Uno straniero può chiedere l’invalidità civile?

L’invalidità civile e la certificazione di handicap sono strumenti di tutela che lo Stato italiano riconosce alle persone residenti in Italia o con permesso di soggiorno di almeno un anno.

Possono quindi presentare la domanda di accertamento:

Leggi anche: Gli stranieri hanno diritto alla pensione d’invalidità e all’accompagnamento?

 

Aggiornato al 22-11-2023

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Come recuperare il certificato di invalidità e handicap sul sito dell’INPS?

Il certificato d’invalidità o di handicap è un vero e proprio verbale con valenza legale. Fino al 2009 veniva rilasciato in cartaceo e doveva riportare timbri e firme in originale.

Perdere un certificato d’invalidità o rovinarlo significava dover chiedere una “copia conforme all’originale” al Servizio di medicina legale che lo aveva emesso.

Per chiedere un duplicato di un verbale d’invalidità precedente al 2010 è ancora oggi necessario seguire questa procedura.

Come ottenere una copia del verbale d’invalidità o handicap (legge 104/92)

Dal 2010 i verbali d’invalidità e handicap vengono inviati al proprio domicilio tramite posta raccomandata dall’INPS, che ne salva una copia elettronica sulla sezione personale del cittadino.

Se non lo hai ricevuto, verifica sul portale dell’INPS la correttezza dell’indirizzo sul tuo Profilo e sul profilo di tuo/figlio/a: Come assegnare un figlio minore al proprio  SPID.

In ogni caso, puoi facilmente scaricare il verbale d’invalidità, cecità, sordità, handicap e Legge 68 (idoneità lavorativa) direttamente dal portale, nella sezione “MY INPS“. I passi per scaricare un duplicato sono i seguenti:

  1. Autenticazione tramite SPID/CIE/CNS
  2. Selezionare Per Me stesso se maggiorenni o Per il mio delegante se si sta operando per conto del proprio figlio minore o per un adulto di cui si è il tutore o amministratore di sostegno
  3. Servizi e strumenti
  4. Cassetta postale
  5. Il messaggio contenente i certificati di invalidità e handicap hanno entrambi come oggetto “Inv Civ invio verbale” : aprire il messaggio e scaricare il “Documento in formato .pdf”

Ricordiamo inoltre che dal 2020 sui certificati d’invalidità e handicap è riportato un Qr code, che permette di non portare con sé il certificato

Aggiornato al 03-04-2023

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Esiste una “tessera disabili”?

I luoghi della cultura, le strutture sportive, o i luoghi di svago e divertimento spesso prevedono agevolazioni per le persone con disabilità e l’accompagnatore.

Vai alla sezione Voglio svagarmi

Capita frequentemente che per applicare le agevolazioni, la biglietteria chieda di mostrare una “tessera disabili”.
Il Piemonte e altre Regioni, in accordo con la Legge 104/92 art. 8, lett. g) prevedono una tessera di trasporto gratuito (https://www.areato.org/tessera-di-libera-circolazione).
Capita quindi che le strutture credano erroneamente che questa sia un tesserino disabili valido per le agevolazioni tariffarie.

In realtà, non esiste alcuna tessera disabili da esibire ed è illegale chiedere di mostrare una tessera disabili, salvo per i centri convenzionati con la Disability card.

L’unico documento valido a livello nazionale per certificare l’invalidità civile è costituito dalle due pagine OMISSIS del verbale di invalidità civile o di handicap (Legge 104/92).

Per questo motivo dal 2020 i verbali riportano un QR code, che può essere portato con sé in formato fotografia o scansione e da presentare quando viene richiesto di documentare la disabilità (musei, sport, tempo libero, ecc.):
https://www.areato.org/il-qr-code-per-i-verbali-dinvalidita-e-handicap/

Aggiornato il 16-3-2023

Disability-Card

Come si leggono il verbale d’invalidità civile e di handicap?

Il verbale d’invalidità civile (meglio noto come “certificato d’invalidità”) è composto da diverse sezioni. E’ molto importante comprendere il significato delle sue diverse parti, che fra le altre cose riportano i requisiti per l’accesso a diritti e ad agevolazioni riservati a persone disabili.

Cosa riporta il certificato d’invalidità civile?

Innanzitutto la lettera di accompagnamento del verbale d’invalidità (o di handicap) riporta un’informazione fondamentale, ovvero i termini di prescrizione per il ricorso se non vi troverete d’accordo con l’esito dell’accertamento riportato nel verbale (180 giorni dalla comunicazione dell’INPS).

Passando al verbale vero e proprio, esso viene inviato in duplice copia: una con tutti i dati sanitari, anche sensibili, e l’altra con il solo giudizio finale (quindi con tutti i dati sensibili omessi; per questo leggerete ripetutamente la parola “OMISSIS”).

In alto a destra il verbale riporta il QR-Code del verbale, che permette, una volta fotografato, di non portare con sé una copia cartacea o fotografica del verbale.

Seguono tre date: la data dell’accertamento, quella di presentazione della domanda e quella di partenza dell’erogazione delle provvidenze economiche (indennità e pensioni), che partiranno dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Per esempio: se avete fatto domanda di  accertamento a settembre e la visita medico-legale è avvenuta molti mesi dopo, o addirittura l’anno successivo, l’importo della pensione o indennità verrà comunque calcolato a partire da ottobre e vi verranno corrisposte le rate comprensive degli interessi maturati.

Leggi: Come si richiedono l’indennità di frequenza e di accompagnamento?

In secondo luogo, entrambi i certificati constano di due sezioni:

Il foglio OMISSIS è quello da portare con sé quando viene richiesto il verbale d’invalidità, per esempio per chiedere le agevolazioni per i trasporti o l’accesso alla cultura, sport, tempo libero

Legge 104 o invalidità?

La prima sezione del verbale riporta “Tipo di posizione“. Questa voce indica di che tipo di verbale di tratta: handicap (indicato come “L. 104/92”) o invalidità civile / cecità / sordità, o per i maggiorenni che ne abbiano fatto richiesta, disabilità (“L. 68/99 – collocamento mirato“)

Dove è indicata la percentuale sul verbale?

La quarta sezione del verbale riporta:

La dicitura per i minori è sempre “Minore invalido”, senza indicazione di una percentuale. Fino ai 18 anni infatti non viene riportata la percentuale d’invalidità. Leggi: Perché sul verbale manca la percentuale d’invalidità?

L’esito può essere: “indennità di frequenza” oppure “indennità di accompagnamento”. L’indennità di accompagnamento spetta se è riportata l’espressione “con necessità di assistenza continua …” oppure “con impossibilità a deambulare …” o entrambe queste espressioni.

