Quando il figlio diventa maggiorenne occorre ripetere l’accertamento di handicap (Legge 104)?

Al compimento della maggiore età le persone disabili con invalidità civile dovrebbero chiedere un nuovo accertamento. Il decreto semplificazioni del 2014 (L. 114/2014) ha previsto la possibilità di non ripeterlo in caso di minori che percepiscono l’indennità di accompagnamento (leggi: accertamento d’invalidità maggiorenni)

Figlio neo-maggiorenne e accertamento di handicap (Legge 104/92)

La questione è diversa nel caso del certificato di handicap: al compimento dei diciotto anni il verbale di handicap infatti resta valido e non decadono i relativi diritti e agevolazioni.

Il figlio neo-maggiorenne in situazione di handicap ripeterà l’accertamento soltanto in uno di questi due casi:

INPS – domanda di accertamento d’invalidità-handicap

NB: l’aggravamento di handicap può essere chiesto soltanto se sul verbale è indicato “HANDICAP (comma 1, art. 3)” (se invece è riportato “comma 3, art. 3″ non può essere richiesto un aggravamento, in quanto è già stata riconosciuta la situazione di gravità).

 

Aggiornato il 6-6-2022

Le spese per il ricovero in struttura possono essere portate in deduzione o detrazione?

La situazione più comune, quando si ha un figlio con disabilità, è che lui viva con i genitori. Quando il figlio diventa maggiorenne può verificarsi la situazione di un inserimento in struttura residenziale o semi-residenziale.

Una parte della retta, in questo caso, potrebbe essere a carico di voi genitori.

Quali spese è possibile dedurre o detrarre in caso di ricovero in struttura?

In questo caso, gran parte delle spese (per esempio quelle sanitarie) saranno a carico dell’ASL, ma nell’eventualità che vi siano spese di assistenza specifica a vostro carico, potrete chiedere alla struttura di fatturarle a parte, in particolare “le prestazioni rese dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, da quello con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto all’attività di animazione e di terapia occupazionale” (dall’opuscolo dell’Agenzia delle entrate)

Le spese sono invece detraibili al 19%, senza franchigia di 129,11 euro, le spese per trasporto in ambulanza o da parte di una ONLUS

Per consultare tutte le agevolazioni e i benefici economici, vai alla sezione sui Benefici economici per persone con disabilità e loro familiari

Aggiornato al: 24-5-2022

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Il Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE)

Le persone disabili “con deambulazione sensibilmente ridotta”, o con “cecità assoluta” hanno diritto al contrassegno europeo di sosta e circolazione.

Il D.M. Infrastrutture del 5 luglio 2021 ha istituito il Registro Pubblico CUDE.

Si tratta di una banca dati nazionale online che permetterà alle persone con il contrassegno di circolare liberamente nelle ztl di tutti i Comuni italiani ed europei senza temere di incorrere in sanzioni.

Questo è possibile grazie a un microchip elettronico inserito nel contrassegno, contenente i dati del titolare e due targhe. Precisiamo che non si tratta di dati sensibili.

Se viaggerete a bordo di un’automobile con una targa diversa, dovrete modificare telematicamente la targa associata al contrassegno.

La piattaforma non è ancora attiva, ma è iniziata la sua implementazione a livello nazionale. Vi terremo costantemente aggiornati.

Le persone disabili possono parcheggiare in zona blu?

Come si richiede il CUDE?

La maggior parte dei contrassegni di sosta e circolazione sono stati già rilasciati automaticamente con il microchip. Se così non fosse, occorre fare riferimento alla Polizia municipale del proprio Comune per richiederlo o per ricevere le informazioni corrette sull’ufficio di riferimento.

Leggi: Come richiedere il Contrassegno Europeo di Sosta e Circolazione

Pubblico registro automobilistico – Come funziona il CUDE?

Aggiornato al 8/4/22

Si può richiedere lo SPID per minori?

Nell’Aprile 2010 la gestione della procedura di richiesta di accertamento di invalidità civile e handicap era passata a livello nazionale all’INPS.

