Gli sportelli dell’INPS sono aperti tradizionalmente di mattina (dalle 8,30 alle 12,30). Questo orario è poco adatto a chi lavora. Inoltre, fino non molti anni fa, per poter incontrare un operatore dell’INPS era necessario recarsi presso la propria sede dell’Istituto, prendere il ticket per l’ordine di attesa e aspettare il proprio turno, talvolta senza sapere se si sarebbe riusciti a risolvere il proprio problema.

Fortunatamente, facendo probabilmente come retaggio delle opportunità emerse nel periodo del Lock-down del 2019, esistono ora tre possibilità di accesso alle sedi INPS, ma tutte queste soluzioni necessitano che prendiate appuntamento:

Gli appuntamenti possono essere presi in uno dei modi seguenti:

L’INPS riporta tutte le istruzioni all’interno di un’utile pagina dedicata

Leggi anche: Si può richiedere lo SPID per figlio minore?

Aggiornato al 28-11-2022

“Scelta Sociale” è voucher da 600 euro mensili destinati a persone anziane o disabili non autosufficienti.

Verrà erogato per 24 mesi, rinnovabili.

Le assegnazioni saranno legate all’ISEE socio-sanitario (non superiore a 50mila euro o 65mila euro in caso di disabile minorenne) e alla priorità in base al punteggio sociale espresso a seguito delle valutazioni delle seguenti commissioni socio-sanitarie:

Se vostro figlio ha un educatore, un affidatario, percepisce un assegno di cura, significa che è già stato valutato dalla commissione UMVD minori, per cui ha già un punteggio.

Per maggiore sicurezza fate riferimento in ogni caso al servizio sociale di residenza

I voucher saranno assegnati tramite due bandi regionali: uno per la domiciliarità e uno per la residenzialità a cui sarà possibile presentare domanda tramite la piattaforma online “Scelta Sociale”, che sarà attiva dall’inizio del 2023 su www.piemontetu.it, sia da PC, sia da tablet o smartphone tramite l’app “Piemontetu”

 

Aggiornato al 17-11-22

Quando il nostro bambino cresce, se ha una disabilità motoria può diventare a un certo punto molto difficile, se non impossibile, che riesca a salire in auto normalmente o che riesca a stare seduto sui sedili. Occorrerà in questo caso attivarsi per adattare l’auto al trasporto.

Quando vostro figlio compirà 18 anni, può darsi invece che prenderà la patente speciale, la quale in caso di difficoltà motorie agli arti riporterà l’obbligo di adattamenti alla guida.

Sia in caso di adattamento dell’auto alla guida, sia in caso di suo adattamento al trasporto, oltre alle agevolazioni fiscali, la legge prevede un rimborso del 20% sulla spesa sostenuta per tali adattamenti (L. 104/1992, art. 27, comma 1).

Come chiedere il rimborso del 20% per gli adattamenti?

Il rimborso viene erogato dalla propria Regione di residenza, attraverso l’ASL di residenza.

Il cittadino quindi, per fare domanda, deve rivolgersi alla propria ASL di appartenenza. In Piemonte il servizio di riferimento è quello dell’Assistenza protesica e integrativa dell’ASL (comunemente detto “Ufficio ausili e protesi”), che dispone della modulistica necessaria e al quale è possibile chiedere come procedere.

Alla domanda occorre allegare i documenti richiesti, che prevedono in ogni caso la fattura “quietanziata” (ovvero che risulti pagata) relativa al costo sostenuto specificatamente per l’adattamento (anche in caso di cambio automatico).

Altri documenti sempre fondamentali sono:

A Torino la domanda di rimborso può essere presentata all’ASL per via telematica, tramite la normale posta elettronica, inviando una mail al Servizio Assistenza Protesica e Integrativa

Dopo quanto tempo arriverà il rimborso per gli adattamenti?

Le Regioni raccolgono le richieste pervenute all’ASL e, una volta all’anno, fanno il conto di quanto denaro occorrerà stanziare. Una volta definito e approvato lo stanziamento, questo verrà erogato al cittadino tramite bonifico, direttamente dalla Regione o tramite l’ASL.

Questi passaggi rendono i tempi piuttosto lunghi, solitamente superiori ai dodici mesi, in ogni caso non superiori ai due anni.

Vai alla pagina della regione Piemonte relativa alle agevolazioni in ambito di trasporti per persone con disabilità

Aggiornato al 10-11-22

Intervista ad Annalisa Cerrone – Insuperabili

Annalisa Cerrone è una psicologa Clinica e di Comunità con Master in Gestione dei processi psicologici e relazionali nello sport agonistico e Master in S.F.E.R.A. COACHING: sport, life e business coaching. Collabora con Insuperabili dal 2013.

Ciao Annalisa. Cos’è Insuperabili, com’è nata questa realtà?

Insuperabili SSDRL festeggia in questa stagione il decennale: il 6 Ottobre 2012, 4 ragazzi con disabilità hanno svolto a Torino il primo allenamento della Scuola Calcio Total Sport.
Il progetto è partito da un’idea di Davide Leonardi ed Ezio Grosso, amici storici impiegati di banca con la passione dello sport che decidono di rispondere ad un bisogno: una scuola calcio per una ragazza con sindrome di Down. In quel momento storico in Italia il calcio era poco sviluppato, così decidono di prendere spunto da modelli esteri: inglesi principalmente.
Il progetto mira a promuovere un cambiamento culturale rispetto alla percezione della disabilità e rispetto al concetto di terzo settore e mondo sportivo.
Le nostre sedi sono distribuite su tutto il territorio Nazionale, gli atleti si allenano suddivisi in squadre e seguendo un modello di apprendimento e insegnamento del calcio.
Le squadre sono miste, composte sia maschi che femmine e sono organizzate tenendo conto di alcune aspetti:

Insuperabili è attualmente presente sul territorio nazionale con 17 sedi di calcio per persone con disabilità. Ciascuna struttura è organizzata e gestita da personale qualificato e specializzato.

In cosa consiste il vostro ruolo?

La società è stata creata fin da subito con un’idea di team multidisciplinare sia nel lavoro di ufficio dietro le quinte che nel lavoro sul campo. Il team ha l’obiettivo di far crescere il singolo atleta e il gruppo, insegnandogli uno sport attraverso la passione, il divertimento e l’allenamento.

 

Qual è la tua storia professionale e come ti sei avvicinata al calcio per persone con disabilità?

Ho sempre creduto nel valore dello sport e delle esperienze di gruppo come elemento di crescita per uno sviluppo globale di ogni persona. Infatti già le mie tesi nel percorso di laurea erano sul tema dello sport e della disabilità. Ho conosciuto Davide e Ezio (Davide Leonardi ed Ezio Grosso, rispettivamente presidente e vicepresidente, ndr) casualmente mentre cercavo un posto per svolgere un tirocinio per il master di psicologia dello sport che stavo seguendo. Quando li ho conosciuti ho intravisto in loro persone che avevano voglia di sognare in grande e portare un cambiamento concreto aprendo il calcio a persone con disabilità. Così mi sono aggregata a loro in questa sfida, un passo per volta abbiamo imparato a conoscerci, a fidarci e a lavorare insieme per far crescere questa idea e renderla sempre più concreta e aperta a tutti. Con gli alti e bassi che un progetto del genere può avere, mettendoci in discussione in alcuni momenti e cercando di vedere sempre le aree in cui si può migliorare e crescere.

A chi si rivolge Insuperabili?

Insuperabili si rivolge a bambini/bambine, ragazzi e ragazze, adulti e non, che hanno voglia di imparare un sport: il gioco del calcio. Atleti dai 5 anni in su, senza limiti di età con persone con ogni disabilità.

Vogliamo essere una società inclusiva. Per questo motivo ci stiamo formando per accogliere al nostro interno anche squadre che fino ad oggi non abbiamo avuto. Ad esempio grazie alla Fondazione Ecoeridania Insuperabili nell’estate abbiamo potuto partecipare ad un camp estivo dove abbiamo potuto imparare il powerchair (calcio in carrozzina, ndr) tramite i tecnici della FIPPS (Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport) e ci siamo avvicinanti a delle realtà che giocano calcio per non vedenti per imparare anche le specifiche di questo regolamento.

Perché portare il proprio/a figlio/a a Insuperabili?

Un genitore dovrebbe portare il proprio figlio ad Insuperabili per la passione e la professionalità che cerchiamo di portare in ogni seduta di allenamento insieme all’attenzione alla persona che cerchiamo di avere e trasmettere. La ricchezza del progetto è inoltre anche quella di creare collegamento tra professionisti e soprattutto tra atleti di diverse città che grazie alla dimensione nazionale del progetto possono conoscersi e diventare amici oltre che compagni di squadra.

E’ adatto anche a situazioni di disabilità “relazionali” come l’autismo? E a disabilità motorie?

Certamente! Insuperabili ha l’obiettivo di aiutare persone con disabilità a inserirsi nella società attraverso lo sport e successivamente attraverso il lavoro. Noi utilizziamo il calcio come strumento di socializzazione e integrazione che con divertimento e allenamento può portare miglioramenti a livello di salute psico-fisica, ad una soddisfazione personale e ad una migliore qualità di vita del
singolo atleta.

Come avviene l’inserimento in squadra?

Prima di far entrare un atleta in squadra abbiamo bisogno di conoscerci reciprocamente, creando fiducia e capendo cosa può piacergli e stimolarlo. Al tempo stesso cerchiamo di dare tempo all’atleta e alla famiglia per conoscere il contesto e le persone del team. Per questo gli inserimenti vengono fatti gradualmente con alcuni allenamenti di conoscenza e prove in individuale e poi di sperimentazione nel gruppo.

Abbiamo individuato delle finestre nell’arco della stagione per inserire i nuovi atleti interessati in modo che si possa lavorare sul concetto di compagni e di squadra con gli atleti già iscritti senza avere inserimenti costanti e continui. C’è un periodo di inserimento a settembre e ottobre, poi una finestra tra febbraio e marzo e una verso fine stagione di conoscenza per la stagione successiva.

Qual è l’età consigliata per iniziare? Fino a che età è possibile iniziare a  frequentare?

L’età minima per iniziare è quella di 5 anni, ma non c’è un limite di età entro la quale dopo non si viene più accettati.

Partecipate a qualche torneo?

Si! Siamo affiliati alle varie Federazioni e Enti di Promozione Sportiva e che si occupano di calcio e disabilità e partecipiamo ai vari campionati da loro organizzati:
FIGC DCPS
FISDIR
FISPES
ASC
Special Olympics

Abbiamo partecipiamo a tornei regionali, nazionali e anche internazionali e ne abbiamo in programma altri.

Come fate per chi ha bisogno di assistenza alla persona, per andare in bagno, lavarsi…?

Inizialmente in queste situazioni ci si coordina con le famiglie, in base all’atleta e alle sue esigenze con l’obiettivo nella stagione di acquisire la fiducia degli atleti per cui man mano queste cose vengano svolte con il supporto del team in spogliatoio.

Ci sono momenti in cui s’impara a cavarsela da soli? Quali abilità può apprendere un ragazzino in allenamento, partita e tutto il contorno? (spogliatoio, toilette, doccia, momenti informali, bar, trasferte per tornei, ecc.)

Ogni momento è importante per la crescita e la formazione dell’atleta. Lo spogliatoio è un percorso sulle autonomia, da quelle più basilari per fare un sport (abbigliamento corretto, cura di sé, cambiarsi in uno spogliatoio con compagni di squadra..) ad altre un po’ più complesse, come le trasferte, anche di più giorni.

Il team segue gli atleti in questi momenti, favorendo la crescita e l’acquisizione di abilità che loro nel tempo possono generalizzare e possono usare nella quotidianità. Lo sport è un amplificatore di esperienze su più piani, noi cerchiamo di valorizzarlo al massimo, cercando le strategie e gli strumenti più adatti per ogni atleta e squadra.

Hai qualche suggerimento per un genitore che intendesse iscrivere il/la proprio/a figlio/a a Insuperabili?

Venire con curiosità a conoscerci e a tifarci dagli spalti, il campo il sabato mattina vale molto di più dei miei racconti.

Com’è il rapporto con i genitori?

Il rapporto con i genitori è un rapporto di costruzione, in cui si cerca di creare collaborazione e fiducia reciproca, con momenti più istituzionali di aggiornamento, ad esempio le riunioni di inizio e metà stagione e con momenti di aggiornamenti più quotidiani pre e post allenamenti.

In Piemonte ci sono altre realtà come la vostra?

Noi in Piemonte abbiamo due sedi: una a Torino e una ad Ivrea. Oltre a noi ci sono altre squadre con cui ci giochiamo i campionati e i vari tornei.

Gli sport in squadra riservano sempre qualche aneddoto divertente, qualche momento magari drammatico, che in una dimensione collettiva può paradossalmente diventare perfino occasione di risate catartiche Hai un aneddoto da raccontarci?

Non è un aneddoto ma posso dirti che la prima esperienza in Svezia per la Gothia Cup, uno tra i tornei giovanili più grossi al mondo è stata un’esperienza importante per tutti. Come società e come coach eravamo alla nostra prima esperienza estera con una squadra, quindi è stata una bella sfida. Avevamo atleti che prendevano l’aereo per la prima volta che si sono vissuti la loro prima esperienza con un cambio di due aerei e uno scalo, di notte dormivamo nelle aule delle scuole a terra sui materassini, l’inglese non era il nostro forte ma i ragazzi hanno imparato ad arrangiarsi e a parlare in inglese con i ragazzi delle altre squadre usando i traduttori del cellulare. Al tempo stesso possiamo dire che abbiamo vissuto dieci giorni immensi una città trasformata per il calcio, con la cerimonia ufficiale nello stadio della città di Göteborg.

https://insuperabili.eu/

https://insuperabili.eu/academy-torino/

Area onlus ringrazia Annalisa Cerrone e INSUPERABILI SSDRL

Ci eravamo già occupati della scadenza del Bonus psicologo.

Il bonus psicologo è un contributo per disagio psichico conseguente alla pandemia Covid-19 che molte persone attendono da tempo di poter utilizzare.

Finalmente l’INPS tramite il messaggio n. 3820 del 21 ottobre 2022 fornisce alcuni dettagli sulle tempistiche per la sua fruizione: le graduatorie saranno formate entro il 7 dicembre e dal giorno successivo sarà possibile per i beneficiari prenotarsi per usufruire del contributo per le spese di psicoterapia.

L’INPS provvederà a dare comunicazione agli interessati con le modalità indicate nella circolare INPS n. 83/2022, sulla base dell’ammontare delle risorse finanziarie disponibili.

Il cittadino dovrà prendere nota di un Codice Univoco di 12 caratteri alfanumerici (lettere e numeri) rilasciato dal sito web dell’INPS e indicarlo allo psicoterapeuta.

Quest’ultimo verificherà sul portale dell’INPS la disponibilità dell’importo per la propria prestazione, ne indicherà l’ammontare e inserirà la data della seduta concordata con il paziente.

Il portale comunicherà una notifica al beneficiario con i dati della prenotazione.

Ricordiamo che Area onlus offre percorsi di sostegno psicologico e psicoterapia individuali, di coppia e di gruppo a persone che si confrontano con situazioni di disabilità, a bambini, ragazzi e adulti. Si rivolge anche a genitori, fratelli e familiari che necessitino di un aiuto nell’elaborare i propri vissuti e la propria esperienza a contatto con la disabilità.

Vai alle attività cliniche di Area onlus

24-10-2022

Gabriella Barilari, logopedista, è l’ideatrice e coordinatrice del progetto Informazione Facile. Dopo gli studi in filosofia ha lavorato per anni nell’editoria scolastica. Nel 1995 è poi diventata logopedista.

Franco Guarino, esploratore, reporter televisivo internazionale, inviato di guerra per cinquant’anni ha viaggiato per raccontare molti dei fatti che sono accaduti nel pianeta realizzando approfondimenti geopolitici, culturali e scientifici.

Nel 1981 inizia la collaborazione con la Rai Radiotelevisione Italiana, in particolare con gli Speciali del Tg1 e Tv7. 

Tra il 1981 e il 2016 Franco Guarino ha lavorato, oltre alle testate citate, per il Telegiornale Scientifico Leonardo, di cui è stato uno dei fondatori, per Rai1 e per Rai3.

Nel 1985 ha iniziato a collaborare con le Nazioni Unite in particolare con il “Dipartimento Criminalità Organizzata e Terrorismo”.

Nell’ambito del progetto è il responsabile dell’informazione.

E’ grazie alla collaborazione con Informazione Facile, che nel 2022 un gruppo di ragazzi e ragazze con disabilità intellettiva di Area onlus ha potuto discutere di attualità e cimentarsi nella redazione di due articoli (progetto “Tabloid”).

In cosa consiste “Informazione facile”? A chi si rivolge?

Il progetto Informazione Facile nasce nel 2003 in ambito riabilitativo, per rispondere ai bisogni informativi di persone che per patologia hanno difficoltà nella comprensione di testi scritti.

Nel 2006 si costituisce come Associazione Onlus.

Quando, per professione, incontri e lavori con persone che non riescono più a comunicare, impari a conoscere e affrontare insieme a loro la sofferenza e l’emarginazione che questa situazione comporta. 

Questa sofferenza può capitare a chiunque in ogni momento. 

Basta un trauma cerebrale, o che per poco tempo il sangue non arrivi al cervello (ischemia, ipossia n.d.r.) e sei circondato da un muro: nessuno comprende più quello che vuoi dire e spesso tu non capisci i messaggi che ti arrivano. 

Basta poco e sei su Marte. Sarai un cittadino di serie B, sarai un escluso.

L’informazione è “materia viva” perché partecipa alla costituzione della vita di relazione, contribuisce alla definizione dell’identità, del ruolo sociale ed è strumento privilegiato di costante stimolazione delle funzioni cognitive.

Nel corso del tempo IF è diventata uno strumento per le persone che stanno apprendendo la lingua italiana come L2. Abbiamo riscontrato, inoltre, che IF è seguita anche all’estero come strumento per apprendere la lingua italiana.

Quali sono i criteri di accessibilità di un testo? Come fate a riconoscere quando un testo è accessibile

Informazione Facile segue i criteri della scrittura controllata della scuola del linguista Tullio De Mauro. Oggi questa tecnica di scrittura è definita: EASY TO READ (ETR).

I testi che rispettano i criteri della scrittura ETR possono ottenere una certificazione europea. IF Informazione Facile ha questa certificazione.

Il logo della certificazione è questo

Logo-easy-to-read

Verifichiamo la leggibilità dei testi grazie a Corrige che confronta il testo con il Vocabolario di Base del linguista Tullio De Mauro e con l’indice Gulpease che correla la leggibilità del testo alla scolarità del lettore.

Gulpease indica che  maggior parte dei nostri testi sono “facili” per una scolarità di base.

Inoltre, come prevedono i criteri della scrittura ETR, verifichiamo la leggibilità dei testi sul campo con i nostri utenti durante l’attività riabilitativa.

I criteri principali sono:

Quali sono le frontiere dell’Informazione facile e del vostro progetto? La vostra informazione è indipendente?

Secondo noi seguire le regole ETR ha come risultato assolutamente non secondario che le notizie che rispondono a questi criteri diventano non di parte.

Per scrivere un testo chiaro è necessario avere le idee chiare; per avere le idee chiare è necessario confrontare molte fonti.

Lavorando in questo modo ci si accorge che – spesso – le notizie dell’informazione di oggi tendono più a convincere il lettore che ad aiutarlo a formarsi un’opinione propria.