In sede di accertamento successivo al compimento dei 18 anni la dicitura sarà “Invalido con riduzione permanente della capacità lavorativa” seguita dalla percentuale d’invalidità.

Questa sezione è importante per il calcolo dell’ISEE.

Nel certificato della legge 104, questa sezione indica invece se la persona sia stata riconosciuta in situazione di “handicap, Comma 1” o di “handicap con gravità, Comma 3“. Le agevolazioni lavorative (tra cui i permessi Legge 104/92 e i due anni di congedo straordinario retribuito D.L. 151/01) spettano soltanto con il Comma 3.

Vai alla sezione Agevolazioni lavorative.

 

Cosa significa “Requisiti di cui all’art. 4 del D.L. 9 febbraio 2012 n. 15”?

Il decreto-legge 9 febbraio 2012 – “decreto Semplifica Italia” – ha previsto che sul verbale di handicap e di invalidità venga riportato se sussistano i requisiti necessari per la richiesta di rilascio del contrassegno di parcheggio disabili (“art. 381 del DPR 495/1992”) e delle agevolazioni fiscali per l’acquisto di veicoli destinati a una persona con disabilità.

Purtroppo si tratta di indicazioni molto tecniche, per le quali vi invitiamo a consultare il nostro articolo.

Invalidità rivedibile o definitiva?

Seguono due sezioni:

Attenzione: non è detto che entrambi i certificati, di invalidità e handicap, siano rivedibili; può capitare che lo sia soltanto uno dei due.

Leggi il nostro articolo su come comportarsi in caso di rivedibilità dell’invalidità o dell’handicap

Al compimento della maggiore età occorre chiedere l’invalidità o l’handicap?

Aggiornato al 6-7-2023

significato verbale invalidità-handicap

Come si richiede un appuntamento all’INPS

Le pratiche d’invalidità civile e le provvidenze economiche per invalidità eventualmente riconosciute sono gestite dall’INPS. Questo articolo indica appunto come contattare l’INPS.

Gli sportelli dell’INPS sono aperti tradizionalmente di mattina (dalle 8:30 alle 12:30). Questo orario è poco adatto a chi lavora. Inoltre, fino non molti anni fa, per poter incontrare un operatore dell’INPS era necessario recarsi presso la propria sede dell’Istituto, prendere il ticket per l’ordine di attesa e aspettare il proprio turno, talvolta senza sapere se si sarebbe riusciti a risolvere il proprio problema.

Fortunatamente, facendo probabilmente come retaggio delle opportunità emerse nel periodo del Lock-down del 2019, esistono ora tre possibilità di accesso alle sedi INPS, ma tutte queste soluzioni necessitano che prendiate appuntamento:

Gli appuntamenti possono essere presi in uno dei modi seguenti:

L’INPS riporta tutte le istruzioni all’interno di un’utile pagina dedicata

Leggi anche: Si può richiedere lo SPID per figlio minore?

Aggiornato al 16-1-2024

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Quando il figlio diventa maggiorenne occorre ripetere l’accertamento di handicap (Legge 104)?

Invalidità civile: maggiorenni e indennità di accompagnamento

Al compimento della maggiore età le persone disabili con invalidità civile dovrebbero chiedere un nuovo accertamento. Il decreto semplificazioni del 2014 (L. 114/2014) ha previsto la possibilità di non ripeterlo in caso di minori che percepiscono l’indennità di accompagnamento (leggi: accertamento d’invalidità maggiorenni).

Il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento significa implicitamente che la persona è stata riconosciuta invalida totale al 100%: il verbale d’invalidità di un adulto riporterebbe “Invalido con totale e permanente inabilità lavorativa 100%”. Si tratta di una dicitura anacronistica, che risale al 1971 (legge 118/71), ma è noto che una persona invalida al 100% può lavorare, se è in grado di farlo (vedi paragrafo seguente).

Invalidità civile: maggiorenni e indennità di frequenza

Al compimento dei diciotto anni il minorenne che percepisce l’indennità di frequenza dovrà chiedere un accertamento di invalidità civile come maggiorenne, in modo che gli venga attribuita una percentuale d’invalidità.

La legge 68/99 prevede che il diritto all’inscrizione alle liste speciali del centro per l’impiego (categorie protette), se viene riconosciuta una percentuale almeno del 46%.

E’ utile, quindi, che nel “certificato medico introduttivo”, oltre a “Invalidità,” il medico spunti anche la casella “Disabilità L. 68/99“, e la stessa cosa facciate voi nella e nella domanda di accertamento, in modo da prenotare in un’unica domanda anche il successivo accertamento di idoneità al lavoro L. 68/99.

Leggi: Fondo per il diritto al lavoro delle persone disabili

Figlio neo-maggiorenne e accertamento di handicap (Legge 104/92)

La questione è diversa nel caso del certificato di handicap: al compimento dei diciotto anni il verbale di handicap infatti resta valido, con relativi diritti e agevolazioni.

Il figlio neo-maggiorenne in situazione di handicap ripeterà l’accertamento soltanto in uno di questi due casi:

INPS – domanda di accertamento d’invalidità-handicap

NB: l’aggravamento di handicap può essere chiesto soltanto se sul verbale è indicato “HANDICAP (comma 1, art. 3)” (se invece è riportato “comma 3, art. 3″ non può essere richiesto un aggravamento, in quanto è già stata riconosciuta la situazione di gravità).

Aggiornato il 6-7-2023

handicap a 18 anni

Cos’è la disability card?

Le norme sull’invalidità civile e l’handicap, in Europa, sono nazionali. Per questo motivo, un verbale d’invalidità prodotto in Italia, non avrebbe valore nei restanti Stati europei e viceversa.

Per ovviare a questo problema e per altri motivi, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e la FAND (Federazione fra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) si sono battute in Italia per la realizzazione di una carta a validità europea.

Nasce così la disability card (Carta Europea della Disabilità – CED): è una carta che permette di attestare l’invalidità o l’handicap in Italia e in Europa, senza doversi portare dietro documentazione cartacea, come è stato dal 1971 (anno della legge istitutiva dell’invalidità civile) ad oggi.

La modalità di richiesta, gli aventi diritto e come utilizzarla sono illustrati all’interno del messaggio INPS n. 853 del 22 febbraio 2022 (Rilascio nuova procedura “Richiesta della Carta europea della disabilità in Italia” (CED). Vediamoli nello specifico.

La Card è prodotta dall’Istituto Poligrafico della Zecca dello Stato, con codice braille. Sulla parte frontale prevede la sigla dello Stato emittente, in alcuni Stati (al momento Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Malta, Slovenia, Romania e Italia) riporta un ologramma metallizzato riportante la bandiera UE, e l’eventuale indicazione della necessità da parte del titolare di essere accompagnato.