Per comunicare con l’Istituto occorreva dotarsi di un PIN (Personal Identification Number), un codice identificativo personale.

Dal 30 settembre 2021 l’INPS, in accordo con la riforma telematica della Pubblica amministrazione, è passata ai sistemi di identità digitale: SPID, CIE, CNS.

Il sistema più utilizzato di norma è lo SPID (Sistema Unico Identità Digitale), un sistema di credenziali che permette di comunicare (e pagare) online con la Pubblica Amministrazione.

Attualmente l’interazione con i servizi online dell’INPS sono regolamentati come segue:

Come si richiede lo SPID per minorenni e tutelati?

La procedura di delega è descritta in modo particolareggiato presso le FAQ del sito dell’INPS, che consigliamo di consultare: vai al sito

Cos’è la CNS?

CNS significa Carta Nazionale dei Servizi. E consiste in una Smart Card o in una chiavetta USB che contiene un “certificato digitale” di autenticazione personale. Consente l’identificazione certa dell’utente e permette di consultare i dati personali resi disponibili dalle pubbliche amministrazioni direttamente su sito web, come ad esempio, l’accesso all’INPS o ai servizi sanitari e ai referti di visite ed esami della propria ASL.

Come si accede all’INPS tramite CIE?

In alternativa allo SPID e al CNS è possibile accedere all’INPS tramite CIE.

In questo caso occorre essere in possesso di una CIE in corso di validità ed essere in possesso dei codici PIN e PUK. Occorre inoltre possedere uno smartphone con sistema Android e lettore NFC o di un PC collegato a un lettore RFID.

Una volta abilitata la CIE tramite software (da PC) o tramite QR Code (da smartphone), si potrà accedere al sito dell’INPS. Vai alle istruzioni dell’INPS

11/4/2022

inps

Posso guidare?

A diciotto anni è possibile prendere la patente. Nel caso in cui una persona abbia una disabilità deve richiedere la “Patente speciale”: essa indicherà quali veicoli può guidare e se tali veicoli necessitino di adattamenti alla guida.

Questa visita deve essere richiesta a una apposita commissione dell’ASL, detta tecnicamente “Commissione Medica Locale” – CML.

Sulla domanda occorre specificare se si richieda la presenza dell’ingegnere in CML, necessario per prescrivere adattamenti dell’auto alla guida.

Una volta riconosciuta l’idoneità e rilasciato il foglio rosa, la persona potrà fare pratica di guida e sostenere gli esami per il conseguimento della patente, utilizzando veicoli con gli adattamenti prescritti dalla CML. In fase di esame pratico l’ingegnere della Motorizzazione Civile potrà confermare gli adattamenti ipotizzati dalla Commissione Medica o prevederne di diversi. Anche la persona con disabilità potrà richiedere adattamenti diversi da quelli prescritti.

Non è obbligatorio fare riferimento alla CML del proprio Comune o del proprio territorio di residenza, purché si tratti di un’ASL della vostra regione di residenza.

Questo è particolarmente utile quando i tempi di attesa per la visita medica nella propria ASL di residenza sono particolarmente lunghi.

Per i riferimenti su Torino clicca qui

Per trovare i riferimenti delle CML di una regione è possibile digitare su un motore di ricerca “CML” seguito dalla regione o dalla provincia di proprio interesse

Leggi il vademecum dell’ACI

Chi, come, quando, costi: clicca qui

Sugli adattamenti dell’automobile e dell’acquisto dell’auto è possibile godere di IVA al 4% e della detrazione IRPEF del 19% (vai al post). Sulla spessa sostenuta per l’acquisto e l’installazione degli adattamenti auto è previsto inoltre un contributo del 20%, da richiedere alla propria ASL di residenza (di solito se ne occupa l’Ufficio Protesi, Ausili e Assistenza integrativa – per Torino Clicca qui) – Legge 104 – art. 27 – Trasporti individuali

Aggiornato al 2-12/21

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Quali sono i benefici in base alla percentuale d’invalidità?