Scrivere in modo comprensibile, secondo noi, significa rispettare il lettore in quanto persona in grado e in diritto di autodeterminarsi nel suo essere cittadino.

Come vi finanziate?

Da anni Informazione Facile è sostenuta da Fondazione CRT e Fondazione Carlo Molo (che ha una preparazione specifica sulla salute psico-fisica delle persone con afasia).

Ma è sostenuta – ci piace sottolinearlo – dalla molta passione che ci anima e che non ci fa pesare la quantità di lavoro non retribuito che noi e tutti i volontari che supportano Informazione Facile regaliamo al nostro progetto.

In questi giorni stiamo riprogettando il sito per aumentarne l’accessibilità.

Sono molti i progetti che vorremmo realizzare, ma siamo consapevoli di essere una realtà molto piccola e con forze molto limitate.

 

Il sito di Informazione Facile è https://infomormazionefacile.it

 

Area onlus ringrazia Gabriella Barilari e Franco Guarino per il loro utilissimo lavoro

Il cosiddetto Bonus psicologo è una misura volta a sostenere le persone in condizione di ansia, stress, depressione e fragilità psicologica, a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica, che siano nella condizione di beneficiare di un percorso psicoterapeutico.

Bonus psicologo: c’è una scadenza?

La domanda di Bonus psicologo scadrà tra poco meno di un mese, infatti può essere presentata fino dal 24 ottobre 2022. Possono presentarla cittadini residenti in Italia con un ISEE  non superiore a 50mila euro, ma verrà data precedenza alle persone con Isee più basso, in base all’ordine di arrivo della domanda.

E’ possibile richiedere il bonus telematicamente e tramite il sito dell’INPS: in questo caso l’interessato deve essere in possesso delle credenziali Spid, Cie o Cns.

In alternativa è possibile utilizzare il servizio di Contact center multicanale INPS INAIL: gratuitamente da rete fissa al numero verde 803.164, oppure a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori, da rete mobile al numero 06.164164

Vai al servizio

Anche per richiedere il bonus psicologo per un figlio minore occorre essere in possesso delle credenziali: leggi Come richiedere lo spid per un figlio minore?

Una scadenza importante riguarda il periodo di validità del bonus, che dovrà essere utilizzato entro 180 giorni dalla data di accoglimento della domanda

A quanto ammonta il Bonus psicologo?

ISEE inferiore a 15 mila euro: 600 euro

ISEE tra 15mila e 30mila euro: 400 euro

ISEE superiore a 30mila ma inferiore a 50mila: 200 euro

Con il Bonus si può scegliere lo psicologo o la psicologa?

La scelta del o della professionista è libera, purché questi abbia aderito all’iniziativa. In questo caso risulterà nell’elenco dei professionisti che sarà possibile consultare sui siti dell’Inps, Cnop e degli Ordini delle regioni e delle province autonome.

Ci sono altre agevolazioni per pagare lo psicologo?

Tutte le spese sanitarie, compresa l’eventuale quota fatturata a parte dal professionista e non compresa nel bonus psicologo, sono soggette alla detrazione fiscale del 19%

Leggi: Quali sono le agevolazioni fiscali per le spese sanitarie e di assistenza?

27-9-2022

Sono ripresi alla Casa della salute dei bambini e dei ragazzi gli incontri del mercoledì su tematiche utili a tutti i genitori di bambini in età infantile.

Il calendario prevede due incontri al mese fino al 21 dicembre 2022, che potranno essere seguiti sia in presenza (in Via Gorizia 112/A – Casa della salute dei bambini e dei ragazzi), sia online, tramite inquadramento di un Qr-code o tramite link

 

 

Asl città di Torino – Gli incontri del mercoledì

27-9-22

Gli esperti del Contact Center Integrato SuperAbile INAIL hanno elaborato una guida dettagliata che possa fare da bussola a operatori e a genitori per muoversi nella selva delle provvidenze economiche per invalidità civile, cecità, sordità.

Scarica la guida

 

 

Cingolo montascale

Il cingolo montascale è ausilio ceduto in comodato d’uso dall’ASL che permette di superare una o più rampe di scale: si tratta del montascale a cingolo, che le ASL danno in comodato d’uso, se è stato prescritto dal medico specialista e possa realmente essere utile a superare il dislivello in questione.

Come tutti gli ausili erogati gratuitamente dal Servizio Sanitario, esso è compreso negli elenchi del DM 332/99 (Elenco 3), che recita:

è indicato per soggetti totalmente non deambulanti dimoranti abitualmente in edifici sprovvisti di ascensore idoneo, serviti da scale non superabili mediante l’installazione di una rampa […]; oppure per il superamento di barriere architettoniche interne all’abitazione. L’indagine sociale dovrà attestare l’assoluta indispensabilità di tale dispositivo.

Come si richiede il montascale?

Per fare richiesta di cingolo montascale occorrono quattro documenti:

NB: è importante che il medico specialista verifiche che la carrozzina in vostro possesso si adatti al cingolo montascale, altrimenti dovrà prescrivere un cambio carrozzina oppure  una carrozzina ulteriore

Una volta ottenuti questi quattro documenti, occorre fare riferimento al servizio “Assitenza protesica e integrativa” (o “Servizio ausili e protesi“) della vostra ASL di residenza. Per Torino: https://www.aslcittaditorino.it/servizi/assistenza-protesica-integrativa/

 

Riferimenti:

DM 332/99 e in particolare l’Elenco 3

Procedura per i residenti in Torino (Sito Informa disabile Torino)

Se invece nel vostro caso il montascale non è idoneo, verificate se rientriate fra i beneficiari dei “Contributi legge 13” per eliminazione delle barriere architettoniche

Aggiornato il 05-09-22

La legge di riferimento in ambito di contributi per l’eliminazione di barriere architettoniche nell’edilizia privata è la  13/1989 – “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati“.

La norma prevedeva l’istituzione presso il Ministero dei lavori pubblici di un “Fondo speciale” destinato alle persone disabili (o al genitori o tutore che lo abbia a carico fiscalmente).

Chi ne ha diritto?

La legge 13/89 individua i seguenti beneficiari:

La presentazione della domanda e l’inserimento della stessa nell’elenco comunale delle domande ammissibili purtroppo non costituisce diritto ad ottenere il contributo, anche perché la norma stessa prevede priorità nell’assegnazione dei contributi agli invalidi totali 

Come fare domanda?

La domanda deve essere presentata al proprio Comune di residenza, infatti sull’intestazione dei moduli è riportato “Al sindaco di …”.

Nei piccoli Comuni farete riferimento all’ufficio tecnico, mentre nei grandi comuni vi consigliamo di cercare su Internet o di verificare presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico a chi fare riferimento.

Il Comune di Torino ha delegato l’ATC (Agenzia Territoriale per la Casa), che gestisce quindi sia la richiesta da parte di affittuari di case popolari, sia la richiesta da parte di proprietari.

Nota bene: fra gli allegati previsti dalla Legge 13 è richiesto un “certificato del medico curante attestante l’handicap”. Si tratta di un certificato del medico di famiglia o del pediatra attestante il tipo di disabilità e le difficoltà ad essa connesse. Non è invece richiesto il certificato di handicap.

 

A quanto ammontano i contributi?

I contributi vengono erogati al netto dell’IVA.

Fino a 2.582,29: viene coperta tutta la spesa. Non si applica l’incremento ISTAT del 14,72%

Tra 2.582,29 e 12.911,42 euro: il contributo copre 2.582,29 + il 25% della differenza. Al totale si applica l’incremento Istat del 14,72%

Tra 12.911,43 e 51.645,69 euro il contributo copre 2.582,30 euro + il 25% della differenza fra 2.582,30 euro e 12.911,42 euro + il 5% della differenza tra la spesa dichiarata e 12.911,43. Al totale si applica l’incremento Istat del 14,72%.

I contributi massimi erogabili su ciascuna delle due tipologie d’intervento sono di 8.146,59 euro + 14% ISTAT:

Fino a 2.582,28 euro: è coperta l’intera spesa (al netto di IVA)
Per una spesa pari a 12.911,42 euro:  sono coperti 5.924,79 euro + 14% ISTAT
Su una spesa di 51.645,69 euro e oltre: sono coperti 8.146,59 euro + 14% ISTAT

I contributi vengono erogati sulla base della spesa effettivamente sostenuta, ma non possono comunque superare l’importo risultante dal preventivo di spesa indicato nella domanda.

Vengono emessi a lavoro finito, dietro presentazione delle fatture pagate; in ogni caso trascorre almeno un anno dalla presentazione della domanda.

Per quali interventi  è possibile richiedere i contributi?

Potete richiedere i contributi per lavori relativi a:

Nel caso in cui eseguiate lavori sia di accessibilità, sia di visitabilità, potrete chiedere due contributi, uno per ciascuna tipologia di intervento, ma occorrerà presentare due domande distinte.

 

Cosa succede se i condòmini non sono d’accordo a sostenere le spese?

Dovete superare una breve rampa che conduce all’ascensore. La soluzione migliore pare sia di installare un servoscala a pedana, ma i condomini non sono d’accordo a sostenere le spese.

Innanzitutto, i contributi vengono erogati soltanto a chi sostiene le spese; potranno andare quindi soltanto a voi, oppure ai vari condòmini che parteciperanno.

In secondo luogo, se il condominio si oppone, o entro 90 giorni non risponde alla vostra richiesta di autorizzazione, potete installare a spese vostre “servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili” per esempio un servoscala a pedana richiudibile a libro. Potrete inoltre “modificare l’ampiezza delle porte d’accesso, al fine di rendere più agevole l’accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages” (L. 13/89 art. 2 c. 2). La vostra decisione dovrà essere comunica al Condominio tramite raccomandata A/R o PEC.

E’ possibile chiedere i “contributi legge 13” per la seconda casa?

I contributi vengono concessi per l’abitazione presso la quale la persona disabile ha effettivastabile ed abituale dimora. Quindi, non vengono erogati se l’immobile è dimora solo saltuaria o stagionale o precaria. Tuttavia, potrete presentare domanda se la persona disabile prenderà regolare dimora presso l’abitazione successivamente: in questo caso l’erogazione dei contributi è vincolata alla verifica da parte del Comune.

Se dopo aver presentato domanda o dopo aver effettuato i lavori si cambia dimora, si perde il diritto ai contributi (Circolare esplicativa della legge 9 gennaio 1989, n. 13)

 

Ricordiamo che le persone con disabilità motoria non deambulanti possono richiedere un cingolo montascale

 

Link utili

Le agevolazioni fiscali per l’eliminazione delle barriere architettoniche

Legge 13/89 – “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.”

“Circolare esplicativa della legge 9 gennaio 1989, n. 13.”

Regione Piemonte – Contributi Legge 13/89

Torino: ATC – Eliminazione barriere architettoniche

Cingolo Montascale

 

Molti Comuni italiani prevedono delle limitazioni del traffico in base all’età del motore dell’auto. Alcuni divieti sono definitivi (per esempio Benzina precedente a Euro 1, Diesel Euro 1 e Euro 2), mentre altre limitazioni sono temporanee relativamente a determinati periodi nel corso dell’anno (per es. Diesel Euro 3, 4 e 5). Inoltre, in alcune giornate la circolazione può essere vietata a tutti i veicoli.

Ogni comune prevede però alcune eccezioni. Il nostro portale si occupa di disabilità, per cui questo articolo si concentrerà su questo tema.

Spesso disabilità si coniuga con ISEE di valore basso, per le numerose spese a carico delle famiglie e per le difficoltà dei genitori ad avere continuità sul lavoro. Per questo  motivo ci occupiamo qui anche di questo aspetto.

Esistono esenzioni dal blocco del traffico per disabilità o per motivi sanitari?

Sono solitamente esenti dalle limitazioni del traffico: i veicoli utilizzati per il trasporto di persone con disabilità e di soggetti affetti da gravi patologie debitamente documentate o persone che si recano al pronto soccorso.

A Torino sono esenti dai blocchi auto anche le persone che hanno subito un trapianto di organi o che sono immunodepresse (Regole blocchi auto della circolazione a Torino).

Leggi anche: Come richiedere il tagliando per il parcheggio?

Chi ha un ISEE basso è esente dalle limitazioni del traffico?

Alcuni Comuni italiano prevedono un’esenzione dal blocco auto in base all’ISEE.

In particolare, il Comune di Torino prevede un’esenzione dalle limitazioni della circolazione per i nuclei familiari con ISEE inferiore a 14.000, non possessori di veicoli esclusi dalle limitazioni. Il veicolo deve essere di proprietà di uno dei componenti del nucleo famigliare.

Occorre essere muniti di copia dell’attestazione ISEE che attesti i predetti requisiti.

Ricordiamo di informarvi su esenzioni e documentazione richiesta per il diritto all’esenzione, presso la Polizia locale – i vigili – del Comune di vostro interesse.

Quali documenti occorrono per circolare durante i blocchi del traffico?

Per il tragitto percorso senza la presenza della persona portatrice di handicap o affetta da gravi patologie, è necessario essere in possesso di dichiarazione rilasciata dagli uffici, ambulatori, ecc., nella quale sia specificato l’indirizzo nonché l’orario di inizio e termine dell’attività lavorativa, di terapia ecc. (accompagnati da idonea documentazione).

Per quanto concerne l’esenzione per ISEE basso, occorre essere muniti di copia dell’attestazione valida.

Aggiornato al: 9-6-2022

Al compimento della maggiore età le persone disabili con invalidità civile dovrebbero chiedere un nuovo accertamento. Il decreto semplificazioni del 2014 (L. 114/2014) ha previsto la possibilità di non ripeterlo in caso di minori che percepiscono l’indennità di accompagnamento (leggi: accertamento d’invalidità maggiorenni)

Figlio neo-maggiorenne e accertamento di handicap (Legge 104/92)

La questione è diversa nel caso del certificato di handicap: al compimento dei diciotto anni il verbale di handicap infatti resta valido e non decadono i relativi diritti e agevolazioni.

Il figlio neo-maggiorenne in situazione di handicap ripeterà l’accertamento soltanto in uno di questi due casi:

INPS – domanda di accertamento d’invalidità-handicap

NB: l’aggravamento di handicap può essere chiesto soltanto se sul verbale è indicato “HANDICAP (comma 1, art. 3)” (se invece è riportato “comma 3, art. 3″ non può essere richiesto un aggravamento, in quanto è già stata riconosciuta la situazione di gravità).

 

Aggiornato il 6-6-2022

Si avvicina il periodo della dichiarazione dei redditi. La legge prevede che a vostra discrezione le spese sanitarie, comprese quelle per la psicoterapia, possano risultare in dichiarazione automaticamente.

Alcune spese invece devono essere inserite dall’interessato.

Per conoscerle vi invitiamo a visitare la nostra sezione sui Benefici economici per persone con disabilità e loro familiari

 

24-5-2022

La situazione più comune, quando si ha un figlio con disabilità, è che lui viva con i genitori. Quando il figlio diventa maggiorenne può verificarsi la situazione di un inserimento in struttura residenziale o semi-residenziale.

Una parte della retta, in questo caso, potrebbe essere a carico di voi genitori.

Quali spese è possibile dedurre o detrarre in caso di ricovero in struttura?

In questo caso, gran parte delle spese (per esempio quelle sanitarie) saranno a carico dell’ASL, ma nell’eventualità che vi siano spese di assistenza specifica a vostro carico, potrete chiedere alla struttura di fatturarle a parte, in particolare “le prestazioni rese dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, da quello con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto all’attività di animazione e di terapia occupazionale” (dall’opuscolo dell’Agenzia delle entrate)

Le spese sono invece detraibili al 19%, senza franchigia di 129,11 euro, le spese per trasporto in ambulanza o da parte di una ONLUS

Per consultare tutte le agevolazioni e i benefici economici, vai alla sezione sui Benefici economici per persone con disabilità e loro familiari

Aggiornato al: 24-5-2022

Nella maggior parte delle città italiane alcune aree auliche o centrali sono a traffico limitato. Per accedere a tali ZTL occorrono specifici permessi, cha fanno riferimento ai rispettivi regolamenti comunali.

Vai ai permessi ZTL in Torino

Cosa succede se dovete raggiungere un ospedale o una struttura che si trovano in ZTL?

Questo post si rivolge in particolare a chi debba raggiungere una struttura sanitaria in Torino, ma ogni città d’Italia è probabile che abbia regolamentato tale eventualità, per cui vi invitiamo a far riferimento all’Ufficio Relazioni con il Pubblico della città di riferimento.

Bisogna fare alcuni distinguo: per quale motivo dovete raggiungere la struttura o l’ospedale? Si trovano all’interno della ZTL o la dovete attraversare per raggiungerli?

L’esenzione vale soltanto per visite mediche o prestazioni sanitarie. Non vale per il ritiro referti, o per prenotare esami, o per andare a trovare un parente ricoverato, per esempio.

Inoltre, se si tratta di transitare in ZTL, dovrete essere in possesso di un permesso ZTL, in particolare, in caso di disabilità, dovrete essere titolari del Contrassegno di sosta e circolazione.

Se invece la struttura sanitaria o l’ospedale  si trovano all’interno della ZTL non occorrerà un permesso specifico: sarà sufficiente comunicare anticipatamente all’accettazione dell’ospedale o della struttura sanitaria il numero della vostra targa; questi provvederanno a comunicarla a loro volta a GTT, in modo da non farvi sanzionare dal Comune.

Vai alle FAQ GTT Torino

Aggiornato al 23-5-2022

L’articolo 33 della legge 104 / 1992 prevede una serie di agevolazioni lavorative in caso di handicap grave certificato:

La legge 53/2000 (art. 4, comma 4bis) prevede inoltre due anni di congedo straordinario retribuito e il D. Lgs 151/2001 (art. 33) prevede la possibilità di prolungare il congedo parentale facoltativo fino al compimento del dodicesimo anno di vita del figlio.

Abbiamo trattato in un articolo specifico la modalità con cui richiedere i permessi lavorativi e i congedi, che differisce fra dipendenti pubblici, insegnanti della scuola pubblica e dipendenti del settore privato.

Ci occupiamo in questo articolo di come rinnovare i permessi e i congedi e di quando occorra presentare una nuova richiesta.

Un primo caso è quello in cui sul verbale di handicap sia riportata un mese/anno di “REVISIONE” dell’handicap: in questo caso il diritto ai permessi perdurerà fino al giorno dell’accertamento INPS. Se verrà confermato lo stato di  handicap grave (comma3, art. 3 L. 104/92) la possibilità di utilizzare i permessi proseguirà senza dover presentare una nuova richiesta all’INPS. “Diversamente, qualora all’esito della revisione non risulti confermata la disabilità [leggi: handicap] con connotazione di gravità, si procederà al recupero del beneficio fruito” (messaggio INPS n. 93 del 13/1/21).

Per quanto riguarda i lavoratori pubblici, sarà necessario presentare il nuovo verbale di handicap (pagine OMISSIS) all’ufficio del personale (o alla segreteria in caso di scuole pubbliche).

Come comportarsi dopo la visita di revisione dell’handicap?

Quando la situazione di disabilità è purtroppo grave ed è presumibile che l’INPS confermerà l’handicap grave, si può proseguire a prendere i permessi retribuiti con un’alta possibilità che essi verranno confermati.

In ogni caso, tramite delega allo SPID, CNS e CIE è possibile verificare su MY INPS, in tempo reale, se sia stato prodotto il nuovo certificato e se dia diritto ai permessi 104 (ricordiamo che dev’essere riportato comma3, art. 3, Legge 104 5 febbraio 1992).