Come richiedere la disability card?

L’INPS ha implementato sul proprio portale una specifica procedura tramite SPID o CIE: vai servizio.

Al momento non sembra possibile procedere tramite CAF o Patronato, mentre è possibile richiederla tramite una fra le seguenti associazioni di categoria: ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS.

Nel caso di minori, occorre la delega dell’identità digitale (SPID) in uso, oppure le credenziali di identità digitale del minore: leggi come richiedere la delega .

La Carta può essere richiesta anche da genitori affidatari, ma in questo caso la validità sarà legata al periodo di affidamento.

Per richiedere la Disability Card dovrete fornire all’INPS:
– una fotografia a colori in formato tessera (formato europeo), che verrà successivamente riportata sulla Carta;
– l’indirizzo per il recapito della Carta, se diverso da quello di residenza già noto all’INPS.

Chi ha diritto alla disability card?

Il messaggio INPS n. 853/2022 specifica che i soggetti che possono presentare domanda sono:

Quando è possibile richiedere la disability card, quando arriva e quanto dura?

Come indicato sul sito del Governo e nel suddetto messaggio INPS, è possibile richiederla dal 22 febbraio 2022.

Entro 60 giorni dalla richiesta, l’INPS provvederà a spedire la tessera presso l’indirizzo indicato in fase di compilazione della modulistica on line.

La Carta resterà valida in concomitanza con lo stato di disabilità certificata e in ogni caso non oltre 10 anni, al termine dei quali potrete richiedere il rinnovo, previa verifica dei requisiti.

Disability card: in caso di rivedibilità o di aggravamento d’invalidità o di handicap

In caso sul verbale di invalidità o handicap sia indicata una data di rivedibilità, la Carta varrà fino al giorno della visita: in caso di conferma dello stesso grado di disabilità proseguirà senza interruzione. Se invece in sede di revisione verrà accertata una disabilità superiore o inferiore, la card verrà aggiornata automaticamente dall’INPS.

L’INPS inoltre potrà controllare la sussistenza dei requisiti in qualunque momento, e revocarla nel caso in cui non sussistano più le condizioni o accerti una violazione della legge nella dichiarazione del cittadino.

Se invece richiederete un nuovo accertamento per aggravamento della condizione di disabilità, l’INPS provvederà automaticamente alla sostituzione della Carta con i relativi aggiornamenti.

Leggi: come richiedere una visita di aggravamento d’invalidità o handicap

Vai al sito disability card

Aggiornato al: 05/4/2022

Disability-Card

Si può richiedere lo SPID per minori?

Nell’Aprile 2010 la gestione della procedura di richiesta di accertamento di invalidità civile e handicap era passata a livello nazionale all’INPS.

Per comunicare con l’Istituto occorreva dotarsi di un PIN (Personal Identification Number), un codice identificativo personale.

Dal 30 settembre 2021 l’INPS, in accordo con la riforma telematica della Pubblica amministrazione, è passata ai sistemi di identità digitale: SPID, CIE, CNS.

Il sistema più utilizzato di norma è lo SPID (Sistema Unico Identità Digitale), un sistema di credenziali che permette di comunicare (e pagare) online con la Pubblica Amministrazione.

L’interazione con i servizi online dell’INPS erano regolamentati come segue:

Come si richiede lo SPID per minorenni e tutelati?

La procedura di delega è descritta in modo particolareggiato presso le FAQ del sito dell’INPS, che consigliamo di consultare: vai al sito

L’INPS precisa che il genitore può registrare direttamente online una delega sullo SPID a proprio nome, per l’esercizio dei diritti del figlio minore, senza la necessità di recarsi presso lo sportello: vai al sito.

Se invece vuoi recarti allo sportello, leggi come prendere appuntamento all’INPS senza fare code

Ora le linee guida AGID – Agenzia per l’Italia digitale consentono ai minori – dai 5 anni in poi – di ottenere e usare SPID per l’accesso ai servizi digitali sotto la supervisione dei genitori. Il rilascio di SPID ai minori nella fascia di età da 5 a 14 anni prevede un periodo iniziale di sperimentazione.

Per la procedura di richiesta di SPID (Identità digitale) per minori clicca qui

Cos’è la CNS?

CNS significa Carta Nazionale dei Servizi. E consiste in una Smart Card o in una chiavetta USB che contiene un “certificato digitale” di autenticazione personale. Consente l’identificazione certa dell’utente e permette di consultare i dati personali resi disponibili dalle pubbliche amministrazioni direttamente su sito web, come ad esempio, l’accesso all’INPS o ai servizi sanitari e ai referti di visite ed esami della propria ASL.

Come si accede all’INPS tramite CIE?

In alternativa allo SPID e al CNS è possibile accedere all’INPS tramite CIE.

In questo caso occorre essere in possesso di una CIE in corso di validità ed essere in possesso dei codici PIN e PUK. Occorre inoltre possedere uno smartphone con sistema Android e lettore NFC o di un PC collegato a un lettore RFID.

Una volta abilitata la CIE tramite software (da PC) o tramite QR Code (da smartphone), si potrà accedere al sito dell’INPS. Vai alle istruzioni dell’INPS

11/4/2022

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E’ possibile il riconoscimento d’invalidità senza fare la visita?

L’accertamento d’invalidità civile o di handicap avviene a seguito di una visita medico-legale collegiale.

La valutazione avviene sia tramite un esame clinico alla persona, sia (e spesso soprattutto) tramite una valutazione dei documenti clinici. In alcuni casi, però, tali documenti sono talmente chiari, che non sarebbe necessario convocare la persona all’esame obiettivo.

E’ pensando a queste situazioni che il Decreto semplificazioni 2020, in accordo con la Riforma del sistema di riconoscimento della disabilità prevista dal “Secondo programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità” – Cap. 3 (DPR 12 ottobre 2017 – cap. 3), ha previsto che il riconoscimento di invalidità e handicap possa avvenire anche in base alla mera documentazione clinica, quindi senza obbligo di convocazione in presenza.

Il Decreto semplificazioni 2020 (DL n. 76 del 16/7/2020) recita infatti:

Art. 29-ter. Semplificazione dei procedimenti di accertamento degli stati invalidanti e dell’handicap

1. Le commissioni mediche pubbliche preposte all’accertamento delle minorazioni civili e dell’handicap ai sensi dell’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono autorizzate a redigere verbali sia di prima istanza che di revisione anche solo sugli atti, in tutti i casi in cui sia presente una documentazione sanitaria che consenta una valutazione obiettiva.