Dai sedici anni compiuti in là, sui verbali d’invalidità viene riportata una “percentuale di riduzione della capacità lavorativa”. E’ questa un’espressione fuorviante, risalente a una norma del lontano 1971 (Legge 118/71): è ovvio infatti che la capacità lavorativa dipende da moltissimi fattori. Una persona in carrozzina, con determinati ausili, protesi o interventi sull’ambiente può perfino svolgere lavori che di norma richiedono l’utilizzo delle gambe o la posizione in piedi.

Fin dal compimento dell’età lavorativa, ovvero 16 anni, con il 46% è possibile l’iscrizione alle liste speciali del centro per l’impiego

Una volta maggiorenni, le agevolazioni in base alla percentuale d’invalidità sono le seguenti:

Dal 34%: fornitura di ausili e protesi

Dal 46%: iscrizione alle liste speciali del centro per l’impiego, una chance in più per cercare un posto di lavoro

Dal 67%: esenzione ticket e tessera gratuita per trasporto pubblico

Dal 74% al 99%: assegno mensile d’invalidità

Dal 75% (o “sordi”): due mesi di maggiorazione contributiva per ciascun anno lavorato, fino a un massimo di 5 anni di prepensionamento (in caso di cecità i mesi sono quattro all’anno, fino a un massimo di 10 anni di prepensionamento)

Al 100%: pensione d’inabilità

 

Aggiornato al: 28-9-2018

Come si richiedono le pensioni da maggiorenne?

I minori titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione, quelli esclusi dalle visite di controllo (sul verbale d’invalidità è riportato il riferimento al  DM 2 agosto 2007), e i minori affetti da sindrome da talidomide o da sindrome di Down, raggiunta la maggiore età hanno diritto, oltre alle prestazioni previdenziali di cui già godevano, alle seguenti ulteriori prestazioni:

– pensione di inabilità a favore dei cittadini maggiorenni totalmente inabili;
– pensione non riversibile a favore dei cittadini maggiorenni ciechi assoluti;
– pensione non riversibile a favore dei cittadini maggiorenni sordi;
senza fare richiesta di nuovo accertamento d’invalidità e senza presentare domanda di prestazione all’INPS, ma compilando il modello AP70 dell’INPS, tramite patronato o direttamente online, tramite il PIN dell’INPS

I minori già titolari di indennità di frequenza – che ritengano di raggiungere il 74% d’invalidità civile a seguito dell’accertamento da maggiorenni, possono presentare la relativa domanda entro i sei mesi antecedenti il compimento della maggiore età. In tali casi, le relative prestazioni sono erogate, in via provvisoria, al compimento del diciottesimo anno di età. Se l’accertamento d’invalidità richiesto da maggiorenni confermerà la previsione, le prestazioni verranno concesse, stanti tutti i requisiti amministrativi richiesti.

INPS – domanda di accertamento d’invalidità-handicap

 

Aggiornato al 25-9-2018

inps

A diciotto anni occorre ripetere l’accertamento d’invalidità?

A diciotto anni di norma è opportuno ripetere l’accertamento d’invalidità, poiché la maggior parte delle prestazioni e delle agevolazioni per invalidi civili maggiorenni fanno riferimento alla percentuale d’invalidità riconosciuta, che sul verbale d’invalidità dei minori non è presente, mentre sarà obbligatoriamente riportata sul verbale del maggiorenne.

L’iter da seguire per l’accertamento d’invalidità è lo stesso previsto per i minori, con la differenza che il titolare della domanda è ora non più il genitore, ma la persona disabile nel suo status di maggiorenne, salvo sia stata avviata una richiesta di tutela.