Vai all’articolo: come comportarsi in caso di revisione dell’invalidità o dell’handicap

Aggiornato al 2-5-2022

Alcuni verbali di invalidità presentano una “rivedibilità”. Questa viene indicata in un rigo specifico, che riporta: REVISIONE

Se la dicitura è REVISIONE: NO significa che il giudizio dell’accertamento è definitivo. Salvo che si abbia il diritto all’indennità di accompagnamento, resta possibile chiedere un aggravamento d’invalidità o di handicap, qualora la situazione peggiori (approfondisci).

Quando la commissione medico legale di accertamento di invalidità / handicap considera che la disabilità possa evolvere nel tempo, in meglio o in peggio, inserisce nel verbale definitivo (quello che si riceverà a casa tramite posta raccomandata) una data di rivedibilità:

REVISIONE: mese/anno (per esempio dicembre 2022)

In questo caso sarà l’INPS a chiamare a visita, ma esiste un’alternativa: per semplificare e rendere più veloce l’iter di revisione per i cittadini, infatti,  l’INPS ha predisposto nuove modalità di visita di revisione (febbraio 2022), che permettono la possibilità di valutare la situazione “in base agli atti” (ovvero i referti clinici di visite ed esami), quindi senza dover necessariamente convocare vostro figlio/a di persona.

Leggi tutto su: Come comportarsi in caso di rivedibilità?

14/4/2022

Le persone disabili “con deambulazione sensibilmente ridotta”, o con “cecità assoluta” hanno diritto al contrassegno europeo di sosta e circolazione.

Il D.M. Infrastrutture del 5 luglio 2021 ha istituito il Registro Pubblico CUDE.

Si tratta di una banca dati nazionale online che permetterà alle persone con il contrassegno di circolare liberamente nelle ztl di tutti i Comuni italiani ed europei senza temere di incorrere in sanzioni.

Questo è possibile grazie a un microchip elettronico inserito nel contrassegno, contenente i dati del titolare e due targhe. Precisiamo che non si tratta di dati sensibili.

Se viaggerete a bordo di un’automobile con una targa diversa, dovrete modificare telematicamente la targa associata al contrassegno.

La piattaforma non è ancora attiva, ma è iniziata la sua implementazione a livello nazionale. Vi terremo costantemente aggiornati.

Le persone disabili possono parcheggiare in zona blu?

Come si richiede il CUDE?

La maggior parte dei contrassegni di sosta e circolazione sono stati già rilasciati automaticamente con il microchip. Se così non fosse, occorre fare riferimento alla Polizia municipale del proprio Comune per richiederlo o per ricevere le informazioni corrette sull’ufficio di riferimento.

Leggi: Come richiedere il Contrassegno Europeo di Sosta e Circolazione

Pubblico registro automobilistico – Come funziona il CUDE?

Aggiornato al 8/4/22

Alcune provvidenze per invalidità civile, sordità e cecità spettano se non si superano determinati limiti di reddito ridefiniti annualmente.

Al fine di concederle, l’INPS richiede annualmente, entro il 28 febbraio, una dichiarazione dei redditi percepiti, detta “RED” (da REDditi).

La scadenza per presentare il RED 2022, per il protrarsi della pandemia, è stata prorogata dall’INPS al 21 marzo prossimo (Messaggio INPS n. 1083 – 8/3/2022).

Leggi il comunicato dell’INPS

Ricordiamo che per presentare la dichiarazione RED tramite il portale dell’INPS è necessario che vi siate procurati la delega SPID per operare per conto di vostro/a figlio/a: leggi come.

Come pensi faccia più piacere

Leggi tutto

Alcune provvidenze per invalidità civile, sordità e cecità spettano se non si superano determinati limiti di reddito ridefiniti annualmente.

Parliamo delle seguenti provvidenze:

Al fine di concederle, l’INPS richiede annualmente, entro il 31 marzo, una dichiarazione dei redditi percepiti, detta “RED” (da REDditi).

Come si dichiara il RED?

Per comunicare i propri redditi il cittadino (o il suo tutore legale) ha a disposizione due modalità: fare riferimento a un CAF o Ente di patronato, oppure il portale dell’INPS, tramite SPID o CIE.

Per presentare il RED tramite il portale dell’INPS è necessario collegarsi alla pagina “RED semplificato” ed entrare tramite SPID o CIE: vai al RED semplificato.

Leggi anche: come richiedere lo SPID per minori e tutelati?

Per accedere alla pagina del sito dell’INPS per presentare la dichiarazione RED clicca qui

Legg: Quali sono le provvidenze economiche per bambini invalidi civili?

Leggi: Quali provvidenze economiche spettano a un maggiorenne invalido?

Aggiornato al 14-3-2022

Le norme sull’invalidità civile e l’handicap, in Europa, sono nazionali. Per questo motivo, un verbale d’invalidità prodotto in Italia, non avrebbe valore nei restanti Stati europei e viceversa.

Nasce così la disability card (Carta Europea della Disabilità – CED): si tratta una carta che permette di attestare l’invalidità o l’handicap in Italia e in Europa.

La modalità di richiesta, gli aventi diritto e come utilizzarla sono illustrati all’interno del nostro articolo dedicato: vai al post

European Disability Card

Come funziona la Disability Card (sito del Governo Italiano)

7/3/2022

Le norme sull’invalidità civile e l’handicap, in Europa, sono nazionali. Per questo motivo, un verbale d’invalidità prodotto in Italia, non avrebbe valore nei restanti Stati europei e viceversa.

Per ovviare a questo problema e per altri motivi, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e la FAND (Federazione fra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) si sono battute in Italia per la realizzazione di una carta a validità europea.

Nasce così la disability card (Carta Europea della Disabilità – CED): è una carta che permette di attestare l’invalidità o l’handicap in Italia e in Europa, senza doversi portare dietro documentazione cartacea, come è stato dal 1971 (anno della legge istitutiva dell’invalidità civile) ad oggi.

La modalità di richiesta, gli aventi diritto e come utilizzarla sono illustrati all’interno del messaggio INPS n. 853 del 22 febbraio 2022 (Rilascio nuova procedura “Richiesta della Carta europea della disabilità in Italia” (CED). Vediamoli nello specifico.

La Card è prodotta dall’Istituto Poligrafico della Zecca dello Stato, con codice braille. Sulla parte frontale prevede la sigla dello Stato emittente, in alcuni Stati (al momento Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Malta, Slovenia, Romania e Italia) riporta un ologramma metallizzato riportante la bandiera UE, e l’eventuale indicazione della necessità da parte del titolare di essere accompagnato.

Come richiedere la disability card?

L’INPS ha implementato sul proprio portale una specifica procedura tramite SPID o CIE: vai servizio.

Al momento non sembra possibile procedere tramite CAF o Patronato, mentre è possibile richiederla tramite una fra le seguenti associazioni di categoria: ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS.

Nel caso di minori, occorre la delega dell’identità digitale (SPID) in uso, oppure le credenziali di identità digitale del minore: leggi come richiedere la delega .

La Carta può essere richiesta anche da genitori affidatari, ma in questo caso la validità sarà legata al periodo di affidamento.

Per richiedere la Disability Card dovrete fornire all’INPS:
– una fotografia a colori in formato tessera (formato europeo), che verrà successivamente riportata sulla Carta;
– l’indirizzo per il recapito della Carta, se diverso da quello di residenza già noto all’INPS.

Chi ha diritto alla disability card?

Il messaggio INPS n. 853/2022 specifica che i soggetti che possono presentare domanda sono:

Quando è possibile richiedere la disability card, quando arriva e quanto dura?

Come indicato sul sito del Governo e nel suddetto messaggio INPS, è possibile richiederla dal 22 febbraio 2022.

Entro 60 giorni dalla richiesta, l’INPS provvederà a spedire la tessera presso l’indirizzo indicato in fase di compilazione della modulistica on line.

La Carta resterà valida in concomitanza con lo stato di disabilità certificata e in ogni caso non oltre 10 anni, al termine dei quali potrete richiedere il rinnovo, previa verifica dei requisiti.

Disability card: in caso di rivedibilità o di aggravamento d’invalidità o di handicap

In caso sul verbale di invalidità o handicap sia indicata una data di rivedibilità, la Carta varrà fino al giorno della visita: in caso di conferma dello stesso grado di disabilità proseguirà senza interruzione. Se invece in sede di revisione verrà accertata una disabilità superiore o inferiore, la card verrà aggiornata automaticamente dall’INPS.

L’INPS inoltre potrà controllare la sussistenza dei requisiti in qualunque momento, e revocarla nel caso in cui non sussistano più le condizioni o accerti una violazione della legge nella dichiarazione del cittadino.

Se invece richiederete un nuovo accertamento per aggravamento della condizione di disabilità, l’INPS provvederà automaticamente alla sostituzione della Carta con i relativi aggiornamenti.

Leggi: come richiedere una visita di aggravamento d’invalidità o handicap

Vai al sito disability card

Aggiornato al: 05/4/2022

L’assegno unico e universale ha sostituito e unificato la maggior parte dei benefici economici a favore delle famiglie.

L’assegno ha importi diversi in base all’età, al numero e a grado di disabilità certificata dei figli a carico. Sono previste maggiorazioni in caso di madre al di sotto dei 21 anni, di nuclei con più di due figli e quando entrambi i genitori sono lavoratori percettori di reddito.

Chi percepisce il reddito di cittadinanza riceverà l’assegno unico d’ufficio, ovvero senza dover presentare domanda.

Leggi tutto nel nostro articolo

Assegno unico e figli disabili

Dal primo gennaio è possibile presentare on line, sul portale dell’Inps o tramite CAF o ente di Patronato, la domanda per ricevere l’Assegno unico e universale per figli.

L’assegno unico sostituisce una serie di misure precedenti a sostegno delle famiglie:

Esso non sostituisce il bonus nido, che pertanto resta in vigore.

Resteranno in vigore anche le altre detrazioni fiscali per familiari a carico, per es. per il coniuge e per i figli maggiori di 21 anni.

 

Cosa s’intende per persona non autosufficiente, disabilità grave e disabilità media?

La revisione del conteggio dell’ISEE (DPCM n. 159 del 5 dicembre 2013) ha introdotto tre fasce di disabilità (ci riferiamo qui ai minori di 18 anni, ma il DPCM fornisce le indicazioni anche per gli adulti e gli anziani). Per comprendere in quale “categoria” rientri vostra/o figlia/o occorre verificare il verbale d’invalidità civile, nella sezione “il richiedente è riconosciuto”:

La differenza fra non autosufficienza e disabilità grave, in caso di disabilità fisica, psichica o mentale, è poco chiara nell’ambito delle norme: leggi il Dossier ISEE di HandyLex.org

 

A quanto ammonta l’assegno unico 2022?

Fino a 18 anni l’importo è compreso fra 50 e 175 euro al mese, in base all’ISEE, mentre dai 18 ai 20 anni l’importo va da 25 a 85 euro al mese, sempre in base all’ISEE.

L’assegno unico in caso di figli disabili tra 0 e 18 anni è maggiorato nella misura fissa di:

Dal terzo figlio in sù l’assegno unico è maggiorato da 15 a 85 euro al mese, in base all’ISEE.

Dai 18 ai 21 anni l’importo dell’assegno unico è di 50 euro al mese, se i figli maggiorenni seguono un corso di formazione scolastica, professionale o di laurea, o se hanno un reddito di lavoro inferiore a 8.000 euro, o se risultano disoccupati e sono registrati presso il Centro per l’impiego.

In caso di figli disabili tra 18 e 21 anni l’assegno è maggiorato di ulteriori 50 euro al mese.

Per figli disabili maggiori di 21 anni l’assegno unico va da 15 a 85 auro al mese, in base all’ISEE, senza limiti di età.

Un bonus di 20 euro al mese è previsto se la madre ha meno di 21 anni.

In caso entrambi i genitori lavorino, l’assegno è maggiorato da 0 a 30 euro al mese, in base all’ISEE.

L’assegno unico per i percettori di reddito di cittadinanza è corrisposto d’ufficio, senza dover presentare domanda.

Assegno unico – tabella degli importi (INPS)

 

Come si richiede l’assegno unico 2022?

L’assegno unico può essere richiesto tramite tramite il portale dell’INPS (occorre essere in possesso di SPID – Sistema Unico d’Identità Digitale) oppure tramite CAF o ente di Patronato

Aggiornato al 17-1-2022

Nell’Aprile 2010 la gestione della procedura di richiesta di accertamento di invalidità civile e handicap era passata a livello nazionale all’INPS.

Per comunicare con l’Istituto occorreva dotarsi di un PIN (Personal Identification Number), un codice identificativo personale.

Dal 30 settembre 2021 l’INPS, in accordo con la riforma telematica della Pubblica amministrazione, è passata ai sistemi di identità digitale: SPID, CIE, CNS.

Il sistema più utilizzato di norma è lo SPID (Sistema Unico Identità Digitale), un sistema di credenziali che permette di comunicare (e pagare) online con la Pubblica Amministrazione.

Attualmente l’interazione con i servizi online dell’INPS sono regolamentati come segue:

Come si richiede lo SPID per minorenni e tutelati?

La procedura di delega è descritta in modo particolareggiato presso le FAQ del sito dell’INPS, che consigliamo di consultare: vai al sito

Per sapere come prendere appuntamento all’INPS senza fare code leggi il nostro post

Cos’è la CNS?

CNS significa Carta Nazionale dei Servizi. E consiste in una Smart Card o in una chiavetta USB che contiene un “certificato digitale” di autenticazione personale. Consente l’identificazione certa dell’utente e permette di consultare i dati personali resi disponibili dalle pubbliche amministrazioni direttamente su sito web, come ad esempio, l’accesso all’INPS o ai servizi sanitari e ai referti di visite ed esami della propria ASL.

Come si accede all’INPS tramite CIE?

In alternativa allo SPID e al CNS è possibile accedere all’INPS tramite CIE.

In questo caso occorre essere in possesso di una CIE in corso di validità ed essere in possesso dei codici PIN e PUK. Occorre inoltre possedere uno smartphone con sistema Android e lettore NFC o di un PC collegato a un lettore RFID.

Una volta abilitata la CIE tramite software (da PC) o tramite QR Code (da smartphone), si potrà accedere al sito dell’INPS. Vai alle istruzioni dell’INPS

11/4/2022

L’assegno Universale è previsto dal DDL n. 1892. Il Disegno di legge è ora in attesa di pubblicazione.

L’assegno consisterà in un beneficio economico attribuito ai nuclei familiari con figli a carico, nell’ambito delle risorse economiche disponibili. 

Le risorse economiche saranno attinte da un fondo specifico (“Fondo assegno universale alla famiglia”) e dalla soppressione di altre misure, tra cui l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, l’assegno di natalità, il premio alla nascita, il fondo di sostegno alla natalità, le detrazioni Irpef per i figli a carico

L’importo medio dovrebbe (occorre attendere la pubblicazione del testo finale della norma) essere di circa € 250,00 a famiglia, modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare e dell’età dei figli. Al alcuni genitori spetterà quindi un importo superiore a 250 euro, ad altri un importo inferiore (fino a nessun contributo).

Verrà erogato dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni (in misura inferiore però tra i 18 e i 21 anni, e soltanto in presenza di determinati requisiti, come la formazione scolastica, universitaria o professionale, Servizio civile universale, e altre condizioni).

Sarà compatibile con il reddito di cittadinanza.

A chi spetterà

L’assegno unico universale sarà ripartito in pari misura tra chi esercita la responsabilità genitoriale (di solito i genitori).

In caso di separazione legale senza affido congiunto, in mancanza di accordo, esso spetterà al genitore affidatario.

Assegno unico e disabilità

L’assegno unico non verrà preso in considerazione per il calcolo dell’indennità di frequenza o di prestazioni socio-sanitarie (per es. per il costo di un educatore fornito dalla NPI o dal Comune).

Per ciascun figlio con disabilità, l’importo sarà erogato con una maggiorazione variabile, in base anche alla gravità della disabilità. La maggiorazione cesserà al compimento dei 21 anni.

 

Corso riservato a insegnanti, educatori, genitori e professionisti.

Sono aperte le iscrizioni al percorso di formazione di livello avanzato “Autismo e vita quotidiana” della dottoressa Enza Crivelli, per l’anno 2020/2021.

Quattro i moduli del corso: è possibile frequentarne uno, più o tutti. I corsi si terranno on line tramite piattaforma Zoom.

Programma completo del Corso Avanzato

Compila online il modulo di iscrizione

Da luglio a ottobre 2020 venti ragazzi tra i 13 e 27 anni, divisi in due gruppi (adolescenti tra i 13 e i 18 anni e giovani adulti tra i 19 e i 27 anni) si sono riuniti virtualmente più volte alla presenza di una psicologa che li ha accompagnati in un percorso di consapevolezza e conoscenza di se stessi rispetto all’essere sibling, cioè sorelle o fratelli di persone con malattia rara.

Tra le informazioni emerse dagli incontri di quest’anno ce n’è una che accomuna tutti: la tensione tra il senso di responsabilità da una parte e la paura di perdere la possibilità di un futuro autonomo dall’altra; e dunque la ricerca di un equilibrio tra restare a fianco al fratello e alla famiglia e andare per la propria strada verso un futuro che potrebbe anche essere lontano e carico di altri impegni.

Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

Il verbale d’invalidità civile e di handicap è al momento l’unico documento valido a livello nazionale per attestare la disabilità e fruire così delle agevolazioni previste (per esempio l’entrata gratuita in un museo, o le agevolazioni fiscali per l’automobile).

Per ovviare al fatto di portare con sé questi certificati, l’INPS ha implementato il QR Code dell’Invalidità Civile per tutti i verbali di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità (INPS – Qr code disabilità).

Il vantaggio del QR-code è quello di disporre su dispositivo mobile di un’immagine stampata del proprio verbale di invalidità o handicap da utilizzare al posto della copia cartacea.

In questo modo, operatori, commercianti, amministrazioni pubbliche, ecc. possono estrarre dal verbale le informazioni utili per applicare o meno una agevolazione, uno sconto, un contributo, ecc.

Il QR-Code è sempre aggiornato con gli eventuali aggravamenti riconosciuti, con le rettifiche apportate dall’INPS o da altre revisioni.

Come leggere il QR-Code INPS?

E’ possibile leggere il QR-Code d’invalidità civile tramite l’app “INPS Mobile” o un’altra applicazione in grado di leggere i QR- Code.

Come richiedere il QR-Code INPS?

Per ottenere il QR Code occorre collegarsi sul sito dell’INPS all’apposito servizio online, dopo aver effettuato l’accesso con le proprie credenziali: PIN, SPID, CNS o CIE.

Il QR Code viene generato in tempo reale ed è immediatamente disponibile in formato PDF per essere stampato, inviato o salvato sul proprio computer o dispositivo mobile.

Il QR-Code dell’INPS rispetta la privacy?

Il dati del verbale riprodotti tramite l’inquadratura del Qr-Code non riportano la diagnosi e l’anamnesi: questo rispetta i dati sensibili, ma rende inutile il Qr-Code per la richiesta di ausili, o per presentare il verbale al servizio di Neuropsichiatria infantile.

Vai al comunicato dell’INPS

Apri il messaggio 4019 dell’INPS

Vai al servizio

L’accertamento d’invalidità civile o di handicap avviene a seguito di una visita medico-legale collegiale.

La valutazione avviene sia tramite un esame clinico alla persona, sia (e spesso soprattutto) tramite una valutazione dei documenti clinici. In alcuni casi, però, tali documenti sono talmente chiari, che non sarebbe necessario convocare la persona all’esame obiettivo.