2. La valutazione sugli atti può essere richiesta dal diretto interessato o da chi lo rappresenta unitamente alla produzione di documentazione adeguata o in sede di redazione del certificato medico introduttivo. In tale secondo caso spetta al responsabile della commissione di accertamento indicare la documentazione sanitaria da produrre. Nelle ipotesi in cui la documentazione non sia sufficiente per una valutazione obiettiva, l’interessato è convocato a visita diretta.

 

Prendere in considerazione l’opportunità della visita in base agli atti è diventato abbastanza frequente in caso di accertamento di rivedibilità

Aggiornato al 25-05-2023

 

handicap a 18 anni

Quali sono i benefici in base alla percentuale d’invalidità?

I verbali d’invalidità civile dei minori non riportano la percentuale d’invalidità e i diritti previsti, in base alle diciture riportate sul verbale, sono:

Dai sedici anni compiuti in sù, sui verbali d’invalidità viene riportata una “percentuale di riduzione della capacità lavorativa”. E’ questa un’espressione fuorviante, risalente a una norma del lontano 1971 (Legge 118/71): è ovvio infatti che la capacità lavorativa dipende da moltissimi fattori. Una persona in carrozzina, per esempio, con o senza ausili, protesi o interventi sull’ambiente può svolgere numerosi  lavori di ufficio.

Una volta maggiorenni, le agevolazioni in base alla percentuale d’invalidità sono le seguenti:

Quando sul verbale è riportato “[…] con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita” e/o “[…] con impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore”, spetta anche l’indennità di accompagnamento

Come leggere il verbale d’invalidità?

Quali provvidenze economiche spettano a un maggiorenne invalido?

Aggiornato al: 16-1-2024

A diciotto anni occorre ripetere l’accertamento d’invalidità?

Negli ultimi anni (ovvero dal Decreto semplificazioni L. n. 114 del 2014) si è creata un po’ di confusione intorno alla questione dell’accertamento d’invalidità a 18 anni. Il Decreto, infatti, prevede che quando il minore percepisce l’indennità di accompagnamento, al compimento della maggiore età l’INPS proseguirà comunque a erogarla, senza dover chiedere un nuovo accertamento d’invalidità.

La regola aurea è che a 18 anni è SEMPRE necessario chiedere un nuovo accertamento d’invalidità civile, tranne quando:

Inoltre, a 18 anni non si nuovamente domanda di accertamento di Handicap (Legge 104/92): vai all’articolo “A 18 anni occorre ripetere l’accertamento di handicap?

Il decreto semplificazioni del 2014 (L. 114/2014) infatti prevede che:

1. Minori titolari di indennità di accompagnamento (art. 25, comma 6)

I minori titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione, i minori esclusi dalle visite di controllo (in questo caso sul verbale d’invalidità è riportato il riferimento al  DM 2 agosto 2007), e i minori affetti da sindrome da talidomide o da sindrome di Down, raggiunta la maggiore età hanno diritto, oltre alle prestazioni previdenziali di cui già godevano, alle seguenti ulteriori prestazioni, a seconda dei casi:

– pensione di inabilità a favore dei cittadini maggiorenni totalmente inabili
– pensione non reversibile a favore dei cittadini maggiorenni ciechi assoluti
– pensione non reversibile a favore dei cittadini maggiorenni sordi
senza fare richiesta di nuovo accertamento d’invalidità e senza presentare domanda di prestazione all’INPS, ma compilando il modello AP70 dell’INPS, tramite patronato o direttamente online, tramite il PIN dell’INPS.

Messaggio INPS n. 7382 10/10/14

Come chiedere l’indennità di accompagnamento a diciotto anni?

Per i minori titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione l’INPS ha predisposto una procedura semplificata per percepire le provvidenze previste al compimento della maggiore età. Questa nuova procedura, denominata “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, è descritta nel messaggio INPS n. 1446 del 18/4/2023 e consiste nel comunicare i redditi lordi personali del neomaggiorenne mediante i seguenti passaggi sul sito dell’INPS:

  1.  “Sostegni, Sussidi e Indennità”
  2. –> “Per disabili/invalidi/inabili”
  3. –> (sulla destra) “Strumenti” —> “Vedi tutti”
  4. –> “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”
  5. –> “Utilizza lo strumento”
  6. Autenticarsi tramite SPID/CIE/CNS

In alternativa è possibile rivolgersi a un patronato

2. Minori titolari di indennità di frequenza (art. 25, comma 5)

I minori titolari di indennità di frequenza che ritengano che l’accertamento d’invalidità civile effettuato una volta maggiorenni decreterà un punteggio almeno del 74%, possono presentare domanda per via amministrativa (tramite patronato o tramite portale INPS) In tali casi, le relative prestazioni (assegno mensile o pensione d’inabilità) sono erogate, in via provvisoria, al compimento del diciottesimo anno di età e ricorrendone gli estremi, le prestazioni verranno concesse all’esito del successivo accertamento delle condizioni sanitarie e degli altri requisiti amministrativi previsti (reddito e residenza sul territorio italiano).

Messaggio INPS n. 6512 8/8/14

Come presentare domanda d’invalidità a 18 anni?

L’iter da seguire per l’accertamento d’invalidità è lo stesso previsto per i minori, con la differenza che il titolare della domanda è ora il figlio neo-maggiorenne, salvo sia stata avviata una richiesta di tutela.

Inoltre, il neo-maggiorenne dovrà presentare all’INPS il “Modello AP70”, relativo ai requisiti di reddito (direttamente sul sito dell’Istituto tramite il proprio SPID, oppure tramite CAF).

INPS – domanda di accertamento d’invalidità-handicap

Leggi anche: Quando il figlio diventa maggiorenne occorre ripetere l’accertamento di handicap?

Leggi: Come chiedere il tutore o l’amministratore di sostegno?

Aggiornato al 4-8-23

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Cos’è il gratuito patrocinio?

Il gratuito patrocinio consiste nel poter beneficiare della gratuità di certe spese processuali in cause penali, tributarie, amministrative e civili, comprese le procedure di cosiddetta “volontaria giurisdizione”, per esempio l’interdizione, l’inabilitazione, l’amministrazione di sostegno. Può essere quindi utile nel caso di richiesta di tutela legale di un figlio.

E’ riservato a coloro che, al 2018, hanno un reddito annuo non superiore a 11.493,82 euro.

Come richiederlo. Per accedere al gratuito patrocinio occorre recarsi presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati o, in alternativa, inviare la domanda a mezzo raccomandata a/r con allegata fotocopia di un documento d’identità valido del richiedente.