Il decreto semplificazioni del 2014 (L. 114/2014) prevede però che:

1. Minori titolari di indennità di frequenza (art. 25, comma 5)

I minori titolari di indennità di frequenza che ritengano che l’accertamento d’invalidità civile effettuato una volta maggiorenni decreterà un punteggio almeno del 74%, possono presentare domanda per via amministrativa (tramite patronato o tramite portale INPS) In tali casi, le relative prestazioni (assegno mensile o pensione d’inabilità) sono erogate, in via provvisoria, al compimento del diciottesimo anno di età e ricorrendone gli estremi, le prestazioni verranno concesse all’esito del successivo accertamento delle condizioni sanitarie e degli altri requisiti amministrativi previsti (reddito e residenza sul territorio italiano).

Messaggio INPS n. 6512 8/8/14

2. Minori titolari di indennità di accompagnamento (art. 25, comma 6)

I minori titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione, i minori esclusi dalle visite di controllo (in questo caso sul verbale d’invalidità è riportato il riferimento al  DM 2 agosto 2007), e i minori affetti da sindrome da talidomide o da sindrome di Down, raggiunta la maggiore età hanno diritto, oltre alle prestazioni previdenziali di cui già godevano, alle seguenti ulteriori prestazioni, a seconda dei casi:

– pensione di inabilità a favore dei cittadini maggiorenni totalmente inabili;
– pensione non riversibile a favore dei cittadini maggiorenni ciechi assoluti;
– pensione non riversibile a favore dei cittadini maggiorenni sordi;
senza fare richiesta di nuovo accertamento d’invalidità e senza presentare domanda di prestazione all’INPS, ma compilando il modello AP70 dell’INPS, tramite patronato o direttamente online, tramite il PIN dell’INPS.

Messaggio INPS n. 7382 10/10/14

 

In entrambi i casi (punti 1 e 2), i neo-maggiorenni dovranno presentare all’INPS il “Modello AP70”, relativo ai requisiti di reddito (sarà l’INPS a ricordarlo al cittadino, che potrà compilare il modello online con il PIN dell’INPS o tramite patronato

Per quanto concerne il certificato di handicap, non occorre invece ripetere l’accertamento a diciotto anni, salvo che sul verbale non sia riportata una data di rivedibilità.

NB: Sia la richiesta della valutazione d’invalidità da maggiorenne, sia presentarsi alla visita di rivedibilità di invalidità o di handicap, non sono un obbligo. Si tratta di forme di tutela che è discrezione del maggiorenne scegliere di chiedere o meno.

INPS – domanda di accertamento d’invalidità-handicap

Leggi anche: Quando il figlio diventa maggiorenne occorre ripetere l’accertamento di handicap?

Aggiornato al 17-6-22

Quali provvidenze economiche spettano a un maggiorenne invalido?

Al raggiungimento della maggiore età di norma si chiede un nuovo accertamento d’invalidità civile (per le eccezioni leggi “A diciotto anni occorre ripetere l’accertamento?“). Nel caso di invalidità civile il verbale riporterà una percentuale d’invalidità.

In base alla percentuale e al reddito lordo personale annuo sono previste determinate provvidenze economiche:

•  dal 74% al 99% si ha diritto all’Assegno mensile, per tredici mensilità
•  con il 100%  si ha diritto alla Pensione d’inabilità, per tredici mensilità

Nel caso in cui oltre che invalida al 100%, la persona sia stata riconosciuta “con necessità di assistenza continua” o “con impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore”, le spetta anche l’indennità di accompagnamentoindipendentemente dal reddito.

 

Analoghe prestazioni spettano in caso di cecità e sordità:

•  Pensione per ciechi assoluti
•  Indennità speciale per ciechi parziali
•  Pensione per ciechi parziali
•  Indennità di accompagnamento per ciechi assoluti
•  Pensione per sordi
•  Indennità di comunicazione  (indipendente da età* e reddito)

*Minore di 12 anni: l’ipoacusia deve essere pari o superiore a 60 decibel HTL di media fra le frequenze 500, 1000, 2000 hertz nell’orecchio migliore; Maggiore di 12 anni: l’ipoacusia deve essere pari o superiore a 75 decibel. Viene inoltre richiesto di dimostrare che l’insorgenza dell’ipoacusia è precedente ai 12 anni

NB: Alcune prestazioni sono incompatibili con i ricoveri. Per una panoramica completa: http://www.handylex.org

Aggiornato al: 23-10-2020

Cos’è il gratuito patrocinio?