E’ pensando a queste situazioni che il Decreto semplificazioni 2020, in accordo con la Riforma del sistema di riconoscimento della disabilità prevista dal “Secondo programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità” – Cap. 3 (DPR 12 ottobre 2017 – cap. 3), ha previsto che il riconoscimento di invalidità e handicap possa avvenire anche in base alla mera documentazione clinica, quindi senza obbligo di convocazione in presenza.

Il Decreto semplificazioni 2020 (DL n. 76 del 16/7/2020) recita infatti:

Art. 29-ter. Semplificazione dei procedimenti di accertamento degli stati invalidanti e dell’handicap

1. Le commissioni mediche pubbliche preposte all’accertamento delle minorazioni civili e dell’handicap ai sensi dell’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono autorizzate a redigere verbali sia di prima istanza che di revisione anche solo sugli atti, in tutti i casi in cui sia presente una documentazione sanitaria che consenta una valutazione obiettiva.

2. La valutazione sugli atti può essere richiesta dal diretto interessato o da chi lo rappresenta unitamente alla produzione di documentazione adeguata o in sede di redazione del certificato medico introduttivo. In tale secondo caso spetta al responsabile della commissione di accertamento indicare la documentazione sanitaria da produrre. Nelle ipotesi in cui la documentazione non sia sufficiente per una valutazione obiettiva, l’interessato è convocato a visita diretta.

 

Prendere in considerazione l’opportunità della visita in base agli atti è diventato abbastanza frequente in caso di accertamento di rivedibilità

Aggiornato al 04-04-2022

 

Al compimento del 18° anno di età, agli invalidi civili parziali con almeno il 74% d’invalidità e agli invalidi totali (100%) viene riconosciuta una pensione d’invalidità pari a 285,66 euro per 13 mensilità, in base a determinate soglie di reddito.
A seguito di una battaglia legale portata avanti dall’Associazione piemontese UTIM, la Corte costituzionale ha finalmente dichiarato manifestamente inadeguato questo importo a garantire alle persone totalmente inabili al lavoro i “mezzi necessari per vivere”: esso  infatti viola il diritto riconosciuto dall’articolo 38 della Costituzione, secondo cui “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”.

La Sentenza (n. 152) è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Speciale – Corte Costituzionale – n. 30 del 22 luglio 2020. Determina l’incremento delle pensioni agli invalidi civili totali a partire dal compimento del diciottesimo anno di età (i minori con invalidità civile hanno diritto invece all’indennità di frequenza, oppure di accompagnamento, in base al proprio livello di autosufficienza)

Incremento pensione invalidi civili

L’incremento consente di arrivare a 651,51 euro mensili, per tredici mensilità, se non si superano i seguenti nuovi limiti reddituali:

– 8.469,63 euro per la persona invalida civile sola

– 14.447,42 euro se è coniugata.

NB: L’indennità di accompagnamento non rientra nei calcoli del reddito.

Sarà cura dell’INPS provvedere alla verifica della sussistenza dei requisiti e all’accredito dell’aumento. Non sarà il cittadino quindi a dover farne richiesta.

Restano purtroppo al momento escluse le persone sorde e le persone con cecità totale

Come sottolinea Carlo Giacobini su Handylex, questo incremento non riguarda né i ciechi, né i sordi, né gli invalidi parziali né i minorenni, né i titolari di altre pensioni di invalidità previdenziale.

Leggi su Handy.lex

Leggi la sentenza delle Corte Costituzionale n. 152/2020

 

Aggiornato al: 4 agosto 2020

Gli esperti dell’Fda considerano il videogioco come un utile strumento da abbinare ad altri interventi come farmaci, psicoterapie, programmi rieducativi.

Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

Prendendo spunto dall’esperienza del progetto Care Passport di cui l’APIC Torino sottopone a chiunque sia interessato un piccolo tesserino, dalle dimensioni di una carta di credito, il quale una volta stampato (su carta, cartoncino o su carta adesiva) e compilato, può tornare molto utile ai sanitari che in condizioni di emergenza potrebbero essere nella necessità di prendersi cura di persone portatrici di apparecchi acustici e/o impianti cocleari.

CocleareApic

 

Il tesserino una volta compilato con i dati che si ritengono fondamentali per la propria tranquillità, può essere inserito nel proprio portafogli assieme alla tessera sanitaria, o altro documento. Lo stesso, se stampato su carta adesiva può anche essere incollato sul retro del proprio smartphone, sulla custodia di un qualsiasi documento di riconoscimento o perché no, direttamente sul portadocumenti.
L’associazione, appena sarà possibile, si impegna a stampare un certo numero di copie su carta autoadesiva, in modo da poter avviare la distribuzione ai propri soci.
Scarica il tesserino

Fra le molte iniziative culturali sorte nel contesto dell’emergenza epidemica da Covid-19 segnaliamo la magnifica possibilità di registrarsi direttamente da casa al circuito delle Biblioteche civiche torinesi e di consultare in notevole catalogo di libri online (oltre 19.600 e-book, 1.075 audiolibri, musica, quotidiani e periodici)

audiolibri

Consulta il catalogo delle risorse online

La Fondazione libri italiani accessibili (LIA) inoltre da la possibilità di scaricare gratuitamente un proprio libro accessibile in catalogo

Vai al catalogo LIA

Il nostro catalogo di libri accessibili  e di narrativa per bambini e ragazzi permette di affinare molto la ricerca, in base alle caratteristiche del bambino e alla modalità di interazione con il libro che vi interessa proporgli: seleziona i libri che ti interessano e verifica la loro disponibilità nelle biblioteche online sopra indicate.

Aggiornato al 14-4-2020

Gli occhiali speciali sono un dispositivo che non permettono di riacquistare la vista, ma lasciano intravedere sagome di volti e di oggetti, sono studi innovativi pionieristici, ma non si tratta di una soluzione praticabile a breve termine.

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“Chilometri di vite” ha l’obiettivo di sostenere i genitori di bambini e ragazzi che convivono con la Sma attraverso parent training interculturale e attività ricreative.

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Offrire la terapia giusta al paziente giusto. La strategia della medicina personalizzata si conferma vincente per un gruppo di malattie demielinizzanti che colpiscono i bambini: grazie alla scoperta di un biomarker che le caratterizza è stato possibile individuare il trattamento ad hoc più efficace, capace di ottenere notevoli miglioramenti e in alcuni casi di avvicinarsi molto alla completa guarigione.

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I meccanismi che portano all’insorgenza di malattie gravi come Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica, patologie immunologiche e tumori potranno essere meglio compresi grazie a un protocollo per l’identificazione delle modifica al corredo genetico sviluppato dall’Istituto di biomembrane, bioenergetica e biotecnologie molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibiom) e dell’Università di Bari.

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Si chiama SYT13 ed è un gene dalla cui attività potrebbe in parte dipendere la manifestazione di due gravi malattie neurodegenerative: la sclerosi laterale amiotrofica e l’atrofia spinale muscolare.

Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

A prima vista sembrerebbe controintuitivo. Eppure i videogiochi possono essere utilizzati per aumentare la concentrazione dei bambini affetti da sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd).

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Ogni mercoledì mattina l’ASL Città di Torino affronta un tema relativo alla cura del bambino nei primi 1000 giorni di vita.

 

I-Mercoledi-di-Febbraio

 

Immagine tratta da https://www.vanityfair.it/article/covid-bimbo-morto-torino-pediatri-vaccinate

Sbagliando si impara. Vale per tutti, dagli umani, agli animali ai robot. Tanto gli esseri viventi quanto i sistemi di intelligenza artificiale apprendono  nuove nozioni grazie agli errori. Ma qual è la giusta dose di fallimento utile a far progredire le conoscenze? Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

In Italia si stima che l’ADHD riguardi il 2% della popolazione, circa un milione di adulti, ma ne è consapevole meno di uno su cinque, mentre la sindrome di Asperger, un disturbo dello spettro autistico che riguarda circa l’1% della popolazione; e può passare a lungo sotto silenzio, arrivando alla diagnosi molto più tardi di altre forme di autismo. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

I ricercatori dell’Istituto di genetica e biofisica “Adriano Buzzati-Traverso” del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igb) di Napoli hanno individuato un unico network molecolare che collega diversi geni, ritenuti responsabili di diverse patologie dello sviluppo cerebrale. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

Sempre più persone si stanno orientando verso la possibilità di prendere un’auto in leasing.

A chi si domandasse se esistano agevolazioni a questo proposito, precisiamo che è prevista l’Iva ridotta al 4%, soltanto a condizione, però, che il contratto di leasing sia di tipo “traslativo”.

In sostanza, è indispensabile che dalle clausole contrattuali emerga la volontà delle parti di trasferire all’utilizzatore la proprietà del veicolo, mediante il riscatto, da esercitarsi al termine della durata della locazione finanziaria.

In questo caso, la società di leasing potrà applicare l’aliquota agevolata sia sul prezzo di riscatto, sia sui canoni di locazione finanziaria.

Dalla data di stipula del contratto decorre:

• il periodo di quattro anni nel corso del quale il beneficiario non può avvalersi nuovamente dell’agevolazione
• il periodo di due anni durante il quale egli deve mantenere la disponibilità del veicolo. Il mancato rispetto di quest’ultima condizione è causa di decadenza dal beneficio (tranne l’ipotesi in cui la cessione sia dovuta alla necessità di nuovi o diversi adattamenti del mezzo).

Ultimo aggiornamento: 16-2-2021

Cambiano le regole per il parcheggio in zona blu per le persone con disabilità.

Con la deliberazione della Giunta Comunale num. mecc. 2020 00249/119 del 28 gennaio 2020, infatti, le persone con disabilità e titolari di contrassegno, potranno parcheggiare o far parcheggiare gratuitamente l’auto dei loro accompagnatori in tutte le aree di sosta a pagamento, senza alcuna limitazione oraria.

Vai al post

Ogni mercoledì mattina l’ASL Città di Torino affronta un tema relativo alla cura del bambino nei primi 1000 giorni di vita.

 

I-Mercoledi-di-Febbraio

L’Agenzia delle entrate prevede una detrazione per familiari a carico, commisurata al grado di parentela (coniuge o figlio), all’età del familiare e al reddito del nucleo. La detrazione subisce una maggiorazione per ogni figlio certificato in situazione di handicap.

Alcuni istituti previdenziali, come per esempio l’INPS, prevedono invece gli assegni familiari, proporzionati al reddito.

• Detrazioni per figli a carico

Un figlio è considerato a carico se il suo reddito annuo lordo non supera 4.000 euro (fino al compimento dei 24 anni) o 2.840,51 euro successivamente.

Per ogni figlio con disabilità fiscalmente a carico la detrazione teorica massima è:
– 1.620 Euro, se il figlio ha un’età inferiore a tre anni;
– 1.350 Euro, per il figlio di età pari o superiore a tre anni.
Con più di tre figli a carico la detrazione aumenta di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo.

La detrazione effettiva si calcola seguendo questa formula:

detrazione teorica x [(95.000- reddito complessivo)/95.000]
il risultato di questa formula dà la detrazione spettante

Per es.: figlio minore di tre anni con disabilità certificata = detrazione teorica di 1620 euro; reddito complessivo 30.000 euro

1.620 (detrazione teorica) x (95.000-30.000)/95.000 =

1.620 x 65.000/95.000 =

1620 x 0,6842 = 1.108 euro (detrazione reale)

Nel caso di redditi insufficienti per essere sottoposti a tassazione, però, il beneficio è inesistente (si tratta di soggetti “fiscalmente incapienti”).

•  L’assegno familiare

Deve essere richiesto al proprio istituto previdenziale; spetta, quando previsto, in caso di invalidità certificata

•  Addetti ai servizi domestici e familiari (colf, baby sitter): I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori sono deducibili, per la parte a carico del datore di lavoro, fino all’importo massimo di 1.549,37 euro

Da marzo 2022 queste misure verranno sostituite dall’assegno unico 2022

Aggiornato al: 17-1-2022

“Mamma, mi spingi sull’altalena?”, “Papà, andiamo al parco giochi?”

Quale genitore non si è sentito porre queste domande fino allo sfinimento e quale genitore di bambino con disabilità non vorrebbe la stessa cosa?

Quale bambino non vorrebbe provare la sensazione di girare vorticosamente sulla giostra o di scendere dallo scivolo?

Purtroppo la maggior parte dei parchi giochi, non soltanto in Italia, non è inclusivo, cioè non permette ai bambini di disabilità di divertirsi e di partecipare ai divertimenti al pari degli altri bambini e dei propri fratelli o sorelle.

 

Tuttavia lentamente sta prendendo piede la cultura dei giochi e dei parchi giochi inclusivi. A Torino ne esistono tre, dei quali uno completamente accessibile, con tanto di casa sull’albero, si trova dietro alla chiesa della Gran Madre, in Via Moncalvo 1 (Centro Paideia).

Il censimento più esauriente e aggiornato di parchi giochi accessibili e inclusivi in Italia è molto probabilmente quello del blog parchipertutti.com, realizzato da due mamme della Romagna, che consigliamo di visitare.

 

Centro Paideia

Parchipertutti.com

Per impulso dell’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) e della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) è nata IURA, un’agenzia per i diritti delel persone con disabilità.

L’agenzia da un lato riporta i diritti fondamentali, dall’altro è un osservatorio sulle violazioni.

Una sezione specifica è dedicata ai minori con disabilità.

Vai al sito

Sulle spese sanitarie e di assistenza personale si applicano sia deduzioni, sia detrazioni.

Se avete dubbi sul significato di questi termini leggete “Quali sono le agevolazioni fiscali?

Spese SANITARIE deducibili:

•  le spese mediche generiche (per esempio, le prestazioni rese da un medico generico, l’acquisto di medicinali)
•  le spese per ippoterapia e musicoterapia, a condizione che siano state prescritte da un medico che ne attesti la necessità per la cura e siano eseguite in centri specializzati direttamente da personale medico o sanitario specializzato (psicoterapeuta, fisioterapista, psicologo, terapista della riabilitazione, eccetera), o sotto la loro direzione e responsabilità tecnica.
•  le spese di assistenza specifica
-l’assistenza infermieristica e riabilitativa
-le prestazioni fornite dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale (se dedicate esclusivamente all’assistenza diretta della persona)
-le prestazioni rese dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, da quello con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto all’attività di animazione e di terapia occupazionale.

NB: tranne l’ippoterapia e la musicoterapia, queste spese sono deducibili anche quando sono state sostenute per un familiare disabile non a carico fiscalmente: se il documento di spesa è intestato solo al disabile, la deduzione spetta al familiare che ha sostenuto in tutto o in parte il costo, a condizione che integri la fattura, annotando sulla stessa l’importo da lui sostenuto.

Spese SANITARIE detraibili al 19% dall’Irpef con franchigia di 129,11 euro
In particolare, possono essere detratte, per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro, le spese sanitarie specialistiche (per esempio, analisi, prestazioni chirurgiche e specialistiche).

Spese SANITARIE detraibili integralmente (cioè senza franchigia):

– trasporto in ambulanza del soggetto portatore di handicap (le prestazioni specialistiche effettuate durante il trasporto invece danno diritto a detrazione solo sulla parte eccedente i 129,11 euro);
– acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti e apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale;
– acquisto di arti artificiali per la deambulazione.

Spese SANITARIE detraibili per la parte che eccede 129,11 euro:  spese sanitarie specialistiche: analisi, prestazioni chirurgiche e specialistiche.

Spese SANITARIE deducibili: sono interamente deducibili dal reddito le spese mediche generiche o di assistenza specifica sostenute nell’interesse di un figlio disabile. Si tratta delle spese di carattere sanitario più diffuso: acquisto di medicinali, prestazioni rese da un medico di famiglia o da professionisti della riabilitazione, ma anche da personale sociosanitario (“OSS”) ed educatori professionali.
Le spese di assistenza specifica sono deducibili dal reddito complessivo anche quando sono sostenute dai familiari di una persona disabile non fiscalmente a carico. E’ il caso per es. di un nonno che le sostenga per un nipotino. Attenzione: Chi ha sostenuto le spese deve essere riportato in fattura.
Si considerano di “assistenza specifica” le spese relative a: assistenza infermieristica e riabilitativa, personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale, prestazioni fornite dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, personale con la qualifica di educatore professionale, personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.
In caso di ricovero in un istituto di assistenza è possibile portare in deduzione la parte della retta che riguarda le spese mediche e le spese paramediche di assistenza specifica. E’ necessario che richiediate alla struttura di indicare tali spese distintamente nella documentazione fiscale che vi rilascia.

Spese di ASSISTENZA PERSONALE: detrazione del 19%

Sono detraibili dall’Irpef, nella misura del 19%, le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di “non autosufficienza” del disabile nel compimento degli atti della vita quotidiana.

La detrazione deve essere calcolata su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro e spetta solo quando il reddito complessivo del contribuente non è superiore a 40.000 euro. Nella determinazione del reddito complessivo va compreso anche il reddito dei fabbricati locati assoggettato al regime della cedolare secca. Se più contribuenti hanno sostenuto spese per assistenza riferita allo stesso familiare, l’importo va ripartito tra di loro.

Se un contribuente ha sostenuto spese per sé e per un familiare, la somma sulla quale egli potrà calcolare la detrazione resta comunque quella di 2.100 euro.

NB: La detrazione spetta anche per le spese sostenute per il familiare non autosufficiente, anche quando egli non è fiscalmente a carico.

Spese di ASSISTENZA deducibili: i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari (per esempio, colf, baby-sitter e assistenti delle persone anziane) sono deducibili, per la parte a carico del datore di lavoro, fino all’importo massimo di 1.549,37 euro

Guida alle agevolazioni fiscali per disabili

Aggiornato al 23/01/2022

Le agevolazioni fiscali per l’acquisto dell’automobile consistono in:

•  IVA al 4%: spetta sull’acquisto e sull’adattamento del veicolo (manodopera più strumenti e accessori staccati necessari). Sull’acquisto (non sulla manutenzione) il limite massimo di cilindrata previsto è  2000 centimetri cubici se l’auto è alimentata a benzina, 2800 se è diesel
•  Detrazione IRPEF del 19%: riguarda l’acquisto e le spese di manutenzione straordinaria a fronte di una spesa complessiva (fra acquisto e manutenzione) che non superi 18.075,99 euro.
•  Esenzione totale del bollo: il limite massimo di cilindrata previsto è  2000 centimetri cubici se l’auto è alimentata a benzina, 2800 se è diesel (Vai al sito)
•  Esenzione dalla tassa di trascrizione sui passaggi di proprietà (non spetta in caso di disabilità sensoriale)

Tali agevolazioni spettano anche al familiare che ha fiscalmente a carico la persona disabile per la quale si acquista l’automobile.

Poiché su questo argomento si sono susseguiti nel tempo pareri dirimenti e circolari da parte dell’Agenzia delle Entrate, il decreto legge n. 5/2012 – art. 4 – ha previsto una semplificazione: i verbali  di accertamento dell’invalidità civile / handicap devono riportare anche la sussistenza dei requisiti sanitari necessari per poter richiedere le agevolazioni fiscali relative ai veicoli (nonché per il rilascio del contrassegno invalidi). Pertanto, i nuovi certificati, oltre ad accertare lo stato di invalidità civile, cecità, sordità, handicap e disabilità del soggetto, devono stabilire anche se sono soddisfatti:

– i requisiti richiesti dalle norme fiscali per poter fruire delle agevolazioni per l’acquisto di veicoli

– i requisiti richiesti dal Codice della Strada per poter richiedere il contrassegno di parcheggio per disabili

Come comprendere dal certificato d’invalidità se avete diritto alle agevolazioni sull’auto?