Ordine degli avvocati di Torino

Leggi sul sito del Tribunale di Torino

Aggiornato al 24-09-2018

Cosa sono il tutore e l’amministratore di sostegno?

Spesso le persone con disabilità necessitano di forme di tutela della persona anche in età adulta. I motivi possono essere diversi, per esempio una difficoltà nella gestione del denaro e dei beni materiali, nel caso di ritardo cognitivo, o un pericolo di raggiro.

 

Per garantire la tutela delle persone parzialmente o totalmente incapaci di curare i propri interessi, il codice civile prevede due figure, l‘amministratore di sostegno e il tutore.

 

L’amministratore di sostegno è una figura preposta ad assistere la persona che, per effetto di una infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Questa figura può essere richiesta quindi anche nel caso di disabilità motoria, per esempio per espletare delle pratiche burocratiche che richiederebbero la presenza di persona. I suoi compiti vengono definiti dal giudice tutelare, come “un abito su misura”, in base alle richieste dell’interessato o dei suoi familiari.

Come richiederlo. Occorre presentare domanda al tribunale civile, sezione tutelare. Salvo lo richieda il giudice, non occorre ricorrere ad un avvocato. In base alla legge il giudice nomina l’amministratore di sostegno entro sessanta giorni dalla richiesta, con decreto immediatamente esecutivo.

Costi. Tranne nei casi in cui il giudice chieda il ricorso ad un avvocato, ci sono soltanto spese di segreteria (27,00 euro).

Leggi sul sito del tribunale di Torino

 

Il tutore è il rappresentante legale della persona interdetta, cioè definita dal giudice “del tutto incapace di provvedere ai propri interessi”; oltre ai poteri di rappresentanza, gestisce il suo patrimonio. Una persona sotto tutela non può sposarsi, senza il parere positivo del tutore.

Come richiederlo. Occorre rivolgersi a un avvocato. Trattandosi di una causa civile, i tempi sono fino all’anno e mezzo.

Costi. Rivolgersi a un avvocato per questo tipo di causa costa intorno ai 1.500-2.000 euro. In caso di redditi bassi è possibile richiedere il gratuito patrocinio.

Leggi sul sito del tribunale di Torino

 

Chi può essere nominato? Sia il tutore, sia l’amministratore di sostegno, possono essere dei familiari (di solito lo sono i genitori, o fratelli o sorelle), se il giudice li ritiene adatti al ruolo; diversamente può essere una terza persona (un avvocato, un assessore, un amico di famiglia, ecc.)

 

NB: Per evitare che al compimento del diciottesimo anno il (la) neo-magiorenne rimanga senza tutela legale, la legge prevede che si possano iniziare le pratiche per la nomina del tutore o dell’amministratore di sostegno fin dal compimento del diciassettesimo anno di età. Il decreto di nomina diventerà effettivo soltanto al compimento del diciottesimo anno.

Legge 6/2004

Codice civile – Titolo XII – Delle misure di protezione delle persone prive in tutto od in parte di autonomia 

L’amministratore di sostegno – Città metropolitana

www.tutori.it

Aggiornato al 12/5/2023

Cosa succede quando scade il permesso di soggiorno?

Come abbiamo visto, anche i bambini stranieri hanno diritto alle indennità economiche per invalidità civile. Nel caso di bambini extracomunitari tra i requisiti vi è il permesso di soggiorno di durata annuale.

Quando il permesso di soggiorno scade, in previsione del fatto che verrà chiesto il suo rinnovo, le indennità proseguiranno a essere erogate senza soluzione di continuità.

Nel caso in cui l’INPS opponga il fatto che il bambino è stato scoperto per certo periodo, possibile richiedere alla questura un documento che certifichi la continuità della copertura.

Ultimo aggiornamento: 23/2/2016

Perché sul verbale d’invalidità di un minore manca la percentuale di invalidità?

L’invalidità civile è un riconoscimento che indica quanto la “minorazione” incida sulla possibilità del bambino di svolgere le funzioni e le attività della vita quotidiana, in rapporto alla sua età.

A partire dai 18 anni, invece, l’invalidità civile è espressa anche con una percentuale, che corrisponde a una non meglio specificata riduzione della capacità lavorativa.

A partire dal 46% vostro figlio potrà essere iscritto al Centro per l’impiego e inserito all’interno delle liste speciali, dalle quali attingono le ditte e gli enti pubblici per assolvere alla Legge 68/99 smi, che prevede l’obbligo di assunzione di un certo numero di persone con disabilità.

La percentuale d’invalidità civile può essere richiesta in verità a partire da 16 anni compiuti, ovvero dall’entrata nell’età lavorativa (cioè con la cessazione dell’obbligo scolastico).

Leggi anche: Quando il figlio diventa maggiorenne occorre chiedere un nuovo accertamento d’invalidità?

Quando il figlio diventa maggiorenne occorre ripetere l’accertamento di handicap

Per l’iscrizione al centro per l’impiego e alle liste speciali: Agenzia Piemonte LavoroSuperabile INAIL

Ultimo aggiornamento: 17/6/2022

Come si presenta la domanda di accertamento d’invalidità o di handicap?

La procedura per la presentazione della richiesta di invalidità civile e/o di handicap (legge 104/92) è interamente telematica e consta in tre passaggi:

1. medico che segue vostro/a figlio/a (di solito il/la neuropsichiatra infantile) compila un cosiddetto “certificato medico introduttivo” sul portale dell’INPS. La compilazione da parte del/la neuropsichiatra infantile dell’ASL o dell’ospedale è gratuita, mentre quella eseguita dal pediatra o dal medico di famiglia è prevista a pagamento.

NB: Per riconoscere più agevolmente il diritto all’indennità di accompagnamento, è importante che il medico spunti la casella relativa alla non autosufficienza; diversamente, la commissione medico-legale ASL-INPS potrebbe chiedere un’integrazione al medico che ha emesso il certificato telematico.

La validità del certificato medico telematico è di 90 giorni.

2. tramite il portale dell’INPS o presso un CAF o Patronato, muniti del certificato medico del punto 1, prenoterete prenotazione l’accertamento medico-legale.

La prenotazione e la visita sono entrambe gratuite.

ATTENZIONE: Se intendete chiedere l’insegnante di sostegno è necessario chiedere il certificato di handicap (L. 104/92) e spuntare la relativa casella sul modulo di domanda.