Il gratuito patrocinio consiste nel poter beneficiare della gratuità di certe spese processuali in cause penali, tributarie, amministrative e civili, comprese le procedure di cosiddetta “volontaria giurisdizione”, per esempio l’interdizione, l’inabilitazione, l’amministrazione di sostegno. Può essere quindi utile nel caso di richiesta di tutela legale di un figlio.

E’ riservato a coloro che, al 2018, hanno un reddito annuo non superiore a 11.493,82 euro.

Come richiederlo. Per accedere al gratuito patrocinio occorre recarsi presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati o, in alternativa, inviare la domanda a mezzo raccomandata a/r con allegata fotocopia di un documento d’identità valido del richiedente.

Ordine degli avvocati di Torino

Leggi sul sito del Tribunale di Torino

Aggiornato al 24-09-2018

Cosa sono il tutore e l’amministratore di sostegno?

Spesso le persone con disabilità necessitano di forme di tutela della persona anche in età adulta. I motivi possono essere diversi, per esempio una difficoltà nella gestione del denaro e dei beni materiali, nel caso di ritardo cognitivo, o un pericolo di raggiro.

 

Per garantire la tutela delle persone parzialmente o totalmente incapaci di curare i propri interessi, il codice civile prevede due figure, l‘amministratore di sostegno e il tutore.

 

L’amministratore di sostegno è una figura preposta ad assistere la persona che, per effetto di una infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Questa figura può essere richiesta quindi anche nel caso di disabilità motoria, per esempio per espletare delle pratiche burocratiche che richiederebbero la presenza di persona. I suoi compiti vengono definiti dal giudice tutelare, come “un abito su misura”, in base alle richieste dell’interessato o dei suoi familiari.

Come richiederlo. Occorre presentare domanda al tribunale civile, sezione tutelare. Salvo lo richieda il giudice, non occorre ricorrere ad un avvocato. In base alla legge il giudice nomina l’amministratore di sostegno entro sessanta giorni dalla richiesta, con decreto immediatamente esecutivo.

Costi. Tranne nei casi in cui il giudice chieda il ricorso ad un avvocato, ci sono soltanto spese di segreteria (27,00 euro).

Leggi sul sito del tribunale di Torino

 

Il tutore è il rappresentante legale della persona interdetta, cioè definita dal giudice “del tutto incapace di provvedere ai propri interessi”; oltre ai poteri di rappresentanza, gestisce il suo patrimonio. Una persona sotto tutela non può sposarsi, senza il parere positivo del tutore.

Come richiederlo. Occorre rivolgersi a un avvocato. Trattandosi di una causa civile, i tempi sono fino all’anno e mezzo.

Costi. Rivolgersi a un avvocato per questo tipo di causa costa intorno ai 1.500-2.000 euro. In caso di redditi bassi è possibile richiedere il gratuito patrocinio.

Leggi sul sito del tribunale di Torino

 

Chi può essere nominato? Sia il tutore, sia l’amministratore di sostegno, possono essere dei familiari (di solito lo sono i genitori, o fratelli o sorelle), se il giudice li ritiene adatti al ruolo; diversamente può essere una terza persona (un avvocato, un assessore, un amico di famiglia, ecc.)

 

NB: Per evitare che al compimento del diciottesimo anno il (la) neo-magiorenne rimanga senza tutela legale, la legge prevede che si possano iniziare le pratiche per la nomina del tutore o dell’amministratore di sostegno fin dal compimento del diciassettesimo anno di età. Il decreto di nomina diventerà effettivo soltanto al compimento del diciottesimo anno.