Abbiamo redatto una tabella riassuntiva delle voci che possono trovarsi sul verbale

Voce sul verbale

 

Significato

 

Note

 

art. 8 della legge n. 449/1997 portatore di handicap con ridotte o impedite capacità motorie permanenti Il mezzo deve essere adattato al trasporto o alla  guida.
Nel caso di minore età si può prescindere dall’adattamento obbligatorio del veicolo se è riconosciuto persona con handicap grave (Circolare 11/E 21/5/2014)
art. 30, comma 7, della legge 388/2000 -affetto da handicap psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento
invalido con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetto da pluriamputazioni
Spettano tutte le agevolazioni, indipendentemente dall’adattamento dell’auto
art. 6 della legge n. 488/99 e art. 50 della legge 342/2000 sordo Non spetta l’esenzione dalla tassa di registrazione al PRA o di trascrizione sui passaggi di proprietà
art. 6 della legge n. 488/99 e art. 50 della legge 342/2000 non vedente Non spetta l’esenzione dalla tassa di registrazione al PRA o di trascrizione sui passaggi di proprietà
articolo 381, decreto del Presidente della Repubblica 495/1992 invalido con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta Diritto al contrassegno di sosta e circolazione

Le commissioni mediche rilasciano il certificato in due distinte versioni: la prima copia riporta le indicazioni sopra esposte in forma estesa (colonne 1 e 2 della tabella), la seconda, invece, è rilasciata in versione “Omissis” (per motivi di privacy) e indica, nella parte relativa alle agevolazioni fiscali, i soli riferimenti normativi relativi al tipo di disabilità (colonna 1 della tabella).

Come comportarsi se sul verbale d’invalidità o di handicap non si trovano queste indicazioni, ma vostro figlio si ritrova in una delle condizioni indicate nella seconda colonna?

AUTO ELETTRICHE O IBRIDE
Poiché la normativa subordina l’agevolazione IVA alla cilindrata del veicolo,  per l’acquisto di veicoli elettrici spetta la detrazione Irpef ma non l’aliquota Iva ridotta, mentre spetta per l’acquisto di auto ibride, avendo queste anche un motore a cilindri.

OGNI QUANTO TEMPO SI PUO’ FRUIRE DELLE AGEVOLAZIONI IVA e IRPEF?

E’ possibile fruire della detrazione per l’acquisto e per la riparazione straordinaria di un’automobile una volta ogni quattro anni dalla data dell’acquisto. Trascorso questo periodo se ne può fruirne nuovamente, senza che sia necessario vendere il precedente veicolo

LE AGEVOLAZIONI VALGONO SE L’AUTOMOBILE VIENE ACQUISTATA ALL’ESTERO?
È possibile fruire della detrazione anche se il veicolo è acquistato e utilizzato all’estero da parte di soggetti fiscalmente residenti in Italia. La documentazione comprovante l’acquisto del veicolo in lingua originale deve essere corredata da una traduzione in lingua italiana.

 

* QUALI ADATTAMENTI SONO CONCESSI IN CASO DI “Ridotte o impedite capacità motorie”?

Le agevolazioni spettano se il minore di diciotto anni è in possesso di un certificato di handicap con connotazione di gravità oppure se l’auto è stata adattata al trasporto con almeno uno degli adattamenti previsti dal Ministero dei Trasporti e cioè:
– pedana sollevatrice meccanica/elettrica/idraulica
– scivolo a scomparsa meccanico/elettrico/idraulico
– braccio sollevatore meccanico/elettrico/idraulico
– paranco meccanico/elettrico/idraulico
– sedile scorrevole-girevole simultaneamente
– sistema di ancoraggio delle carrozzelle con cinture di sicurezza
– portiera scorrevole.

Agenzia delle Entrate – Le agevolazioni fiscali per persone con disabilità
INPS – Agevolazioni fiscali e contrassegno invalidi
Circolare 11/E 21/5/2014

Aggiornato al: 23-11-2021

Il Centro di Coordinamento della Rete Interregionale Malattie Rare (CMID) dell’Ospedale Giovanni Bosco di Torino ospita il Centro di Ascolto per le Malattie Rare, curato da A-RARE, Forum delle Associazioni di Malattie Rare del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Il Centro di ascolto si trova al sesto piano dell’ospedale San Giovanni Bosco, Piazza del Donatore di Sangue 3 – Torino, ed è aperto al pubblico due giovedì al mese dalle ore 16 alle ore 18.
È gestito direttamente dalle associazioni dei pazienti, con l’obiettivo di dare informazioni riguardo diversi aspetti legati alle malattie rare.
Il collegamento con il CMID (Centro di Coordinamento della Rete Interregionale Malattie Rare), e con le strutture sanitarie della rete interregionale per le malattie rare, potrà facilitare il processo diagnostico-terapeutico dei singoli pazienti affetti da malattia rara, l’acquisizione di informazioni capillari di carattere socio-assistenziale e la diffusione della conoscenza del network di associazioni presenti sul territorio piemontese e valdostano.

Per accedere al Centro di Ascolto è possibile inviare una mail all’indirizzo segreteria@a-rare.it oppure contattare la Dr.ssa Annalisa Bisconti al numero 346.1059486 o il Dr. Luca Nave al numero 339.5203554. Per maggiori informazioni: www.a-rare.it.

Sul n. 327 di “Animazione Sociale” è pubblicato il Focus “Raccontarsi genitori di un figlio con disabilità”:

◊ Il mondo a testa in giù
◊ Genitori di carta
◊ Scrivere per mentalizzare

Testi a cura di Rossella Bo, Cinzia Casini, Elena Piccani, Massimo Poglio, Vittoria Russo, Alberto Sacchetto, Davide Tomatis,
Rossana Vercellone

Rossella Bo, Cinzia Casini, Elena Piccani, Massimo Poglio, Alberto Sacchetto sono Psicologi Psicoterapeuti consulenti dell’associazione Area onlus

Indice n. 327

Ci sono operazioni quotidiane che per la maggior parte delle persone sono semplici e banali, come per esempio riconoscere le banconote o calcolare il resto. Per altre persone invece, spesso a causa di un ritardo mentale o per un funzionamento di tipo discalculico, queste operazioni possono non essere per nulla scontate e automatiche, e precludono o riducono l’autonomia.

Per questo motivo, il Museo di risparmio di torino, attivo su iniziativa del gruppo bancario Intesa Sanpaolo, ha indetto un bando di progetti di educazione finanziaria, che ha premiato Gianky, app per smartphone disponibile gratuitamente su Googleplay.

Sul Bollettino ufficiale della Regione Piemonte è stata pubblicata la Legge n. 3/2019 “Promozione delle politiche a favore dei diritti delle persone con disabilità”.

Le legge persegue i seguenti obiettivi:
a) sostenere la dignità, i diritti e le libertà fondamentali di ogni persona con disabilità, in particolare sulla base dei principi di eguaglianza, non discriminazione e solidarietà;
b) porre in essere azioni volte a concorrere alla rimozione delle barriere fisiche, sensoriali e culturali che impediscono il pieno sviluppo della persona con disabilità e il raggiungimento della massima autodeterminazione possibile, intesa quale capacità di sviluppare autonomamente le proprie relazioni sociali, economiche e culturali;
c) disciplinare gli interventi regionali relativi alle politiche per la disabilità, uniformando il contesto legislativo regionale alle finalità di cui al comma 1 e alle linee guida del Programma biennale d’azione, redatte dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità,
di cui alla legge 18/2009;
d) favorire il coordinamento delle politiche a favore delle persone con disabilità attraverso sinergie e accordi con gli enti pubblici e privati presenti sul territorio regionale, con le associazioni di tutela delle persone con disabilità maggiormente rappresentative e con tutti gli attori coinvolti nella gestione e accompagnamento all’autonomia delle stesse.

Vai al testo

Viaggiare con il trasporto pubblico, lo si sa, per una persona disabile è una situazione che può generare ansie legate sia all’accessibilità delle fermate e della vettura, sia alla fruibilità delle informazioni (la direzione di viaggio del mezzo, capire se il mezzo in arrivo sia quello su cui interessa salire, poter scambiare informazioni con il personale -conducente, capotreno). Non si tratta unicamente di una questione di autonomia, ma anche di sicurezza.

Il 22 settembre 2017 la Regione Piemonte e la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) avevano firmato un protocollo d’intesa teso a migliorare la mobilità accessibile in Piemonte. Il 20 dicembre 2018 la Regione ha deliberato gli “elementi minimi per la fruizione ed accessibilità dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale a favore dei passeggeri con disabilità in Piemonte”, pubblicata sul Bollettino ufficiale n. 5 del 31 gennaio 2019

Vai alla delibera

Ultimo aggiornamento: 5-2-2019

Il 17 gennaio 2019 il Consiglio dei Ministri ha approvato le “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”.

Il decreto tiene conto delle provvidenze economiche per invalidità civile, cecità, sordità, al fine del computo del reddito familiare, pur non aumentandole.

Vai all’articolo “Quali soluzioni di contrasto alla povertà?

Può capitare che la scuola frequentata da vostro/a figlio/a si trovi in Zona a Traffico Limitato e voi ne risiedete invece al di fuori. In questo caso, può essere molto utile poter utilizzare l’auto all’interno della ZTL.

Queste situazioni sono regolamentate a livello comunale, per cui vi consigliamo di far rifermento innanzitutto all’Ufficio Rapporti con il Pubblico (URP)  del vostro Comune, che è facilmente reperibile dal sito web o al telefono tramite centralino.

A Torino, se dovete accompagnare a scuola in ztl un figlio con disabilità, occorre che richiediate alla GTT un Contrassegno di tipo “Scuola”. Tale permesso vale per ogni ordine di scuola, anche privata o paritaria, dall’asilo nido fino alla terza media.

Le scuole superiori sono escluse da questa agevolazione, anche in caso di disabilità

Il Contrassegno ha validità annuale: consente il transito in ZTL Centrale dalle 7.30 alle 9.30 dal 1° settembre al 31 luglio dell’anno in cui è stato richiesto.

E’ consentito il rilascio di un solo permesso di circolazione ad alunno (è compito della scuola valutare l’eventuale possibilità di concedere un secondo permesso).

Costi: 30,00 € per il rilascio del permesso, 16 € di marca da bollo.

Vai alle FAQ sui trasporti del Comune di Torino

Aggiornato al: 23-5-2022

Locked-in, bloccati nel loro mondo. Sono dedicati a loro, alle persone completamente paralizzate, gli sforzi dei ricercatori della Northwestern University per realizzare una interfaccia cervello-macchina in grado di tradurre in linguaggio tutte le parole non dette. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

Prima di effettuare l’iscrizione è utile prendere contatti con la direzione didattica della scuola, e in particolare con il coordinatore o la coordinatrice dei docenti di sostegno, per verificare se ci siano tutti i presupposti per un adeguato inserimento, consultare il Piano dell’Offerta Formativa elaborato dalla scuola e concordare modalità di inserimento o di assistenza durante l’anno scolastico.

Come per la scuola elementare e media, occorre procedere alla pre-iscrizione online, nell’ambito della quale occorrerà già indicare la disabilità; essa dovrà essere successivamente perfezionata con l’iscrizione di persona.

 

 

I genitori devono presentare alla scuola:

– il verbale di handicap rilasciato dall’INPS

– il profilo di funzionamento

– il consenso informato per l’avvio delle procedure per l’individuazione dell’alunno/a con disabilità.

E’ consigliabile inoltre segnalare particolari necessità (es. trasporto, esigenze alimentari, terapie da seguire, assistenza per l’autonomia)

Le iscrizioni degli alunni con disabilità non possono essere rifiutate, ma possono essere dirottate ad altre scuole, tramite l’intervento dell’ufficio scolastico territoriale.

Nel passaggio fra scuola media e scuola superiore non esiste la continuità educativa, come invece per i passaggi di grado dalla scuola materna fino alle scuole medie.

 

Aggiornato al 20-5-2020

Il percorso per la richiesta dell’insegnante di sostegno alla scuola superiore non differisce da quello per i gradi precedenti di scuola (vai all’articolo)

La Città Metropolitana di Torino (negli altri territori se ne occupa la Provincia) invia annualmente alle scuole secondarie di secondo grado una comunicazione nella quale vengono fissate le modalità, i modelli da compilare, la documentazione da allegare e i tempi di presentazione delle domande per ottenere il finanziamento, per attivare il servizio di supporto educativo per gli allievi, con disabilità o con esigenze educative speciali, residenti nel proprio territorio e frequentanti gli istituti secondari di secondo grado.

 

I destinatari primari del supporto educativo sono gli alunni e le alunne con disabilità certificata, ovvero con un certificato di handicap. La presenza di una condizione di disabilità certificata, di per sé, non giustifica la richiesta dell’insegnante di sostegno.

Per gli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), Funzione Intellettiva Limite (FIL) o Esigenze Educative Speciali (EES) oppure in condizione di svantaggio per motivi socio economici, culturali o linguistici, di norma, non sono previsti interventi di supporto educativo, con l’eccezione di alcune situazioni che vedano coinvolti alunni EES con rilevanti disturbi della condotta o di iperattività.

Definita l’entità delle ore assegnate e l’identità delle allieve/degli allievi beneficiari, l’istituto scolastico provvederà a scegliere il soggetto (persona fisica o giuridica) che dovrà gestire il servizio.
L’Individuazione del soggetto attuatore da parte delle istituzioni scolastiche può avvenire tramite:
– contrattazione diretta con l’operatore, secondo la normativa vigente;
– affidamento ad un ente gestore/cooperativa del territorio.

Guida operativa dell Città metropolitana – ed. 2018

A diciotto anni è possibile prendere la patente. Nel caso in cui una persona abbia una disabilità deve richiedere la “Patente speciale”: essa indicherà quali veicoli può guidare e se tali veicoli necessitino di adattamenti alla guida.

Questa visita deve essere richiesta a una apposita commissione dell’ASL, detta tecnicamente “Commissione Medica Locale” – CML.

Sulla domanda occorre specificare se si richieda la presenza dell’ingegnere in CML, necessario per prescrivere adattamenti dell’auto alla guida.

Una volta riconosciuta l’idoneità e rilasciato il foglio rosa, la persona potrà fare pratica di guida e sostenere gli esami per il conseguimento della patente, utilizzando veicoli con gli adattamenti prescritti dalla CML. In fase di esame pratico l’ingegnere della Motorizzazione Civile potrà confermare gli adattamenti ipotizzati dalla Commissione Medica o prevederne di diversi. Anche la persona con disabilità potrà richiedere adattamenti diversi da quelli prescritti.

Non è obbligatorio fare riferimento alla CML del proprio Comune o del proprio territorio di residenza, purché si tratti di un’ASL della vostra regione di residenza.

Questo è particolarmente utile quando i tempi di attesa per la visita medica nella propria ASL di residenza sono particolarmente lunghi.

Per i riferimenti su Torino clicca qui

Per trovare i riferimenti delle CML di una regione è possibile digitare su un motore di ricerca “CML” seguito dalla regione o dalla provincia di proprio interesse

Leggi il vademecum dell’ACI

Chi, come, quando, costi: clicca qui

Sugli adattamenti dell’automobile e dell’acquisto dell’auto è possibile godere di IVA al 4% e della detrazione IRPEF del 19% (vai al post). Sulla spessa sostenuta per l’acquisto e l’installazione degli adattamenti auto è previsto inoltre un contributo del 20%, da richiedere alla propria ASL di residenza (di solito se ne occupa l’Ufficio Protesi, Ausili e Assistenza integrativa – per Torino Clicca qui) – Legge 104 – art. 27 – Trasporti individuali

Aggiornato al 2-12/21

Dai sedici anni compiuti in là, sui verbali d’invalidità viene riportata una “percentuale di riduzione della capacità lavorativa”. E’ questa un’espressione fuorviante, risalente a una norma del lontano 1971 (Legge 118/71): è ovvio infatti che la capacità lavorativa dipende da moltissimi fattori. Una persona in carrozzina, con determinati ausili, protesi o interventi sull’ambiente può perfino svolgere lavori che di norma richiedono l’utilizzo delle gambe o la posizione in piedi.

Fin dal compimento dell’età lavorativa, ovvero 16 anni, con il 46% è possibile l’iscrizione alle liste speciali del centro per l’impiego

Una volta maggiorenni, le agevolazioni in base alla percentuale d’invalidità sono le seguenti:

Dal 34%: fornitura di ausili e protesi

Dal 46%: iscrizione alle liste speciali del centro per l’impiego, una chance in più per cercare un posto di lavoro

Dal 67%: esenzione ticket e tessera gratuita per trasporto pubblico

Dal 74% al 99%: assegno mensile d’invalidità

Dal 75% (o “sordi”): due mesi di maggiorazione contributiva per ciascun anno lavorato, fino a un massimo di 5 anni di prepensionamento (in caso di cecità i mesi sono quattro all’anno, fino a un massimo di 10 anni di prepensionamento)

Al 100%: pensione d’inabilità

 

Aggiornato al: 28-9-2018

I minori titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione, quelli esclusi dalle visite di controllo (sul verbale d’invalidità è riportato il riferimento al  DM 2 agosto 2007), e i minori affetti da sindrome da talidomide o da sindrome di Down, raggiunta la maggiore età hanno diritto, oltre alle prestazioni previdenziali di cui già godevano, alle seguenti ulteriori prestazioni:

– pensione di inabilità a favore dei cittadini maggiorenni totalmente inabili;
– pensione non riversibile a favore dei cittadini maggiorenni ciechi assoluti;
– pensione non riversibile a favore dei cittadini maggiorenni sordi;
senza fare richiesta di nuovo accertamento d’invalidità e senza presentare domanda di prestazione all’INPS, ma compilando il modello AP70 dell’INPS, tramite patronato o direttamente online, tramite il PIN dell’INPS

I minori già titolari di indennità di frequenza – che ritengano di raggiungere il 74% d’invalidità civile a seguito dell’accertamento da maggiorenni, possono presentare la relativa domanda entro i sei mesi antecedenti il compimento della maggiore età. In tali casi, le relative prestazioni sono erogate, in via provvisoria, al compimento del diciottesimo anno di età. Se l’accertamento d’invalidità richiesto da maggiorenni confermerà la previsione, le prestazioni verranno concesse, stanti tutti i requisiti amministrativi richiesti.

INPS – domanda di accertamento d’invalidità-handicap

 

Aggiornato al 25-9-2018

A diciotto anni di norma è opportuno ripetere l’accertamento d’invalidità, poiché la maggior parte delle prestazioni e delle agevolazioni per invalidi civili maggiorenni fanno riferimento alla percentuale d’invalidità riconosciuta, che sul verbale d’invalidità dei minori non è presente, mentre sarà obbligatoriamente riportata sul verbale del maggiorenne.

L’iter da seguire per l’accertamento d’invalidità è lo stesso previsto per i minori, con la differenza che il titolare della domanda è ora non più il genitore, ma la persona disabile nel suo status di maggiorenne, salvo sia stata avviata una richiesta di tutela.

Il decreto semplificazioni del 2014 (L. 114/2014) prevede però che:

1. Minori titolari di indennità di frequenza (art. 25, comma 5)

I minori titolari di indennità di frequenza che ritengano che l’accertamento d’invalidità civile effettuato una volta maggiorenni decreterà un punteggio almeno del 74%, possono presentare domanda per via amministrativa (tramite patronato o tramite portale INPS) In tali casi, le relative prestazioni (assegno mensile o pensione d’inabilità) sono erogate, in via provvisoria, al compimento del diciottesimo anno di età e ricorrendone gli estremi, le prestazioni verranno concesse all’esito del successivo accertamento delle condizioni sanitarie e degli altri requisiti amministrativi previsti (reddito e residenza sul territorio italiano).