INPS – domanda di accertamento d’invalidità-handicap

Per prenotare tramite il portale dell’INPS occorre essere in possesso dello SPID per figlio minore

Nuovo servizio INPS per la documentazione sanitaria

La commissione medico-legale dal 2020 ha la possibilità di accertare l’invalidità civile e l’handicap in base alla sola documentazione sanitaria, senza convocare l’interessato/a a visita (L. 120 dell’11 settembre 2020, art. 29 ter):
“La valutazione sugli atti può essere richiesta dal diretto interessato o da chi lo rappresenta unitamente alla produzione di documentazione adeguata o in sede di redazione del certificato medico introduttivo. In tale secondo caso spetta al responsabile della commissione di accertamento indicare la documentazione sanitaria da produrre. Nelle ipotesi in cui la documentazione non sia sufficiente per una valutazione obiettiva, l’interessato è convocato a visita diretta.”

Vai al servizio

Compiuti i diciotto anni occorrerà un codice SPID personale del figlio/a, salvo:

Leggi sul sito dell’INPS

 

3. l’accertamento medico-legale

Circa un mese dopo che avete presentato la richiesta di accertamento, riceverete una convocazione in medicina legale per il riconoscimento del grado di invalidità o di handicap.

Il Decreto semplificazioni 2020 prevede che il riconoscimento d’invalidità e handicap in base agli atti, senza obbligo di  presenza della persona interessata dalla valutazione, “in tutti i casi in cui sia presente una documentazione sanitaria che consenta una valutazione obiettiva”. La valutazione in base agli atti può esser proposta anche dal diretto interessato (o, supponiamo, per estensione, anche da chi esercita le responsabilità genitoriali).

 

Invalidità / Handicap

Verificate che il medico abbia spuntato le due caselle, “Invalidità” e “Handicap”.

 

Cecità, Sordità

In caso di richiesta di accertamento per cecità civile il certificato medico deve riportare in anamnesi quanto indicato dall’oculista nel proprio certificato. Il medico ha inoltre la possibilità di allegare una scansione del certificato oculistico. Il certificato oculistico può essere stato rilasciato anche da un oculista privato.

La casella “Sordità” deve essere spuntata soltanto quando il bambino ha una sordità profonda.

 

Il CAP e l’ASL

Nella procedura telematica ricoprono un’importanza fondamentale il CAP e l’ASL di riferimento, che vengono indicati nel modulo telematico dal patronato. Se il CAP non è corretto, non viene preso in considerazione dal sistema automatico, con la conseguenza che la domanda può rimanere indefinitamente in sospeso.

Visite per rivedibilità
Quando un certificato d’invalidità o di handicap prevede una rivedibilità (es. riporta “Rivedibile al 12/2027”) significa che sarà l’INPS stessa a convocare vostro figlio o figlia all’accertamento.

A diciotto anni si potrà richiedere un nuovo accertamento. Il certificato medico potrà essere datato anteriormente al diciottesimo compleanno, ma l’accertamento d’invalidità potrà essere prenotato soltanto a partire dal giorno del diciottesimo compleanno.

 

Cosa succede dopo la visita medico legale d’invalidità o handicap?

Dopo a visita medico legale, il parere della commissione verrà valutato da una seconda commissione, detta “di seconda istanza” e di seguito verrà pubblicato sul fascicolo previdenziale individuale sul portale dell’INPS. Contestualmente verrà messo in spedizione all’indirizzo indicato sulla domanda di accertamento.

Vai al fascicolo personale INPS: clicca qui

Dopo quanto tempo arriverà il certificato a casa?

I tempi di ricevimento sono variabili e dipendono da diversi fattori, tuttavia solitamente il certificato arriva entro due mesi dalla visita medico-legale.

Esso viene spedito tramite posta raccomandata e se la domanda è stata fatta per invalidità e handicap. trattandosi di certificati diversi, arriveranno separatamente, in tempi leggermente diversi (a circa due settimane di differenza).

Leggi sul sito dell’INPS

Leggi: Come fare se si ha urgenza del certificato di handicap?

 

Ultimo aggiornamento: 6/3/2023

Qual è la differenza tra invalidità e handicap?

Il riconoscimento dell’invalidità civile (o di sordità, o di cecità) e il riconoscimento dello stato di handicap non sono la stessa cosa.

Dopo l’accertamento d’invalidità civile e quello di handicap, infatti, riceverete due lettere raccomandate due certificati diversi, definiti “verbali”: il verbale d’invalidità civile (o sordità o cecità) e il verbale di handicap.

La visita di accertamento delle due condizioni, in realtà nella maggior parte dei casi coincidono, motivo per cui potreste non rendervi conto che in realtà l’accertamento è in realtà duplice.

Cos’è l’invalidità civile?

L’invalidità civile è un riconoscimento sanitario che indica quanto la “menomazione” incide sulla possibilità di svolgere le funzioni e le attività della vita quotidiana in rapporto all’età: sul verbale d’invalidità sarà infatti riportata la dicitura “Minore invalido, con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età o ipoacusico”.

Il certificato di invalidità civile è quello che consente a vostro figlio di ricevere gli ausili e le protesi nel caso di invalido maggiorenne, le provvidenze per invalidità civile, la tessera di trasporto pubblico gratuito, l’esenzione dal ticket.

La percentuale d’invalidità può essere richiesta fin dai 16 anni (che rappresentano l’ingresso nell’età lavorativa), se a vostro figlio interessa provare a entrare nel mondo del lavoro. Infatti, con una percentuale pari almeno al 46%, egli potrà iscriversi al Centro per l’Impiego e alla lista riservata alle categorie protette.

Leggi anche:

La situazione di handicap

La situazione di handicap è una valutazione che ha carattere sociale e sanitario, perché dice fino a che punto la patologia del bambino incide sulla sua vita di relazione e sulla sua possibilità di integrazione scolastica e sociale. Questo indice, nel certificato, viene espresso con le due formule seguenti: “handicap” (L. 104/92, art. 3, comma 1),  “handicap con connotazione di gravità” (L. 104/92, art. 3, comma 3).
Questa seconda formulazione è quella che consente di ottenere diverse agevolazioni in ambito lavorativo e fiscale.

Su entrambi i certificati sono riportati i diritti alle agevolazioni per il permesso di sosta e circolazione per disabili e per le agevolazioni fiscali sull’acquisto di un’automobile.

Titolare degli accertamenti di invalidità civile e di handicap è l’INPS

Aggiornato il: 25/2/2022

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Come fare se l’accertamento di handicap tarda ad arrivare

La maggior parte dei genitori di un bambino con disabilità chiede il certificato di handicap per poter fruire dei tre giorni al mese di permesso mensile retribuito o di un periodo fino a due anni di congedo straordinario retribuito. Spesso questa richiesta viene fatta nel momento del bisogno, ma tra il momento della domanda di accertamento e il ricevimento del verbale possono trascorrere anche tre – cinque mesi.

