Salute

 

Ultimo aggiornamento: 24/1/2022

 

Cosa sono i Consultori?

Presso ogni ASL sono istituiti da tempo dei servizi chiamati consultori, che possono essere familiari, pediatrici e per l’adolescenza (questo terzo tipo non è molto diffuso).

All’interno dei consultori sono presenti operatori sanitari (ginecologi, infermiere, ostetriche, psicologi) qualificati a seguire le donne in gravidanza, i bambini e le loro famiglie; vi lavorano anche, con frequenza sempre maggiore, dei mediatori culturali (soprattutto magrebini, rumeni, russi, cinesi).

A cosa serve il consultorio familiare?

ll consultorio familiare è un servizio con finalità di prevenzione che si rivolge sia alla popolazione femminile sia alle coppie, per le problematiche legate alla sessualità, alla procreazione responsabile e alla contraccezione, alla gravidanza (vi si effettuano anche corsi di preparazione al parto), alla prevenzione delle malattie genitali femminili.

Il servizio è gratuito e possono accedervi anche i cittadini non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale.

A cosa serve il consultorio pediatrico?

È un servizio per bambini e ragazzi di età compresa fra 0 e 14 anni, che rivolge particolare attenzione ai problemi di salute della prima infanzia (0-3 anni). Questo servizio si occupa del controllo della crescita del vostro bambino e del suo sviluppo psicomotorio. Presso il consultorio pediatrico si svolgono anche attività d’informazione ed educazione sanitaria molto utili ai genitori; vengono inoltre attivati gruppi di genitori finalizzati all’apprendimento delle tecniche del massaggio infantile.

Nota bene: presso i Consultori Pediatrici sono attivati i Punti Latte, pensati come supporto per le neo-mamme, al fine di facilitare la pratica dell’allattamento al seno, fondamentale sia per il legame madre-figlio, sia perché il latte è il maggior agente immunitario per il neonato.

Come funziona l’assistenza sanitaria agli stranieri?

L’assistenza sanitaria agli stranieri è un argomento piuttosto complesso.

I cittadini di uno Stato dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia) e dalla Svizzera, possono usufruire dell’assistenza sanitaria in Italia se sono in possesso di:

Leggi sul Ministero della Salute

 

I cittadini stranieri extracomunitari regolarmente presenti in Italia possono accedere alle strutture del servizio sanitario nazionale (SSN)  con modalità diverse a seconda del motivo del soggiorno (turismo, studio, lavoro).

Leggi sul Ministero della Salute

L’assistenza sanitaria ai minori stranieri privi di documenti di soggiorno, passava attraverso l’ISI (Informazioni Sanitarie Immigrati), un servizio dell’ASL che non prevedeva specificatamente la figura del pediatra. Dal 18/3 invece, in Piemonte, anche i minori stranieri senza residenza, né permesso di soggiorno, hanno diritto al pediatra.

Vai alla delibera regionale

i minori stranieri hanno diritto all’iscrizione al Servizio sanitario, e dunque ad avere il pediatra, anche quando i loro genitori non hanno il permesso di soggiorno.

Vai al comunicato della Regione

Aggiornato il 18/03/2015

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Che aiuti offre il Servizio Sociale?

I Servizi Socio-assistenziali non sono identici in tutti Comuni, in quanto le norme (L. 328/00 e LR 1/2004) indicano i “livelli essenziali dell’assistenza” che devono comunque essere rispettati, ma non indicano come debbano essere soddisfatti.

Fra i bisogni ai quali per legge devono far fronte i Servizi socio-assistenziali ci sono quelli delle persone disabili, compresi i minori.
In questo capitolo ci riferiamo in particolar modo ai servizi offerti nell’ambito del Comune di Torino.

Potete rivolgervi al servizio sociale per richiedere:

Come richiedere questo tipo di aiuti?

Nell’ambito della disabilità al di sotto dei diciotto anni il riferimento fondamentale è la Neuropsichiatria Infantile (NPI).

È bene ricordarsi che l’aiuto può anche essere richiesto per un altro minore della famiglia: ad esempio potrebbe essere opportuno richiedere un appoggio educativo per il fratellino del bimbo disabile che sta attraversando un periodo difficile a scuola.

Nota bene: anche le famiglie straniere hanno diritto a recarsi alla neuropsichiatria infantile e ai Servizi Sociali per avere un supporto in situazioni difficili.

www.comune.torino.it/stranieri-nomadi/min_stran.htm

Vedi anche: Progetto prisma

 

Aggiornato il: 09-04-2014