Messaggio INPS n. 6512 8/8/14

2. Minori titolari di indennità di accompagnamento (art. 25, comma 6)

I minori titolari di indennità di accompagnamento o di comunicazione, i minori esclusi dalle visite di controllo (in questo caso sul verbale d’invalidità è riportato il riferimento al  DM 2 agosto 2007), e i minori affetti da sindrome da talidomide o da sindrome di Down, raggiunta la maggiore età hanno diritto, oltre alle prestazioni previdenziali di cui già godevano, alle seguenti ulteriori prestazioni, a seconda dei casi:

– pensione di inabilità a favore dei cittadini maggiorenni totalmente inabili;
– pensione non reversibile a favore dei cittadini maggiorenni ciechi assoluti;
– pensione non reversibile a favore dei cittadini maggiorenni sordi;
senza fare richiesta di nuovo accertamento d’invalidità e senza presentare domanda di prestazione all’INPS, ma compilando il modello AP70 dell’INPS, tramite patronato o direttamente online, tramite il PIN dell’INPS.

Messaggio INPS n. 7382 10/10/14

 

In entrambi i casi (punti 1 e 2), i neo-maggiorenni dovranno presentare all’INPS il “Modello AP70”, relativo ai requisiti di reddito; sarà l’INPS a ricordarlo al cittadino, che potrà compilare il modello tramite patronato, oppure online sul sito dell’INPS con lo SPID: è infatti possibile chiedere lo SPID per minori e tutelati.

Per quanto concerne il certificato di handicap, non occorre invece ripetere l’accertamento a diciotto anni, salvo che sul verbale non sia riportata una data di rivedibilità.

NB: Sia la richiesta della valutazione d’invalidità da maggiorenne, sia presentarsi alla visita di rivedibilità di invalidità o di handicap, non sono un obbligo. Si tratta di forme di tutela che è discrezione del maggiorenne scegliere di chiedere o meno.

INPS – domanda di accertamento d’invalidità-handicap

Leggi anche: Quando il figlio diventa maggiorenne occorre ripetere l’accertamento di handicap?

Aggiornato al 17-6-22

Al raggiungimento della maggiore età di norma si chiede un nuovo accertamento d’invalidità civile (per le eccezioni leggi “A diciotto anni occorre ripetere l’accertamento?“). Nel caso di invalidità civile il verbale riporterà una percentuale d’invalidità.

In base alla percentuale e al reddito lordo personale annuo sono previste determinate provvidenze economiche:

•  dal 74% al 99% si ha diritto all’Assegno mensile, per tredici mensilità
•  con il 100%  si ha diritto alla Pensione d’inabilità, per tredici mensilità

Nel caso in cui oltre che invalida al 100%, la persona sia stata riconosciuta “con necessità di assistenza continua” o “con impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore”, le spetta anche l’indennità di accompagnamentoindipendentemente dal reddito.

 

Analoghe prestazioni spettano in caso di cecità e sordità:

•  Pensione per ciechi assoluti
•  Indennità speciale per ciechi parziali
•  Pensione per ciechi parziali
•  Indennità di accompagnamento per ciechi assoluti
•  Pensione per sordi
•  Indennità di comunicazione  (indipendente da età* e reddito)

*Minore di 12 anni: l’ipoacusia deve essere pari o superiore a 60 decibel HTL di media fra le frequenze 500, 1000, 2000 hertz nell’orecchio migliore; Maggiore di 12 anni: l’ipoacusia deve essere pari o superiore a 75 decibel. Viene inoltre richiesto di dimostrare che l’insorgenza dell’ipoacusia è precedente ai 12 anni

NB: Alcune prestazioni sono incompatibili con i ricoveri. Per una panoramica completa: http://www.handylex.org

Aggiornato al: 23-10-2020

Il gratuito patrocinio consiste nel poter beneficiare della gratuità di certe spese processuali in cause penali, tributarie, amministrative e civili, comprese le procedure di cosiddetta “volontaria giurisdizione”, per esempio l’interdizione, l’inabilitazione, l’amministrazione di sostegno. Può essere quindi utile nel caso di richiesta di tutela legale di un figlio.

E’ riservato a coloro che, al 2018, hanno un reddito annuo non superiore a 11.493,82 euro.

Come richiederlo. Per accedere al gratuito patrocinio occorre recarsi presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati o, in alternativa, inviare la domanda a mezzo raccomandata a/r con allegata fotocopia di un documento d’identità valido del richiedente.

Ordine degli avvocati di Torino

Leggi sul sito del Tribunale di Torino

Aggiornato al 24-09-2018

Spesso le persone con disabilità necessitano di forme di tutela della persona anche in età adulta. I motivi possono essere diversi, per esempio una difficoltà nella gestione del denaro e dei beni materiali, nel caso di ritardo cognitivo, o un pericolo di raggiro.

 

Per garantire la tutela delle persone parzialmente o totalmente incapaci di curare i propri interessi, il codice civile prevede due figure, l‘amministratore di sostegno e il tutore.

 

L’amministratore di sostegno è una figura preposta ad assistere la persona che, per effetto di una infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Questa figura può essere richiesta quindi anche nel caso di disabilità motoria, per esempio per espletare delle pratiche burocratiche che richiederebbero la presenza di persona. I suoi compiti vengono definiti dal giudice tutelare, come “un abito su misura”, in base alle richieste dell’interessato o dei suoi familiari.

Come richiederlo. Occorre presentare domanda al tribunale civile, sezione tutelare. Salvo lo richieda il giudice, non occorre ricorrere ad un avvocato. In base alla legge il giudice nomina l’amministratore di sostegno entro sessanta giorni dalla richiesta, con decreto immediatamente esecutivo.

Costi. Tranne nei casi in cui il giudice chieda il ricorso ad un avvocato, ci sono soltanto spese di segreteria (27,00 euro).

Leggi sul sito del tribunale di Torino

 

Il tutore è il rappresentante legale della persona interdetta, cioè definita dal giudice “del tutto incapace di provvedere ai propri interessi”; oltre ai poteri di rappresentanza, gestisce il suo patrimonio. Una persona sotto tutela non può sposarsi, senza il parere positivo del tutore.

Come richiederlo. Occorre rivolgersi a un avvocato. Trattandosi di una causa civile, i tempi sono fino all’anno e mezzo.

Costi. Rivolgersi a un avvocato per questo tipo di causa costa intorno ai 1.500-2.000 euro. In caso di redditi bassi è possibile richiedere il gratuito patrocinio.

Leggi sul sito del tribunale di Torino

 

Chi può essere nominato? Sia il tutore, sia l’amministratore di sostegno, possono essere dei familiari (di solito lo sono i genitori, o fratelli o sorelle), se il giudice li ritiene adatti al ruolo; diversamente può essere una terza persona (un avvocato, un assessore, un amico di famiglia, ecc.)

 

NB: Per evitare che al compimento del diciottesimo anno il (la) neo-magiorenne rimanga senza tutela legale, la legge prevede che si possano iniziare le pratiche per la nomina del tutore o dell’amministratore di sostegno fin dal compimento del diciassettesimo anno di età. Il decreto di nomina diventerà effettivo soltanto al compimento del diciottesimo anno.

Legge 6/2004

Codice civile – Titolo XII – Delle misure di protezione delle persone prive in tutto od in parte di autonomia 

L’amministratore di sostegno – Città metropolitana

www.tutori.it

Aggiornato al 2/11/2020

Una ricerca condotta dall’Ifom e dalla Tokyo Metropolitan University ha gettato luce sul meccanismo con cui agisce il gene Ddx11, all’origine della malattia genetica. I risultati potrebbero avere importanti ricadute sui disturbi dello sviluppo dovuti a carenze nel sistema di riparazione del DNA. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

Un neonato ogni 4.000 nati vivi in Italia è colpito da paralisi cerebrale infantile, una delle più frequenti malattie neurologiche dell’infanzia. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

L’ISS coordinerà l’elaborazione di due distinte linee guida, una per i bambini e gli adolescenti e una per gli adulti, che saranno sviluppate nel corso di un anno e mezzo. La prima raccomandazione è attesa entro la fine dell’anno. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

La Regione Piemonte ha aperto sul proprio portale una nuova sezione tematica rivolta a persone con disabilità.

Diritti e opportunità, servizi, informazioni, notizie utili e approfondimenti in ambito di istruzione, lavoro, assistenza socio-sanitaria, trasporto, sport e tempo libero.

Vai al sito

Grazie a un investimento di 50 mila euro della società genovese di gestione del risparmio Yarpa, partità a breve un progetto quinquennale che vede uniti l’ospedale Gaslini e Area Onlus. Verranno introdotte innovazioni tecnologiche, che si configurano come strumenti molto potenti per migliorare la personalizzazione e la generalizzazione dei risultati degli interventi.

Area Onlus, l’associazione che ha creato e gestisce il nostro portale, è nata a Torino nel 1982 per dedicarsi all’assistenza delle persone con disabilità e delle rispettive famiglie. Dalla sua nascita a oggi oltre 15.000 persone hanno usufruito dei servizi di Area. Ogni anno vengono seguite circa 350 famiglie.

L’ospedale pediatrico Giannina Gaslini, fondato a Genova nel 1931 dal Senatore Gerolamo Gaslini, si prende cura del bambino dal concepimento all’età adulta oltre ad essere un policlinico pediatrico tra i più grandi in Europa. Riceve più del 42% dei ricoveri annui da altre regioni, con circa un migliaio di pazienti provenienti da oltre 70 paesi del mondo.

In presenza di invalidità o handicap, le spese sostenute per il computer e il tablet possono essere detratte dall’IRPEF (al 19%), quando questi strumenti “sono preposti ad assistere alla riabilitazione, o a facilitare la comunicazione interpersonale, l’elaborazione scritta o grafica, il controllo dell’ambiente e l’accesso alla informazione e alla cultura in quei soggetti per i quali tali funzioni sono impedite o limitate da menomazioni di natura motoria, visiva, uditiva o del linguaggio”

La legge di bilancio 2018 (Legge n. 205/2017), in vigore dall’1 gennaio, ha esteso questa possibilità alle spese per computer, tablet e strumenti tecnologici (compresi i software) compensativi nel caso di studente della scuola dalla primaria alla secondaria di II grado (“scuola superiore”) con certificazione DSA.

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A rispondere (e ad aiutare i medici a rispondere) ai dubbi dei cittadini arriva Dottoremaeveroche, nuovo sito della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo).

Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

La mutazione genetica all’origine della malattia dà un vantaggio evolutivo: protegge dalla malaria.

Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

L’alfa-mannossidosi è una patologia genetica rara; la Commissione europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio di un nuovo farmaco. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

L’indennità di frequenza e l’indennità di accompagnamento sono incompatibili con il ricovero a spese dello Stato (es. in ospedale).

Per questo motivo per i titolari di queste indennità era obbligatorio fino a quest’anno dichiarare annualmente gli eventuali giorni di ricovero. La dichiarazione si chiama “ICRIC” (Invalidità Civile – RICoveri)

Da quest’anno l’INPS e il Ministero della Salute hanno stipulato una convenzione, per la quale i dati relativi ai ricoveri verranno trasmessi automaticamente all’INPS, sollevando il cittadino da questa ennesima incombenza amministrativa.

Vai al comunicato dell’INPS

Anna Genni Miliotti alterna l’attività di formatrice ed esperta di adozione, con quella di scrittrice, impegnata soprattutto in temi sociali. Ha pubblicato molti libri tra i quali: Abbiamo adottato un bambino, Adolescenti e adottati, e la serie Fiabe per… parlare di adozione; Fiabe per… parlare di separazione e Fiabe per.. parlare di intercultura per Franco Angeli; Quello che non so di me per Fabbri e poi Rizzoli, Mamma di pancia e mamma di cuore e Serena, la mia amica, per Editoriale Scienza. Ha vinto numerosi premi letterari. Il suo ultimo lavoro si intitola Misakemiama ed è un romanzo dedicato a un tema perlopiù trascurato o ignorato dalla corrente letteratura per ragazzi e giovani adulti: quello della crescita e della scoperta dell’amore, in tutte le sue forme, da parte dei giovani con disabilità. Misakemiama è attualmente in cerca di un editore.

Come è nato Misakemiama?

Sono una esperta delle tematiche dell’adozione, affrontate in tanti miei libri per operatori, genitori, bambini e ragazzi, ed in progetti di formazione e docenza universitaria. Come scrittrice mi piace affrontare tematiche sociali, delle quali ho diretta esperienza, anche familiare. Sono infatti madre adottiva, ed uno dei miei figli è disabile. Certo la sensibilità non nasce solo da questo, ho lavorato anche con i bambini del terremoto dell’Aquila, e di recente di Norcia. Ho scritto e lavorato con i bambini sui temi della intercultura, delle ferite da separazione, delle molestie, e ne sono venuti sempre fuori dei libri, grazie ad editori sensibili. Ma non sempre è facile. Spesso incontro dei veri o malcelati tabù. I disabili sono sempre considerati come diversi, come un problema da risolvere, familiare e sociale. Mai come una risorsa. I disabili, maschi o femmine che siano, sono visti come degli innocenti bambini, che non crescono mai, e sono al centro di molti tabù. Ad esempio, sono considerati dai più privi di quegli impulsi sessuali propri dei cosiddetti normodotati. Quasi come se questo aspetto della loro fisicità desse fastidio, e mettesse in imbarazzo la società. Il progetto Misakemiama nasce per questo, per raccontare in maniera “normale”, la vita affettiva di una adolescente disabile, per farla scoprire come affatto diversa dagli altri.

Che scarto intercorre tra l’immagine del giovane con disabilità promossa dai media e dalla cultura (libri compresi) e quella reale?

I disabili in Italia sono trattati con accondiscendenza, quando non sono gravi e non danno fastidio. Con gentilezza, ma difficilmente con un senso di vera accoglienza. I media, libri compresi, sono spesso distratti. E quando interessati, si fermano ad affrontarne la fisionomia e gli atteggiamenti fanciulleschi. L’adulto, con le sue pulsioni, con il suo bisogno di inserimento, dal lavoro ad una vita autonoma, resta spesso fuori dalla loro attenzione.

A chi parla una romanzo come questo?

Il mio romanzo è pensato per adolescenti e adulti, la fascia forte dei lettori. Vuole parlare al loro cuore, alla loro sensibilità, che vuole accendere anche divertendoli. In fondo, le storie degli amori della protagonista e le sue avventure, anche quando si parla di bullismo, possono essere lette come comuni a tanti altri adolescenti. Non disabili.

Che ruolo può avere nella costruzione di una società più inclusiva?

I progetti per i disabili finiscono spesso a relegarli in un ghetto. Difficilmente disabili e non fanno attività insieme, sportive o ludiche. Forse mancano bravi operatori, o forse ancora non siamo pronti ad una società che sia veramente inclusiva. Stiamo ancora lottando per la integrazione, figuriamoci! Ed invece sappiamo bene che, quando inseriamo un disabile in una classe di bambini o ragazzi, o in un gruppo, questo contribuisce in maniera evidente e importante alla crescita di tutti. Una crescita nella sensibilità, nella comprensione, e che farà di questi bambini o ragazzi, degli adulti consapevoli e realmente accoglienti. Questa nostra società ne ha bisogno.

La redazione di Di.To ha avuto occasione di leggere in anteprima Misakemiama, l’ultimo lavoro di Anna Genni Miliotti. Queste le impressioni tratte:

La storia di Ilaria è semplice: parla di innamoramento, di crescita e di incontri tra ragazzi. E anche di avvicinamento al sesso e di interesse, fisico oltre che emotivo, per altre persone. Niente di nuovo, insomma, sul fronte dei romanzi che parlano di e ai ragazzi, se non fosse che Ilaria è una ragazza con ritardo mentale. E questo sì, rende il tutto nuovo, nuovissimo. Perché se è vero che, faticosamente, la disabilità si è ricavata un posto nelle storie per bambini e ragazzi, con una sua dignità e una sua complessità aderente al reale, è altrettanto vero che dell’amore, in tutti i suoi aspetti, dei giovani con disabilità non si parla invece mai e poi mai. È ancora un tabù, un argomento che si ignora o si rinnega in favore di una visione epurata e candida dell’handicap che ci restituisce giovani senza alcuna pulsione. E invece Anna Genni Miliotti, scrittrice per ragazzi e mamma di una ragazza con disabilità, rifiuta con forza questa visione falsata e scrive una storia in cui si percepisce a pelle che il coinvolgimento è tanto e che la posta in gioco è grossa. Con ironia ma anche con un certo carico di pensiero, Misakamiama rispecchia l’esperienza di tanti giovani con disabilità, mettendo in luce la peculiarità ma anche l’inattesa normalità dell’amore da loro provato, vissuto e fortemente cercato. Il romanzo è al momento in cerca di un editore che a quelle esperienze dia risonanza e voce, contribuendo a diffondere una conoscenza meno stereotipata della disabilità.

Area onlus ringrazia Anna Genni Miliotti per la disponibilità.

Immagine tratta da https://www.interlinea.com/autore-anna-genni-miliotti-295933.html

Dal mese di febbraio sono aperte le iscrizioni per i laboratori di Area onlus (dipartimento “Filo Rosso”), dedicati a ragazzi e giovani con lieve disabilità intellettiva.

A mente aperta, percorso centrato sul potenziamento/mantenimento cognitivo, con l’obiettivo di stimolare e mantenere attive le competenze cognitive acquisite nel proprio percorso di studi e di migliorare le competenze di apprendimento in chi frequenta le scuole superiori.

mente aperta

Comprende un modulo letterario-artistico – in cui vengono letti e analizzati testi tratti dai classici della letteratura e opere dei maggiori artisti- e uno scientifico/pratico- in cui si  approfondirà la conoscenza dei fenomeni scientifici naturali in cui ci troviamo immersi.

Un percorso costruito con una formula didattica comprensibile e accattivante, trattata con presentazioni multimediali, esperimenti, letture e giochi.

Organizzazione: il percorso comprende 15 incontri, a cadenza settimanale il lunedì, dalle 9,30 alle 12,30.

Contributo: 350 euro all’anno. Inoltre occorre versare la quota annuale di 50 euro di  tessera associativa.

Il laboratorio verrà avviato con un minimo di 4 partecipanti.>

Conduzione: Dott.ssa Giovanna Zappalà, affiancata da tirocinanti dell’Università degli studi di Torino.

Gestione dell’ansia e delle emozioni con le tecniche integrate di rilassamento, percorso che integra tecniche di rilassamento progressivo, di training autogeno e di mindfulness, centrato sul respiro consapevole. Migliora l’equilibrio tra mente e corpo, in quanto favorisce il rilascio di tensioni muscolari, con la conseguente diminuzione dei pensieri intrusivi e la riduzione degli stati d’ansia, una maggiore calma e serenità. Consiste in semplici esercizi – studiati appositamente per ragazzi e giovani con fragilità e disabilità- per apprendere la respirazione diaframmatica, le varie tecniche di rilassamento e le modalità di visualizzazione delle emozioni, termina con un momento di confronto e condivisione dei vissuti emersi.

Yoga

Organizzazione: Il primo modulo comprende 5 incontri, il mercoledì (ogni 15 giorni) dalle 16,30 alle 18,00. (mercoledì 21 febbraio; 7 e 21 marzo, 4 aprile e 28 aprile).