Come fare nel frattempo?

La Legge 423/93 (conversione in legge del D.L. 324/93) all’art. 2, comma 2 recita:  “Qualora la commissione medica di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 [commissione di accertamento dell’handicap n.d.r.], non si pronunci entro quarantacinque giorni dalla presentazione della domanda, gli accertamenti sono effettuati, in via provvisoria, ai soli fini previsti dagli articoli 21 e 33 [tre giorni di permesso al mese, diritto a non essere trasferiti ad altra sede lavorativa, diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e a non essere trasferito senza il proprio consenso ad altra sede n.d.r.] della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e dall’articolo 42 [prolungamento del congedo parentale fino a un totale di tre anni; due anni di congedo straordinario retribuito n.d.r.] del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, da un medico specialista nella patologia denunciata, ovvero da medici specialisti nelle patologie denunciate, in servizio presso l’unità sanitaria locale da cui è assistito l’interessato” (per es. il medico neuropsichiatra infantile).

Il medico specialista “non può esimersi dall’attestare […] la situazione di handicap grave. Infatti non è tanto importante la patologia in sé, ma le difficoltà socio-lavorative, relazionali e situazionali che la stessa determina e che vanno esplicitate nel certificato.”

Validità temporale della certificazione

La certificazione rilasciata dal medico specialista è provvisoria e vale fino all’emissione dell’accertamento definitivo dal parte della Commissione medico-legale (circolare INPS 117/2016).

Alla richiesta di permessi o congedo il lavoratore dovrà presentare:

Certificazione provvisoria della commissione medico-legale

Oltre al certificato provvisorio rilasciato dal medico specialista, ricordiamo che la commissione di accertamento dell’handicap “previa richiesta motivata dell’interessato, è autorizzata a rilasciare un certificato provvisorio al termine della visita. Il certificato provvisorio produce effetto fino all’emissione dell’accertamento definitivo da parte della Commissione medica dell’INPS“. Il certificato provvisorio è finalizzato proprio all’ottenimento dei tre giorni al mese di permesso retribuito e ai due anni di congedo straordinario retribuito. Nei casi in cui la commissione non lo rilasciasse significa che nutre ancora dei dubbi rispetto alla condizione di gravità (“Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità” Legge 104/92 art. 3 comma 3).

Ultimo aggiornamento: 12/11/2019

 

Si può fare ricorso contro il parere d’invalidità o di handicap?

In ambito d’invalidità civile sono possibili due tipo di ricorso: contro il giudizio espresso dalla commissione e contro il rigetto della richiesta di pensione o indennità.

Il ricorso contro l’esito della commissione invalidità civile handicap (Legge 104/92)

Quando si ritiene che il giudizio espresso nel verbale definitivo di invalidità / handicap (o sordità, o cecità) non sia congruo, si può presentare ricorso.

NB: si può ricorrere soltanto entro 180 giorni dal ritiro della lettera raccomandata contenente il verbale

La procedura per presentare ricorso è la seguente:

  1. il cittadino si rivolge a un avvocato, anche tramite un ente di patronato (per es. presso un CAF) o a una di queste associazioni di tutela: ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS;
  2. l’avvocato presenta al Tribunale di residenza un’istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie (si tratta di una perizia per la quale anticiperete le spese voi (o eventualmente il patronato/associazione a cui aveve dato il mandato);
  3. Il Giudice incarica un “consulente tecnico” (un medico) della perizia, alla quale partecipa anche INPS;
  4. Il consulente tecnico invia la bozza della relazione di perizia al cittadino e all’INPS, che possono fare le proprie osservazioni.
  5. Il c.t. deposita la perizia definitiva presso il Giudice, che chiede quindi formalmente all’INPS e al cittadino se vi siano contestazioni. Se entro 30 giorni il giudice non ha ricevuto contestazioni, il giudice emette un decreto, che è  inappellabile.

Se il ricorrente ha ragione, lo Stato (mediante l”INPS) dovrà pagare le spese processuali e le prestazioni dovute (es. Indennità di frequenza, Indennità di accompagnamento, ecc.) entro 120 giorni.

COSTI: è bene informarsi preventivamente con l’organizzazione o con l’avvocato a cui avete affidato il ricorso, delle spese a vostro carico in caso di vittoria o invece in caso di sconfitta. Alcuni enti di patronato fanno sostenere al ricorrente costi diversi in base all’ISEE

Contestazione della perizia

Se una delle parti (INPS o cittadino) contesta la relazione del consulente tecnico, entro 30 giorni dalla dichiarazione di contestazione deve depositare presso il giudice il ricorso introduttivo del giudizio, specificando i motivi della contestazione. Si procede quindi nel processo vero e proprio fino all’emissione della sentenza definitiva, che è inappellabile.

Nei casi di mancato accordo la parte che abbia dichiarato di contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio deve depositare, presso il giudice, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla formulazione della dichiarazione di dissenso, il ricorso introduttivo del giudizio, specificando, a pena di inammissibilità, i motivi della contestazione.

Vai alla scheda INPS

Il ricorso amministrativo per invalidità civile

Esiste anche un altro tipo di ricorso, relativo unicamente al rigetto dei benefici economici. Si tratta di un ricorso amministrativo che può essere presentato direttamente all’INPS tramite SPID, CIE o CNS. Esso riguarda il possesso dei requisiti amministrativi per le pensioni d’invalidità (non di salute): come il reddito, la cittadinanza o la residenza.

I tempi di lavorazione previsti sono di 30 giorni.

Vai alla prestazione INPS

Ultimo aggiornamento: 9-1-2023

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Come comportarsi in caso di revisione dell’handicap o dell’invalidità?

Alcuni verbali di invalidità presentano una data di rivedibilità, infatti quando la commissione medico legale di accertamento di invalidità / handicap considera che la disabilità possa evolvere nel tempo, in meglio o in peggio, inserisce nel verbale definitivo (quello che si riceverà a casa tramite posta raccomandata) una data di REVISIONE.

Se la dicitura è “REVISIONE: NO“, il verbale d’invalidità è definitivo e nel caso di minori sarà valido fino al giorno precedente il compimento del diciottesimo anno di età

Il verbale di handicap che NON riporta una data di rivedibilità resterà valido senza scadenza, ovvero anche dopo compimento dei diciotto anni.

Se la dicitura è “REVISIONE: mese/anno” il verbale e i relativi diritti avranno validità fino all’ultimo giorno del mese indicato (es. rivedibile al settembre/2027) significa che entro la fine del mese indicato l’INPS dovrà chiamare la persona a visita. In realtà il decreto semplificazioni del 2014 all’ART. 25 indica che tutti i diritti e le agevolazioni avranno validità fino “alla definizione del nuovo verbale”, ovvero fino alla visita di accertamento.