Legge 6/2004

Codice civile – Titolo XII – Delle misure di protezione delle persone prive in tutto od in parte di autonomia 

L’amministratore di sostegno – Città metropolitana

www.tutori.it

Aggiornato al 2/11/2020

Bisogna rendere conto al tribunale di come si spendono le indennità?

L’indennità di accompagnamento e l’indennità di frequenza vengono erogate su un libretto, bancario o postale, che voi genitori avrete aperto a nome di vostro figlio.

Dal 2014 il Tribunale di Torino ha escluso di dover autorizzare l’utilizzo delle indennità di frequenza/accompagnamento destinate ai minori, così come l’apertura e gestione dei relativi conti correnti.

I genitori restano soggetti all’obbligo di ottenere l’autorizzazione del giudice tutelare per gli atti di straordinaria amministrazione relativi al patrimonio del minore (disabile o meno che sia).

Per quanto concerne l’autorizzazione del tribunale all’utilizzo delle somme versate sul conto di vostro figlio/a o una rendicontazione annuale di verifica delle spese sostenute, non sono previste né l’una, né l’altra (salvo che il minore sia sotto tutela o sia in corso una procedura di tutela).

Se vostro figlio ha raggiunto la maggiore età ed è in corso o è attivo un provvedimento di tutela, il tutore è obbligato a presentare periodicamente al giudice tutelare il rendiconto delle entrate e delle uscite, che può essere più o meno particolareggiato a seconda della richiesta del giudice, per cui vi consigliamo di tenere memoria di queste operazioni e di non gettare ricevute, fatture, scontrini fiscali.

Leggi la comunicazione del Tribunale

Aggiornato al 15-10-2018

 

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Cos’è la tessera di libera circolazione?

La regione Piemonte rilascia alle persone invalide una tessera “di libera circolazione” (cioè di trasporto gratuito), che consente a vostro figlio, e a chi in quel momento lo accompagna, di viaggiare gratuitamente su tutti i mezzi pubblici (pullman, metro, tram e treni) entro i confini della Regione Piemonte.

La tessera è valida per tutti i trasporti pubblici nell’ambito della Regione Piemonte e non solo per la zona metropolitana come molti credono: per esempio, se vi recate con vostro figlio ad Asti potete utilizzarla sia per raggiungere Asti in treno, sia per girare per Asti, sui pullman urbani ed extraurbani.

Essa vale inoltre, senza necessità di acquistare alcun biglietto,  sui treni che collegano un capoluogo piemontese a un capoluogo di una regione confinante (Liguria, Lombardia, Valle d’Aosta), per es. Torino-Milano, Asti-Genova, Torino-Limone-Taggia, Torino-Ventimiglia, ecc.

La tessera dei minori non riporta la foto dell’interessato; la tessera dei maggiorenni la riporta.

Compiendo diciotto anni essa consente la gratuità del viaggio anche all’eventuale accompagnatore soltanto se la percentuale d’invalidità riconosciuta è del 100%.

Chi ha diritto alla tessera di libera circolazione?

Riportiamo dalle FAQ della Regione Piemonte:
per ottenere una carta BIP di libera circolazione occorre essere residenti in Regione Piemonte e appartenere a una delle seguenti categorie:

Hanno diritto alla carta BIP di libera circolazione con estensione all’accompagnatore le seguenti categorie:

FAQ di Libera Circolazione per Disabili – Utente non in possesso della carta BIP

*La dicitura “minore invalido” è un’espressione tecnica e si riferisce al verbale d’invalidità civile: “Minore invalido, con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età o ipoacusico”)

Perché la mia tessera non funziona?

Se la tessera non funziona, al di là di possibili motivi tecnici (per es. si è smagnetizzata), è possibile che la sua validità fosse legata a una data di rivedibilità riportata sul verbale d’invalidità. Niente paura… per effetto del decreto semplificazione (L. 114/2014) si conservano tutti i diritti previsti fino alla definizione del nuovo verbale.

Come comportarsi in caso di rivedibilità?

Info:
800.333.444
bip.piemonte.it

 

Aggiornato il 19-11-2021