Contributo: 50 euro. Inoltre occorre versare la quota annuale di 50 euro per l’Area pass.

Conduzione: dott.ssa Nadia Marabese

 

Informazioni e iscrizioni: Area onlus 011837642

nadiamarabese@areato.orgfilorosso@areato.org

Pubblichiamo la seconda e la terza di tre interviste ad atleti paralimpici, che coniugano lo sport ad altissimi livelli con lavoro, relazioni affettive, disabilità.

Le interviste si sono svolte nell’ambito della giornata internazionale della disabilità, in cui presso il Liceo Juvarra di Venaria Reale (TO), gli studenti hanno potuto conoscere questi atleti, confrontarsi con loro su diversi temi, vivere una giornata di sport e vita.

Elisa Mijno, nata nel 1986, è atleta paralimpica e medico chirurgo specializzanda in chirurgia ortopedica.

Marco Dolfin, classe 1981, chirurgo ortopedico, è un nuotatore della Nazionale paralimpica, detentore in vasca di numerosi record; ha partecipato alle Olimpiadi di Rio 2016. E’ sposato e padre di due gemelli.

 

Ciao Elisabetta. Come ti sei avvicinata allo sport?

Prima dell’incidente ho praticato vari sport a livello amatoriale: sci, judo e danza (mia madre aveva provato a farmi fare un’attività sportiva femminile), equitazione.

 

Da quanto tempo ti trovi in carrozzina?

Da quando avevo 5 anni, per un incidente automobilistico.

 

E come ti sei avviata allo sport agonistico?

Ho iniziato tiro con l’arco per curiosità, invitata a provare a da una vicina di casa, dopo essermi accostata a diversi altri sport. Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita; l’agonismo è stato un passaggio naturale.

 

Marco, prima dell’incidente praticavi sport?

Prima dell’incidente, avvenuto a 30 anni, nel 2011, giocavo a Hitball. Precedentemente avevo in ogni caso sempre praticato sport, fra cui anche il nuoto.

 

Come mai dopo l’incidente ti sei avvicinato allo sport agonistico?

Se Hitball, che è scarsamente conosciuto ed è diffuso prevalentemente a Torino, avesse avuto un circuito agonistico, mi ci sarei certamente cimentato. Dopo l’incidente, in unità spinale ho avuto la possibilità di provare alcuni sport, a partire dal tennis tavolo (ping pong); dalle dimissioni in poi mi sono riavvicinato al nuoto, che già avevo praticato durante l’infanzia. Poiché ho sempre puntato in alto, il passaggio alla carriera agonistica per me è stato naturale.

 

Elisa, i tuoi genitori ti hanno sempre supportata?

Sì, hanno capito che per me e mia sorella lo sport era molto importante ed erano loro stessi a spingermi a praticarlo; forse ne coglievano l’aspetto di socialità, anche perché a quell’epoca non c’erano contesti sportivi riservati alle persone con disabilità, come ora, per cui lo sport era molto più inclusivo sul piano delle relazioni.

La mia grossa fortuna forse è stata quella di fare cose non per disabili: le palestre non erano accessibili, quindi ho dovuto imparare subito ad essere autonoma anche in condizioni sfavorevoli, ad aguzzare l’ingegno per adattarmi. Inoltre gli allenatori non erano specializzati sule disabilità, per cui anche loro hanno imparato a rapportarsi con il mio fisico.

 

Marco, chi ti ha supportato di più?

L’incidente è avvenuto in un momento particolare della mia vita: avevo appena iniziato a lavorare e mi ero sposato da un mese e mezzo. E’ stato fondamentale affrontare tutte le difficoltà insieme a mia moglie Samanta. Nei miei momenti grigi c’era lei a spingere, nei momenti di tristezza sua c’ero io.

 

Secondo voi i genitori quanto si devono fare carico per permettere a un bambino con disabilità di praticare sport? Ci sono sicuramente più difficoltà logistiche, un carico psicologico maggiore, ecc.

E. Più noi persone con disabilità facciamo le cose come le fanno gli altri, meglio è. Come sportiva vedo genitori che stanno addosso al figlio in modo imbarazzante… gli montano e smontano l’arco. Credo che sia normale che un genitore, vedendo un figlio già in difficoltà e voglia togliergliene qualcuna, ma penso sia controproducente. Alcuni genitori seguono i figli nei raduni nazionali. Per alcune funzioni fisiologiche è importante, ma tolte queste, i ragazzi devono imparare a cavarsela da soli.

M. Un comportamento protettivo è certamente comprensibile, ma in realtà il risultato è una diminuzione nella capacità di autonomizzarsi, di farcela da soli, cosa di cui avranno certamente prima o poi bisogno.

 

Elisa, perché lo sport è così importante secondo te?

E’ certo importante imparare a saper chiedere aiuto, ma scoprire che ce la si può fare da soli in un contesto aiuta ad avere più fiducia in se stessi anche in contesti diversi, per esempio nell’avere rapporti interpersonali normali, avere un fidanzato o una fidanzata.

Finché non sei in grado di gestirti da solo può prevalere il dubbio di non farcela.

Lo sport aiuta in generale, ma per un bambino in carrozzina incontrare un altro bambino con le stesse difficoltà che ce la fa, lo aiuta moltissimo a non disperarsi, a capire che se ci riesce l’altro può farcela anche lui.

In ospedale sono l’atleta, per i miei compagni della nazionale sportiva sono il medico. Devo dire che a volte io stessa mi dimentico della mia disabilità: può capitare che prenoti presso una struttura e una volta arrivata magari trovi delle barriere architettoniche, perché al momento della prenotazione non ho pensato di precisare che sono in carrozzina.

 

Marco, secondo te praticare un’attività sportiva per un bambino con disabilità lo apre verso le relazioni esterne?

Certamente, lo sport a tutti i livelli, e al della disabilità, apre verso le relazioni. Nella mia esperienza è stato fondamentale e lo sarà per molto.

 

Quanto conta a livello di identità praticare uno sport?

E. La carrozzina c’è ed è inutile negarlo, ma avere un lavoro, praticare uno sport, avere una famiglia, sono tutti tasselli importanti di uno stesso puzzle, che ci permette di proporci prima come persone e poi come persone-in-carrozzina.

M. Essere uno sportivo o riconoscersi in un lavoro sicuramente aiuta a proporsi come individuo e non come “disabile”.

 

Per un genitore questo rappresenta un messaggio importante: smettere di vedere la carrozzina come il Problema che impedisce di vivere una propria vita. Tolta la carrozzina, tutto si risolve.

M. Si, ma il traguardo di costruirsi come individuo si raggiunge più facilmente se i genitori non sono troppo pressanti. Lo sport anche in questo aiuta molto, figli e genitori, ad avere fiducia nelle capacità del bambino o ragazzo in carrozzina di percorrere la propria strada.

 

Area onlus ringrazia Elisa Mijno e Marco Dolfin

 

Ogni anno, l’INPS richiede ai titolari di prestazioni economiche d’invalidità civile, l’attestazione della permanenza o meno dei requisiti amministrativi previsti dalla legge per il loro riconoscimento (articolo 1, legge 23 dicembre 1996, n. 662, e legge 24 dicembre 2007, n. 247)

I minori titolari di indennità di accompagnamento e dell’indennità di frequenza devono presentare il modello ICRIC, per dichiarare eventuali periodi di ricovero o, in caso di minori di età compresa tra i 5 e i 16 anni, la frequenza scolastica obbligatoria o quella di centri ambulatoriali.

Per i minori tra i 5 e 16 anni si deve dichiarare:

•  la cessazione della frequenza scolastica;
•  il cambio di scuola rispetto all’anno scolastico precedente;
•  il trasferimento ad altro istituto scolastico,
•  il passaggio di grado di istruzione. In tal caso devono essere indicati i riferimenti del nuovo istituto scolastico (nome della scuola, indirizzo completo, codice fiscale o partita IVA, indirizzo di posta elettronica o PEC).

Le dichiarazioni di responsabilità si presentano online attraverso il servizio dedicato oppure con la collaborazione degli intermediari abilitati. In alternativa, possono essere presentate tramite Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164164 da rete mobile.

La presentazione della dichiarazione è obbligatoria in particolare nel caso in cui il minore sia stato ricoverato per almeno 24 ore in una struttura pubblica a carico dello Stato, o dell’Ente pubblico (es. ricovero ospedaliero).

Dal 2018 l’ICRIC non è più necessaria.

Ultimo aggiornamento 26/3/2018

Da uno studio italiano pubblicato sulla rivista Scientific Reports emerge che la percezione dei bambini con dislessia è, per alcuni aspetti, opposta ai bambini con sviluppo tipico. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

In Piemonte le persone affette da malattie rare hanno diritto all’esenzione dal pagamento del ticket anche sui farmaci di Fascia C.

Leggi come ottenere i farmaci

Pubblichiamo la prima di tre interviste ad atleti paralimpici, che coniugano lo sport ad altissimi livelli con lavoro, relazioni affettive, disabilità.

Le interviste si sono svolte nell’ambito della giornata internazionale della disabilità, in cui presso il Liceo Juvarra di Venaria Reale (TO), gli studenti hanno potuto conoscer questi atleti, confrontarsi con loro su diversi temi, vivere una giornata di sport e vita.

Patrizia Saccà è stata atleta della Nazionale paralimpica Tennis-tavolo dal  al 2013; ha partecipato a due paralimpiadi: Barcellona (medaglia di bronzo) e Pechino. Ha chiuso la carriera agonistica con i World master games 2013 (Torino), vincendo due medaglie d’oro e una d’argento con atlete senza disabilità. Attualmente è Allenartore di tennis-tavolo in ambito dilettantistico, riabilitativo e agonistico e Istruttore di Yoga. Utilizza la carrozzina da oltre 45 anni.

 Ciao Patrizia, ti chiedo subito come ti sei ritrovata sulla sedia a rotelle

Avevo 13 anni, giocavamo a palla su un terrazzino privo di protezioni. Per prendere la palla inciampai e mi fratturai la spina dorsale. Avevo 13 anni.

…In piena adolescenza!

In piena adolescenza, sì. E’ stata dura. Erano anche anni differenti da oggi, la società era meno preparata.

L’adolescenza è un’età molto importante per la costruzione dell’identità. Tu come ti sei costruita un’identità non da persona disabile, ma da sportiva?

Incontrai presto un medico che mi disse “Dimentica la tua disabilità”. La disabilità c’è, si vede ed è inutile negarla. Non poter vedere o camminare non è il normotipo. Quindi non ho mai negato o rimosso la mia disabilità, ma non ho nemmeno reso la sedia la protagonista della mia vita. Per es. recentemente sono andata in India da sola e a breve ci ritornerò per fare volontariato. Cerco di fare al meglio con quello che ho. A questo proposito, mi ha fatto molto piacere oggi parlare a questi studenti liceali, perché ritengo che questi momenti pongano le basi per una non emarginazione.  

Praticavi uno sport agonistico?

Andavo a cavallo, avevo appena cominciato l’agonismo. Inoltre nuotavo e facevo danza classica. Mi arrampicavo sugli alberi. Usavo molto il corpo, credo che lo sport abbia sempre fatto parte di me.

Secondo te il passaggio allo sport agonistico ci sarebbe stato senza la tua disabilità?

Sì, già da ragazzina volevo emergere e avere un riconoscimento sul piano agonistico, come un forma egoica a supporto dell’autostima.

Chi ti ha supportato di più?

Sicuramente mia madre, una donna molto tenace e coraggiosa; l’assenza di mio padre mi ha spinta a cercare autostima nello sport. Appena usciti dall’ospedale abbiamo fatto una grande festa. Quando è stato il momento di lavare i piatti mia madre ha chiesto retoricamente: “E ora i piatti chi li lava?”. Io ero l’ultima persona alla quale credevo pensasse, anzi non mi ero nemmeno posta il problema. Invece lei alludeva proprio a me: “Sei in carrozzina, ma le mani le hai buone, puoi lavarli esattamente come prima”. L’ho odiata per questo atteggiamento, ma mi ha insegnato che avevo ancora delle risorse, che la sedia non aveva annullato. Oltre mia mamma, le persone che mi hanno spinta, sono state tantissime nel corso della mia vita: Roberto mio marito con cui ho ancora un rapporto meraviglioso, e tanti coach della società e della Federazione, gli amici, ho incontrato davvero tante persone meravigliose!

Come ti sei avvicinata al tennis tavolo?

Ho iniziato con sport-uomo 80 (“Sportuomo Torino 80” fu una manifestazione sportiva relativa al rapporto fra uomo e sport in contesti naturali – correre, nuotare, saltare, ecc. – n.d.r).Erano pochissime le donne (con disabilità? ndr) che praticavano sport. Ho provato moltissimi sport, ma non mi piaceva l’ambiente della disabilità, essere riconosciuta come persona come persona con disabilità. Scelsi Tennis Tavolo perché potevo gareggiare con persone senza disabilità: era il mio modo di combattere al tempo l’emarginazione … erano anni diversi da oggi,  oggi si è  riconosciuti come Atleti, negli anni 80 questo sport era considerato più un passatempo. Il CIP (Comitato Italiano Paralimpico ndr) e tutte le Società e Federazioni hanno lavorato molto affinché venissimo riconosciuti come atleti, infatti alcuni Atleti Paralimpici oggi sono assunti nei corpi militari. Questo è un grande successo del lavoro fatto da tutti noi negli anni, compresa me. Ho praticato comunque molti altri sport, fra cui sci, sub e scherma, disciplina con la quale recentemente ho vinto una medaglia. La prossima settimana diventerò il primo istruttore di yoga in carrozzina: nella tesi presento il Saluto al Sole per persone in carrozzina, che uscirà in un mio libro su questo argomento, di prossima pubblicazione. Vorrei rendere utile tutta la mia esperienza in carrozzina ad altre persone con disabilità.

Sei riuscita a vivere di sport?

Per trentacinque anni ho lavorato in ospedale come impiegata, presso vari reparti. E’ stata una battaglia anche questa, perché c’era il pregiudizio che una persona con disabilità non potesse svolgere un lavoro a contatto con il pubblico….Successivamente, essendo arrivata ad alti livelli, ho avuto gli sponsor, poi sono diventata istruttrice. Ora insegno in Unità spinale a Torino e ad Alessandria e alleno in palestra chi desidera avviarsi alla carriera agonistica.Collaboro con Freewhite (Sestriere) – associazione sportiva  di Sport invernali e multi-sport estivi per persone con qualsiasi disabilità , anche intellettiva: sono un Allenatore dello Staff da 7 anni.

Pensi che lo sport possa aiutare un bambino o un adolescente ad avere relazioni migliori al di fuori dell’ambito della sua squadra, o a proporsi diversamente?

Penso che lo sport faccia bene a tutti, al figlio di una famiglia problematica come al ragazzo disabile. Di sicuro lo sport rende liberi… nel senso di autonomi, liberi da genitori spesso troppo ansiosi e sfiduciati sulle potenzialità del proprio figlio.

Avresti dei consigli da dare a questi genitori?

Non stare troppo addosso ai loro figli e dare loro fiducia, lasciarli liberi, fuori e dentro allo sport. In unità spinale mi è capitato di assistere a madri che … “si rimettono nella pancia” figli ormai uomini maturi! Non avevo apprezzato nell’immediato la spinta a cavarmela da sola quando arrivò da mia madre, ma con il senno di poi devo soltanto ringraziarla. Ho avuto una vita del tutto normale, anche nelle relazioni affettive e nelle crisi di coppia, con uomini normodotati. Non ho avuto figli anche perché mi sono dedicata molto alla carriera agonistica (tra Barcellona e Pechino ho provato a riqualificarmi per altre due Paralimpia di, mancandole entrambe per una sola posizione!). Tutto questo perché sono stata educata a mettere la carrozzina tra parentesi.

A che età è consigliabile iniziare tennis-tavolo?

Puoi iniziare anche a 7-8 anni. A quell’età non fai propriamente tennis tavolo, ma giochi piuttosto a “ping pong”, sia perché è più motivante, sia perché allenarsi per ore al giorno con la racchetta significa crescere muscolarmente in modo asimmetrico. I ragazzi più grandi infatti fanno anche tutta una serie di esercizi per compensare la muscolatura controlaterale, cioè relativa alla parte del corpo che usano di meno durante l’allenamento. Vorrei chiudere con il mio motto: “Non è normale avere una disabilità perché toglie qualcosa ..ma è normale fare di tutto perché l’accento non sia posto  su ciò che non c’è” 

Area Onlus ringrazia Patrizia Saccà. 

Immagine tratta da https://www.heyoka.it/home/yoga-e-disabilita-binomio-possibile/

Permessi lavorativi, malattia del figlio, ferie

Nello stesso mese lo stesso genitore può fruire dei tre giorni di permesso lavorativo (Legge 104, art. 33) e dei giorni per malattia del figlio.

Nel caso in cui nello stesso mese il genitore abbia fruito di alcuni giorni di ferie, i giorni di permesso retribuito non si riducono proporzionalmente ai giorni effettivamente lavorati, cioè rimangono comunque tre.

I giorni di ferie e la tredicesima, inoltre, non vengono decurtati se il lavoratore fruisce dei tre giorni di permesso retribuito. Il TRF non viene ridotto in proporzione ai giorni di assenza dal lavoro per fruizione dei tre giorni di permesso mensile retribuito.

Congedo straordinario e ferie

Il congedo straordinario, contrariamente al permesso retribuito, incide negativamente sulle ferie e sulla tredicesima e sul trattamento di fine rapporto (D Lgs 151/01, art42, comma 5 quinquies).

 Aggiornato il: 7/11/17

Si chiamano ceroidolipofuscinosi neuronali (CNL) e sono un gruppo di rare malattie neurodegenerative accomunate dal fatto che sono caratterizzate da un accumulo di sostanze dannose all’interno delle cellule. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

Una volta affrontato l’iter per la presentazione della domanda di accertamento di invalidità civile e dopo aver sostenuto l’accertamento medico legale, uno o due mesi dopo riceverete il verbale di invalidità tramite posta raccomandata.

Se sul verbale è riportata una dicitura di invalidità e vostro figlio/a avrà diritto a un’indennità economica, potete farne richiesta all’INPS.

I passaggi per richiedere l’indennità di frequenza o di accompagnamento sono i seguenti:

1. Recatevi insieme, come genitori, in banca o in posta per chiedere l’apertura di un libretto intestato a vostro figlio; esiste la possibilità di firmare in due momenti distinti, ma il conto viene aperto soltanto con entrambe le firme;

2. La banca vi consegnerà l’IBAN del conto di vostro figlio

3. Una volta ottenuto l’IBAN comunicatelo all’INPS tramite il portale dell’INPS (modello AP70) o tramite il CAF con cui avevate presentato la domanda di accertamento d’invalidità

INPS – Come richiedere un sostegno economico per invalidità civile

 

NB: i prelievi sono consentiti soltanto in presenza di entrambi i genitori

Da maggio 2014 a Torino non occorre più l’autorizzazione da parte del giudice tutelare

 

Aggiornato al 22 marzo 2022

È troppo presto per poter stabilire un legame di causa ed effetto, ma un’ associazione esiste e merita di essere indagata più a fondo. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

Nello sviluppo dell’autismo i geni contano più di quanto finora si pensasse. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

Area onlus, con i laboratori di Dito e la mostra Vietato non sfogliare, è lieta di essere stata invitata a partecipare al festival Tuttestorie, Cagliari.