La visita di rivedibilità è all’ASL o all’INPS?

L’accertamento di rivedibilità si effettua all’INPS, presso il centro medico legale competente per la vostra zona di residenza.

Cosa deve fare chi ha un verbale di invalidità o di handicap “rivedibile”?

Chi ha un verbale con l’indicazione di una rivedibilità non deve fare nulla, poiché sarà l’INPS a convocare a visita.

Inoltre il messaggio INPS n. 335 del 2021 “Invalidità civile: nuovo servizio per la documentazione sanitaria” snellisce l’accertamento di revisione permettendo di inviare alla medicina legale INPS, tramite il portale internet, la documentazione aggiornata, in modo da valutare per quanto è possibile in base alla documentazione clinica, evitando così in molti casi la convocazione di persona.

Link per inviare la documentazione all’INPS

Nuova procedura INPS per la visita di revisione

Cosa fare se l’INPS non chiama alla visita di revisione?

Quando l’INPS non chiama alla visita di revisione possono essersi verificate due situazioni:

  1. l’INPS è in ritardo: in questo caso è possibile sollecitare un appuntamento, recandosi di persone presso la medicina legale dell’INPS (non dell’ASL, che non è coinvolta nelle visite di revisione!) o scrivendole una mail (per Torino utilizzare gli indirizzi medicolegale.torino@inps.it e medicolegale.collegno@inps.it – vai al sito)
  2. la convocazione per lettera raccomandata non è arrivata: in questo caso purtroppo il messaggio INPS 1835 6/5/21 chiarisce che “a prescindere dall’esito della comunicazione postale, l’assenza a visita di revisione determinerà in ogni caso la sospensione cautelativa della prestazione economica”

Cosa fare se non vi siete presentati alla visita di rivedibilità?

Il messaggio INPS 1835 6/5/21 affronta la questione: se non vi siate presentati alla visita di accertamento:

Il verbale d’invalidità o di handicap ha una scadenza?

Sostanzialmente chi ha un verbale che riporta una data di revisione non ha affatto un verbale in scadenza, in quanto per effetto del decreto semplificazione (L. 114/2014) si conservano tutti i diritti previsti, fino alla definizione del nuovo verbale (ovvero, fino al giorno della visita di rivedibilità).

Purtroppo l’ASL nel rilasciare l’esenzione ticket per invalidità (c04) deve riportare una data di scadenza legata al verbale, per cui l’unica cosa che occorre fare è recarsi all’ASL per chiedere la proroga dell’esenzione, in attesa della visita di rivedibilità.

Potrebbe verificarsi inoltre la situazione per cui la tessera GTT di trasporto gratuito risulti inattiva. In questo caso occorre rivolgersi agli Centri di Servizi al cliente GTT

Per quanto concerne la visita di rivedibilità, sarà l’INPS stessa a convocare vostro/a figlio/a e ad effettuare materialmente l’accertamento, che non avverrà più presso la vostra ASL di residenza, bensì presso la sede medico legale dell’INPS indicata nella lettera raccomandata di convocazione che riceverete a casa.

Dunque se dall’ultimo accertamento avete cambiato indirizzo, segnalatelo all’INPS

Per conoscere la propria sede INPS di appartenenza: http://www.inps.it —> “Le sedi INPS”

Per poter continuare a fruire dell’esenzione ticket però in alcune ASL bisogna presentare allo sportello amministrativo la ricevuta dell’INPS con la prenotazione della visita di accertamento di rivedibilità.

Vai alla circolare INPS 10/2015

NB: per la visita di rivedibilità non occorre un nuovo certificato medico online, mentre è fondamentale avere documentazione clinica aggiornata (referti di analisi o di visite specialistiche, programmi terapeutici, fogli di dimissione ospedaliera).

Cosa succede se si aggrava l’invalidità o l’handicap?

Se l’invalidità o l’handicap si aggravano nel periodo immediatamente precedente alla data di revisione, avete a disposizione tre soluzioni:

  1.  attendere la visita di revisione
  2. sollecitare la visita di revisione (recandovi di persona presso la sede della medicina legale dell’INPS, o scrivendo al relativo indirizzo mail -vedi sopra: “Cosa fare se l’INPS non chiama alla visita di revisione?”)
  3. fare una richiesta di aggravamento d’invalidità, o di handicap, o di entrambi. Questa è la soluzione meno consigliabile, poiché significa sostanzialmente presentare una nuova richiesta d’invalidità, con  tempi più lunghi ed eventuali costi per il certificato medico telematico.

Leggi anche il messaggio messaggio INPS n. 926 del 25/2/22 “Nuove modalità organizzative e procedurali per la gestione delle revisioni”

Se un verbale è definitivo sono possibili ulteriori controlli?

In base al DM 2007 “Individuazione delle patologie rispetto alle quali sono escluse visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante” lo stato d’invalidità è soggetto a controlli a campione, salvo nel caso di patologia/e riportate nell’allegato del DM stesso

Per questo motivo sul verbale è indicato “ESONERO DA FUTURE VISITE DM 2/6/2007”: SI / NO

NB: anche se la patologia rientra fra le patologie esenti da controllo, qualora l’INPS convochi a visita funziona esattamente come nel caso di rivedibilità, ovvero in caso di assenza per motivo ritenuto dall’INPS ingiustificato, il precedente verbale non sarà più considerato valido e perderete i benefici. Converrà recarsi all’accertamento e fare presente in quella sede che la patologia è esente da futuri controlli.

Come leggere il verbale d’invalidità o di handicap

Ultimo aggiornamento: 24-1-2023

Come chiedere l’aggravamento d’invalidità o di handicap?

Quando una persona con invalidità civile o con handicap senza la connotazione di gravità si aggrava (anche nel caso in cui sia trascorso poco tempo da quando ha ricevuto il verbale d’invalidità di handicap) , è possibile presentare domanda di aggravamento. L’iter è lo stesso della presentazione della prima domanda di invalidità, ma occorrerà essere in possesso di documentazione clinica che certifichi che la situazione è peggiorata rispetto a quanto riportato sul precedente verbale di invalidità o di handicap. Questa documentazione comprende: la relazione di un medico specialista neuropsichiatra infantile di solito per i minori) e/o gli esami strumentali o di laboratorio.

Nota bene: se avete presentato ricorso non potete presentare la domanda di aggravamento fino a quando non verrà stata emessa la sentenza dal tribunale.

Ultimo aggiornamento: 15-11-2023

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