 

Vai al programma

Lo stress cronico può colpire bambini e adolescenti. Un nuovo studio dimostra che le strategie adattative sono le più efficaci e fornisce indicazioni ai genitori per non sbagliare. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

In 20 anni la medicina neonatale ha fatto molti progressi aumentando il numero dei nati vivi e riducendo il pericolo di disabilità gravi. Ma i prematuri sono ancora oggi più esposti a disturbi del linguaggio e problemi della sfera relazionale ed emotiva. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

I pazienti con deficit dell’attenzione e iperattività impiegano un’ora e mezza di più a entrare nel sonno profondo rispetto alla popolazione generale. Da qui, il sospetto di un legame tra insonnia e disturbo neurologico. Un nuovo studio attribuisce un ruolo importante al ritmo circadiano. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.

 

Sara Coccolo è referente provinciale per il settore Inclusione dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Torino.

Laurea in Lingua e letteratura inglese, docente presso il Liceo Classico Europeo annesso al Convitto Nazionale Umberto I, ha svolto  funzione di  vicaria del Rettore dal 2000 al 2012. Dal 2012 è distaccata presso l’ufficio V USR Piemonte – ambito di Torino –  in qualità di referente per l’inclusione degli studenti con disabilità e altri Bisogni Educativi Speciali , per la Promozione della Salute e per l’Orientamento nelle scuole di Torino e Città Metropolitana. Da tre anni segue il progetto Superiamoci per l’inserimento degli allievi con autismo nelle scuole secondarie di II grado ed è membro del Comitato Tecnico Scientifico del Master in Didattica e psicopedagogia degli alunni con disturbi dello spettro autistico attivato presso l’Università di Torino, Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione per l’a.a. 2016/17. In qualità di rappresentante del’UST di Torino, ha partecipato ai lavori della Commissione Inclusione attivata presso il Comune di Torino – Assessorato all’Istruzione – nell’ambito della Conferenza Cittadina delle Autonomie Scolastiche che ha lavorato all’Accordo di programma per l’inclusione scolastica e formativa dei bambini con Bisogni Educativi Speciali, siglato nel 2016.

 

Vorrei iniziare chiedendoti qualche informazione sull’Accordo di programma comunale per l’inclusione scolastica e formativa dei bambini e alunni con Bisogni Educativi Speciali. Quali sono gli aspetti più significativi e innovativi del documento?

Intanto, credo, vada ricordato che l’Accordo di Programma comunale per l’inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali, siglato lo scorso marzo, è il primo mai sottoscritto per la Città di Torino, quindi di per sé costituisce un risultato molto rilevante. È stato sottoscritto da tutte le istituzioni operanti sul territorio della Città di Torino che a vario titolo sono coinvolte nell’erogazione di servizi e attività per gli allievi con disabilità e altri bisogni educativi speciali. L’aspetto più significativo del documento è stato, credo, il tentativo portato avanti dalle diverse  parti coinvolte nel non accontentarsi di sottoscrivere  una mera dichiarazione di intenti che rimanesse poi solo sulla carta.

Vista l’oggettiva difficoltà in  cui ci si trova nel fronteggiare una complessità sempre più crescente, è stata da tutti condivisa l’idea  che ci si dovesse  impegnare per trovare punti di sintesi integrati e concreti che potessero migliorare l’efficacia dei vari interventi che ciascuna istituzione, per proprio mandato, si trova ad erogare. Ecco perché si è deciso che ciascun ente firmatario dovesse mettere a disposizione degli altri i  propri dati sull’inclusione. Solo conoscendosi reciprocamente sarebbe stato possibile  individuare ed elaborare interventi integrati, auspicabilmente più efficaci ed efficienti. Il fatto poi che ogni scuola, in quanto istituzione scolastica autonoma, dovesse sottoscrivere l’accordo, ha portato ad elaborare una nuova versione del Piano Annuale dell’Inclusività, che è diventato l’unico documento che le scuole devono elaborare sul tema dell’inclusione. La nuova scheda del PAI è stata strutturata per  essere importata in un database e permettere così una lettura completa e analitica dei  dati.

Un altro aspetto che sottolineerei è l’approccio interdisciplinare  che si è cercato di costruire al tavolo che ha elaborato l’Accordo. Era convinzione di tutti che soltanto una  visione multiprospettica dei problemi e dei processi potesse fare la differenza. Faccio un esempio concreto: alcuni nodi procedurali emersi dall’applicazione delle norme regionali sulle certificazioni di disabilità rendono molto difficoltoso il completamento del profilo descrittivo di funzionamento, così come prevede la norma.  Le decisioni assunte congiuntamente al tavolo propongono delle soluzioni che dovrebbero rendere il percorso certificatorio meno tortuoso, con beneficio di tutti.

Infine, grazie alla pubblicazione e diffusione di una versione sintetica dell’Accordo, tradotto anche nelle lingue straniere più rappresentative, dovrebbe essere più facile per le famiglie, e per le scuole, orientarsi.

Passerei ora alla sperimentazione del nuovo PAI (Piano Annuale dell’Inclusione) regionale. Durante l’anno scolastico 2015/2016 è stato proposto ad alcuni territori (Asti, Alessandria, Vercelli, Torino) prima di essere esteso a tutto il territorio regionale. Quali sono i risultati della sperimentazione rispetto alla validità del modello e alla modalità di compilazione e utilizzo? Possiamo dire che gli obiettivi che l’Ufficio Scolastico Regionale si era posto, ovvero ottimizzare i tempi di compilazione, evitare le ripetizioni e gli adempimenti doppi, sono stati raggiunti?

Come ho accennato, la sperimentazione del PAI digitale è uno dei risultati ottenuti con l’accordo di programma di Torino. Nel momento in cui abbiamo pensato di far compilare alle scuole una scheda per la trasmissione dei dati sull’inclusione, abbiamo pensato che il PAI, strumento di analisi e rendicontazione introdotto dalla CM 8/2013, fosse lo strumento migliore. La  scheda del PAI originaria aveva però la struttura di una semplice check list in formato word, che non permetteva una raccolta dei dati né di tipo quantitativo, né tantomeno qualitativo. Poteva essere utilizzata per un uso interno e autoreferenziale da parte delle scuole, ma non permetteva di attivare analisi e riflessioni a livello territoriale . Grazie alle competenze informatiche messe a disposizione dai tecnici della CM abbiamo costruito un database che importa i dati trasmessi da ciascuna scuola. Abbiamo chiesto alle scuole dati sia quantitativi che qualitativi che raccolgono le informazioni sui BES, sulla popolazione scolastica e le indicazioni su come le scuole si organizzano e gestiscono la complessità delle classi.  Lo scorso 15 dicembre abbiamo presentato i primi dati aggregati alle scuole della Città di Torino e presto presenteremo quelli della ex provincia. L’abbiamo intesa come una restituzione alle scuole del lavoro svolto, un’occasione per per fare il punto e riflettere insieme per progettare migliori politiche inclusive sul territorio.

Quali novità ha introdotto il nuovo modello di PAI, o meglio Scheda per l’accordo-PAI?

La scheda chiede i dati relativi a tutti gli allievi BES, così come suddivisi nelle 3 grandi categorie contenute dalla CM 8: disabilità, disturbi evolutivi specifici, svantaggio. Chiede anche informazioni sulle risorse personali e finanziarie messe in campo dalla scuola, sugli investimenti organizzativi e gestionali sul tema dell’inclusione. La situazione sulla formazione docenti e il livello di coinvolgimento delle famiglie per l’elaborazione dei PDF, PEI e PDP .

Che cosa comporta il passaggio al nuovo PAI per le famiglie?

Il PAI è uno strumento che la scuola utilizza per fare il punto sulla propria inclusività e va da sé che, se ben utilizzato al proprio interno,  genera riflessioni che possono evolvere in politiche inclusive più efficaci. In questo senso le famiglie possono trarne vantaggio. Una scuola che ragiona su se stessa e cerca di migliorare è una scuola che prova a trovare delle soluzioni da offrire ai propri allievi e alle loro famiglie.

A partire dall’a.a. 2016-2017 il nuovo PAI informatizzato è stato esteso alle scuole piemontesi che desideravano adottarlo. Quante scuole hanno deciso di adottarlo?

Grazie alla collaborazione con l’Ufficio IV dell’USR, oltre che a Torino, la sperimentazione del nuovo PAI è stata avviata anche nelle province di Asti, Alessandria, entrambi diretti dal dott. Calcagno e a Vercelli, che è diretto dallo stesso dirigente di Torino, il dott. Catania. Alla luce dei primi risultati fin qui conseguiti, altre province hanno manifestato l’interesse ad adottarlo per il prossimo anno. E’ un processo che va condiviso e sostenuto a livello regionale e portato avanti dagli Uffici Scolastici Territoriali.

Per quanto riguarda l’a.s. 2015/16, tutte le scuole statali di Torino e Città Metropolitana hanno adottato il nuovo PAI e circa la metà delle scuole non statali che rappresentano però circa il 70% dei  loro studenti . So che anche nelle province di Asti ed Alessandria hanno adottato il nuovo PAI il 100% delle scuole statali.

Uno dei vantaggi dell’informatizzazione dei PAI è poter estrapolare dati che possono essere più facilmente elaborati. Cosa ci dicono i PAI relativi all’a.a. 2015-2016?

Il database è molto ricco di informazioni grazie alle quali riusciamo a quantificare la presenza degli allievi con Bisogni Educativi Speciali nelle scuole. Come è noto, i primi due gruppi di questi allievi ( disabilità e disturbi evolutivi specifici) sono individuati dalla presenza di una certificazione sanitaria. Per le scuole quindi è relativamente facile identificarli. Molto più complessa si è rivelata l’individuazione degli allievi del terzo gruppo: quelli dello svantaggio ( linguistico-culturale, socio-economico, comportamentale/relazionale) per i quali la scuola, in autonomia, predispone misure di individualizzazione didattica. La rilevazione del PAI mette in luce percezioni molto diverse tra le scuole e misure didattiche ed educative molto variegate. E’ una delle questioni su cui ci pare si debbano fare degli approfondimenti a livello territoriale. Il PAI, inoltre, consegna all’USR e alle istituzioni coinvolte nell’erogazione dei servizi per l’inclusione, una fotografia piuttosto oggettiva di dove si concentrano le difficoltà, utile per orientare interventi di supporto e di formazione.

Quanti allievi con BES erano presenti a Torino nell’anno scolastico appena trascorso? Com’erano suddivisi?

Nelle scuole statali di Torino abbiamo registrato 3123 allievi con disabilità, 5930 con disturbi evolutivi specifici ( di cui il 70% con DSA) e 7468 allievi rilevati dalle scuole come allievi con svantaggio. Gli allievi con disabilità rappresentano mediamente dall’1,5% della scuola dell’infanzia al 3,9% della scuola secondaria di I grado, mentre i disturbi evolutivi specifici si attestano sul 3,5% nella primaria per salire al 5,8% della scuola secondaria di II grado, fino al 7,9% della scuola secondaria di I grado. Sono numeri che ci fanno comprendere la portata dei problemi e la percezione da parte dei docenti di essere spesso sopraffatti.

Quali progetti sta portando avanti l’Ufficio Scolastico Territoriale in relazione all’inclusione degli alunni con BES?

L’Ufficio Inclusione dell’UST di Torino, diretto dal dott. Antonio Catania, presso cui sono distaccata da ormai quattro anni, ha il compito istituzionale di distribuire l’organico di sostegno alle scuole della CM di Torino. Questa operazione avviene sulla base delle informazioni che raccogliamo sui singoli casi di disabilità che le scuole ci segnalano. Tenendo conto che su Torino abbiamo superato i 7000 casi di disabilità, l’aggiornamento della situazione presenta una certa complessità che gestiamo in team, in modo da assicurare la massima continuità al processo.

Oltre a questo compito, diciamo ordinario, grazie ad alcuni tavoli inter-istituzionali operativi presso l’UST, come il GLIP (dalla L. 104/92), progettiamo e predisponiamo numerose occasioni formative per i docenti sul tema dell’inclusione. Abbiamo appena concluso una serie di incontri formativi per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria sulle tecniche e strategie per il potenziamento cognitivo degli allievi con disabilità intellettiva. Sono incontri che hanno riscosso un notevole interesse. Siamo anche molto attivi nel supportare le reti locali per l’inclusione, come quella della rete La Musica  del Corpo, della Mente e del Cuore, che incentra la propria azione nel promuovere inclusione sociale e potenziamento  cognitivo attraverso la pratica della musica d’insieme e corale.

Tra le tante attività organizzate dall’UST di Torino, va citato il corso di I livello sull’autismo che abbiamo appena concluso, frequentato da più di 200 docenti del nostro territorio. Il corso si inserisce nella cornice più ampia del progetto Superiamoci, ideato e realizzato con ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), la Città Metropolitana di Torino, l’Associazione d’Idee Onlus, l’ Associazione Museo Nazionale del Cinema e con la valutazione da parte della FGA. Superiamoci è finalizzato a favorire l’inclusione degli allievi con Disturbo dello Spettro Autistico al primo anno delle scuole secondarie di II grado. Il progetto si avvale della preziosa e competente collaborazione di un’equipe multidisciplinare di operatori, esperti di autismo, che accompagna i ragazzi nel passaggio tra il I e il II ciclo, oltre ad offrire competenze specifiche agli insegnanti di sostegno della scuola accogliente. Gli operatori svolgono, inoltre, in collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema di Torino, azioni per la sensibilizzazione del contesto classe in cui l’allievo è inserito. Obiettivo principale del progetto è quello di offrire a questi adolescenti l’opportunità di continuare il loro percorso di studi valorizzando e implementando le loro capacità, con la finalità prioritaria di acquisire competenze utili per un inserimento lavorativo. Il processo di valutazione qualitativa di Superiamoci, condotta dalla Fondazione Agnelli, ha messo in luce il valore di questo progetto, condotto in sinergia tra diversi soggetti, e ha ben individuato le caratteristiche che possono trasformare questa buona pratica in un modello di riferimento trasferibile ad altri contesti.

 

Area onlus ringrazia Sara Coccolo. 

Bonus asilo nido e assegno unico universale

Dal 1 gennaio 2022 è possibile presentare domanda per l’assegno unico universale, che verrà riconosciuto a partire da marzo 2022.

L’assegno unico sostituisce una serie di misure precedenti a sostegno delle famiglie:

Il bonus asilo nido

Con la legge di Bilancio 2020 era diventato definitivo il cosiddetto “bonus asilo nido” destinato ai genitori di bambini nati o adottati dal 2016 in poi affetti da gravi patologie croniche, per pagare l’asilo nido o forme alternative di supporto domiciliare.

Il bonus asilo nido non viene assorbito dall’assegno unico di cittadinanza e pertanto resta in vigore.

Cos’è il bonus asilo nido?

E’ un importo erogato dall’INPS per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e di forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

L’importo annuo, misurato in base al”ISEE minori, è suddiviso in 11 rate mensili, fino a un massimo complessivo di 3000 euro.

In ogni caso, il bonus non potrà superare la spesa sostenuta per il pagamento della retta.

Il bonus per assistenza domiciliare viene erogato dall’INPS a seguito di presentazione da parte del genitore richiedente, che risulti convivente con il bambino, di un attestato rilasciato dal pediatra di libera scelta che attesti per l’intero anno di riferimento “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”.

Gli importi e le soglie ISEE sono tali e quali quelli per il contributo alla retta, ma non vengono suddivisi in mensilità.

In caso di ISEE non in corso di validità, l’importo erogato sarà di 1.500 euro.

 

Come si richiede il bonus asilo nido?

La domanda può essere presentata tramite patronato o online dal portale dell’INPS

Alla presentazione della domanda di contributo alla retta dovrà essere allegata la documentazione comprovante il pagamento della retta relativa ad almeno un mese di frequenza per cui si richiede il beneficio oppure, nel caso di asili nido pubblici che prevedono il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza, la documentazione da cui risulti l’iscrizione o comunque l’avvenuto inserimento in graduatoria del bambino.

La documentazione di avvenuto pagamento dovrà indicare:

Per richiedere il bonus per assistenza domiciliare a un bambino che non può frequentare l’asilo nido, innanzitutto l’impossibilità alla frequenza deve dipendere soltanto dallo stato di salute fisica.

Il pediatra o il medico curante deve attestare l’impossibilità di frequentare l’asilo nido per l’intero anno solare di riferimento, in ragione di una grave patologia cronica

Il certificato medico deve contenere i dati anagrafici del minore (data di nascita, città, indirizzo e n. civico di residenza

Chi deve presentare la domanda di bonus asilo nido?

La domanda deve necessariamente essere presentata dal genitore che sostiene le spese della retta.

Nell’eventualità in cui non tutte le rette siano pagate dallo stesso genitore, ognuno di essi potrà presentare domanda, con riferimento alle mensilità per le quali ha provveduto al pagamento.

Informazioni e domanda Bonus asilo nido sul sito dell’INPS

 

Aggiornato il 10-1-2022

Anche quest’anno Area onlus e la mostra Vietato non sfogliare saranno ospiti al Salone internazionale del libro di Torino con uno stand dedicato, presso il Padiglione 5 – Bookstock Village.

Gli incontri con gli autori copriranno praticamente tutte le tipologie di libri accessibili, salvo i libri tattili.

Da non perdere Melvin e Boonen, autori fiamminghi di due fumetti ad alta leggibilità divertentissimi; Aaron Becker, autore della trilogia di silent book “Viaggio” – “Scoperta” – “Ritorno”; e Gabriele Clima che con il libro “Il sole fra le dita” – è candidato al premio Andersen 2017.

 

Gli appuntamenti

Giovedì 18 maggio
Alle 14:30 – Booktop extra. La parola ai ragazzi
Presentazione delle videorecensioni realizzate dagli alunni di alcune scuole elementari e medie nell’ambito del progetto Book Extra, dedicato alla diffusione della lettura accessibile
6-13 anni – Spazio Stock

Venerdì 19 maggio

Alle 10:30 – Un giorno nella vita di tutti i giorni. La poesia della quotidianità
5-6 anni – Laboratorio Nati per leggere

Alle 12:30 – Incontro con Aaron Becker
6-11 anni – Spazio Stock

Alle 13:00 – Nel lontano mondo di mongolfiera
5-7 anni Laboratorio Parole 1

Alle 14:45 – Il sole fra le dita. Normalità e disabilità
Dai 13 anni – Laboratorio Parole 1

Sabato 20 maggio

Alle 11:45 – Come si disegna un Mammut? – Laboratorio con Melvin e Boonen
6-8 anni Laboratorio Immagine 2

Alle 14:15 – I tre porcellini in CAA – Attività
Dai 3 anni – Laboratorio Nati per Leggere

Alle 15:30 – Filastroccario: Gennaio Febbraio Marzo – Attività
4-9 anni – Laboratorio Parole 2

Domenica 21 maggio

Alle 11:45 – I mei compagni sono mostri! – Attività
Laboratorio Parole 2

Lunedì 22 maggio

Alle 11:45 – Chi ha fatto la spia? – Attività
9-10 anni – Laboratorio Parole 2

Alle 18 – MAVI e il Circolo dei bimbi scrittori. Educare al piacere di leggere e scrivere – Attività
Insegnanti, educatori, genitori – Laboratorio Parole 1

Gli schermi riducono la quantità del sonno dei più piccoli, senza però rovinarne la qualità. Non sembrano infatti incidere sui risvegli notturni. Il consiglio degli esperti: spegnere tutto un’ora prima di andare a letto. Per la prima volta l’indagine ha riguardato bambini sotto i tre anni di età. Leggi l’articolo su HealthDesk, il portale di informazione sulla salute a tutto campo dalla politica, alla medicina e alla ricerca, con particolare attenzione al sociale.